
Prima di lasciare definitivamente la sua dimora, l'ex sovrano nepalese Gyanendra ha voluto tenere un discorso al popolo e smentire le voci della stampa. Le "accuse inumane", che gli sono state rivolte, riguardano un suo presunto coinvolgimento nel massacro della famiglia reale nel 2001. Inoltre l'ex re ha negato di aver accumulato in maniera illecita una grande fortuna. "Tutti i miei beni in denaro e proprietà si trovano in Nepal: non ho conti in banca all'estero e non ho trasferito beni ereditati nel mio patrimonio personale", ha spiegato Gyanendra. L'ex re nepalese ha scelto di lasciare il palazzo a testa alta e si trasferisce a vivere alla periferia di Kathmandu. Con lui termina la lunga dinastia Shah, che aveva unificato il Paese nel 1768.
fonte www.peacereporter.net
Che Gyanendra non fosse un gran simpaticone per i suoi sudditi lo si sapeva da un pezzo, che la sua lotta alla guerriglia comunista filo-cinese fosse una causa persa anche.
L'abbandono dignitoso del trono,nel pieno rispetto della discutibile volontà popolare, ha comunque dato alla fine della monarchia in Nepal una considerevole dignità storica.
Il popolo nepalese ha preferito affidare il proprio destino ai comunisti sovvenizonati da Pechino, contenti loro, contenti tutti!