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Ottaviano Davanti...Dietro Tutti Quanti....Tuesday, 15 July 2008
"Un fatto scioccante per la spettacolarità dell'operazione e la gran quantità di persone Per Anna Finocchiaro, "se i magistrati hanno proceduto vuol dire che avevano gli elementi per farlo. Certo vige sempre il principio di non colpevolezza, ma vista anche la spettacolarita' dell'operazione e la gran quantità di persone coinvolte devono aver agito sulla base di elementi sufficienti, anche se non sono ancora elementi di prova, per avviare questa operazione cosi' complicata. E' un affare della magistratura e tutto deve fare la politica tranne che interferire con l'azione dei magistrati che stanno procedendo". Visita inattesa Grillo all'attaccoDal suo blog Beppe Grillo dice la sua sulla vicenda Del Turco e sullo scontro fra Berlusconi e l'Anm. "Lo psiconano ha ragione. Per lui, l'arresto di Del Turco è 'il solito teorema'. Il teorema Del Turco infatti dice 'la somma dei due partiti (Pdl e PD meno elle) costruiti sui cateti è uguale all'area delle tangenti costruite sull'ipotenusa'". Secondo "la moderna teoria economica italiana, con il teorema Craxi, 'la percentuale dei finanziamenti pubblici ai partiti, detta ipotenusa, corrisponde al 30% delle transazioni immateriali'". Per Grillo "una prova empirica del teorema Craxi è fornita dal debito pubblico. Se si calcola per approssimazione l'entità delle tangenti date ai partiti negli ultimi venti anni si arriva per largo difetto a 1661 miliardi di euro, che corrisponde al debito pubblico attuale". Poi un crescendo inarrestabile di paralleli fino alla "teoria di Piazzale Loreto: quando il sistema ![]() fornte www.rainews24.rai.it Ed eccoci al nuovo (avan)spettacolo dell'italiota demo-cleptocrazia. Ottaviano Del Turco, brillante carriera da sindacalista e da politico "sempre verde" (anche se il buon Otty preferiva il garofano) è cascato mani, piedi e deretano in cella d'isolamento dopo aver ricevuto, ieri mattina, "cordiale" visita in uniforme e manette. Ovviamente tutti sono innocenti prima della sentenza definitiva (non sia mai che ci possano scambiare per dei di-pietristi o para-grilli), però il sospetto che "qualche cosa" in questa storiaccia puzzi di vecchio, appare scontato. Il canovaccio è il solito; politici maneggioni, imprenditori "allegri", sanità, soldi, finanziamenti...Tutta roba già vista che, a quanto pare, non scandalizza più nessuno dei sudditi tricolori. Infatti i "palazzi" del potere hanno subito innescato tutta quella farsesca contrapposizione, tra "innocentisti" e "colpevolisti", tipica di chi vuol fare molto fumo per coprire un fatto certo... SIEDONO DIVISI PER RUBARE UNITI!
Scritto da Druido
in Politica
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21:54
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Last modified on 15-07-2008 22:15
La prospettiva si amplia e si evolveTuesday, 15 July 2008Visto anche il recente articolo di Bruno Guerri sulle leggi razziali come tentativo di modellare l' "uomo nuovo", da parte del fascismo, un tentativo comune ad altri progretti rivoluzionari:"Per costruire il comunismo, contemporaneamente alla base materiale, bisogna creare l'uomo nuovo", oppure "i Comunisti sono individui che hanno preso coscienza di ciò che è necessario fare; uomini che lottano per uscire dal regno della necessità ed entrare in quello della libertà" riporto l' articolo di Marcello Veneziani del 9 Luglio da Libero: (...) (pp. 421, euro 26,5). Allievo di Prezzolini e di De Felice, Gentile si discosta dalla lezione dei suoi maestri e sostiene che il fascismo sia stato un totalitarismo vero, polemizzando con la Arendt a cui si deve il saggio più importante sul totalitarismo. Lasciamo da parte i confronti tra gli studi del totalitarismo, proviamo a tuffarci nella storia. Il fascismo ha un destino paradossale: fu il primo regime a rivendicare la definizione di totalitario, tramite Gentile, nel senso di Giovanni, e lo stesso Mussolini. Ma per essere totalitario non basta il partito unico, la soppressione della libertà e la mobilitazione di massa. Occorrono altri tre decisivi requisiti: il monopolio assoluto del potere, la pratica del terrore, la tabula rasa del passato nel nome della rivoluzione. Ora, nel primo caso, il fascismo lasciò vivere e prosperare larghe zone franche, irriducibili al suo potere: la Chiesa, che ebbe anzi un esplicito riconoscimento con i Patti Lateranensi, la Monarchia, che caso unico per una dittatura, continuò a regnare, e il Capitale, che non fu distrutto o piegato. Per non dire di ampi poteri dello Stato che restarono negli assetti e nella mentalità largamente immuni dal fascismo, dalla magistratura alle prefetture, alle forze armate. In secondo luogo, nessuno storico di buon senso può parlare di un regime fascista fondato sul terrore. Non ci furono deportazioni o stermini di massa, gli antifascisti uccisi durante i vent’anni di regime non superarono le venti unità, furono uccisi più antifascisti italiani nell’Unione sovietica di Stalin, con il beneplacito di Togliatti, che nell’Italia fascista. Infine il fascismo non fece tabula rasa, ma la sua fu una rivoluzione conservatrice: la storia, la famiglia, la tradizione, pur reinterpretate, restarono salde. Imparagonabile con i regimi comunisti, che furono compiutamente totalitari, e con il nazismo che pure non riuscì a pervadere tutta la società tedesca. Il totalitarismo in Italia non fu solo temperato dall’inefficienza e dal generico mammismo degli italiani ma fu un totalitarismo geneticamente incompiuto e imperfetto; fu un regime autoritario di massa, una dittatura nazional-populista con tratti totalitari. Rispetto ai vecchi regimi autoritari, il fascismo mobilita il popolo, non lo chiude in casa; sogna una rivoluzione e non instaura solo l’ordine. Lo stesso Togliatti quando lo definisce regime reazionario di massa, riconosce quei tratti e il consenso popolare. E Gramsci dal carcere non critica il fascismo perché totalitario ma perché non lo è abbastanza, in quanto subalterno alla borghesia, alla Chiesa e al capitale, le mitiche “forze oscure della reazione”. Avviene la svolta totalitaria con le leggi razziali del luglio ‘38, si chiede Gentile sulla scia della Arendt? Non credo. Le leggi razziali servono a potenziare la sua aggressiva aspirazione rivoluzionaria, protesa non a perseguitare la razza ebraica ma a rifondare la stirpe, come allora si diceva, nel sogno velleitario di generare l’italiano nuovo. Condivido l’analisi che ne fa l’ebrea Arendt a tale proposito: a) «L’Italia era uno dei pochi Paesi d’Europa dove ogni misura antisemita era decisamente impopolare». Infatti, aggiunge, «l’assimilazione degli ebrei in Italia era una realtà». La condotta italiana «fu il prodotto della generale spontanea umanità di un popolo di antica civiltà». Un popolo che dai tempi dei romani conviveva con gli ebrei, e continuò a convivere anche all’ombra della Chiesa cattolica: il cattolicesimo trasmise agli italiani il germe di una antica e diffusa diffidenza verso gli ebrei, considerati popolo deicida; ma trasmise agli italiani anche comprensione e umanità rispetto ai paesi di estrazione protestante, più decisamente antigiudaici. b) «La grande maggioranza degli ebrei italiani - scrive la Arendt - furono esentati dalle leggi razziali», concepite da Mussolini «cedendo alle pressioni tedesche». Perché gran parte degli ebrei erano iscritti al Partito fascista o erano stati combattenti, nota la Arendt, e i pochi ebrei veramente antifascisti non erano più in Italia. Persino il più razzista dei gerarchi fascisti Farinacci, notava la Arendt, aveva collaboratori ebrei, e non era un’eccezione. c) A guerra intrapresa, scrive addirittura l’Arendt «gli italiani col pretesto di salvaguardare la propria sovranità si rifiutarono di abbandonare questo settore della loro popolazione ebraica; li internarono invece in campi, lasciandoli vivere tranquillamente finché i tedeschi non invasero il Paese». E quando i tedeschi arrivarono a Roma per rastrellare gli ottomila ebrei presenti «non poterono fare affidamento sulla polizia italiana. Gli ebrei furono avvertiti in tempo, spesso da vecchi fascisti, e settemila riuscirono a fuggire». Molti, va aggiunto, con l’aiuto del Vaticano. I nazisti, per la Arendt, «sapevano bene che il loro movimento aveva più cose in comune con il comunismo di tipo staliniano che col fascismo italiano e Mussolini, dal canto suo, non aveva né molta fiducia nella Germania né molta ammirazione per Hitler». d) L’Italia fascista adottò nei confronti dei nazisti antisemiti un sistematico “boicottaggio”. Nota la Arendt: «Il sabotaggio italiano della soluzione finale aveva assunto proporzioni serie, soprattutto perché Mussolini esercitava una certa influenza su altri governi fascisti, quello di Pétain in Francia, quello di Horty in Ungheria, quello di Antonescu in Romania, quello di Franco in Spagna. Finché l’Italia seguitava a non massacrare i suoi ebrei, anche gli altri satelliti della Germania potevano cercare di fare altrettanto… Il sabotaggio era tanto più irritante in quanto era attuato pubblicamente, in maniera quasi beffarda». Il caso di Giorgio Perlasca, il fascista che salvò la vita a 5 mila ebrei, non fu isolato e autarchico. e) Quando il fascismo, allo stremo della sua sovranità politica, cedette alle pressioni tedesche, creò un commissariato per gli affari ebraici, che arrestò 22 mila ebrei, ma in gran parte consentì loro di salvarsi dai nazisti, di rifugiarsi, come scrive la studiosa ebrea. Nota la Arendt, eccedendo in indulgenza, che «un migliaio di ebrei delle classi più povere vivevano ora nei migliori alberghi dell’Isère e della Savoia». Risultato fu che «gli ebrei che scomparvero non furono nemmeno il dieci per cento di tutti quelli che vivevano allora in Italia». Le citazioni sono tratte dal libro “La banalità del bene” (Feltrinelli). È permesso aggiungere che morirono più italiani nelle foibe comuniste che ebrei italiani nei campi di sterminio? f) Le origini culturali dell’antisemitismo sono ricondotte dalla Arendt in larga parte a sinistra; ne “Le origini del totalitarismo” ricorda che fino all’affare Dreyfus in Francia, «le sinistre avevano mostrato chiaramente la loro antipatia per gli ebrei. Esse avevano semplicemente seguito la tradizione dell’illuminismo del XVIII… l’atteggiamento antiebraico era parte integrante dell’anticlericalismo». In Germania, ricorda la Arendt, i primi partiti antisemiti furono i liberali di sinistra, guidati da Schonerer e i socialcristiani di Lueger. Nonostante avesse promulgato due mesi prima le leggi razziali, Mussolini a Monaco raggiunge l’apice del prestigio tra le democrazie occidentali. Insomma, il fascismo non fu totalitario e tantomeno fu il male assoluto, che forse non esiste in terra ma a cui semmai si avvicinarono Hitler e Stalin, Mao e Pol Pot. Gli uomini non sono angeli né demoni, anche se prendono lezioni da ambedue. Magari più consigli dai primi e più esempi dai secondi. Il vedere il mondo e la storia non in bianco e nero porta ad un' apertura di analisi, non solamente a livello storico, ma anche di teoria politica, in quanto mette in discussione concezioni vecchie e nuove in un modo inaspettato, perchè rende familiari le strumentalizzazioni e le somiglianze politiche al di là degli atteggiamenti di rifiuto tra queste.
Vittima di discriminazione?Tuesday, 15 July 2008Su uno dei giornali romani che spesso abbiamo preso di mira per la sua attività di sensale della prostituzione troviamo alcuni annunci di questo tenore:
Insomma, ci sono tutti i presupposti per gridare alla discriminazione razziale!
Scritto da Nero per Caso
in Plastica
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13:20
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Last modified on 15-07-2008 13:26
Un esempio d'incentivi...Tuesday, 15 July 2008
Chi è quest'uomo dall'aspetto tanto rispettabile? E' il Presidente dei bordelli dello stato del Nevada - dove sono legali - e che di fronte al calo di clientela (soprattutto camionisti) a causa del caro petrolio offre dei buoni carburanti. Mai così...in basso. Prostitutes offer petrol discounts American prostitutes are offering free fuel after finding that high petrol prices were keeping customers away. In the Nevada desert, where it is legal to run brothels, truck drivers make up a significant proportion of the men who like to pay to stay awhile. But with bowser prices making filling the tank of the big rigs which ply their trade on America's highways almost prohibitively expensive, something has had to give. The Nevada Brothel Owners Association claim they are bearing the brunt, with revenue in some establishments dropping by up to 45 per cent since the oil crisis began. [Fonte: Uk. Telegraph]
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