
Tra alcuni romani - cultori di un neo dialetto decadente - si sente dire "te l'appoggio" per indicare una sorta di avallo, di sostegno ad una determinata scelta, azione o idea seguito poi, qualche volta, da un umoristico "...e io te lo spingo" con un'allusione alla quale ci asteniamo dall'alludere (l'astensione sta per noi diventando un vizio, o meglio, una virtù).
Ebbene così potrebbe essere sintetizzato lo schizofrenico rapporto pre e post elettorale tra due figli della stessa madre (non fraintedetemi, intesa come madre politica!), senza scomodare i padri. Parliamo di Alemanno e Storace. E ciò mentre attorno a noi è tutto un fiore di bandiere di tonalità guarda caso di vago ricordo alleanzino che ci fanno sospettare un azzeccato studio cromatico ben antecedente a svolte diuretiche. In fondo la vittoria di Alemanno è anche un po merito loro - della comunità ebraica - e quindi questi alzabandiera ci stanno tutti, ma proprio tutti. Anzi, l'appoggiamo!
Si potrebbe andare tutti quanti allo zoo comunale.
"Appoggiando Alemanno noi abbiamo voluto mandare un messaggio di ricucitura col popolo del centrodestra, accantonando il rancore per la campagna sul voto utile fatta contro La Destra da Berlusconi. Ora bisognera' capire se faremo parte o no della maggioranza al Comune. Questo dovra' deciderlo il nuovo Sindaco". Cosi Francesco Storace, leader de "La Destra", ai microfoni di Ecotv (Sky906). "Fini alla Camera, Alemanno al Campidoglio, io che sono stato presidente della Regione Lazio. Noi veniamo tutti dal Movimento Sociale Italiano. Questo dimostra che l'antifascismo e' finito, e' roba vecchia, e' una stagione archiviata. Se io fossi stato Fini pero' avrei detto anche altre cose nel discorso alla Camera. Non ci sarebbe stato male un riferimento al MSI e ad Almirante, senza i quali Fini non sarebbe stato li'", conclude Storace. Agi 02/05/08
Vengo anch'io.
Francesco Storace non ci sta. Dopo le parole del neosindaco di Roma Gianni Alemanno che hanno di fatto escluso dalla giunta comunale i partiti che non erano apparentati con lui alle elezioni, il leader della Destra scende in campo. E risponde.
«Il messaggio di Alemanno è offensivo verso una comunità che l'ha votato senza chiedergli nulla» Il Tempo 04/05/08
No tu no.
Ultimate le verifiche di prassi sono stati proclamati oggi i nuovi 60 consiglieri comunali di Roma, eletti alle amministrative del 13 e 14 aprile scorsi, e nel successivo turno di ballottaggio del 27 e 28 aprile, che ha assegnato il premio di maggioranza alle liste che hanno sostenuto Gianni Alemanno. Tra i neoeletti ci sono anche gli ex candidati a sindaco di Roma, Francesco Rutelli (centrosinistra), Francesco Storace (La Destra) e Luciano Ciocchetti (Udc). Il Messaggero 09/05/08