
Putin pensa a un'Opec del gas con l'Iran: «Idea interessante»
Sarà che la Russia, come giura il suo presidente Vladimir Putin, non rappresenta una minaccia per le politiche energetiche dell'Occidente, nonostante il ruolo sempre più ingombrante del campione nazionale Gazprom in Europa. Eppure si fa largo, dopo la proposta dell'Iran ultranazionalista e anti-sionista di Amadinejad, l'idea di un'alleanza tra paesi produttori del nuovo petrolio, il gas naturale.
«L'idea di un'Opec del gas - ha commentato Putin durante la sua conferenza stampa annuale al Cremlino - è interessante, ci penseremo su». Mosca non intenderebbe formare un vero e proprio cartello con gli altri esportatori di gas naturale, ma un non meglio definito organismo utile a impostare un'azione coordinata. Esattamente come non è dato di sapere. Intanto il presidente russo ha ordinato alla Transneft, l'agenzia che gestisce gli oleodotti del paese, di ampliare di un milione di barili al giorno la portata del sistema per l'oleodotto del Baltico che arriva al porto di Primorsk. «Questo ci consentirà di tagliare i rischi di transito. L'oledotto dalla Siberia verso Primorsk consente infatti di bypassare la Bielorussia».
«Ci accusano di usare le nostre risorse economiche come un'arma politica (si pensi al recente braccio di ferro con Ucraina e Bielorussia, ndr) per raggiungere i nostri obiettivi di politica estera. Ma non è la verità. Intendiamo garantire regolari flussi di energia ai paesi consumatori», ha ribadito il presidente russo sottolineando che Mosca non intende andare contro il proprio interesse nazionale pur di compiacere la comunità internazionale. Nel marzo scorso i due big russi Gazprom e Lukoil si sono garantiti un accesso esclusivo ad alcuni grandi giacimenti di petrolio e di gas algerino, in cambio della cancellazione di 4,7 miliardi di debiti e dell'acquisto da parte di Algeri di 7,5 miliardi di dollari di armi russe. Algeri è il secondo fornitore di gas dell'Europa, dietro alla Russia. Inoltre Mosca e Teheran hanno avviato una serie di accordi per un maggior coordinamento tra i due paesi nella produzione di gas. La Russia detiene il 30% delle riserve mondiali di gas e l'Iran segue al secondo posto.
Putin ha poi fatto un punto della situazione economica generale e ha ricordato che il prodotto interno lordo nel 2006 ha superato i mille miliardi di dollari. Certo, «c'è ancora molto da fare», perché la Russia è ancora all'82% del livello che aveva raggiunto nel 1990. «Il 2006 - ha detto Putin - è stato un anno di transizione dalla politica dell'accumulazione e della stabilizzazione a quella dello sviluppo». Putin ha poi assicurato che la Russia continuerà a perseguire l'obiettivo di ridurre l'inflazione al 4-5% nel 2008-09 (dall'attuale 9%) e ha aggiunto che i prezzi al consumo sono passati dal 36,5% del 1999 all'attuale 9%. Inoltre ha stimato al 6,7-6,9% la crescita del Pil nel 2006. Sul versante sociale il presidente non si è risparmiato una digressione in materia di sesso. Non è una questione di gusti, ha spiegato, ma gay e lesbiche rappresentano un problema «demografico» per la Russia dove il tasso di natalità è in continua diminuzione.
Quanto alle presidenziali del 2008, Putin - che non si potrà ripresentare se la Costituzione resterà tale e quale, ovvero sussistendo l'impossibilità di un terzo mandato consecuticvo - ha comunqueprecisato che non lascerà la politica e ha affermato: «Non ci saranno eredi designati, solo candidati. E decideranno gli elettori». Il nome del candidato vicino a Putin sarà reso noto soltanto a campagna elettorale avviata, ma i nomi più ricorrenti al momento sono quelli del vice-primo ministro nonché presidente del board di Gazprom, Dimitri Medvedev, e del monistro della Difesa, Sergei Ivanov.
In materia di politica estera Putin ha criticato gli Stati Uniti circa la necessità di basi polacche e ceche contro la possibile minaccia iraniana, definita «priva di fondamento». Tuttavia tali basi «non avranno alcuna ricaduta sulle armi di nuova tecnologia russe». Nel settore degli armamenti, «La Russia sta esportando moltissimo, e ha intenzione di aumentare. Le sanzioni americane contro alcune nostre compagnie sono una scorrettezza dal punto di vista della concorrenza», ha aggiunto.
[ Fonte: Il Sole 24 Ore ]