
In pochi si aspettavano una caccia aperta al migrante, men che meno in Sudafrica. Sorpresa anche lei?
Sì e no. Sì per l’intensità con la quale gli immigrati sono stati attaccati. Mai avrei immaginato di vedere le immagini raccapriccianti diffuse in questi giorni dai mass-media. Ancora oggi fatico a credere che due cittadini dello Zimbabwe siano stati bruciati vivi a Johannesburg. Detto questo, non sono sorpresa dalle aggressioni perpetrate contro le comunità immigrate. Il Sudafrica è per eccellenza una terra di violenza xenofoba.
Come lo spiega?Basta guardare alla sua storia. Durante l’apartheid, il razzismo violento era un fenomeno strutturale nella società sudafricana. Escludere e uccidere un nero era considerato normale fino agli anni ‘80, così come prendersela con un bianco per motivi di vendetta. Oggi molti si dicono sorpresi del fatto che cittadini neri se la prendono con altri neri provenienti dallo Zimbabwe piuttosto che dalla Somalia. Ma qualcuno dovrebbe riflettere sul modo con cui i sudafricani sono stati cresciuti nel XX secolo. Si tratta innanzitutto di un problema culturale che peraltro non ha colpito soltanto la comunità bianca. Certo, il regime dell’apartheid è stato opera degli afrikaneers...
[Panorama]
Riporto solamente una parte della lunga intervista all' "esperta di razzismo", si tende a prendere molto sottogamba e a tollerare il razzismo della popolazione di colore, diventa frutto di impostazioni culturali dei bianchi, oppure di rivendica e contro condizioni analoghe subite.
Così viene vista per esempio la violenza contro i boeri, un pò una guerra tra poveri; e con questo metro difficilmente si spiegano i fatti odierni, ma anche quelli passati, come il Ruanda.
Ma la tentazione di vederci sempre protagonisti, nel bene e nel male, di tutto il mondo è forte.