
Eyan Ben-Ari, docente di sociologia e antropologia sociale all'Università ebraica di Gerusalemme, sostiene la teoria secondo la quale il popolo israeliano è razzista e la motiva con la totale assenza di casi di stupri da parte di militari ebrei ai danni di donne arabe. Inoltre il nostro è stato correlatore di uno studio accademico al centro di aspre polemiche. L'autrice, la studentessa Tat Nitzan, intendeva provare l'intolleranza dell'esercito con la stella di David nei confronti della popolazione palestinese. Un'accusa dimostrata così: per i soldati israeliani le arabe non sono nemmeno oggetto di desiderio sessuale. Quindi si conclude che le ritengano appartenenti ad una specie inferiore, con la quale va applicato l'apartheid erotico. Infatti, per la Nitzan i soldati che rifiutano di violentare si rendono responsabili di una politica di oppressione simile a quella praticata dai governi che ordinano stupri di massa. In entrambi i casi si tratterebbe di politiche mirate a subordinare e disumanizzare la popolazione vittima di oppressione.
Lo Shaine Center per la ricerca in scienze sociali ha assegnato un premio alla ricerca. Volentieri ci uniamo.