Nonno Libero e il sesso.
Qualcuno guardando il blog negl'ultimi giorni potrebbe pensare - a torto - che qui scrivano degli omofobici. Sbaglia!
E' n-o-r-m-a-l-e che si tratti l'argomento pacs, dico, adozioni, figli e famiglia quando di pacs, dico, adozioni, figli e famiglia ne parlano 24h su 24 stampa e televisione.
Ma nessuna crociata.
Non abbiamo come dice Wikipedia ne pregiudizi, ne paura irrazionale ne tanto meno odio violento.
Avremmo (condizionale è d'obbligo) un s-a-n-o desiderio di rimettere le cose al loro posto, fare un po' d'ordine. Insomma, vorremmo poter spiegare ai nostri figli che se non è vero che dal cavolo che nascono i bimbi, così è che col cavolo che due persone con lo stesso sesso possano averne. E' questo un desiderio che esprime un pregiudizio? No, semmai un giudizio su ciò che è e ciò che non è (e possono fare tutti i "dico" che vogliono...ma la fecondazione avviene ancora secondo natura!). Paura? E di cosa?...Come si dice in dialetto romano: "ad un palmo dal **** mio poi fa' quello che te pare". Odio violento? Ma come si possono odiare due XX/XX o due XY/XY che si amano follemente? Ma siamo impazziti!?
E' solo che avremmo tante cose (non volevamo invero scrivere ne tante, ne cose...) a cui pensare che se per un po' i cromosomi avessero continuato nella loro casa o macchina a far quel che volevano invece di roperci le c-o-s-e ne saremmo stati alquanto grati.
Ma sembra che la passera e l'uccello siano diventati una priorità nella res publica. E nemmeno i contadini - così legati al loro campo - erano tanto interessati agli uccelli quanto lo sono oggi i media e...quando mettevano lo spaventapasseri non erano omofobici, erano solo e soltanto FURBI.
Vaticano all'attacco di Nonno Libero: promuove le famiglie gay
«Nella fiction educazione affidata a due padri».
L'«Osservatore Romano» accusa Lino Banfi. Perché sotto le spoglie paciose di Nonno Libero si impegnerebbe a promuovere le famiglie omosessuali. Anzi, secondo il quotidiano della Santa Sede il popolare attore farebbe parte di un disegno prestabilito della Rai, partito da lontano: «Riciclare un comico nel ruolo di nonno saggio e bonario, imporlo come l'eroe rassicurante di una perfetta famiglia italiana per poi fargli piazzare un messaggio ben preciso in un momento particolarmente favorevole». Questo: proprio mentre nel Paese si discute del ddl sui Dico e le unioni di fatto.
E tutto ciò perché nella quinta serie del popolarissimo «Medico in Famiglia», in onda a marzo su Raiuno, il dottor Oscar (Paolo Sassanelli), medico della Asl, ufficializza la sua relazione sentimentale con il collega pediatra Max (Alessandro Bertolucci). Oscar però è anche il papà di Agnese, nata da una relazione fugace con l'amica di sempre Jessica. E per la quale Max diventerà un secondo padre, con la indiretta benedizione di Banfi-Nonno Libero.
Ed è in questa parte della trama che l'«Osservatore Romano» legge un via libera televisivo e culturale non solo alle unioni ma anche alle adozioni per i gay. «Certe discutibili fiction della Rai», così si intitolava ieri l'elzeviro di Mario Gabriele Giordano. Che ironicamente riconosce a Viale Mazzini una certa lungimiranza. «Captato un trascinante consenso tra la folla dei meno provveduti», la Rai e Banfi avrebbero piazzato il primo colpo alla famiglia tradizionale con la minifiction «Il padre delle spose» (7 milioni di spettatori) in cui Banfi impersonava il papà di una ragazza lesbica che va in Spagna a sposare la fidanzata. E che gli valse il ringraziamento del presidente Claudio Petruccioli a nome di tutta l'azienda. Ora con la coppia fissa omosex del «Medico in Famiglia» (stessa sceneggiatrice, Paola Pascolini) il passo successivo: «Si propaganda la possibilità di affidare a coppie omosessuali l'educazione di bambini per un'ambigua parodia di famiglia».
[ Fonte: Corriere della Sera ]
