
Messaggi, droga, soldi. Sarebbe stata amplissima l’attività svolta da Giuseppe Trapani, l'agente di polizia penitenziaria del carcere Pagliarelli di Palermo arrestato questa notte.
Trapani era stato individuato nel corso delle indagini dirette alla cattura del latitante del clan mafioso di Pagliarelli, Giovanni Motisi: i carabinieri avevano messo sotto controllo i telefoni di Vincenzo Cascino, mafioso detenuto ma ritenuto in contatto indiretto col capo del suo mandamento. Il 16 settembre scorso avevano così scoperto che la moglie di Cascino aveva ricevuto una strana chiamata da un telefonino che montava una scheda intestata a un cittadino romeno. La voce era però inconfondibilmente quella di un palermitano ed era stata poi identificata proprio per quella di Cascino, che aveva telefonato alla donna dalla propria cella.
[Tratto da:La Gazzetta del Mezzogiorno]
Ecco alcune intercettazioni:
"Digli a Giovanni che si mette due canne in bocca...". E lei: "Sì, tranquillo". "Due belle canne... tranquilla, vita mia... anche se vede ai cani digli che non l’inghiotte... se i cani abbaiano, allora inghiotte... Ti amo assai, vita mia...".
Poi, l’uomo,rivela alla moglie di avere occultato in cella il telefono grazie al potere del suo compagno "una persona di certo rilievo". "Ti dico, abbiamo il telefono in cella. Lo hai capito? E’ imboscato questo telefono"
Il giudice ha disposto misure cutelari per i detenuti...dico, ma non stanno già in carcere e il mafioso magari col 416 bis?
E allora a che serve questo provvedimento, se le misure non sono servite prima e addirittura i detenuti coordinavano le attività illegali dal carcere?