
(AGI) - Milano, 1 ott. -Pensano che l'informazione sia utile, anzi, la maggior parte la ritiene "utilissima". Ma le riserve su chi questa informazione la fa, ovvero i giornalisti, sono tante. E in crescita. Secondo uno studio di Astra Ricerche realizzato per l'Ordine dei giornalisti della Lombardia e discusso oggi all'universita' statale di Milano dal titolo "Il futuro del giornalismo", l'opinione che gli italiani hanno della categoria e' per il 32% "pessima", per il 23% "cattiva" e per il 10% appena sufficiente. I giudizi positivi si fermano al 35% del campione (il 20% dichiara di avere una "buona" opinione della categoria, solo il 15% "ottima"). Lo studio, rappresentativo di 50,6 milioni di soggetti di eta' superiore ai 14 anni, mostra come nell'ultimo decennio l'immagine dei giornalisti si sia notevolmente incrinata: il 68% pensa non dicano il vero (contro il 60% del 1997); il 60% che siano incompetenti (contro il 48% di dieci anni fa); il 59% portati a gonfiare le notizia. E ancora: il 52% e' convinto che il giornalista sia al servizio di specifici interessi, di parte (48%) o addirittura corrotto (40%). Ecco allora che il 90% degli italiani chiede ai giornalisti piu' "competenza" (90%), piu' professionalita' (79%) e chiarezza (77%), ma anche maggiore eticita' (64%). Richieste compatibili con l'evolversi della comunicazione, sempre piu' all'insegna della rete (62% l'indice di diffusione tra gli ultra 14enni per il 2013-2014) e quindi della crescente overinformation. Sempre secondo lo studio di AstraRicerche, gli utenti chiedono piu' selezione, approfondimento, sintesi e interpretazione; un giornalismo piu' critico, attento e competente. Crisi da overinformation che indebolisce credibilita' e attrattiva delle testate, deprimendo la fiducia del lettore e, di conseguenza, gli investimenti pubblicitari. (AGI)
Nella stragrande maggioranza sicuramente è così, un' informazione superficiale e spesso omologata.
Per cercare la situazione reale di alcuni fatti bisogna scavare molto, cercare i servizi informativi di nicchia che qualche volta non sono professionali, ma che difficilmente alterano le prospettive, oppure professionisti ignorati dal grosso dei media.
Quelli che il loro mestiere lo fanon perchè gli piace e sanno di poter dare un contributo.