
In data odierna, in tutta Italia, tutti i Sindacati di tutte le forze di Polizia, assieme alle rappresentanze delle Forze Armate, manifestano contro i tagli agli stanziamenti previsti dal Governo per il comparto Sicurezza e Difesa e per le ulteriori e nuove penalizzazioni introdotte dai provvedimenti legislativi approvati o in via di approvazione.
I tagli alle assunzioni di nuovo personale sono incompatibili con le necessità degli organismi che quotidianamente assicurano la difesa interna ed esterna del Paese dalle minacce del crimine e del terrorismo.
La riduzione della retribuzione nei confronti di chi è assente per malattia determinata da infortunio sul lavoro, rappresenta un vero e proprio schiaffo morale nei confronti degli operatori che ogni giorno mettono la propria vita a scudo tra la malavita e la società civile.
Anche a Bari, nel corso della mattinata, i rappresentanti di tutte le organizzazioni sindacali della Polizia di Stato e delle altre forze di Polizia presenti sul territorio, manifesteranno contro queste decisioni, distribuendo volantini nelle piazze e negli uffici pubblici, in Prefettura e in Questura.
Abbiamo bisogno dell’attenzione della gente, la gente che ogni giorno difendiamo e serviamo, la gente che ha bisogno di una Sicurezza che le Istituzioni non possono fornire senza mezzi e risorse – umane ed economiche – adeguate.
Da tempo siamo passati dal concetto di Sicurezza al concetto di “Percezione di Sicurezza”, quasi che sia più importante ciò che viene percepito rispetto a ciò che realmente accade.
Per la Percezione della Sicurezza bastano un po’ di divise e lampeggianti in bella mostra.
Per la Sicurezza vera occorrono uomini, mezzi, risorse.
Il Segretario Provinciale
John Battista
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Allarme Sicurezza, Sindacati di polizia e Co.Ce.R. uniti contro l’azione del Governo
LE RAGIONI DELLA PROTESTA
DOCUMENTO CONGIUNTO DI TUTTI I RAPPRESENTANTI SINDACALI DELLE FORZE DI POLIZIA E DELLE FORZE ARMATE
Con il recente Decreto Legge nr. 112 emanato dal Governo il 25 giugno scorso riguardante la manovra correttiva del bilancio dello Stato per il triennio 2009/2011, sono state assunte decisioni che pongono a rischio la possibilità di continuare a mantenere livelli accettabili di sicurezza e di tutela per i cittadini.
Per la prima volta nella storia, tutti i sindacati delle Forze di Polizia E Co.Ce.R. dell’intero Comparto sicurezza e difesa, in rappresentanza dei 500.000 operatori della sicurezza e della difesa italiani, protestano contro l’operato del Governo:
1. PERCHE’ sono stati previsti “tagli” nel triennio per oltre tre miliardi di euro sui capitoli di spesa della “sicurezza” e della "difesa" delle Amministrazioni dello Stato. Questi “tagli” impediranno l’acquisto di autovetture, di mezzi, di strumenti utili per svolgere il servizio nonché la possibilità di avere risorse sufficienti e necessarie per le attività addestrative, per i corsi di formazione, per rinnovare le armi in dotazione, per l’acquisto di munizioni, delle divise e per la ordinaria manutenzione degli uffici e delle infrastrutture, in particolare quelle di accesso al pubblico, che diventeranno sempre più fatiscenti.
2. PERCHE’ è stata prevista la riduzione complessiva nel triennio dell’organico delle Forze di Polizia e delle Forze Amate di circa 40.000 operatori dovuta sia al mancato turn over del personale che alla “nefasta” previsione di sospensione volontaria dal servizio e/o collocamento “coatto” in pensione per anzianità “contributiva. Di conseguenza saranno migliaia le pattuglie e gli operatori in meno sul territorio con conseguente riduzione dei servizi e dei controlli ed una oggettiva riduzione della
capacità operativa e d’intervento sul territorio delle forze dell’ordine e delle forze armate;
3. PERCHE’ vengono emanati nuovi provvedimenti legislativi che attribuiscono nuove incombenze alle forze dell’ordine e alle forze armate e contemporaneamente si adottano solo “tagli”di spesa;
4. PERCHE’ è prevista la riduzione del 50% all’anno di stanziamenti per remunerare le indennità direttamente connesse all’operatività, che come è noto incidono direttamente sui servizi in strada e sul controllo del territorio, per la sicurezza interna ed internazionale del Paese, mentre si conferma la mancata previsione di interventi di detassazione del lavoro straordinario, già concesso al settore privato, e/o delle indennità accessorie;
5. PERCHE’ è prevista la riduzione del 40% della retribuzione accessoria in caso di malattia, anche per infortuni sul lavoro con una penalizzazione economica addirittura superiore agli altri pubblici dipendenti;
6. PERCHE’ non sono previsti il riconoscimento per legge né il finanziamento della “specificità” degli appartenenti alle forze dell’ordine e alle forze armate, né risorse per la formazione e per la riforma ordinamentale del personale;
7. PERCHE’ il provvedimento contiene decisioni che vanno in netta controtendenza con l’obbiettivo dichiarato di collocare sicurezza e difesa in cima alle priorità dell’azione di governo, quale indispensabile premessa della possibilità di sviluppo di questo Paese. Per questa ragione, per ripristinare condizioni di piena funzionalità operativa degli apparati e
continuare a garantire la sicurezza dei cittadini: chiediamo
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1. il riconoscimento per legge ed il finanziamento della “specificità” del Comparto sicurezza e difesa;
2. l’eliminazione per il 2009 dei “tagli” per la sicurezza e la difesa con la conseguente apertura di un tavolo di confronto per razionalizzare in prospettiva futura la spesa e per introdurre riforme organizzative che possano eliminare gli attuali sprechi gestionali;
3. la copertura totale del “turn over”nelle forze di polizia ed una diversa modalità applicativa del collocamento a riposo d’Ufficio in prossimità del raggiungimento dei limiti d’età rispetto a quello che si intende prevedere per il pubblico impiego;
4. un trattamento diverso per gli operatori della sicurezza e della difesa per le assenze per malattia che al momento si vedrebbero decurtare la retribuzione giornaliera fino alla metà, tra l’altro anche per assenze connesse a fatti accaduti in servizio;
5. l’eliminazione del taglio sulle risorse per la professionalizzazione;
6. il mantenimento della contrattazione e la detassazione della retribuzione accessoria;
7. il riordino delle funzioni e delle carriere necessario per conseguire un sistema più efficiente, in grado di garantire maggiori operatività e produttività;
8. l’attuazione della previdenza complementare per gli operatori dell’intero Comparto sicurezza e difesa, la sanatoria del pregresso ed il mantenimento dei trattamenti economici aggiuntivi per infermità dipendenti da causa di servizio;
9. la riforma e la contrattualizzazione della Dirigenza del Comparto.
Premesso quanto sopra, è doveroso per noi tutti lanciare un grido d’allarme, nella speranza che il senso dello Stato induca il Governo a cambiare subito e radicalmente la propria politica sulla sicurezza e sulla difesa, modificando in sede di conversione in legge il contenuto del decreto.
Altrimenti i sindacati del comparto saranno costretti ad una imponente, motivata, giustificatissima manifestazione di protesta.
ORGANIZZAZIONI SINDACALI DEL COMPARTO SICUREZZA
DELLA POLIZIA DI STATO
SIULP – SAP
SILP PER LA CGIL - SIAP/ANFP – CONSAP/ANIP/ ITALIA SICURA – FSP/
UGL – COISP - UILPS
DELLA POLIZIA PENITENZIARIA
SAPPE - CGIL FP – CISL FP - SINAPPE - USPP
DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO
SAPAF - CGIL FP - CISL FP - UIL PA - UGL
LE RAPPRESENTANZE MILITARI DEL COMPARTO SICUREZZA
COCER GUARDIA DI FINANZA
LE RAPPRESENTANZE MILITARI DEL COMPARTO DIFESA
COCER ESERCITO - COCER MARINA MILITARE
COCER AERONAUTICA MILITARE
[Andrialive.it]
Non si capisce bene perchè il solo proliferare di leggi possa garantire qualcosa; siamo inondati di leggi, non sono certo queste che mancano, perchè invece smantellare gli apparati che dovrebbro garantirla, la sicurezza?
Persone che rischiano per poco (e quindi anche a rischio corruzione), ma che portano avanti il servizio pubblico fondamentale.