
Chi vince in questa gara al ribasso dove tutto, dai libri alle bandiere, alla vita di un ragazzo, è solo materiale utile a far girare la ruota del mulino dalla propria parte?
Si inizia dalla notizia di un pestaggio, nato probabilmente dalla voglia di esibirsi sul web, finito tragicamente; ragazzi che picchiano altri ragazzi semplicemente per riempire quel vuoto lasciato dalla televisione o dai grandi magazzini che non riescono evidentemente a formare persnalià, valori, obiettivi.
La vicinanza con ambienti di estrema destra, non certo una novità per Verona, fa il resto; quei delinquenti sono tifosi, nazisti, e per magia quegli appellativi diventano la colpa più grave, tanto da cancellare il gesto, da superarlo.
Si potrebbe parlare di razzismo al contrario per alcune categorie; ma c'è sempre quel ragazzo che lotta tra la vita e la morte.
Ed ecco che la sua vita, o meglio la sua morte, si trasforma e viene lancita in aria come uno slogan; non si disdegna neanche il carro funebre pur di fare qualche metro, e sembra di essere per sempre chiusi in quello stupido clima elettorale dove ogni parola è pesata e atta ad imboinre o sobillare la folla.
Si potrebbe pensare che la cosa riguardi solamente un animale politico come Veltroni, ma evidentemente come tutto ciò che c'è di peggiore, è bipartisan, ed ecco sicuro dell' impunità per il solo fatto di aver nominato l' innominabile (Israele) Fini rilancia in una difesa non richiesta e a spada tratta dello Stato d' Israele che sembra quasi grottesca, finta e finisce con l' essere servile. Poco importa che la vicenda continui a banalizzarsi ed anzi scada a gioco innocuo, a confronto di quello pericolosissimo di bruciare bandiere, che rimane, al di là del valore materiale, un segno effettivo di protesta, magari troppo generalizzato.
C'è una scadenza da onorare e i patti sono chiari.
Accumunato e accodato a questo viene anche il nostro Presidente della Repubblica; primo presidente ad onorare della sua presenza la Fiera del libro di Israele, e non è un' iperbole chiamarla così.
Prova a schermirsi da chi gli ricorda la sua equiparazione di antisemitismo e antisionismo; prima e più grande strumentalizzazione che solo Israele può compiere in quanto ne ha il monopolio.
Ora si può criticare, specialmente dentro lo Stato di Israele, (che glielo ricordo non è di sua giurisdizone) ma non mettere in dubbio la legittimità dello Stato del quale in corrispondenza dell' apertura della Fiera si ricorderano i sessant' anni.
La storia e l' attualità non contano, solo le questioni di principio, e poco importa che i carri con i viveri dell' Onu non possano più entrare in territorio palestinese perchè Israele ha deciso di interrompere la fornitura di benzina; si tende ad ideologizzare tutto forse perchè è un utile paraocchi da mettere alle persone, per evitare ogni critica.
Dal canto mio sono sicuro solamente di una cosa: che la macchina della giustizia "animata" dai richiami al nazismo (e ora con il carico di Israele, che stavolta non c' entrava una mazza) fuzionerà implacabile, magari in mainera esemplare e non certo per impedire che si ripeta, viste le circostanze (e già la pubblicazione di foto e nomi al braccio armato del potere, la Stampa, sono un anticipo); mentre invece farà i buchi a livello generale.