
Estratto dall'intervista al premio Nobel Rubbia: «L'eolico è inutile.Puntiamo su sole e idrogeno»
Che direzione, secondo lei, è opportuno prendere?«Parlando di energie rinnovabili molto chiacchierate ma poco coltivate, è inutile insistere con l’energia eolica perché di vento ce n’è poco nella Penisola al contrario dei Paesi del Nord o dell’Irlanda. Anche la biomassa rappresenta una nicchia limitata. Invece il sole è l’unica sorgente che abbiamo abbondante e ancora da sfruttare. Noi, con le altre nazioni del Sud Europa, Spagna e Grecia, dobbiamo lavorare su questo fronte anche costruendo impianti solari nel Nordafrica, nel Sahara ad esempio dove ci sono grandi spazi desertici, trasferendo via cavo l’energia prodotta verso la Sicilia. Gli spagnoli, sempre più attivi, hanno già il progetto di una centrale da due miliardi di watt da realizzare in Marocco».E l’idrogeno non è una prospettiva?«Anzi, è una necessità impellente. Se vogliamo affrontare seriamente il riscaldamento del clima bisogna sostituire il combustibile utilizzato dal miliardo di veicoli ogni giorno in transito sulle strade del pianeta generando anidride carbonica. L’idrogeno è l’unica via per sostituire il petrolio ma occorre ancora un buon lavoro di ricerca per utilizzarlo. E se non lo farà l’Italia, lo faranno gli altri. Io raccomanderei ai miei illustri colleghi di impegnarsi di più».Se in Italia si è concluso poco, il problema sono le risorse o cervelli?
«Sono le risorse e il sistema, più che i cervelli. A parte i fondi inadeguati alla ricerca, le altre grandi difficoltà derivano dalle strutture bloccate come il Cnr e l’Enea. Il sistema è addormentato e conservativo, non esiste la necessaria organizzazione, non si stabiliscono le priorità e non si lascia spazio alla meritocrazia. Da noi uno Steve Jobs che inventa il personal computer in un garage della California, anche se lo inventasse non riuscirebbe mai a costruirlo e diffonderlo. Le tecnologie che renderanno utilizzabile l’idrogeno saranno rivoluzionarie negli effetti quanto il computer; oltre a risolvere il problema energetico e salvare l’ambiente».
[ Fonte: Corriere della Sera ]
Secondo noi una priorità è far pace con il cervello. Eolico, si...poi no...ed ancora, forse. Ognuno dice la sua e stiamo fermi ancora a metà del novecento per quel che riguarda l'energia alternativa. La Spagna a confronto è anni luce avanti caro Rubbia, almeno su questo tema. E poi basta con le solite minchiate sulla meritocrazia. Lo sappiam bene che qui non funziona secondo i parametri del "migliore" ma è bello ridircelo tutte le volte, fa molto obiettività. CNR ed ENEA, due giganti addormentati, dal 1968 sino ad oggi. Ovvero da quando sono usciti i laureati con il sei politico che venivano "messi" all'interno di questi organismi non per fare ricerca ma propaganda politica. I concorsi? Truccati. Altro che energia pulita, qui ci vuole pulizia! Anche dai palloni gonfiati.