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Che geniThursday, 31 July 2008
Ecco perchè è un elisir Allontanano la fatica, rinfrescano il cervello, regolarizzano la pressione sanguigna, rendono flessibili le giunture, prolungano la giovinezza sessuale negli uomini e aiutano sotto le lenzuola le coppie in crisi, senza dimenticare che fanno anche dimagrire. Sono le posizioni del loto, del Cobra, della Farfalla o del Loto, ovvero gli "asana" di cui si compone lo yoga. I maestri delle discipline orientali lo dicono da sempre, ma noi scettici occidentali avevamo bisogno delle prove della scienza per dagli credito. E adesso non ci sono più dubbi. Molte le ricerche e gli studi che lo confermano: questa antichissima disciplina orientale fa bene all'anima, ma anche e soprattutto al corpo. Svelato quindi il "mistero" sugli effetti terapeutici dello yoga, disciplina, sempre più praticata anche in Occidente, che combatte la pressione alta, aiuta a vincere il dolore, ed è utile contro l'infertilità e l'artrite reumatoide. Tanti benefici sono dovuti all'influenza esercitata dallo yoga, o da altre tecniche di meditazione, sull'attività dei geni, in particolare quelli coinvolti nella risposta dell'organismo allo stress. Questi ultimi sono stati coinvolti in un programma di allenamento di 8 settimane per capire se anche cominciare a praticare questo tipo di attività fisica avesse effetti sui geni. E infatti è risultato che rilassamento e meditazione influenzano l'espressione dei geni che sono coinvolti nell'infiammazione o nella morte cellulare programmata, ma anche nella reazione dell'organismo ai radicali liberi. Qualche vita umanaThursday, 31 July 2008
Giornata di taglio dei nastri, giornata storica per Civitavecchia ieri - 30 luglio -, per l’inaugurazione della nuova centrale a carbone costata più di sei anni di cantiere, una serie infinita di stop, proteste degli ambientalisti e come detto dal ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola anche «qualche vita umana», en passant. Il cordone ombelicaleThursday, 31 July 2008
Il premier israeliano, Ehud Olmert, ha chiamato il presidente americano, George W. Bush, prima di convocare la conferenza stampa a Gerusalemme, nel corso della quale ha annunciato che lascera' l'incarico di capo del governo non appena il Kadima, partito della maggioranza, avra' designato il suo nuovo leader. Lo riporta la televisione privata israeliana 'Channel 10'. Karadzic EstradatoWednesday, 30 July 2008
Oggi come ieri la storia la scrivono i vincitori chiamandola "giustizia". Lo spauracchio razzistaWednesday, 30 July 2008
MILANO (Reuters) - La Lega Nord ha proposto oggi al consiglio regionale della Lombardia una legge che possa consentire ai comuni di impedire la presenza di esercizi commerciali "incompatibili con il contesto storico", come i kebab, i ristoranti cinesi e i fast-food. "La nostra proposta promuove il mantenimento delle merceologie tradizionali e degli elementi di arredo originali, che devono essere considerati a tutti gli effetti testimonianze vitali della cultura locale", spiega in una nota Daniele Belotti, consigliere del Carroccio che oggi ha presentato la proposta di legge regionale al Pirellone. "E' importante che il tessuto socio-economico del centro storico non venga pregiudicato con l'apertura di attività poco in sintonia con il contesto. Ad esempio, fast-food, ristoranti cinesi, kebab, sexy shop sono generi di attività commerciali che stonano pesantemente all'interno di un millenario borgo storico, come è tipico della realtà lombarda". Belotti ricorda che già altre regioni, come la Toscana, hanno una normativa che consente ai comuni di regolamentare e limitare le attività di vendita nei centri storici. "Con questa legge consentiamo ai comuni di preservare la bellezza e l'identità dei loro centri storici, evitando la spersonalizzazione della tipicità dei nostri borghi medioevali", conclude Belotti. Riportiamo la notizia originale che ha fatto il giro di tutti i corrieri locali del Nord modificandosi in: La Lega contro i kebab Naturalmente messa così sembra la solita proposta come si dice, xenofoba?, e volta solamente a quello scontro di civiltà interno all' Italia. Invece sorprendentemente c'è una parte taciuta o sottovalutata che parla di impedire che si aprano i fast food nei centri storici. Direi invece che è una proposta storica. Se c'è una cosa che è presente in ogni monumento famoso, al centro nevralgico di ogni città, cittadina, anche le più sperdute del globo, (nei Balcani aprirono come funghi senza aspettare la pace), ebbene questa è il Mac Donald's. Quando lo vedi la magia del nuovo, del diverso, della scoperta, scompare. Purtroppo non verrà mai realizzata una proposta del genere, anche perchè dovremmo renderne conto, ma l' importante è sapere che questo non avverrà per colpa dei Kebab e del razzismo della Lega. Volevo una casetta piccolina...Tuesday, 29 July 2008
Ne avevamo parlato con un po' di sorpresa nel post "Progetto segreto: la Cortina dei rom" dell'idea di costruire casette di legno per i rom, consci del problema alloggi che attanaglia la capitale. Ebbene ieri si è "finalmente" inaugurata la casetta di legno ed è subito montata la rabbia dei cittadini di fronte alla quale il sindaco di Roma, Alemanno, ha annunciato - con nostro stupore - che il campo sarebbe stato sgombrato. Queste le sue parole: «Ci siamo impegnati a fare una ripulitura immediata del campo Casilino per togliere tutti i materiali che vengono bruciati. Poi verrà sgomberato». Ora è lecito chiedersi che senso abbia avuto spendere dei denari pubblici per un progetto pilota per poi sgombrarlo. Insomma questi pirla capitolini continuano a fare e disfare a spese del contribuente. Grazie Roma, che ci fai vivere e sognare ancora. Tutti al mare!!!Tuesday, 29 July 2008
Gira sempre lo stesso disco, rottoTuesday, 29 July 2008
"Guernica" di Pablo Picasso è malato, e le sue condizioni sono «gravi», anche se stabili»: questa la «diagnosi» sul grande capolavoro espressionista fatta dagli esperti del museo d'arte moderna Reina Sofia di Madrid, dove il quadro è esposto, e rivelata dal quotidiano "El Pais". Gli esperti, dice il quotidiano, hanno esaminato accuratamente per la prima volta in dieci anni le condizioni della tela della gigantesca pittura (misura 7,8 per 3,5 metri), che presenta, fra l'altro, una visibile crepa sulla sinistra. Il quadro, secondo gli esperti, ha sofferto anche i molti cambiamenti di ambiente, e anche se non presenta nessun danno veramente serio, denuncia un'usura generale. Divertente sapere che il soggetto ispiratore del quadro è nient' altro che un torero. Ops ho svelato il trasfert storico e propagandistico di sinistra più mal riuscito. Non vorrei passare da revisionista (non sia mai che si rischia...), ma trovo le indicazioni storiche sull' avvenimento alquanto plausibili: Guernica [Da "Le cose della vita", San Paolo, Milano 1995] Da buon spagnolo, Pablo Ruiz Biasco y Picasso amava le corride. Fu, dunque, sconvolto dalla tragica morte di un suo beniamino, il famoso torero Joselito. Per celebrarne la memoria, mise in cantiere un’enorme tela dì 8 metri per 3 e mezzo, che gremì di figure tragicamente atteggiate, a colori luttuosi. Finita che l’ebbe, la chiamò En muerte del torero Joselito. Correva però il 1937, in Spagna infuriava la guerra civile e il governo anarco-socialcomunista si rivolse a Picasso per avere da lui un quadro per il padiglione repubblicano all’Esposizione Universale in programma a Parigi per l’anno dopo Il Picasso (che diventerà, non a caso, uno degli artisti più ricchi della storia) ebbe una pensata geniale: fece qualche modifica alla tela per il torero, la ribattezzò Guernica (dal nome della città basca bombardata dall’aviazione tedesca e italiana) e la vendette al governo "popolare" per la non modicaa cifra di 300.000 pesetas dell’epoca. Qualcosa come qualche miliardo - pare due o tre - di lire di oggi, che furono vcrsati da Stalin attraverso il Comintern. Contento Picasso, ovviamente; contenti anche i socialcomunisti, che di quel quadro di tori e toreri fecero un simbolo che è giunto sino a noi ed è continuamente riprodotto, con emozione, come simbolo della protesta dell’umanità civile contro la barbarie nazi-fascista. Stando a molti critici d’arte, Guernica è il più celebre quadro del secolo. E, ciò, grazie proprio alla "sponsorizzazione" da parte delle sinistre, a cominciare dai liberals occidentali: la tela picassiana ebbe una sala tutta per sé al Metropolitan Museum di New York e vide milioni di ’’pellegrini" sfilare in religioso silenzio. Si arriva al grottesco di interpretazioni come quella – un esempio a caso tra mille - della pur pregevole enciclopedia Rizzoli-Larousse che alla tela dedica oltre venti, fitte righe, nelle quali si dice, tra l’altro: "Motivo centrale, l’angoscia della testa del cavallo che sovrasta il duro lastricato dei cadaveri: in alto, a sinistra, l’antico simbolo della violenza, il Minotauro" Ora, il presunto "Minotauro" altre non è che il toro che uccise Joselito; e il cavallo è quello del picadòr, sventrato nell’arena dallo stesso animale. Una storia, dunque, di tauromachia. dove la "protesta civile", la "passione politica" non c’entrano nulla, se non, forse, in qualche particolare aggiunto per rifilare il quadro, a suon di miliardi, alle generose Izquierdas iberiche. Perché occuparsi di Guernica? Ma perché, in epoca di riletture della storia dopo il crollo delle menzogne ideologiche, è ora di andare a vedere che ci sia davvero dietro tante storie edificanti sulle quali comunisti e simpatizzanti avevano costruito un mito sul quale era terroristicamente proibito indagare. Se il quadro di Picasso è una sorta di truffa, non si può certo dire che la verità trionfi nella realtà che gli ha dato il nome. Da un controllo, anche su libri di storia "cattolici", risulta che ciò che è accettato da tutti è quanto segue: "Guernica era una cittadina sacra ai baschi, perché sotto un suo albero i re di Spagna giuravano di rispettare le libertà della regione. Durante la guerra civile, malgrado fosse indifesa e non rappresentante un obiettivo militare, il 26 aprile 1937 fu distrutta da un selvaggio bombardamento dell’aviazione tedesca che voleva sperimentare nuove tecniche e nuovi velivoli. Per sadismo, fu scelto il lunedì, giorno di mercato: ci furono, così, ben 1654 morti e 889 feriti, tutti vecchi, bambini, donne, perché gli uomini erano a combattere contro Franco". Una "verità" codificata una volta per sempre anche nella Storia della guerra civile spagnola (stampata, in Italia, da Einaudi) di Hugh Thomas. È significativo che questo storico, nella edizione "rivista" della sua Storia, abbia poi ridotto a 200 il numero dei morti: 1454 in meno da una ristampa all’altra. E senza dare spiegazioni… La realtà è del tutto diversa, come hanno stabilito anche commissioni internazionali di inchiesta. Come andò davvero lo si sa da decenni, ma la forza della propaganda sembra ancora invincibile. Guernica costituiva un normale obiettivo militare, come ben sapeva anche il governo rosso" che vi aveva installato pezzi contraerei e scavato sette rifugi collettivi. In effetti, la città era sede di due importanti fabbriche, d’armi leggere e di bombe d’aviazione. Inoltre era nodo stradale e ferroviario per i repubblicani che combattevano a una dozzina di chilometri dalla città, che rigurgitava di soldati e di mezzi militari. Non si dimentichi che l’importanza strategica di Guernica veniva anche dalle fortificazioni che i baschi vi avevano costruito (la cintura di ferro", come la chiamavano) per marcare l’indipendenza della loro regione nei confronti delle altre etnie spagnole. Non era affatto, dunque, il "bucolico, sacro villaggio dove mercanti e villici portavano pacificamente le loro povere cose", per dirla con Thomas. Alcuni bombardieri (di vecchio tipo) inviati dalla Germania e 18 aerei, tra pesanti e leggeri, del Corpo di spedizione italiano, nel pomeriggio di quel 26 aprile 1937 fecero alcuni passaggi per distruggere il ponte di Renteria, sul fiume Oca e ostacolare così i movimenti dei repubblicani. La maggioranza dell’esplosivo italo-tedesco cadde sul nodo stradale attorno al ponte e solo alcune bombe sulla città: su 39 crateri individuati dalla ricognizione aerea, solo 7 risultano nell’abitato. I morti accertati - anche da accurati controlli all’anagrafe - furono 93, cui è forse da aggiungere qualcun altro tra soldati isolati. Quasi la metà di quei 93 morì per il crollo di un rifugio appena costruito ma evidentemente inadeguato: Forse, gli appalti truccati esistevano anche tra i baschi "rossi"… In ogni caso, non si supera il centinaio, com’è provato da ripetute indagini sull’anagrafe della città, che contava 5.000 abitanti in tutto: bilancio tragico ma, purtroppo, di routine nella più sanguinosa guerra civile della storia che, alla fine, contò quasi un milione di morti. In Ogni caso, si è abissalmente lontani dai 1654 caduti (e 889 feriti) che sono entrati nella leggenda sempre ripetuta. E si è ben lontani anche dalle migliaia di cadaveri che furono il tragico prezzo da pagare - in quella lotta spietata - per la conquista di tanti altri obiettivi militari, É vero che documenti fotografici e cinematografici mostrano la città semidiroccata. Ma questo perché (come dimostrò una commissione internazionale; e come Fu appurato persino dal tribunale di Norimberga che giudicò i generali nazisti) prima di ritirarsi i socialcomunisti e gli anarchici cosparsero di benzina tutto ciò che poterono e vi diedero fuoco Non un solo cratere di bomba fu trovato tra le rovine bruciate del centro storico. Fu provato, inoltre, che i minatori anarchici delle Asturie. fuggendo, fecero saltare con la dinamite, di cui disponevano in abbondanza, molti edifici per creare ostacoli alle truppe franchiste. Ma come nacque la leggenda giunta sino a noi, malgrado le risultanze delle inchieste internazionali e il lavoro - inascoltato, per lo più - di qualche storico con il rispetto della sua professione? All’inizio della manipolazione della verità c’è un corrispondente di guerra inglese, George L. Steer, il quale, pur non essendo sul posto quel giorno, spedì da Bilbao (dopo essersi accordato con tre colleghi e connazionali per non smentirsi a vicenda) una cronaca fantasiosa al suo giornale di Londra. Da soldati baschi, Steer (che secondo molti apparteneva allo spionaggio inglese) aveva appreso che il lunedì, a Guernica, si teneva un affollato mercato; e poiché quel 26 aprile era, appunto, un lunedì, lavorò di fantasia immaginando le inermi massaie e i vecchi contadini spappolati dalle bombe tedesche (tra l’altro, visto che il miro esige "cattivi" che lo siano davvero, da allora, parlando di Guernica, si disse solo dei tedeschi, tacendo degli italiani che furono invece presenti in forze sul ponte con tre moderni bombardieri S79 e con 15 caccia CR32). Per tornare al corrispondente inglese e ai colleghi che gli tenevano bordone: non sapevano che il mercato quel lunedì non si era svolto, poiché il Delegato militare del governo basco lo aveva vietato, temendo appunto azioni di guerra. In ogni caso, non avrebbe potuto essere colpito, visto che il mercato terminava sul mezzogiorno e l’azione italo-tedesca si svolse a partire dalle 16.15. Della corrispondenza Fantasiosa di Steer e dei colleghi si impadronirono subito due propagande: quella anarco-comunista, naturalmente; ma anche quella britannica, poiché il nuovo governo di Chamberlain doveva convincere l’opinione pubblica della necessità di affrontare grandi spese per il riarmo, vista la barbarie tedesca e la potenza delle sue armi (da qui, l’invenzione che Guernica fosse stata colpita da modernissimi velivoli). Il lucroso falso di Picasso completò la leggenda che tutti, sino a qui, hanno preso per storia vera. © Edizioni San Paolo Radical chic sul video chocMonday, 28 July 2008
Sull' onda di un video choc si indigna l' opinione pubblica; ipocrita massa che aspetta l' imbeccata avrà il suo minuto di discorso radical chic da fare sotto l' ombrellone, e poi...poi tutto finirà, la gente si abitua presto e poi sono cose tanto lontane da noi, loro sono pur sempre i terroristi e Israele è l' avamposto della democrazia; ci si deve affidare ad un' associazione civica sempre israeliana per scoprire qualcosa di diverso; i palestinesi ormai sono fantasmi. Telecom; si segue il filoSunday, 27 July 2008
Ecco l'atto con il quale i pm milanesi Fabio Napoleone, Nicola Piacente e Stefano Civardi hanno chiuso l'indagine sull'ex servizio di Sicurezza Telecom. Un gruppo capeggiato da Giuliano Tavaroli che ha creato migliaia di dossier illeciti, attraverso consultazioni abusive di archivi riservati. Migliaia gli spiati. L'avviso di conclusione indagini riporta nome per nome chi è stato "attenzionato". Non solo politici, finanziari, imprenditori, giornalisti. Ma anche gente comune che ora può chiedere i danni ai responsabili dell'illecito archivio informatico creato da Tavaroli. Gli indagati sono 34. Le accuse a vario titolo vanno dall'associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di pubblici ufficiali, rivelazione del segreto di stato, appropriazione indebita, falso, accesso abusivo a sistemi informatici, favoreggiamento e reciclaggio. Telecom e Pirelli sono invece iscritte nel registro degli indagati ai sensi della legge 231 sulla responsabilita' oggettiva delle persone giuridiche Dall' inchiesta comunque sarebbe stralciata la parte relativa alla corruzione internazionale, mentre "lo spione" Tavaroli rilancia pesanti accuse che coinvolgono i Servizi Segreti: (ASCA) - Roma, 21 lug - ''Io non sono e non faro' ne' accettero' mai di essere il capro espiatorio di questo affare''. Giuliano Tavaroli, l'ex carabiniere che nel 1996 e' stato a capo della sicurezza della Pirelli e poi di Telecom, arrestato due anni fa, spiega il suo ruolo nell'affare Telecom e, in un colloquio con Repubblica, afferma di essere stato ''messo in mezzo'' per aprire la strada all'inchiesta Abu Omar. Dalle pagine del quotidiano, Tavaroli ribadisce di volere ''il processo con tutte le mie forze. Dimostrero' che ho fatto cio' che mi chiedevano''. L'ex carabiniere dce la sua verita': ''hanno cominciato a indagare su di me in modo strumentale. Nelle carte c'e' scritto. Dispongono la perquisizione nel mio ufficio con un unico obiettivo: rimuovermi dal mio posto nella convinzione che, se non lo avessero fatto, non avrebbero avuto campo libero per le intercettazioni dell'inchiesta Abu Omar e quindi per l'ascolto decisivo dei funzionari Sismi''.
L' immaginario mafiosoSaturday, 26 July 2008
“Di boss mafiosi e gay ce ne sono eccome, ma si nascondono e non escono allo scoperto. Sono ben lontani dal fare outing. Questi boss mafiosi omosessuali non si sono mai dichiarati per un semplice motivo: hanno paura di essere estromessi dall’organizzazione. Se l’essere gay costituisce ancora un tabù per la società italiana, figuriamoci in una società arcaica come quella mafiosa” Continua: “Perciò questi boss vivono la loro omosessualità clandestinamente e con paura perché, se scoperti, rischiano di essere estromessi. Diverso il discorso per i mafiosi americani. Nelle nuove generazioni, più aperte, come la mafia italo-americana, c’è una maggiore tolleranza verso l’omosessualità; e quindi ci sono anche boss gay più palesi La rivelazione e' di Antonio Ingroia, sostituto procuratore della Dda a Palermo, da tutti indicato come erede di Paolo Borsellino, in un'intervista rilasciata a Klaus Davi per la sua rubrica su You Tube Klauscondicio. E già siamo sempre un passo indietro con sti americani... puntata dei Simpson in cui Homer si confronta col mondo gay (in Russo) Eppure la ricetta per Grillini sembra facile, dato che per i mafiosi i gay spesso sono sinonimo di inaffidabilità queste due realtà sono incompatibili, perchè i mafiosi si alimentano attraverso gli "arcaici" istituti familiari. Sapete cosa succede invece quando la Mafia e la potente lobby dei gay (esiste e attraverso i media e la moda propaga l' immaginario adatto ai suoi affari) quello che descrive il film Gomorra, o anche il libro a pag. 23. Le grandi griffe (magari il duo Dolce and Gabbana?)si accordano con la manodopera a bassocosto del Sud, controllata a nero... Italiani emigrantiFriday, 25 July 2008
PIL +0,7%, PER SESTO ANNO SUD INDIETRO. Per il sesto anno consecutivo il sud cresce meno del centro-nord. Nel 2007 il Pil è aumentato nel Mezzogiorno solo dello 0,7%, un punto di meno rispetto alle regioni centrali e settentrionali, in calo di 0,4 punti percentuali rispetto allo scorso anno. Il Pil per abitante, evidenzia il rapporto, è pari a 17.482 euro, il 57,5% del centro-nord (30.380 euro), da cui lo separa una differenza di oltre 42 punti percentuali, pari a circa 13mila euro. GIU' INVESTIMENTI E CONSUMI. «Rilevante» è la frenata degli investimenti fissi lordi dell’area (che hanno fatto segnare nel 2007 un timido +0,5% a fronte del +2,4% dell’anno precedente), che testimonia il peggioramento del clima di fiducia delle imprese. Sulla stessa linea la spesa delle famiglie meridionali, ferma al +0,8%, circa la metà di quella del centro-nord (+1,5%). Da sette anni la dinamica dei consumi interni è poco più che stagnante (+0,5%), rileva Svimez, «a conferma delle difficoltà delle famiglie meridionali a sostenere il livello di spesa». 51% FAMIGLIE MONOREDDITO A RISCHIO POVERTA'. Nel Mezzogiorno oltre la metà delle famiglie monoreddito (51%) è a rischio povertà, rispetto al 28% nel centro-nord. In molti casi le difficoltà si ripercuotono sui bisogni essenziali. Vi sono famiglie, rileva il rapporto, in cui non ci si può permettere un pasto adeguato almeno tre volte a settimana (10% sul totale meridionale), nè riscaldare adeguatamente l’abitazione (20%) o comprare vestiti necessari (28%). Quasi il 20% delle famiglie del Sud, nel 2005, ha avuto periodi in cui non poteva acquistare medicinali. GIOVANI E ISTRUITI I NUOVI EMIGRANTI-PENDOLARI. Per lo più uomini, giovani (l'80% ha meno di 45 anni), single, con un titolo di studio medio-alto e mansioni di livello elevato nel 50% dei casi: sono i nuovi emigranti-pendolari, come li definisce l’Associazione. In generale, nel solo 2007 si sono contati 120 mila trasferimenti di residenza (600 mila in 10 anni) ai quali si aggiungono 150 mila pendolari di lungo raggio, che si spostano temporaneamente al centro-nord per lavorare. Le regioni meridionali da cui più si fugge risultano nell’ordine la Campania, la Sicilia e la Puglia, lasciate alle spalle alla volta delle più preferite Lombardia, Emilia Romagna e Lazio. 18/7/2008 Un fenomeno triste, ma che rende bene l' idea dei movimenti di capitali e di lavoratori conseguente nel mondo globalizzato. Il Sud: oramai pattumiera d' Europa (del Nord), dove le risorse finiscono in clientelismi e i progetti si fratturano nei mille interessi privati. Un sud che potrebbe essere il granaio dell' Italia, valorizzato da pochi uomini come Mattei, per esempio, e che lasciato a sè pensa di poter imitare la Lega e fare così i propri interessi, finendo invece di fare dell' Italia quello spezzatino buono per qualche palato estero. Il mito della terra risanata (2)Thursday, 24 July 2008NAPOLI (Reuters) - Diciassette persone, tra cui alcuni presunti affiliati del clan dei Casalesi e alcuni imprenditori del nord Italia, sono indagate per concorso in associazione mafiosa e disastro ambientale per lo smaltimento di rifiuti tossici in Campania, a cavallo tra le province di Caserta e Napoli. Lo hanno riferito oggi fonti giudiziarie. Nel corso dell'operazione denominata "Terra Promessa 2" ... Eh, i collegamenti tra imprenditori del Nord e lo smaltimento di rifiuti tossici, sono cose risapute da sempre, ma si preferisce parlare di problema del Sud, arretrato e sporcaccione e non degli interessi economici degli imprenditori del Nord in doppiopetto. Nonostante il giro di vite sulle intercettazioni sarà utile per un' informazione completa rivedersi ogni tanto il Dvd Biutifùl cauntri, chissà che qualcuno spieghi perchè due trafficanti di rifiuti pericolosi parlino di un ex sito di stoccaggio di Berlusconi: Il mito della terra risanata (1)Wednesday, 23 July 2008
NAPOLI (Reuters) - L'emergenza rifiuti in Campania si è conclusa in anticipo rispetto ai tempi previsti dal governo, e delle 50.000 tonnellate che occupavano le strade di Napoli e della Campania ne restano 2.000 di rifiuti pericolosi, che verranno comunque smaltiti entro fine mese... ...nel frattempo... NAPOLI (Reuters) - Diciassette persone, tra cui alcuni presunti affiliati del clan dei Casalesi e alcuni imprenditori del nord Italia, sono indagate per concorso in associazione mafiosa e disastro ambientale per lo smaltimento di rifiuti tossici in Campania, a cavallo tra le province di Caserta e Napoli. Lo hanno riferito oggi fonti giudiziarie. Nel corso dell'operazione denominata "Terra Promessa 2" sono stati eseguiti otto provvedimenti di sequestro probatorio per altrettante discariche della regione, in cui, secondo quanto riferito dalla Procura di Napoli, venivano smaltiti illecitamente rifiuti solidi urbani, speciali e in alcuni casi tossici - tra cui rifiuti cimiteriali, veicoli utilizzati per delitti di sangue e rifiuti ospedalieri - conferiti da aziende del nord e del centro Italia. Ora non per rompere le uova nel paniere al Cavaliere, ma i siti di stoccaggio di materiale tossico devono essere bonificati. E non è una procedura agevole, nè di breve durata. Prenderla in esame mi sembrerebbe il minimo, oppure si pensa che magicamente la terra malata dove neanche i topi si avvicinavano, cominci di nuovo a dare frutto neanche ci fosse Re Artù al Governo? Nessuno ne parla, Come mai?
Una giornata epocaleTuesday, 22 July 2008
Prima di andare al lido, pensiamo al lodo. Finalmente oggi dalle 9.30 alle 16.30 si svolgerà al Senato la 44a e 45a Seduta Pubblica che discuterà il fondamentale disegno di legge senza il quale l'Italia avrebbe potuto rischiare un vuoto di potere senza eguali. Dall'approvazione dello stesso dipenderanno le sorti di ognuno di noi. I problemi che quotidianamente ci attanagliano sono nulla a confronto delle... «Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato»!!! Ma leggiamo assieme cosa prevede il cosiddetto "lodo Alfano". DISEGNO DI LEGGE presentato dal Ministro della giustizia (ALFANO) (V. Stampato Camera n. 1442) approvato dalla Camera dei deputati il 10 luglio 2008 Trasmesso dal Presidente della Camera dei deputati alla Presidenza Disposizioni in materia di sospensione del processo penale
DISEGNO DI LEGGE Art. 1. 1. Salvi i casi previsti dagli articoli 90 e 96 della Costituzione, i processi penali nei confronti dei soggetti che rivestono la qualità di Presidente della Repubblica, di Presidente del Senato della Repubblica, di Presidente della Camera dei deputati e di Presidente del Consiglio dei ministri sono sospesi dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione. La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l’assunzione della carica o della funzione. 2. L’imputato o il suo difensore munito di procura speciale può rinunciare in ogni momento alla sospensione. 3. La sospensione non impedisce al giudice, ove ne ricorrano i presupposti, di provvedere, ai sensi degli articoli 392 e 467 del codice di procedura penale, per l’assunzione delle prove non rinviabili. 4. Si applicano le disposizioni dell’articolo 159 del codice penale. 5. La sospensione opera per l’intera durata della carica o della funzione e non è reiterabile, salvo il caso di nuova nomina nel corso della stessa legislatura né si applica in caso di successiva investitura in altra delle cariche o delle funzioni. 6. Nel caso di sospensione, non si applica la disposizione dell’articolo 75, comma 3, del codice di procedura penale. Quando la parte civile trasferisce l’azione in sede civile, i termini per comparire, di cui all’articolo 163-bis del codice di procedura civile, sono ridotti alla metà, e il giudice fissa l’ordine di trattazione delle cause dando precedenza al processo relativo all’azione trasferita. 7. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche ai processi penali in corso, in ogni fase, stato o grado, alla data di entrata in vigore della presente legge. 8. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. In poche parole se un cittadino italiano - non dico extracomunitario che rientra nelle eccezioni - compie un reato solitamente prima o poi (più poi che prima) subisce un processo indipendentemente se faccia il salumiere o l'impiegato e altrettanto indipendentemente - salvo prescrizione - da quando abbia compiuto il fatto. Ma se per caso rientrate nelle quattro categorie di cui sopra scatta l'effetto freezer e potete liberamente restare alla guida del paese senza nulla temere. Insomma "La legge è uguale per tutti" e se non è uguale è solo questione di tempo. Anche le formiche...Tuesday, 22 July 2008
Cina - Bombe sui bus precedute da sms: ''Mobilitazione delle formiche''
Il triste paese dei balocchiTuesday, 22 July 2008
E' morta una sedicenne ad un Rave per una pasticca, purtroppo non è l' unica, già ad aprile ne era morta un' altra, una sciatrice agonista. Stesso rito, stessa fine prematura. La facilità con cui vengono assemblate le droghe sintetiche, attraverso dei processi di sintesi artigianale, costituiscono la facilità con cui avvine il loro smercio sotterraneo e le conseguenti e numerose morti (589 in un anno). A noi non resta che piangere un altra morte in quell' industria del divertimento, magari illegale, ma frutto della nostra degenerata società. La vittoria del grano? Acqua passata, non macina più!Monday, 21 July 2008
Altri tempi - ovviamente sbagliati! - quelli in cui si celebrava la "Vittoria del Grano". Oggi celebriamo la notizia che le scorte di pane e di pasta - a detta della Coldiretti - dureranno per soli sette mesi dopo di che dipenderemo dall'estero.
Il nuovo TotilaMonday, 21 July 2008
Totila e San Benedetto 'Non dobbiamo più essere schiavi di Roma. L'Inno dice che 'l'Italia è schiava di Roma...', toh! dico io". Bossi dixit. Tutta questa vicenda riporta al sesto secolo dopo Cristo, dove un novello capo tribù saccheggiò Roma per ben due volte (grazie alle sentinelle della città) decapiandone tutta la casta senatoriale e tutta l' Italia, anche grazie alla mancanza di ideali dell' amministrazione bizantina. Si chiamava Totila, certo manca lo spessore politico nonchè l' austerità e la coerenza di questo personaggio in Bossi, eppure la degenerazione che sconvolge l' Italia della seconda Repubblica non può non ricordare lo scempio che seguì alla calata dei barbari abilmente descritta da Procopio di Cesarea. Come allora l' Italia non ha più una guida, si avvicendano sul suo suolo nuovi o nuovissimi padroni, nello spazio di pochi anni. Come allora le risorse di Roma vengono spogliate, le sue istituzioni dimenticate, senza nessuna sintesi, senza nessuna prospettiva. Come allora l' ignoranza è una virtù, basta la forza (militare od economica che sia): per la cronoaca infatti l' inno d' Italia dice che la vittoria è schiava di Roma, non l' Italia. Ma sarebbe anche il caso di chiedersi come abbia fatto Bossi a giurare fedeltà alla Repubblica italiana e a percepire i soldi di tutti gli italiani per questo suo incarico. A sedere ogni volta negli scanni dell' odiata Roma: IL PASSO DI ROMA Un pericoloso terroristaSunday, 20 July 2008Roma, 14 lug (Velino) - Matteo Mecacci e Marco Perduca, parlamentari Radicali-Pd, hanno scritto una lettera ai presidenti delle Commissioni Esteri di Camera e Senato, di cui fanno parte, chiedendo che vengano avviate tutte le pratiche necessarie per inviare, "con la massima urgenza", una delegazione in Iraq per far visita a Tareq Aziz, ex-vice di Saddam Hussein, attualmente recluso e sotto processo per alcuni crimini commessi negli anni Ottanta. La richiesta dei radicali è motivata dalle circostanze oscure in cui si sta svolgendo l'azione legale nei confronti dell'ex-gerarca cristiano caldeo. “Non solo non è chiaro se se gli sia stata concessa la possibilità di avere un collegio di difesa e se questo possa essere coadiuvato da avvocati non iracheni che si sono manifestati in queste ore - si legge nella lettera - ma abbiamo motivo di ritenere che sia già stata scritta la sua condanna a morte necessaria all'esecuzione prevista per i primi di agosto”. Proprio per scongiurare la condanna a morte e l'esecuzione di Tareq Aziz, Marco Pannella sta portando avanti da otto giorni uno sciopero della fame, iniziativa a cui hanno già aderito quasi 300 parlamentari tra italiani e europei e che, scrivono Mecacci e Perduca è "in perfetta linea con quanto le Camere hanno fatto nella scorsa Legislatura a favore della risoluzione per la Moratoria Universale della Pena di Morte in Assemblea Generale dell'Onu. Coinvolgere anche l'Iraq nell'affermazione del diritto alla vita è cosa tanto necessaria quanto urgente”, concludono i due radicali. Segue il testo della lettera. “Cari Presidenti, Vi scriviamo per chiedere che le Commissioni Esteri di Camera e Senato avviino le necessarie pratiche per inviare, con la massima urgenza, una delegazione in Iraq per visitare l'ex ministro degli esteri di Saddam Hussein, il cristiano caldeo Tareq Aziz. Come forse saprete è in corso un processo che lo vede imputato per alcuni crimini commessi negli anni Ottanta quando era il vice di Saddam. Non solo non si hanno notizie precise relativamente al processo, quindi se gli sia stata concessa la possibilità di avere un collegio di difesa e se questo possa essere coadiuvato da avvocati non iracheni che si sono manifestati in queste ore, ma abbiamo motivo di ritenere che sia già stata scritta la sua condanna a morte necessaria all'esecuzione prevista per i primi di agosto. Riteniamo che l'iniziativa contro l'esecuzione di Tareq Aziz, lanciata da Marco Pannella la settimana scorsa e già fatta propria da oltre 200 tra deputati e senatori, sia in perfetta linea con quanto le Camere hanno fatto nella scorsa Legislatura a favore della risoluzione per la Moratoria Universale della Pena di Morte in Assemblea Generale dell'Onu. L'Italia è conosciuta, e riconosciuta, come paese guida per l'abolizione, o la sospensione, della pena di morte nel mondo, coinvolgere anche l'Iraq nell'affermazione del diritto alla vita è cosa tanto necessaria quanto urgente”. L' unica persona che è riuscito ad avvicinare l' ex numero 2 iracheno è stato ricattato, ha subito attentati e due suoi figli sono stati rapiti, parla di informazioni scomode e di condizioni disumane già segnalate dal Tribunale dei diritti dell' uomo.(@)
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