Ricerca veloceCategorieDiffondi Questo BlogAmministrazione |
Showing user profile of selected author: - Achille
Arrivano i CyborgTuesday, 19 August 2008
ROMA - L'aspetto è quello di un piccolo robot, coloratissimo di rosso e verde e con due ruote, ma è il primo automa al mondo controllato da un cervello biologico. E' stato costruito nell'università britannica di Reading e si chiama Gordon, come il vice-rettore. Anziché da chip di silicio il cervello che controlla Gordon é formato da autentiche cellule nervose che gli permettono di muoversi in modo completamente autonomo, riconoscendo e schivando ostacoli. L'esperimento, che sarà descritto sul settimanale britannico New Scientist, ha l'obiettivo di studiare i meccanismi della memoria e lo sviluppo di malattie che compromettono questa funzione importante, come quelle di Alzheimer e Parkinson, l'ictus o le conseguenze di lesioni cerebrali. Il cervello di Gordon è composto da un grande numero numero (compreso fra 50.000 e 100.000) di cellule nervose prelevate da embrioni di ratto. Le cellule nervose sono state coltivate in laboratorio, riprogrammate in modo da essere adattate al cervello del robot e disposte all'interno di una matrice con 60 elettrodi in grado di registrare i segnali elettrici delle cellule. Questo dispositivo guida i movimenti del robot: ogni volta che il Gordon si avvicina a un oggetto, partono segnali che ne stimolano il cervello per mezzo degli elettrodi. In risposta, il cervello guida le ruote del robot in modo da fargli schivare l'oggetto. "E' un risultato davvero eccitante perché per la prima volta un cervello biologico controlla i movimenti del robot nel quale è installato", osserva uno degli autori dell'esperimento, Kevin Warwick, della Scuola di Ingegneria dei sistemi. "In secondo luogo - aggiunge - il robot dal cervello biologico permetterà di osservare come il cervello apprende e memorizza le sue esperienze. Questa ricerca ci farà fare un passo in avanti nella comprensione del modo in cui il cervello lavora e potrà avere conseguenze importanti in molte aree della scienza e della medicina". Ad esempio, il farmacologo Ben Whalley ritiene che "una delle questioni fondamentali è mettere in relazione l'attività dei singoli neuroni con i comportamenti complessi dell'organismo". Il prossimo obiettivo dei ricercatori è ottenere un robot capace di apprendere sulla base di segnali di tipo diverso. In questo modo, via via che l'apprendimento progredisce, gli studiosi sperano di poter osservare il modo in cui la memoria di manifesta nel cervello ogni volta che il robot rivisita territori e situazioni che gli sono familiari. L' ibrido biomacchina sarà un ulteriore passo all' "evoluzione" dell' uomo. Se, secondo la scienza, l' uomo discende dalla scimmia, dall' uomo discenderà l' uomo macchina. Verso dove volgiamo arrivare? Tutto ciò mi ricorda tanto la leggenda di Icaro... Quando il gatto non c'è...Monday, 18 August 2008
Triste estate per i monumenti. Ho visto a Monguelfo il penoso edificio, in tutti i sensi meschino, che la protervia del sindaco ha fatto costruire al posto della bella pretura ottocentesca, abbattuta per puro vandalismo istituzionale. Lo stesso che ispirò la distruzione della teca di Vittorio Ballio Morpurgo all’Ara Pacis, per il selvaggio furore modernista di Rutelli. Ma d’estate la violenza appare incontenibile, forse nella confidenza che i controlli siano più tenui. Così l’anno scorso a Milano, pure con la interiore disapprovazione del sindaco Moratti, che disturbai per avere conforto, si distrusse ad agosto lo stabilimento dell’Alfa Romeo per lasciare spazio a fantomatica rotatoria. Della invereconda distruzione resta un filmato, a futura memoria, girato dalla mia impertinente sorella con l’aiuto del consigliere provinciale Giovanni De Nicola che si incatenò per impedire lo scempio. Niente da fare. La rotatoria era necessaria. La memoria giudicata inutile. L' achitettura non rispetta più nè le regole estetiche, quasi una violenza al pudore e al decoro, se non all' integrità dell' ambiente circostante formatosi con lo sviluppo dell' arte italiana lungo i secoli; ma soprattutto quelle della sicurezza; fanno bene a vigilare quì si parla veramente di cosa pubblica. Ecitiamo altri "delitti di Fidenza". La guerra fredda dell' egoismoSunday, 17 August 2008
Roma - Staccare la spina, come va chiedendo con petulanza la compagnia della buona morte? E a che serve quando si può conseguire il medesimo risultato tenendola attaccata giorno e notte? Quella del condizionatore, intendo. Ma sì, forse non ve ne siete accorti perché graziaddio state riposando sui lettini al mare o sulle sdraio in montagna, ma d’estate si consuma allegramente e in silenzio una crudelissima forma di eutanasia ai danni di coloro che giacciono nei letti d’ospedale. Essa prevede che gli anziani degenti siano congelati mediante la trasformazione delle camere in bare di ghiaccio, che anticipano di qualche settimana, spesso solo di qualche giorno, quelle di legno. E non si possono neppure lamentare, poveretti, ché subito il personale paramedico li rimbrotta: come osate protestare per l’aria condizionata quando i malati del Sud boccheggiano fradici di sudore in stanze dove si sfiorano i 35 gradi? In effetti è così, l’Italia funziona sempre a due velocità, ventole comprese, con buona pace di Willis Carrier, l’inventore del condizionatore che nel 1911 pronunciò la celebre sentenza: «Dobbiamo spostare il calore da dove dà fastidio a dove non lo dà». Non poteva prevedere che col solleone il suo proposito sarebbe valso anche per il freddo. Fino a ieri credevo d’essere io troppo delicato. Quindici anni fa finii in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Piombino per un malore: steso sulla barella in astanteria, ricordo d’aver piatito una coperta nonostante la canicola ferragostana; benché fossi vestito, tremavo per le folate gelide provenienti dalle bocchette dell’aerazione. Idem in occasione di un intervento chirurgico, sempre d’estate: all’uscita dalla sala operatoria credevo m’avessero amputato i piedi. Anni dopo, dovendo tornare sotto i ferri, chiesi e ottenni di poter almeno indossare un paio di calze sterili. Ma ora ho capito che non è affatto una questione di temperatura corporea individuale. Qui c’entrano o Toshiba o Riello. Vi racconto perché. Mia madre, 87 anni, perde l’equilibrio nel tentativo di raccogliere un oggetto che le era caduto per terra e rovina di schiena sul pavimento. Incrinatura di una vertebra, ricovero in ortopedia, busto rigido. Il tempo di tornare da Berlino e la trovo in ospedale coperta solo da un lenzuolo. Respira con fatica. A tratti rantola, a tratti tossisce, dai polmoni esala un fischio cavernoso che non promette niente di buono. Se non è polmonite, poco ci manca. «Quando ti hanno ricoverata avevi il raffreddore?», m’informo. «No, stavo benone», risponde lucida, «ma al pronto soccorso mi hanno parcheggiato per tre ore in una ghiacciaia e la mattina dopo mi sono svegliata in questo letto ridotta a un bertagnin». Nel dialetto veneto dicesi bertagnin il baccalà. «Ha ragione, qua dentro si muore di freddo», conferma l’anziana immobilizzata nella stessa stanza con due femori fratturati. Controllo il termostato del condizionatore: è posizionato sulla tacca dei 18 gradi. Non oso ruotarlo all’insù, perché non è casa mia. «E fa bene», mi sussurra la compagna di sventura, «guai se gli infermieri se ne accorgono, non vogliono che si sposti da lì». Alle dieci di sera il maggiore dei miei fratelli chiede cortesemente alla caposala di alzare la temperatura. Per magnanima concessione viene portata a 20 gradi. Un post-it giallo appiccicato sulla centralina ammonisce: «Non toccare». L’indomani la manopola è di nuovo sui 18. Entra il medico per il giro mattutino: «Ma benedette signore, non avete freddo?». «Altroché!», esclamano all’unisono le vegliarde. Il dottore regola l’apparecchio sui 24 gradi. A mezzogiorno è bell’e tornato a 18. Devo concluderne che gli infermieri se ne fregano dei pazienti: vogliono lavorare al fresco, loro.
Io pensavo che nella generalità dei casi le diagnosi di malattie respiratorie venissero aggiunte d’ufficio dai primari al termine del ricovero solo per lucrare dalla Regione qualche giorno in più di Drg. Macché. Ho scoperto che sono la norma e, quel che è peggio, corrispondono al vero. Chi ha confidenza con questi argomenti osserverà che non c’è niente di nuovo sotto il sole. Era la metà dell’Ottocento quando il medico ungherese Ignaz Semmelweis, al quale Céline avrebbe dedicato la tesi di laurea, constatò che l’ospedale rappresentava un rischio mortale. Però allora i malati erano in balia di medici e infermieri che neanche si lavavano le mani. Oggi gli standard igienici e i protocolli terapeutici sono notevolmente progrediti. Eppure un paziente su 10 si ammala ancora di una patologia diversa da quella per cui è stato ricoverato (fonte: Associazione microbiologi clinici italiani) e le polmoniti nosocomiali rappresentano il 16% di tutte le infezioni ospedaliere, con un tasso di mortalità elevatissimo, oscillante fra il 30 e il 33%. Certo, nella statistica entrano anche le polmoniti da decubito e persino il morbo del legionario trasmesso dalla Legionella pneumophila, un batterio che si annida negli impianti centralizzati di trattamento dell’aria. Ma io resto della mia idea: stanno uccidendo gli anziani soprattutto con l’assideramento da condizionatore. Del resto che il raffreddamento favorisca l’infiammazione delle mucose e l’aggressione degli agenti patogeni alle vie respiratorie non è un’opinione personale. Non vorrei dar l’impressione di parlare per fatto privato. Mi limito a giudicare dal termometro. La temperatura consigliata negli ambienti climatizzati – leggo nelle linee guida degli installatori – non deve mai oltrepassare i 6 gradi di differenza rispetto a quella esterna. Per dirla più chiaramente, d’estate la temperatura ideale, quella che garantisce lo stato di benessere e tiene lontani i malesseri, va regolata di norma fra i 24 e i 27 gradi. E parlo di comunità dove vivono persone sane. Per quelle malate sarebbe auspicabile qualche cautela in più o no? Nei giorni in cui mia madre s’è infortunata, in città c’erano 33 gradi. In ospedale 18. Differenza: meno 15. Perciò, se la matematica non è un’opinione, gli infermieri tengono l’aria condizionata 9 gradi più bassa rispetto al limite di sicurezza. Preghino Dio che mammetta guarisca. Altrimenti torno in reparto e me li cucino come Capitan Findus. Se non lo sanno, s’informino: è morto a marzo. [Il Giornale] Una subdola guerra fredda contro i pazienti in ospedale che devono subire gli sprechi fatti dal personale che crea ambienti inevernali, nell' illusione contrastare un' estate troppo calda, ma rendendo sempre più difficile l' ineverno degli anziani ricoverati, forse troppo dimenticati. Nuova specialità olimpica?Saturday, 16 August 2008
Wu non è il suo vero nome. Ma anche questo era nei patti. Da una tasca della giacca, l’avvocato estrae un vecchio ritaglio del South China Morning Post. È datato 1 aprile 2006. Si parla di trapianti. «Una volta che i giudici hanno dato il loro consenso - c’è scritto - i medici possono recarsi sul luogo dell’esecuzione con un automezzo sterile. Per molti chirurghi è un’esperienza scioccante, poiché generalmente i condannati non muoiono subito, all’atto dell’esecuzione. Solo che i medici devono agire con rapidità, per preservare la freschezza degli organi. In una certa misura, dunque, anche loro partecipano alla soppressione di una vita. Ma non c’è scelta...». Con il primato delle esecuzioni che si ritrova avrà molta materia prima a disposizione, e potrà magari continuare per arrivare al record del mondo della specialità, detenuto dagli Atzechi che riuscivano a prelevare il cuore ancora pulsante della vittima... Un dubbio mi sfiora: come si allenerà la squadra di tiro al piattello? La rete che non ci piaceFriday, 15 August 2008scarica il libro Webbe Grillo Le opportunità della rete non sono solo utilizzate a scopi di marketing, o meglio se il marketing è quella tecnica capace di manipolare gusti e preferenze, questa viene applicata in molti campi, sicuramente non ultimo quello della politica. Da un Blog chiamato Cani sciolti è interessante riprendere un articolo su Beppe Grillo, il suo movimento, la sua capacità di sfruttare la rete e chi c'è dietro. Ma prima un interessante prefazione di Beppe Grillo ad un libro Web ergo sum, la rete ci salverà di Gianroberto Casaleggio (in cui la rete è vista come strumento di liberazione dei consumi): Prefazione: di Beppe Grillo "Presi in mano un libro, parlava di Web, di Gengis Khan, di branchi di lupi, di Camelot. Il libro attaccava aziende e luoghi comuni, speculatori e tromboni nazionali. Il suo titolo era "Il Web è morto, viva il Web", lo scrittore Gianroberto Casaleggio [...]. Lo incontrai per la prima volta a Livorno [...]. Pensai che fosse un genio del male o una sorta di San Francesco che, invece che hai lupi e agli uccellini, parlasse a Internet [...]. Mi descrisse webcasting, democrazia diretta, chatterbot, wiki, downshifting, usability, oggetti di interazione digitale, social network, legge di Reed, intranet e copyleft [...]. Mi parlò allora, per spiegarsi meglio, di Calimero il pulcino nero, Gudjieff, Giorgio Gaber, Galileo Galilei, Ana di York, Kipling, Jacques Carelman e degli adoratori del banano. Tutto fu chiaro, era un pazzo... Pazzo di una pazzia nuova, in cui ogni cosa cambia in meglio grazie alla Rete [...]. E' un individuo oggettivamente pericoloso e socialmente utile [...] L' Articolo: La rete è il nuovo 'Eldorado' per i politici e 'movimentisti' italiani. Il 'fenomeno' Beppe Grillo, il V-Day sono solo l'ultimo esempio di come Internet stia diventando terra di conquista e di manipolazione dell'opinione pubblica o di costruzione del consenso. Spulciando il web e motori di ricerca si trovano informazioni interessanti che aiutano a capire qualcosa di più di quella che sembra essere, all'apparenza, una 'rivoluzione dal basso' difficilmente catalogabile o, per lo meno, poco comprensibile a chi non ha conoscenza ed esperienza della rete, dei suoi meccanismi, del potenziale distruttivo o costruttivo di cui è dotata. Il blog di Beppe Grillo è diventato, in poco tempo, uno dei siti più frequentati della rete a livello mondiale. Solo merito del comico genovese o dietro questo 'successo' c'è una ben precisa strategia (di marketing web) pensata e gestita da chi, della rete, è attore, protagonista e mentore? C'è un altro blog italiano, quello di Antonio Di Pietro, che ha molte similitudini con quello di Beppe Grillo e, come faceva notare Massimo Mantellini qualche tempo fa. Se proviamo a ricercare i ' gestori' dei due siti in questione ( quello di Grillo e quello di Di Pietro) salta fuori la Casaleggio Associati (guardate in fondo alla home page del blog di Grillo nei Credits). Chi è la Casaleggio Associati?
Fin qui tutto normale... Ma è l'obiettivo che chiarisce la natura della Casaleggio Associati: "L'obiettivo della società è di sviluppare in Italia una cultura della Rete attraverso studi originali, consulenza strategica, articoli, libri, newsletter, seminari e con la creazione di gruppi di pensiero e di orientamento." Bingo!, direbbero gli americani. E infatti è proprio dagli americani che la Casaleggio Associati ha copiato molto e in particolare dalla Bivings group. Non vi sembra che anche nel caso di Beppe Grillo e dei 'grillini' vi siano molte analogie? Un articolo sul sito web della Bivings intitolato "Marketing virale: come infettare il mondo" avverte che "vi sono alcune campagne in cui sarebbe poco opportuno o persino disastroso lasciare che il pubblico sappia in cosa è direttamente coinvolta la vostra azienda...semplicemente non è una mossa intelligente nel campo delle pubbliche relazioni. In casi come questo è importante prima "ascoltare" quello che viene detto on-line... una volta che vi siete collegati in questo mondo, è possibile inserire su questi canali dei messaggi, che presentano il vostro punto di vita come quello di una disinteressata terza parte... Forse il più grande vantaggio del marketing virale è che il vostro messaggio è posto nel contesto in cui è più probabile che sia preso in seria considerazione." Sul sito della Bivings viene citato un dirigente della Monsanto che ringrazia l'azienda di pubbliche relazioni per il suo "straordinario lavoro". "A volte", si vanta la Bivings, "vinciamo dei premi. A volte soltanto il nostro cliente conosce il ruolo preciso che noi abbiamo giocato. In altre parole, a volte la gente non ha la minima idea di essere manipolata da impostori." Riprendiamo da un post su un Meetup: - studio sulla politica, Bivings group Leggiamo quello della Casaleggio: La vita dei siti dei partiti politici è scandita dalle scadenze elettorali. Gli indecisi prendono le proprie scelte nei 30 giorni precedenti le elezioni e tendono ad utilizzare tutti i media a loro disposizione per informarsi. [...] Riuscire ad influenzare il voto degli elettori è l'obiettivo primario in periodo di elezioni. Abbiamo scaricato, dal sito della Casaleggio, questo report: " Novembre 2004 I partiti politici on line in Italia. Dati, interviste e trend della politica on line in Italia" dove leggiamo: Gli obiettivi In pratica è quello che sta accadendo con i Meetup di Grillo. Il blog di Beppe Grillo funziona da catalizzatore, promotore e da 'fornitore' di materiali, , i meetup sono le 'sezioni locali', il coinvolgimento attivo sono la raccolta di firme, non c'è intermediazione ma filo diretto di comunicazione attraverso il web. I blog di Antonio Di Pietro, e di Beppe Grillo concepiti e gestiti dalla Casaleggio e Associati (gli stessi di Beppe Grillo) stanno realizzando un progetto e quelli della Casaleggio hanno capito che i messaggi semplici, diretti e con un tocco di populismo in rete funzionano sempre. Massimo Mantellini citava un intervento sul blog di Tiziano Fogliata che si chiedeva il 18 Gennaio 2006: Di cosa avranno mai parlato Antonio Di Pietro e Gianroberto Casaleggio? Alcune voci mi hanno riferito di averli visti pranzare insieme lunedì in un locale milanese. Ripeto la domanda: di cosa avranno mai parlato? Forse che il leader dell’Italia dei Valori vuole replicare il successo di Beppe Grillo scalando le classifiche di Technorati? Se questo è l’obiettivo la scelta naturale è rivolgersi appunto alle stesse persone che curano il blog di Beppe Grillo. La strategia mediatica e le tecniche Ricapitaliamo... Il 'fenomeno' Grillo non sembra essere così 'naif' ma un progetto di web-marketing e comunicazione studiato a tavolino e con ben definiti obiettivi e caratteristiche mutuate da esperienze già attive e realizzate. La rete diventa il mezzo di manipolazione dell'opinione pubblica e di cambiamento dei modi e del sistema di relazione e azione. Le tecniche usate e facilmente individuabili sono le stesse della pubblicità applicate a prodotti non materiali ma, come in questo caso, a opinioni e alla formazione di 'consumatori-utenti' di un progetto politico. Leggiamo al definizione di 'marketing-virale' e avremo altre informazioni: Il marketing virale è un tipo di marketing non convenzionale che sfrutta la capacità comunicativa di pochi soggetti interessati per trasmettere il messaggio ad un numero esponenziale di utenti finali. È un'evoluzione del passaparola, ma se ne distingue per il fatto di avere un'intenzione volontaria da parte dei promotori della campagna. Il principio del viral marketing si basa sull'originalità di un'idea: qualcosa che, a causa della sua natura o del suo contenuto, riesce a espandersi molto velocemente in una data popolazione. Come un virus, l'idea che può rivelarsi interessante per un utente, viene passata da questo ad altri contatti, da questi ad altri e così via. In questo modo si espande rapidamente, tramite il principio del "passaparola", la conoscenza dell'idea. Un altro termine e metodo è il 'guerrilla advertising' dove si collaudano e si sfruttano tutti i nuovi percorsi della mente connettiva. La guerrilla non colpisce la massa ma il singolo, invertendo il meccanismo di generazione di notorietà. Gli attacchi di guerrilla infatti generano spiazzamento, lo spiazzamento produce passaparola, il passaparola si diffonde in maniera "virale" nella popolazione. E la diffusione virale garantisce notorietà al prodotto. L'importante è riuscire a catturare l'attenzione dell'utente-consumatore in maniera originale, perchè ormai siamo 'assuefatti' e quasi 'impermeabili' ai messaggi veicolati dai media tradizionali. Il guerrilla advertising ha una sorta di piano di battaglia suddiviso in tre fasi: Al punto 1 mettete le iniziative di Grillo ( il blog, la campagna Parlamento pulito, le inserzioni sui giornali ecc.ecc.) Una parte del piano sembra che sia stata realizzata... Note: Il marketing virale da Wikipedia Guerrilla advertising da Wikipedia ( in inglese) La pubblicità, il marketing e la guerrilla I persuasori fasulli La mente del 'fenomeno' Beppe Grillo? Ipse dixit: Continua a leggere "La rete che non ci piace" La televisione che non ci piaceThursday, 14 August 2008
Com'è noto, Mediaset ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. L'accusa è di illecita diffusione e sfruttamento commerciale di file audio-video di proprietà delle tre reti televisive Mediaset. Secondo i legali del Biscione, al 10 giugno, sarebbero 4.643 i filmati caricati sul sito web nato poco più di tre anni fa per condividere gratuitamente video, spesso amatoriali. È molto probabile che l'azione intrapresa da Mediaset miri, come hanno fatto altri network, a trovare un accordo di massima per lo sfruttamento dei filmati. Però questa clamorosa azione legale pone un problema fondamentale che in Italia finora è stato in larga parte disatteso: quello del copyright. Ad esempio, una domanda che tante volte abbiamo posto senza ottenere risposta è questa: come mai «Blob», che nasce da una idea geniale, che mette a nudo il cuore della tv, non viene fatto in altri Paesi? Per una ragione molto semplice: costerebbe troppo e richiederebbe tempi di realizzazione infiniti. Per ogni sequenza che si prende a prestito, bisogna infatti chiedere permessi e, nel caso, pagare diritti d'autore. Lo stesso discorso vale per «Mai dire Web» dei Gialappi o per «Striscia la notizia», la trasmissione di punta di Mediaset. Che spesso utilizza materiale Rai e che ha addirittura una rubrica sui filmati che girano in rete. La Rai non ha mai fatto causa a Mediaset, e viceversa. Come si dice, una mano lava l'altra... Insomma in Italia è valso estensivamente, e forse giustamente, una sorta di diritto di cronaca (ma è impossibile trasmettere spezzoni di Disney Channel senza autorizzazione scritta). Mettiamo che Mediaset ottenga il risarcimento chiesto a YouTube, come auspicato anche dal presidente della Siae Giorgio Assumma. Ma dopo, si potrà ancora mandare in onda «Blob» o «Mai dire... qualcosa» o «Striscia» nella loro forma attuale? E il web è uguale a un network? Aldo Grasso [Corriere della Sera] La televisione perde potere perchè è uniformata verso il basso, la varietà della rete presuppone la possibilità di orientarsi altrove rispetto ai canovacci che si ripetono nel piccolo schermo (piccolo, ma onnipresente). Non è che la rete perderebbe molto levando i contenuti mediaset, però proprio la possibilità di evidenziare le macroscopiche volgarità (tra risse di presunti "amici" e melense fictions) verrebbe meno. E si vede che è proprio la capacità di critica che si vuole anestetizzare, perchè dall' altro lato youtube con i suoi spezzoni è la migliore pubblicità e il migloir modo per seguire i programmi, quando non si ha tempo; la porta aperta per tornare a rifrequentare quella televisione con le frequenze e i contenuti monopolizzati. La domanda dell' articolista non è peregrina: come si comporteranno con gli storici programmi satirici di Rai e Mediaset che utilizzano gli stessi spezzoni (tra l' altro nella competizione propria dell' etere e non in quella differente della rete)? Non vorrei che sia il colpo di piccone per abbatterli. Il razzismo al congresso americanoWednesday, 13 August 2008
LOS ANGELES - Alla veneranda età di 91 anni Kirk Douglas ha vinto la sua battaglia personale: gli Stati Uniti d’America chiederanno ufficialmente scusa per la schiavitù. Da due anni l’attore porta avanti una campagna perché il suo Paese si scusi con gli afroamericani «per l'indecente trattamento che hanno ricevuto le persone di colore, prima e dopo la Guerra Civile». Con la voce che trema, Douglas lancia il suo appello(Guardalo) davanti alla telecamera di 2-Cent, web tv americana nata da un progetto di persone di colore. «Le scuse dell'America avranno un grande impatto in tutto il mondo e serviranno a far capire che tutti gli uomini sono uguali» spiega l'attore nel video. LE SCUSE - Per portare avanti la sua campagna Kirk Douglas ha aperto un suo blog su MySpace dove comunica con i suoi fan e sostenitori. «Ho scritto anche ai candidati presidenziali per far sì che venga corretta questa ingiustizia» scrive il Premio Oscar. Il suo appello è stato accolto da un rappresentante del Congresso americano, Steve Cohen del Tennessee, che all'inizio del 2007 propose una risoluzione. Ora quel provvedimento è stato accolto dalla Camera del Congresso. Il testo della risoluzione recita che il governo federale «a nome del popolo degli Stati Uniti si scusa con gli afroamericani per gli errori commessi contro loro e i loro antenati che hanno sofferto per la schiavitù». RACCOLTA FIRME SU INTERNET - «Mostreremo al mondo che la nazione più forte è capace di un atto di umanità» scrive l'attore sul suo blog che si è congratulato con il deputato del tennessee. Ma la battaglia continua con la raccolta firme, che sarà inviata direttamente al Presidente degli Stati Uniti perché trasformi la risoluzione del Congresso in una scusa ufficiale per la schiavitù. «Le campagne militari costano milioni di dollari. Una scusa non costa niente» dice Douglas nel video. Seduto su una poltrona nel suo salotto l'attore esprime a 2-Cent.com la sua preoccupazione per il futuro, per i giovani che erediteranno «questo mondo incasinato». Dopo quasi due minuti e mezzo, l'attore scherza con il cameraman: «Sto parlando troppo? Mia moglie dice sempre che per un uomo che non sa parlare, parlo tanto». Scuse generiche non servono, servirebbe di più capire i fondamenti puritani della politica americana che pone su due piani i wasp e gli altri, una cultura che è stata l' alfiere di ogni razzismo e ogni disprezzo per l' altrui cultura. Da cui un' americanizzazione sfrenata del pianeta che continua ancora oggi ed è anzi alla base di ogni agenda presidenziale. Così magari si andrebbe al passo con i tempi e si chiederebbe scusa pure per l' Iraq. La violenza ingleseTuesday, 12 August 2008
Ancora un ragazzo assassinato nella capitale britannica, dove è salito a 22 il numero dei teenager rimasti uccisi in seguito ad aggressioni. L'ultima vittima è un 18enne, raggiunto da colpi di pistola mentre si trovava in un negozio di generi alimentari a Camberwell, nel sud-est della città. Scotland Yard: "Non era l'obbiettivo dell'agguato". Arrestato un 19enne, mentre alcuni sospettati sono stati visti fuggire a bordo di motorini. Ryan Bravo, questo il nome del 18enne freddato da un colpo di pistola al collo, è morto per errore e non è implicato nella spirale di violenze e vendette tra bande di adolescenti, che sta insanguinando Londra negli ultimi mesi. La polizia ha ipotizzato però un legame tra l'omicidio e un'altra sparatoria avvenuta qualche ora prima poco distante al supermercato a Camberwell, a Lambeth, in cui un altro ragazzino è rimasto ferito ad una gamba. Gli omicidi tra giovanissimi sono ormai una vera e propria emergenza a Londra. Le autorità comunali hanno approntato un primo piano di intervento, rafforzando i controlli nei quartieri più a rischio, ma nonostante ciò le vittime continuano ad aumentare. Anche la periferia inglese come quella francese sembra essere più una giungla popolata da tribù, una zona tornata all' età della pietra, nonostante i presidi e i tanto esportabili modelli civili. Monitoriamo il fenomeno, se è vero che molti di questi omicidi sono frutto della malriuscita integrazione tra le diverse etnie dell' ex impero britannico che vogliono accaparrarsi il controllo dei territori sottratti ormai allo Stato. Chi è l' uomo nero?Monday, 11 August 2008
Un agente segreto di Scotland Yard segnalò alla polizia inglese della contea di Leicester, titolare delle indagini sul rapimento di Maddie in Portogallo, che la bambina sarebbe stata portata via da una rete di pedofili. Un mese dopo il rapimento, il 3 maggio 2007, la segnalazione fu inoltrata agli inquirenti portoghesi, che la ignorarono. La polizia lusitana chiese aiuto all'Interpol, ma le indagini non approdarono a nulla. Nella mail dello 007, si segnalò che "all'intelligence risulta che una rete di pedofili del Belgio ordinò una bambina di tre anni tre giorni prima del sequestro". Una persona collegata all'organizzazione vide Maddie, "le scattò una foto e la spedì in Belgio". L'acquirente concordò che "la bambina era adatta e così fu presa". Dalle carte sarebbe emerso anche che nel maggio 2007, poco dopo la scomparsa della bimba inglese, una bambina molto somigliante a Madeleine McCann avvicinò una negoziante di Amsterdam, dicendole: "Mi chiamo Maddie, mi hanno portato via mentre ero in vacanza". Anche questo episodio fu comunicato dalla polizia olandese ai colleghi portoghesi, che però non vollero approfondire la pista. Ulteriori dettagli rivelerebbero che la piccola era accompagnata da una donna di circa 40 anni che parlava con accento francese, da un uomo della stessa età, portoghese o spagnolo, e da due bambini più grandi di lei. Neanche nelle più tristi leggende e nelle più paurise storie per bambini si arriva a tanto....A questo punto se colpevoli omissioni ci sono state bisogna vedere se ci sia stata anche contingenza con questa presunta rete di comunque tanto potenti da poter organizzare il rapimento... e salta fuori il Belgio Le maglie della rete cineseSunday, 10 August 2008
(AGI) - Roma, 7 ago. - Pechino allenta le maglie della censura sul web in occasione delle Olimpiadi e i pedofili ne approfittano immediatamente. A denunciarlo e' uno studio dell'associazione Telefono Arcobaleno, che ha rilevato in Cina un aumento pari a cinque volte dei siti web pedopornografici solo nell'ultima settimana, alla vigilia dei Giochi. "Come emerge dal Report gennaio-luglio 2008 di Telefono Arcobaleno, su 26.151 siti web pedopornografici rilevati in rete dall'Associazione nella prima meta' dell'anno, solo 37 risultavano residenti in Cina prima della fine del mese di luglio - si legge in un comunicato dell'associazione -. Con l'approssimarsi della data di inizio delle Olimpiadi, durante la prima settimana di agosto, i nostri operatori informatici hanno rilevato un fermento anomalo sui server cinesi e hanno gia' effettuato ben 224 segnalazioni relative a siti a carattere pedopornografico rilevati su provider residenti proprio a Pechino". "Questo dato e' destinato ad aumentare vertiginosamente nei prossimi giorni - dichiara il Presidente di Telefono Arcobaleno, Giovanni Arena - proprio perche' l'incremento evidenza quanto le organizzazioni pedofile, attente ad ogni movimento della Comunita' Internazionale, siano pronte a sfruttare tutte le risorse internet laddove si rendano disponibili". Interessante come si parli di organizzazioni a questo proposito. E in effetti l' individuo sarebbe parecchio scoraggiato dal governo che per la diffusione del solo materiale pornografico prevede la pena di morte. E' triste vedere chi si approfitta della maggiore libertà ricevuta, a meno che nuovi residenti occidentali non portino con loro nuovi mercati. Non fateci invocare una chiusura delle maglie
La fiction presidenzialeSaturday, 9 August 2008Questioni di alto profilo nelle presidenziali Usa che non hanno nulla da invidiare al clima buffonesco dell' Italia; ma il successore è già stato designato: è colui che ha dalla nascita tutte queste qualità intrattenitive e le capacità per parlare di "valori americani" e star di Holliwood, (due cose talmente connesse da far apparire labile la differenza tra fiction e realtà).
Sccc...non roviniamo l' apertura!Friday, 8 August 2008
(ASCA-AFP) - Pechino, 7 ago - I tre cristiani americani gia' fermati ieri per aver manifestato in piazza Tiananmen, a Pechino, sono stati arrestati ancora una volta oggi mentre tentavano di organizzare una nuova protesta. A solo un giorno dall'inizio delle Olimpiadi, i tre, che stavano pregando pubblicamente a favore della liberta' religiosa e contro l'aborto forzato in Cina, sono stati trascinati con la forza fuori dalla piazza. ''Ci trovavamo a Tiananmen per pregare pubblicamente per la popolazione cinese quando la polizia ci ha preso con la forza e costretto a lasciare la piazza'', ha detto il reverendo Patrick J. Mahoney, uno dei manifestanti sotto custodia delle forze di sicurezza di Pechino. Il gruppo, che comprende Brandi Swindell e Michael McMonagle, era stato arrestato ieri dopo che aveva sventolato uno striscione con scritto: ''Gesu' Cristo il Re'' davanti al mausoleo di Mao Zedong, fondatore della Repubblica Popolare Cinese. Come in un filmThursday, 7 August 2008
(ASCA-AFP) - Washington, 1 ago - Potrebbe finalmente districarsi il giallo delle lettere 'assassine' all'antrace che nel 2001 uccisero cinque persone negli Stati Uniti: un ricercatore del governo americano, che lavorava per il dipartimento di biodifesa e collaborava con l'FBI, e' morto, probabilmente suicida, proprio mentre il Dipartimento di Giustizia stava avviando un'indagine sul suo conto riguardo agli attacchi che gettarono nel panico gli Usa e la comunita' internazionale gia' duramente provate dall'11 settembre. A riferirlo e' il 'Los Angeles Times'. Bruce Ivins, 62 anni, che non risultava pubblicamente implicato nel caso delle lettere contaminate con la polvere letale, era stato, secondo il Times, recentemente informato di un'''imminente procedimento giudiziario'' che lo legavano agli attentati. Lo scienziato ha lavorato per 18 anni nei laboratori di ricerca di biodifesa statunitense a Fort Detrick, nel Maryland. Qui sperimentava e preparava formule all'antrace per vaccini. Il ricercatore ha inoltre collaborato con il 'Federal Bureau of Investigation' nelle operazioni di analisi di una busta contaminata da spore d'antrace inviata all'ufficio di un senatore a Washington. E' proprio il caso di dirlo, un suicidio calibrato proprio per evitare di fare luce sulle lettere all' antrace, la cui pista avrebbe portato probabilmente in uno stabilimento americano per la ricerca di armi batteriologiche, più che a Saddam Hussein (era la prova dei collegamenti con Bin Laden). La malattia del mercatoWednesday, 6 August 2008
«La notte facevo fatica ad addormentarmi. Aspettavo solo che facesse mattino per collegarmi e fare i primi ordini. Durante il lavoro poi, appena potevo, tornavo a casa a controllare l'andamento delle azioni. Compravo, vendevo, speculavo. Arrivavo a muovere più di diecimila euro al giorno. Qualche volta andava bene, qualche altra meno. Ma alla fine mi sono trovato senza più un soldo». La storia che Fabio (nome di fantasia) ci ha raccontato, è quella di una passione sfociata in dipendenza. Un pallino, quello del trading online, diventato schiavitù simile all'alcolismo o alla droga, anche se forse il paragone più azzeccato è con il gioco d'azzardo. Fabio ha puntato i suoi soldi su azioni e strumenti finanziari complessi al "tavolo verde" della Borsa Italiana. Operazioni rischiose, fatte solo con un portatile e una connessione a internet, che gli hanno fatto perdere oltre 150mila euro. Cos'è il trading patologico? Come si diventa schiavi di Borsa? «Fu allora che confessai tutto a mia moglie, che fino ad ora non sapeva quanto avevo investito. D'accordo con lei decisi di intestarle quanto restava dei miei risparmi, e affidarle la gestione del conto corrente». Ma a quel punto Fabio, per reazione all'astinenza da Borsa, cade in depressione. Appena recupera dei contanti li va a giocare al videopoker o al gratta e vinci. Nel mese di ottobre, si ricovera al San Raffaele di Milano. Una scelta obbligata, considerata la gravità del suo problema. «Per quindici giorni, io e mio figlio ci davamo i turni per sorvegliarlo - racconta la moglie - perché in ogni momento c'era il rischio che fuggisse e andasse al bar a giocare al gratta e vinci». Dopo il ricovero, Fabio inizia un ciclo di sedute di psicoterapia con cadenza settimanale e ora mensile. Oggi sta cercando faticosamente di ricostruirsi una vita. La conferma di come la dipendenza da trading sia un problema da cui non sono immuni gli addetti ai lavori arriva anche da Dario Angelini, psicologo terapeuta del Laboratorio Famiglia di Roma. «Tra i miei pazienti ho avuto studenti di economia e commercio e professionisti - fa sapere – persone estremamente competenti che, proprio per la loro conoscenza approfondita del funzionamento dei mercati si sentivano troppo sicuri di se e hanno finito per rovinarsi». Allenare la mente per evitare i rischi C'è poco interesse agli aspetti psicologici del gioco in Borsa da parte delle aziende. Ma negli ultimi anni qualcosa si sta muovendo. Directa, uno dei primi broker telematici in Italia, da un paio di anni ha inserito nei suoi corsi di formazione per operatori professionisti e aspiranti trader, una lezione sugli aspetti psicologici del gioco in borsa. Durante i seminari, la psicologa Valentina Esposito spiega quali sono i rischi dietro l'eccesso di trading e come prevenirli. «Le piattaforme per fare investimenti su internet sono studiate apposta per indurre l'utente all'azione. Ci sono diversi stimoli percettivi come luci, colori e suoni. Questo fa si che nelle operazioni sia maggiore efficienza. Tuttavia il sovraccarico di informazioni può spesso indurre all'errore. Nei miei seminari faccio presente questi "effetti collaterali" e do qualche dritta su come evitarli. Tutto si gioca sulle emozioni. Quando il trader individua e riconosce i suoi stati d'animo nei momenti di stress, è anche più in grado di controllarli». Anche Banca Sella, nel piano formativo Sella.it 2008, ha inserito un seminario simile. Lo tiene Giorgio Sogliani, analista tecnico del Gruppo Banca Sella. Il titolo del corso è "Dalla psicologia della finanza all'allenamento mentale per il trader: idee e tecniche operative". Durante l'incontro-laboratorio si cerca di aiutare i trader ad adottare un metodo efficiente per operare sui mercati finanziari con razionalità, controllando la propria emotività. La patologia di uno o di un' intera società? Non dimentichiamoci che il mercato globale regola la vita delle persone e i governi delle Nazioni. Quisquillie e pinzillacchereTuesday, 5 August 2008
WASHINGTON - Acqua potenzialmente radioattiva può essere fuoriuscita da un sommergibile nucleare americano per mesi mentre navigava nell'oceano Pacifico tra Guam, le Hawaii e il Giappone. Lo ha reso noto la Cnn, riportando fondi ufficiali della Marina. La perdita è stata scoperta mentre il sommergibile nucleare Ssn 713 Houston della classe Los Angeles era in un porto delle Hawaii per la manutenzione. La Marina americana - ha precisato la Cnn - ha allertato il governo giapponese, perché il sommergibile era stato ancorato anche in Giappone. Le fonti americane citate dalla Cnn hanno precisato peraltro che a loro avviso il quantitativo di radiazioni perso nell'acqua era «virtualmente non rilevabile». Poverini (ahinoi) i controlli loro se li devono fare da soli, non c'è nessuna agenzia internazionale che li aiuta. E' morta una guidaMonday, 4 August 2008Stanotte è morto Aleksandr Isaevič Solženicyn nella sua casa moscovita, in seguito a un infarto. Premio Nobel per la letteratura nel 1970, fu esiliato dall’Unione Sovietica quattro anni dopo, e poté tornare in Russia solo nel 1994, quando il regime era ormai dissolto. Nel 1945 criticò Stalin in una lettera privata a un amico, e venne quindi condannato a otto anni di reclusione in un campo di lavoro. L’esperienza in prima persona negli agghiaccianti centri di prigionia sovietici fu una molla essenziale per la sua letteratura: Il primo cerchio, Una giornata nella vita di Ivan Denisovič, Padiglione cancro, Arcipelago Gulag sono tutte opere in cui, in un modo o nell’altro riemerge la disperata condizione vissuta in esilio (o le sue conseguenze). Per ragioni burocratiche e di conflitto già aperto con il regime non poté ricevere il Premio Nobel nel 1970, ma lo ritirò solo nel 1974, una volta esiliato e privato della cittadinanza sovietica. Visse in Svizzera e negli Stati Uniti e tornò in Russia nel 1994 dopo la caduta del regime e il ripristino della sua cittadinanza sovietica. Negli ultimi anni di vita ha composto racconti, poesie, un libro di memorie e un saggio sul rapporto tra russi ed ebrei, oltre a diversi scritti di taglio politico. Dal 2006 fino al giorno della sua morte è stato il Premio Nobel per la Letteratura più anziano vivente Ma caliamo la notizia nell' attualità; avrà mai la stessa diffusione Arcipelago Laogai? Probabilmente no, perchè non ci sarà mai una sponda che potrà fare da amplificatore alle proteste, essendo ormai la Cina occidente e anzi schirata addirittura sul fronte della guerra al terrorismo dopo il recente attacco che ha subito. Che sia occidente si vede anche dal concetto di modernità e progresso che riesce a far sposare armonicamente Capitalismo e Comunismo, ma molto meno guardie rosse e Dio: Sale la tensione a Pechino a quattro giorni dalla cerimonia di apertura delle Olimpiadi. Scontri tra la polizia e un gruppo di circa 50 manifestanti si sono verificati nelle vicinanze di piazza Tiananmen, teatro della sanguinosa repressione della protesta studentesca del 1989. I dimostranti protestavano per essere stati sfrattati per dalle proprie case per ricostruire l'antico quartiere di Qianmen trasformato in un quartiere alla moda per i giochi olimpici. I partecipanti hanno respinto il risarcimento offerto di 8.200 yuan (752 euro) un valore molto piu' basso del prezzo di mercato delle aree del centro di Pechino. Per vigilare sulla sicurezza della capitale cinese le autorita' hanno schierato un vero e proprio esercito di 100.000 soldati. (AGI) - Pechino, 4 agosto - Il nostro caro mondo virtualeSunday, 3 August 2008
(ign)Scoprire le caratteristiche dalla natura, andare alla ricerca degli animali che la abitano d’inverno e, in compagnia di simpatici amici, addentrarsi nel bosco per cercare la tana delle marmotte un po’ pigrone. Arriva Martina in Montagna, nuovo videogioco di avventura proposto da Nobilis per Nintendo DS, educativo e adatto ai giovani videogiocatori della piattaforma portatile. Lo scopo del player sarà quello di aiutare i giovani protagonisti, Martina, Marco e il cane Briscola a scoprire come mai le simpatiche marmotte non si trovino ancora nei paraggi e siano ancora nelle loro tane. Elemento fondamentale di tutto il gioco sarà la natura, il giocatore infatti andrà alla scoperta di tutti gli elementi che la caratterizzano, dalla vegetazione ai tipi di animali, accompagnando Martina e il suo fedele compagno a quattro zampe Briscola nella loro avventura. Il player avrà a disposizione diversi mi |