
"Pronto a parlare con Alemanno"
L'architetto americano che ha progettato la teca dell'Ara Pacis, Richard Meier, è pronto a parlarne con il neo-sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in qualsiasi momento. Lo ha riferito lo stesso Meier a New York, commentando l'intenzione del primo cittadino di Roma di rimuovere la struttura disegnata appositamente per il monumento. Contro l'opera di Meier si era schierato anche il critico d'arte Vittorio Sgarbi.
[Tgcom]
Riportiamo le parole di Veltroni nella sua intervista:
La teca rappresenta il bello del 2000 insieme al bello del passato, non è vero che ora non sappiamo produrre più il bello.
Abbiamo reso accessibile l' Ara Pacis ai romani, che neanche sapevano che c' era.
Come dice Meier nell' altra intervista questo è il primo intervento al centro di Roma dalla seconda guerra mondiale.
La teca di prima era in travertino, magari andava ripulita, ma aveva il pregio di non essere ingombrante e di non coprire quell' abbandonato diamante nel letame
che si chiama Mausoleo di Augusto (che mi ricorda il dipinto di Bocklin, L' isola dei morti per quanto è bello), per non parlare della Chiesa di San Rocco del Valadier.
Ora la celebrazione di questo famoso architetto che veniva pure prima della presentazione del monumento storico, ha consentito che si spendessero miliardi perchè Roma entrasse tra le capitali moderne, ossia pagasse il suo contributo ai canoni dell' inutile.
Il risultato? un ingombrante teratoma che si è sviluppato intorno a qualcosa che doveva solamente contenere qualcosa di ben più importante.
Ora questo architetto che è stato ultrapagato per quest' opera aveva già colpito a Roma con una Chiesa ultramoderna, giudicate voi.
Io mi limito a segnalare la sudditanza e il prezzo pagato...(da 6 a 15 forse 25 mlioni, chi lo sa, c'è il mistero)ah tra parentesi un' eventuale rimozione non sarà gratuita, come un nuovo lavoro...della serie come rendere complicato l' effimero.
E non è finita quà...