
Con un consenso del 99% la signora Emma Marcegaglia (in foto) è divenuta da ieri la "prima donna" dell'italica industria.
Donna in carriera, bella, brava, ricca, onesta, dura, materna ecc. e chi più ne ha più ne metta!
L'elezione dell'imprenditrice mantovana è avvenuta con un plebiscito che lo stesso Montezemolo ha definito "bulgaro" , come nella migliore tradizione delle dinastie sovietiche. Con un corollario di giornalisti d'ogni sponda, proni nel descrivere le mirabolanti qualità di questo personaggio decisamente sconosciuto ai più.
Ma qui non siamo ai tempi dell'URSS che fu, ne tantomeno nella Corea del Nord. Montezemolo non è Fidel Castro e certo la sua erede non può essere paragonata a Raul "fratello di...".
I metodi però sono stati quelli. Sembra paradossale, ma propio chi tanto predica i dieci comandamenti del libero mercato (dal suo Sinai personale), ha dimostrato la determinazione più assoluta nel voler mantenere il controllo su Confindustria, in modo oligarchico e subdolo.
Dopo aver sterilizzato ogni dissenso interno a Confindustria verso la sua figura,negli anni del suo regno,Montezemolo ha spinto la candidatura Marcegaglia talmente forte che a nessuno è passata per la testa l'idea di contrastare questa "continuità dinamica" con tacchi a spillo e sorriso da oca giuliva.
Non sta certo a noi giudicare l'imprenditrice Marcegaglia per le sue qualità professionali, quello che c'insospettisce è che improvvisamente una "signora nessuno" sia balzata al rango d'erede al trono del nostro "caro" Montezemolo, senza che si alzasse un segno di dissenso, o una candidatura antagonista.
Abbiamo l'impressione che la neo Presidente degl'industriali nostrani sarà una sorta di "Montezemola", un clone di bella presenza ma che dipenderà TOTALMENTE dai saggi consigli del divo Luca Cordero.