
Una buona spia si tiene sempre una carta di riserva, una via di fuga nel caso la situazione si metta al brutto. Per questo a Langley, il quartier generale della Cia, hanno distrutto, contravvenendo agli ordini del potere politico, i video con il brutale interrogatorio di due terroristi.
Il «sottomarino» - In particolare quello di Abu Zubayda, un operativo di Al Qaeda, sottoposto al «sottomarino». Lo hanno immerso a testa in giù nell’acqua con uno straccio avvolto attorno al capo. Una situazione che provoca panico nel prigioniero, in quanto pensa di annegare. Un metodo duro, affermano a Washington, che avrebbe spinto il terrorista a fornire notizie utili alla cattura di altri elementi della rete di Osama. Ma questo è avvenuto molto tempo fa e adesso gli 007 temono di essere scaricati, finendo sotto inchiesta – il Congresso procederà a delle audizioni - per aver torturato un individuo. I rapporti tra il mondo dell’intelligence e l’amministrazione Bush attraversano infatti un momento difficile. Le coperture politiche possono saltare, lasciando gli agenti con il cerino in mano, anche se hanno agito in base a precise disposizioni. Tutto in nome della lotta al terrorismo.
E la sorpresa davanti allo scandalo manifestata dai parlamentari Usa è di facciata. Molti deputati sapevano. Il “Washington Post” ha rivelato come alcuni tra i più importanti congressisti – compresa Nancy Pelosi – fossero stati informati sulle tecniche impiegate dalla Cia negli interrogatori. Sistemi introdotti nel 2002 e svelati, tre anni dopo, dalla rete Abc.
La «lista» prevedeva:
1) Scuotimento: il detenuto viene preso per la maglia e scosso in modo violento.
2) Lo schiaffo: una percossa a mano aperta sul volto.
3) La pancia: il prigioniero è colpito a mano aperta sullo stomaco; provoca dolore ma non causa danni interni.
4) Il “palo”: la persona deve restare in piedi, in manette, incatenata al suolo per oltre 40 ore. E’ una delle tecniche più temute.
5) La cella fredda: il prigioniero è tenuto nudo in una cella dove la temperatura è mantenuta sotto lo zero. Ogni tanto viene colpito con getti d’acqua.
6) Water-boarding (sottomarino): Il detenuto è immerso ripetutamente nell’acqua, con la testa coperta da uno straccio o da cellophane. Per gli esperti la vittima può resistere una manciata di secondi.
e altre torture, a queste tecniche se ne sono aggiunte altre, impiegate da servizi di sicurezza mediorientali.
1) Rovesciamento dell’orologio biologico dell’arrestato, non facendogli capire quando è giorno o notte.
2) Privarlo del sonno per 72 ore.
3) Esporre il sospettato a temperature elevate quindi costringerlo a stare in una cella ghiacciata.
4) Assalto sensoriale: il prigioniero è tenuto in una cella con la luce sempre accesa e viene “bombardato” da musica psichedelica ad alto volume.
[ Fonte: Corriere della Sera ]