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Viva il Duce. Abbasso il Duce. La coerenza degli AccademiciTuesday, 30 January 2007
Dal Duce all’antifascismo ma sempre in cattedra
[ Fonte: Il Giornale ]
Scritto da MThule
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E l'Italia si mise in sellaSunday, 28 January 2007
Otto milioni di biciclette è un bel titolo per un saggio che vuole raccontare la vita quotidiana degli italiani durante il fascismo. «Otto milioni di baionette» era lo slogan prediletto dal regime per rappresentare un popolo che si voleva a tutti i costi guerriero, duro, determinato alla grandezza imperiale: ma le biciclette rappresentano meglio le aspirazioni e la realtà della maggioranza degli italiani di allora, per i quali l’automobile - foss’anche la più economica Topolino - era un sogno irrealizzabile. [ Fonte: Il Giornale ]
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Auschwitz? Roba da turistiThursday, 25 January 2007Intervista a Sky 24 DAVID IRVING Se questo è un martire Il processo è già avviato. Il "martirio" si sta consumando: così allo storico David Irving, processato e condannato in Austria per le sue sgangherate idee negazioniste - per aver fortemente contestato la realtà storica dell'Olocausto ebraico - oggi tocca presentarsi come l'effigie dell'uomo simbolo di un'improbabile battaglia per la libertà di pensiero. Così appare durante il programma "Controcorrente" (in onda ieri sera su SkyTg24), condotto in studio da Corrado Formigli. Irving parla in diretta da Londra, dopo i 14 mesi passati nella prigione austriaca. Da dicembre infatti è in libertà grazie alla sospensione della condanna (ottenuta in appello) a tre anni di carcere per le sue "idee" sulla Shoah. Ora alloggia in un modesto e un po' ambiguo alberghetto nei dintorni della Victoria Statìon: il Comfort Inn (35 sterline a notte). «Vivo», spiega e computa al conduttore, «grazie alle donazioni di 12 mila amici, 50 sterline ciascuno». Neonazisti, chiede Formigli? «Non so cosa voglia dire la parola neonazista», risponde lui. Dove andrà, adesso che libero? «Vado spesso negli Stati Uniti, per motivi professionali». E poi c'è in programma un viaggio in Polonia. Magari ad Auschwitz? «Vado a fare una visita nelle prossime settimane, ma non rivelo i dettagli per motivi di sicurezza». Il "suo" paese è e rimane l'Inghilterra. Appare come un uomo provato, ridotto a una vita di stenti e sacrifici: dunque pronto a rivendicare la sua palma di martire della libertà di pensiero. «La galera? È il mio Oscar alla carriera», sostiene, compiacendosi dello slogan inventato lì per li. E aggiunge che sta lavorando a un libro delle sue memorie. Titolo: "La guerra di Irving". La legge del ministro In Italia il suo caso è diventato di strettissima attualità proprio in questi giorni, in seguito all'iniziativa del ministro della Giustizia Clemente Mastella, che presenterà oggi al Consiglio dei ministri un disegno di legge per punire il negazionismo. La bozza è stata resa nota dalle agenzie proprio mentre Irving parlava su Sky. Il testo prevede che il reato «di istigazione a commettere crimini contro l'umanità e l'apologia dei crimini contro l'umanità» sia punito con il carcere da 3 a 12 anni. Duecento storici di diverso orientamento politico-culturale hanno rivolto un appello al Guardasigilli e al governo affinchè lascino perdere il provvedimento, perché qualsiasi divieto potrebbe favorire lo stesso negazionismo e i suoi adepti, trasformandoli in perseguitati per il proprio pensiero. Lasciare cadere nel silenzio e nell'oblio, oppure rispondere scientificamente al cumulo di sciocchezze di Irving e compagni, sembra essere la più convincente delle strategie. La pensa in questo modo, ad esempio, Giovanni Gozzini, storico e docente dell'Università di Siena, uno dei partecipanti alla trasmissione di Sky Tv; la pensa diversamente Furio Colombo, per il quale il negazionismo è un reato a tutti gli effetti. Anche nel governo ci sono opinioni contrastanti: contrario Rutelli, possibilista Di Pietro, favorevole la Melandri. Su Mastella e la sua proposta di legge Irving ha da dire la sua: «Mastella è vittima della lobby ebraica di Roma, vuole i loro voti. Sta cercando di comprarseli, questo non è il modo migliore per scrivere la storia». Negare l'Olocausto è un reato in Austria e in diversi paesi europei, tra cui Germania e Svizzera, ed è punibile con una condanna che può arrivare fino a 10 anni di carcere. I tre anni di prigione, in Austria, erano la pena comminata per aver sminuito il genocidio organizzato di sei milioni di ebrei ad opera dei nazisti. Lo sto -rico - ha scritto decine di libri, ma è praticamente un autodidatta - ha fatto ricorso in appello chiedendo una riduzione della pena, mentre la procura ha chiesto una pena più severa. La corte d'appello ha deciso di convenire il tempo rimanente della condanna in un periodo di libertà condizionata. Le frasi deliranti Irving è stato arrestato 16 anni dopo, mentre si trovava in Austria per partecipare al congresso di una confraternita studentesca di destra radicale. Lo storico poi ha ammesso la sua colpevolezza nel processo, dicendo di aver cambiato punto di vista nel 1991, dopo essere entrato in possesso di alcuni documenti privati di Adolf Eichmann, il gerarca che "organizzò" l'Olocausto. Il tribunale ha ritenuto che fosse un mero tentativo per evitare il carcere. Ma nell'intervista a "Controcorrente" si rimangia ogni pentimento: «Ad Auschwitz non ci sono mai state le camere a gas. Non ci sono prove che soddisfino me personalmente», dichiara. E rincara la dose: «La parola Olocausto è stata inventata nel 1975 per propaganda. In realtà, Auschwitz è una fabbrica per turisti. L'hanno costruita tre anni dopo la fine della guerra». «Non sono un negazionista», assicura convinto. «Senza dubbio i nazisti hanno ucciso milioni di ebrei... Qualcosa, insomma, è successo. Ma non ad Auschwitz. Sono scettico su molti aspetti, quelli che gli storici, che io definisco "confor-misti",non hanno voluto approfondire, per troppa paura, paura di finire in carcere». Ora, confessa lrving, «vivo con difficoltà. I nemici stanno facendo il possibile per distruggermi come scrittore» E c'è un altro accenno all'Italia: «Una volta i miei libri erano pubblicati dalla Mon-dadori». Ecco dunque la vittima: «Hanno costruito un mondo di favole, ma il punto è: Hitler cosa ne sapeva? Chi sono stati i boia? Se fossi un ebreo vorrei sapere non chi mi ha ucciso, ma perché. Non ci sono prove sul fatto che Hitler ha dato ordini sull'Olocausto. Ma io so chi c'è dietro il tentativo di distruggermi. I miei nemici variano da paese a paese. Nel '91 gli ebrei inglesi hanno tenuto un incontro per distruggermi come autore». Così fino al grottesco finale: «Non voglio contribuire all'antisemitismo, ma so cosa hanno fatto a me. Ripeto, tutto questo non fa di me un antisemita. Cerco di difendere tutti gli innocenti che muoiono nel mondo, e non solo gli ebrei». Questo è l'uomo che Mastella rischia di rendere un eroe. [ Fonte: Libero ]
Scritto da MThule
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Libertà al guinzaglioThursday, 25 January 2007Tratto da "Il Corriere della Sera": Reati d'opinione, adesso le comunità si dividono: <...Il rabbino capo Di Segni dice anche perchè ci si può spingere fino al punto di immaginare il carcere per chi coltiva e diffonde le idee negazioniste: "Ritengo che chi promuove il negazionismo lo fa non per puro esercizio accademico, ma piuttosto perchè intende seminare odio. Per questo è giusto che si apra una discussione parlamentare sui limiti di una ricerca "scientifica" le cui conseguenze possono essere fatali. Questo è il problema anche se comprendo le difficoltà di stabilire i confini del negazionismo". E' di diverso avviso il portavoce della comunità ebraica di Milano, Yasha Reibman, che pone in cima ai suoi ragionamenti soprattutto un pensiero: "La libertà di opinione è una libertà fondamentale e ogni limitazione deve essere un'eccezione". E poi, in questo momento storico "non mi sembra che in Italia il negazionismo sia da considerarsi un'emergenza rispetto a quanto succede nel Nord Europa". > Possiamo trarre delle interessanti considerazoni da quanto detto da Di Segni e Reibman. Il primo pensa che sia giusto incarcerare gli storici poichè ritiene che questi non siano storici ma istigatori all'odio: ossia ci sta dicendo che l'equazione è falsità dei sei milioni di morti in due presunte camere a gas = antisemitismo / verità di sei milioni morti in due presunte camere a gas = tolleranza. Questa ce la dovrebbe spiegare meglio. Ma la cosa che invece è più preoccupante è che ritenga pericolosa la ricerca scientifica... "le cui conseguenze possono essere fatali"...solo l'inquisizione si esprimeva in questi termini, si nega la libertà scientifica sicuramente fatale per i dogmi non scientifici, e a proposito di storia ci viene in mente l'inquisizione in cui i dogmi, difesi con ferro e il fuoco e le prigioni, servivano a mantenere il potere della chiesa sulle menti. Le dichiarazioni del secondo appaiono ciniche nel dire in parole povere: "la libertà di espimere idee va bene fino a che le idee non iniziano a essere accettate da molti". C'è poi differenza tra la negazione assoluta di un diritto dell'uomo e il suo metterlo al guinzaglio?
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