
Quella che vi proponiamo è la storia di una coincidenza.
Il ministro degli Esteri uscente di Belgrado, Vuk Jeremic, ha preso parte all’incontro “La Serbia, i Balcani, l’Europa” tenutosi il 9 giugno scorso a Roma. Durante la conferenza ha sottolineato che il futuro governo della Serbia avrà “come massima priorità la pace e la stabilità nella regione dei Balcani occidentali e la sua integrazione in Europa” ed aggiungendo che "ci sarà completa collaborazione per la cattura di quei tre-quattro di guerra ancora a piede libero".
E' di poche ore fa la notizia che l'ex comandante della polizia serbo-bosniaca, Stojan Zupljanin, uno dei super ricercati dal Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia, è stato arrestato vicino a Belgrado. L'ufficiale è accusato di genocidio, crimini contro l'umanità, violazioni delle Convenzioni di Ginevra e delle leggi di guerra. Era uno dei quattro serbi latitanti e ricercati dalla corte dell'Aja. Nella lista rimangono l'allora leader serbo-bosniaco Radovan Karadzic, il suo comandante militare Ratko Mladic e l'allora presidente dell'autoproclamata repubblica serba di Krajina, Goran Hazdic.