
Stazioni del Metrò di Roma - Milano - Londra. Perfetti automi, stile Metropolis, si incamminano verso i tornelli della stazione ma prima di giungervi hanno compito uno dei gesti codificati nella loro RAM. In essa è stata inserita tra le tante anche la seguente informazione sotto forma di codice binario 0101000001110010011001010110111001100100011001010111
0010011001010010000001100111011100100110000101110100011010
0101110011001000000110011101101001011011110111001001101110
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che decodificata in linguaggio convenzionale ordina al soggetto robotizzato e lobotomizzato di prendere il giornale gratis.
Il software non prevede che l’automa capisca, ma è stato predisposto affinché reagisca positivamente o negativamente a dei suoni-parole. Uno dei termini che prevedono un atto con segno positivo è gratis. Letta o ascoltata questa parola fornisce un impulso alla CPU che fa muovere in automatico l’arto e lo porta ad afferrare l’oggetto a cui la parolina magica è riferita.
Così avviene per cinque giorni alla settimana, in ogni mese, in ogni anno, da quando i Fredersen* hanno deciso di fare iniziare il giorno lavorativo agli schiavi-automi fornendo loro questo regalo: leggere le notizie gratuitamente.
Gli automi non possono sapere – in quanto non previsto dal software - che in realtà tale dono sarà da loro pagato per mezzo dei prodotti di cui i Fredersen hanno inserito nel free-press il messaggio pubblicitario. Non sono in grado di elaborare questa semplice equazione e se lo facessero crollerebbe il mondo perfetto del consumo artificialmente intelligente.
Scopriamo assieme nella Metropolis Italia chi sono questi Fredersen.
Il primo giornale cosiddetto free press – Metro - è stato inserito nella catena di produzione da Edizioni Metro Italia, filiale italiana di Metro International a sua volta parte del MTG (Moder Times Group). Un gruppo internazionale senza volto ma che diffonde cinquanta edizioni del giornale distribuite in diciassette paesi e sedici lingue differenti, detentore di canali satellitari e radio. Le parole d’ordine per il lancio in Italia furono: “Metro, la buona informazione non ha prezzo” e “Metro è un quotidiano libero e per questo non ha prezzo”. Il prezzo c’è, eccome, ma non si vede. Mentre si compie quel gesto in automatico si fa aumentare sempre automaticamente il costo del prodotto pubblicizzato tra le sue pagine che poi si andrà ad acquistare. Questo concetto semplice-semplice ha validità generale per ogni quotidiano falsamente indicato free-press.
Ma andiamo avanti con le altre conoscenze.
City. Anno di invasione 2001 da parte – udite, udite – del gruppo RCS. Non contenti di monopolizzare il mercato con decine di testate a doppia entrata pubblicitaria hanno voluto un’altra fetta della torta sfornando City. Tra gli azionisti dell’RCS si annoverano due banche: Mediobanca Spa con il suo 13,257% e Banca Intesa Spa con il 4,768 %. Quando mai non diciamo una ma ben due banche hanno mai regalato qualcosa?
Nella partita ad asso pigliatutto non poteva non lanciarsi il palazzinaro – immobiliarista percè fa più fine – Francesco Gaetano Caltagirone. Non pago di aver tra le sue mani Il Messaggero, Il Mattino, Caltanet e la concessionaria pubblicitaria Piemme decise anch’egli sempre nel 2001 – guarda il caso – di lanciare un nuovo free-press: Leggo. Si assiste ad una anomalia del mercato signori. La concorrenza non si esplica più tra prodotti eguali o simili a prezzi differenti bensì tra prodotti entrambi gratuiti. Significa ciò un evento epocale in economia con l’inserimento del concetto del più gratuito al posto del più costoso(!).
Procediamo senza indugiare sulla famiglia Caltagirone sulla quale usando il loro stesso portale Caltanet – il sito preferito dal mouse – potrete trovare ogni informazione sulla loro antica ed importante tradizione che nasce nel 1905 e giungiamo all’ultimo arrivato – almeno nella Capitale – quotidiano gratuito.
EPolis di Nicola (detto Nicky) Grauso. Di Nicola Grauso si inizia a parlare dal 1975, data di nascita della sua prima creatura, Radiolina. Quindi compra l'Unione Sarda. Acquista il quotidiano polacco Zycie Warsawy e il network Polonia Uno. Non appagato si butta a capofitto in Internet e dà vita a Video On Line. Compra quote di Rinascita e del Manifesto. Nicola Grauso pagò il riscatto per la liberazione di Silvia Melis e corse il rischio di essere arrestato con l'ipotesi di favoreggiamento con i banditi. Quando qualche mese dopo al Tg5 venne recapitato l'orecchio mozzato dell'imprenditore bresciano Giuseppe Soffiantini rispuntò Nicola Grauso che affermò: "Liberatelo, garantisco io per il riscatto". Quindi cosa vi è da stupirsi? E’ abituato a far il buon samaritano…A causa della sua infinità bontà fece fallire la società di gestione della cartiera ARABATAX 2000 e della collegata società di forestazione MARSILVA. Posseduto dall’anima di Robin Hood acquistò qualcosa come 500mila domini Internet in tutto il mondo, Italia compresa, volendo forse levarli ai ricchi e darne ai poveri.
Ma ora dobbiamo lasciarci. A Metropolis è suonata la campana del cambio turno e dopo aver sparpagliato per il pavimento del Metrò, in ufficio, in fabbrica e nell’università quintali di carta torneremo a casa felici di aver lavorato per mantenere il nostro giornale gratis quotidiano.
* nome del magnate che governa Metropolis