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Eppure forse la Apple si era ispirata a lui...Saturday, 9 August 2008
Per "migliorare" l'Italia Protocollo d'intesa tra il Ministro Brunetta e Microsoft Italia per scuola e VoIP Lo sviluppo di soluzioni d'eccellenza tecnologiche e organizzative, in particolare nel settore della scuola è al centro del Protocollo d'intesa di durata triennale firmato oggi dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta con l'Amministratore Delegato di Microsoft Italia, Pietro Scott Jovane. Restiamo colpiti dall'altruismo di Microsoft che riqualificherà il nostro personale della Pubblica Amministrazione senza oneri per lo stato. Solo onori di essere sempre più servi. Tié polo!Tuesday, 5 August 2008
Le donne, a Palazzo Chigi, preferiscono vederle vestite. E non importa se quella che esibisce un seno — piccolo, tondo, pallido — se ne sta su una copia del celebre dipinto di Giambattista Tiepolo: «La Verità svelata dal Tempo ». Il dipinto, che Silvio Berlusconi aveva scelto come nuovo sfondo per la sala delle conferenze stampa, viene ritoccato. È successo. La testimonianza fotografica è inequivocabile. Prima si scorge un capezzolo. Poi il capezzolo sparisce. Coperto, si suppone, con due colpetti di pennello. Chissà se Berlusconi ha mai veduto le trasmissioni nel palinsesto delle sue emittenti...Altro che colpetti di pennello... Qualche vita umanaThursday, 31 July 2008
Giornata di taglio dei nastri, giornata storica per Civitavecchia ieri - 30 luglio -, per l’inaugurazione della nuova centrale a carbone costata più di sei anni di cantiere, una serie infinita di stop, proteste degli ambientalisti e come detto dal ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola anche «qualche vita umana», en passant. La vittoria del grano? Acqua passata, non macina più!Monday, 21 July 2008
Altri tempi - ovviamente sbagliati! - quelli in cui si celebrava la "Vittoria del Grano". Oggi celebriamo la notizia che le scorte di pane e di pasta - a detta della Coldiretti - dureranno per soli sette mesi dopo di che dipenderemo dall'estero.
Abbiamo risolto il problema!Wednesday, 16 July 2008
Ricordate l'idea - malsana!!! - di prendere le impronte digitali ai Rom? Bene, quell'idea ovviamente aveva fatto sollevare critiche sebbene il premier avesse assicurato che in tal modo si sarebbe garantita la scuola anche ai bambini Rom... Ecco. Superato il problema! Tutti dovremmo dare le impronte digitali! La domanda è se dovremmo quindi tornare tutti a scuola... Vittima di discriminazione?Tuesday, 15 July 2008Su uno dei giornali romani che spesso abbiamo preso di mira per la sua attività di sensale della prostituzione troviamo alcuni annunci di questo tenore:
Insomma, ci sono tutti i presupposti per gridare alla discriminazione razziale!
Scritto da Nero per Caso
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Last modified on 15-07-2008 13:26
Non sono tifoso avverso ma non sono neppure idiotaWednesday, 9 July 2008
Per un giorno la Juventus da squadra bianconera si e' trasformata in 'verde': con una cerimonia simbolica in cui sono stati piantati 26 alberi nel ritiro di Pinzolo, in provincia di Trento, e' stato sancito che quello juventino sara' il primo raduno in Italia a zero emissioni di CO2. La compensazione delle emissioni di gas serra derivanti dal ritiro, pari a 13 tonnellate, avverra' attraverso la realizzazione di un progetto di forestazione nel Parco Adamello Brenta. Il Bosco Juventus composto dai primi 26 alberi potra' crescere negli anni grazie ad ulteriori iniziative di compensazione associate alle attivita' della squadra di calcio. La realizzazione del progetto e' affidata alla societa' AzzeroCO2: ''Si tratta di un gesto di grande rilevanza che porta la squadra bianconera a diventare un esempio concreto per tutto il mondo sportivo - ha dichiarato Andrea Seminara, Direttore Marketing di AzzeroCO2 - la Juventus dunque, con il suo esempio, inaugura una nuova stagione, quella dello sport in difesa dell'ambiente''. (ANSA). Sicuramente un ottimo lancio mediatico, ma d'altronde come non poter gioire di una tale consapevolezza nei confronti della natura, dell'ambiente, guardate la foto come col badile i ragazzi, dopo aver sputacchiato virilmente sull'asta si apprestino a ricoprire di terra il tenero virgulto. ...forse sono ruspe New Holland (marchio Fiat, sponsor La storia di Ernesto...Thursday, 29 May 2008
Consiglio di leggere questa storia prima di coricarsi. Sono assicurati sonni tranquilli. Il ricercato: "Sono di sinistra, basta schifo nel quartiere
"Eccome qua, io sarei il nazista che stanno a cercà da tutti i pizzi. Guarda qua. Guarda quanto sò nazista...". La mano sinistra solleva la manica destra del giubbetto di cotone verde che indossa, scoprendo la pelle. L'avambraccio è un unico, grande tatuaggio di Ernesto Che Guevara. "Hai capito? Nazista a me? Io sono nato il primo maggio, il giorno della festa dei lavoratori e al nonno di mia moglie, nel ventennio, i fascisti fecero chiudere la panetteria al Pigneto perché non aveva preso la tessera". L'uomo ha 48 anni. Delle figlie ancora piccole. Una storia difficile di galera e di imputazioni per rapina. E, naturalmente, un nome. "Quello lo saprai molto presto. Il giorno che mi presento al magistrato, perché quel giorno il mio nome non sarà più un segreto. Mi presento, parola mia. La faccio finita cò 'sta storia. Ma ci voglio andare con le gambe mie a presentarmi. Nun me vojo fà beve (arrestare ndr.) a casa. Perciò, se proprio serve un nome a casaccio, scrivi Ernesto... ". [cliccare su continua a leggere] Continua a leggere "La storia di Ernesto..."
Scritto da MThule
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Sotto stretta sorveglianzaMonday, 26 May 2008
Vi sono scelte che passano attraverso l'incuranza generale. Scelte che vengono presentate quali "necessarie" per salvaguardare il vivere civile. Scelte che un giorno si leggeranno sui libri di scuola sotto la voce "grande fratello" ovvero come si spaccia per democrazia una dittatura controllata. Sì perchè sapere che per catturare ladri, rapinatori, vandali o chi abbandona l'immondizia (testuali parole di Libero di oggi) si debba porre sotto sorveglianza l'intera cittadinanza di persone oneste è qualcosa che non dovrebbe lasciare indifferenti. Occorre riflettere invece che emettere sospiri di sollievo perchè con questi occhi elettronici ci sarà maggior sicurezza. A quale prezzo? Un saluto agli abitanti monitorati di Fiumicino ed Anzio. Rassegna stampa e le notizie a carta carboneMonday, 26 May 2008
Dopo la Casta, la DerivaWednesday, 14 May 2008Eccolo che arriva il nuovo best seller della coppia Stella-Rizzo: La Deriva. Perchè l'Italia rischia il naufragio. Non crediamo che il malcontento che potrà generare anche questo libro - qui uno stralcio - potrà salvarci dal naufragio. Anzi, ma siamo sicuri che un naufragio sia poi così nefasto? Dalle infrastrutture agli ordini professionali, dal turismo all’università, cronaca della crisi Dai bidelli agli onorevoli, un’Italia alla deriva Privilegi intoccabili e tagli impossibili C’erano una volta le impiraresse che perdevano gli occhi a infilar perline, le filandine che passavano la vita con le mani nell’acqua bollente e le lavandere che battevano i panni curve sui ruscelli sospirando sul bel molinaro. Ma all’alba del Terzo Millennio, al passo col resto del mondo che produceva ingegneri elettronici e fisici nucleari e scienziati delle fibre ottiche, nacquero finalmente anche in Italia delle nuove figure professionali femminili: le scodellatrici. Cosa fanno? Scodellano. E basta? E basta. Il moderno mestiere, per lo più ancora precario, è nato per riempire un vuoto. Quel vuoto lasciato dalle bidelle che, ai sensi del comma 4 dell’art. 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124, assolutamente non possono dare da mangiare ai bambini delle materne. Detta alla romana: «Nun je spetta». C’è scritto nel protocollo d’intesa coi sindacati. Non toccano a loro le seguenti mansioni: a) ricevimento dei pasti; b) predisposizione del refettorio; c) preparazione dei tavoli per i pasti; d) scodellamento e distribuzione dei pasti; e) pulizia e riordino dei tavoli dopo i pasti; f) lavaggio e riordino delle stoviglie. Scopare il pavimento sì, se proprio quel pidocchioso del direttore didattico non ha preso una ditta di pulizie esterna. Ma scodellare no. Ed ecco che le scuole materne e primarie, dove le bidelle (pardon: «collaboratrici scolastiche») sono passate allo Stato, hanno dovuto inventarsi questo nuovo ruolo. Svolto da persone che, pagate a parte e spesso riunite in cooperative, arrivano nelle scuole alle undici, preparano la tavola ai bambini, scoperchiano i contenitori del cibo, mescolano gli spaghetti già cotti con il ragù e scodellano il tutto nei piatti, assistono gli scolaretti, mettono tutto a posto e se ne vanno. Costo del servizio, Iva compresa, quasi un euro e mezzo a piatto. Mille bambini, 1.500 euro. Costo annuale del servizio in un Comune di media grandezza con duemila scolaretti: 300.000 euro. Una botta micidiale ai bilanci, per i Municipi: ci compreresti, per fare un esempio, 300 computer. Sulla Riviera del Brenta, tra Padova e Venezia, hanno provato a offrire dei soldi alle bidelle perché si facessero loro carico della cosa. Ottocento euro in più l’anno? «Ah, no, no me toca...». Mille? «Ah, no, no me toca...». Millecinque? «Ah, no, no me toca...». Ma ve lo immaginate qualcosa di simile in America, in Francia, in Gran Bretagna o in Germania? (...) E sempre lì torniamo: chi, se non la politica, quella buona, può guidare al riscatto un Paese ricco di energie, intelligenze, talenti straordinari, ma in declino? Chi, se non il Parlamento, può cambiare le regole che per un verso ingessano l’economia sul fronte delle scodellatrici e per un altro permettono invece agli avventurieri del capitalismo di rapina di muoversi impunemente con la libertà ribalda dei corsari? (...) Giorgio Napolitano ha ragione: «Coloro che fanno politica concretamente, a qualsiasi schieramento appartengano, devono compiere uno sforzo per comprendere le ragioni della disaffezione, del disincanto verso la politica e per gettare un ponte di comunicazione e di dialogo con le nuove generazioni ». Ma certo questa ricucitura tra il Palazzo e i cittadini, necessaria come l’ossigeno per interrompere la deriva, sarebbe più facile se i partiti avessero tutti insieme cambiato quell’emendamento indecente infilato nell’ultimo decreto «milleproroghe» varato il 23 febbraio 2006 dalla destra berlusconiana, ma apprezzato dalla sinistra. Emendamento in base al quale «in caso di scioglimento anticipato del Senato della Repubblica o della Camera dei Deputati il versamento delle quote annuali dei relativi rimborsi è comunque effettuato». Col risultato che nel 2008, 2009 e 2010 i soldi del finanziamento pubblico ai partiti per la legislatura defunta si sommeranno ai soldi del finanziamento pubblico del 2008, 2009 e 2010 previsto per la legislatura entrante. Così che l’Udeur di Clemente Mastella incasserà complessivamente 2 milioni e 699.701 euro anche se non si è neppure ripresentata alle elezioni. E con l’Udeur continueranno a batter cassa, come se fossero ancora in Parlamento, Rifondazione comunista (20 milioni e 731.171 euro), i Comunisti italiani (3 milioni e 565.470), i Verdi (3 milioni e 164.920). (...) E sarebbe più facile se i 300 milioni di euro incassati nel 2008 dai partiti sulla base della legge indecorosa che distribuisce ogni anno 50 milioni di rimborsi elettorali per le Regionali (anche quando non ci sono), più 50 per le Europee (anche quando non ci sono), più 50 per le Politiche alla Camera (anche quando non ci sono: quest’anno doppia razione) e più 50 per le Politiche al Senato (doppia razione) non fossero un’enormità in confronto ai contributi dati ai partiti negli altri Paesi occidentali. (...) Certo che ha ragione Napolitano, a mettere in guardia dai rischi dell’antipolitica. Ma cosa dicono i numeri? Che la legge attuale, che nessuno ha voluto cambiare, spinge i partiti a spendere sempre di più, di più, di più. Per la campagna elettorale del ’96 An investì un milione di euro e fu rimborsata con 4, in quella del 2006 ne investì 8 e ne ricevette 64. E così tutti gli altri, dai diessini ai forzisti. Con qualche caso limite come quello di Rifondazione: 2 milioni di spese dichiarate, 34 incassati. Rimborsi per il 2008? C’è da toccar ferro. (...) «Un fantastilione di triliardi di sonanti dollaroni». Ecco a parole cos’hanno tagliato, se vogliamo usare l’unità di misura di Paperon de’ Paperoni, dei costi della politica. A parole, però. Solo a parole. Nella realtà è andata infatti molto diversamente. E si sono regolati come un anziano giornalista grafomane che stava anni fa al Corriere della Sera e scriveva ogni pezzo come dovesse comporre un tomo del mitico Marin Sanudo, il cronista veneziano che tra i 58 sterminati volumi dei Diarii e i 3 delle Vite dei Dogi e il De origine e tutto il resto, riuscì a riempire l’equivalente attuale di circa 150.000 pagine. Quando il vecchio barone telefonava in direzione per sapere della sua articolessa, il caporedattore sudava freddo: «Tutto bene il mio editoriale, caro?». «Scusi, maestro, dovrebbe tagliare 87 righe». «Togliete gli asterischi». Questo hanno fatto, dal Quirinale alle circoscrizioni, nel divampare delle polemiche sulle spese eccessive dei nostri palazzi, palazzetti e palazzine del potere: hanno tolto gli asterischi. Sperando bastasse spargere dello zucchero a velo per guadagnare un po’ di tempo. Per tener duro finché l’ondata d’indignazione si fosse placata. Per toccare il meno possibile un sistema ormai così impastato di interessi trasversali alla destra e alla sinistra da essere diventato un blocco di granito. (...) Almeno una porcheria, i cittadini italiani si aspettavano che fosse spazzata via. Almeno quella. E cioè l’abissale differenza di trattamento riservata a chi regala soldi a un partito piuttosto che a un’organizzazione benefica senza fini di lucro. È mai possibile che una regalia al Popolo della Libertà o al Partito democratico, a Enrico Boselli o a Francesco Storace abbia diritto a sconti fiscali fino a 51 volte (cinquantuno!) più alti di una donazione ai bambini leucemici o alle vittime delle carestie africane? Bene: quella leggina infame, che avrebbe dovuto indignare Romano Prodi e Silvio Berlusconi e avrebbe potuto essere cambiata con un tratto di penna, è ancora là. A dispetto delle denunce, dell’indignazione popolare, delle promesse e perfino di una proposta di legge, firmata a destra da Gianni Alemanno e a sinistra da Antonio Di Pietro. Proposta depositata in un cassetto della Camera e lasciata lì ad ammuffire. Ma se non ora, quando? Sergio Rizzo Gian Antonio Stella
Scritto da MThule
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Last modified on 13-05-2008 12:54
La verginità perduta...Wednesday, 7 May 2008Li hanno bloccati sul più bello. L'olio extra vergine pugliese, "quello tinto con la clorofilla... che è veleno ed è pure cancerogeno", ridevano per telefono, stava per sbarcare negli Stati Uniti. I container pronti, gli acquirenti già trovati: sono arrivati i carabinieri e hanno sequestrato tutto. Intanto però avevano già invaso i piccoli market di Milano e provincia. Ma anche molti negozi in Germania, Svizzera, e per rimanere in Italia, in Toscana, Liguria, Veneto. Il prossimo business era quello dell'Europa dell'est. In un anno e mezzo avevano messo già sul mercato 400 mila lattine di olio contraffatto, cattivo e pericoloso per la salute dell'uomo. "Ma in fondo, noi, mica spacciamo droga. Non facciamo niente di male", si rincuoravano tra loro. AnemiaWednesday, 7 May 2008
Ci riallacciamo a quanto scritto QUI facendo conoscere quanto la verità sia scomoda tanto in celluloide quanto sulla cellulosa. Da Gifuni a Cecchi: coro di no al Sangue dei vinti Inutile recriminare, certo. Alla fine Il sangue dei vinti s'è fatto. E magari il film di Michele Soavi troverà un posticino a Venezia o alla Festa di Roma, in vista del passaggio su Raiuno della versione lunga (due puntate di 90 minuti), previsto per marzo-aprile 2009. Però questa faccenda degli attori che si sono defilati un po' incuriosisce. Qualcosa del genere accadde ai tempi di La luna nel pozzo, sulle foibe titine, altra tribolata fiction della Rai oggetto di ritardi, pressioni, ripensamenti, infinite riscritture, tra registi che mollavano e interpreti che si negavano. Naturalmente, un attore ha tutto il diritto di sottrarsi a un ingaggio. Per i motivi più vari, siano essi estetici, contrattuali o politici. Tuttavia, sin dall’affacciarsi del progetto, Il sangue dei vinti è stato visto come «un’operazione», tanto da applicare ad essa gli stessi aggettivi piovuti sul libro di Pansa: nel migliore dei casi «inopportuna», nel peggiore «vergognosa, revisionista, falsaria». Non sorprende, allora, che alcuni degli interpreti contattati dal produttore Fracassi, abbiano - come dire? - un po’ tentennato, finendo col passare la mano. Tra questi, Carlo Cecchi, Sabrina Ferilli, Valeria Golino, Raoul Bova, Fabrizio Gifuni. Difficile avere conferme, tra telefoni spenti e agenti a fare da filtro. Gifuni, attore versatile in cinema e tv, già De Gasperi nella miniserie della Cavani, però risponde. «Guardi, non saprei per gli altri, parlo per me. Se un attore ha una testa pensante, succede di dire dei no. Perché il copione non ti piace, per ragioni artistiche, anche ideali o storiche. Per Il sangue dei vinti è stata principalmente una questione di date. Non ho letto il libro di Pansa, ma la sceneggiatura era equilibrata. Purtroppo ero impegnato con Winspeare per I galantuomini. Mi ha assorbito completamente. Non riesco a fare due film insieme». Alla fine è stato Valerio Binasco a incarnare il torvo capo partigiano Toresi pensato per Gifuni: un po’ l'anima nera della storia, l'ex portantino che sale in Piemonte e durante la disfatta di Salò diventa arbitro, lucido e crudele, del destino di tanti. Anche Carlo Cecchi, nel premettere «lasciatemi fuori da queste polemiche italiane», lì per lì respinge la motivazione ideologica. «Guardi, non sapevo nemmeno del libro di Pansa e delle discussioni che ne hanno accompagnato l'uscita». Possibile? «Leggo poco i giornali, mi scuserà. Il mio rifiuto era legato alla qualità della sceneggiatura. Poi, certo, ci sarà stato un rapporto tra la mediocrità, per non dire peggio, del copione e l'argomento trattato. Il ruolo che mi avevano proposto è insulso, in gergo si dice “tinca”. Tutto qui». Proprio sicuro che la Resistenza «offesa» non c’entri per niente? «Uno dei miei scrittori preferiti è Céline, figuriamoci». Eppure Soavi, che fruttuosamente ha lavorato con Cecchi a partire dalla fiction su Donato Bilancia, ricorda il contrario: «Carlo è un grande attore, ma anche un uomo ideologicamente piombato. Liquidò il film come una porcheria, e non credo parlasse della parte che avevamo pensato per lui, il prefetto-partigiano Giussani». Nel caso di Bova, consultato per il ruolo principale, può darsi abbia inciso l'esclusiva con Canale 5 sul versante della fiction. «Se avesse voluto, avrebbe potuto. Magari non sentiva quel poliziotto “fascista” nelle sue scarpe, troppo passivo», riflette Soavi. Dispiaciuto che anche la Golino, forse per l'esiguità della parte o chissà, abbia rinunciato. «Inutile girarci intorno. Ci sono stati parecchi rifiuti», protesta Michele Placido, protagonista nella parte del commissario Dogliani diviso tra il fratello partigiano e la sorella repubblichina. «Li conosco certi colleghi. Temono i critici, pensavano fosse “una roba di destra”. Io sto a sinistra, ma non è scandaloso rievocare i bagni di sangue compiuti dai partigiani in quei giorni terribili del '45. Da Montaldo a Verhoeven passando per Malle, molto grandi registi hanno smontato tabù e retoriche resistenziali. Non bisogna avere paura di riconoscere che la storia l'hanno scritta i vincitori». Capitan Fin...anzaMonday, 5 May 2008
Pesce, molluschi e funghi surgelati anche dieci anni fa ed etichettati con nuove scadenze per essere rivenduti. La Guardia di Finanza ha sequestrato 18 tonnellate di cibo alla S.Al.Pi., un'azienda alimentare di Collegno, nel torinese, e ha denunciato il suo titolare, Bruno Bianco, per frode alimentare. Ci sarebbe anche la Valle d’Aosta nella lista delle Regioni dove sono finiti i surgelati scaduti rietichettati da una ditta all'ingrosso del Torinese scoperta dalla Guardia di Finanza. L’operazione delle Fiamme Gialle si è concentrata su una presunta frode e le indagini sono ancora in corso per capire dove siano stati distribuiti i surgelati tornati “freschi”. Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti la ditta avrebbe cambiato la data sulle etichette di prodotti surgelati scaduti, soprattutto pesce e funghi, che poi venivano rimessi sul mercato della distribuzione. Ad attirare l’attenzione dei finanzieri sulla ditta in questione sono stati soprattutto i prezzi estremamente concorrenziali, completamente fuori mercato, della merce in vendita. Gli accertamenti si concentrano ora sulla lista dei clienti della ditta sotto inchiesta dalla procura di Torino. Una lista ramificata almeno in Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige. Un lavoro non semplice che richiederà tempo. Il blitz è avvenuto nei giorni scorsi e alcuni dipendenti sono stati sorpresi mentre alle scatole di funghi (per un totale di 4 tonnellate) venivano tolte le vecchie etichette con scadenza 28 dicembre 2005 e apposte altre con data 30 settembre 2009. In particolare sono state sequestrate confezioni di filetti di tonno, per complessivi 30 chili, 7 tonnellate di calamari congelati, 3 tonnellate di seppie congelate, 8 quintali di gamberi ed altrettanti quintali di piovra congelata per un valore complessivo di circa 157 mila euro. Ma Caronte quanto ti fai pagare per la nafta?Saturday, 3 May 2008
Inarrestabile il flusso di immigrati sulle coste siciliane. Nella sola giornata di giovedì primo maggio sono giunte 408 persone a Lampedusa. Beh, non immaginiamo quanto si facciano pagare questi infami Caronti visto l'impennata del prezzo del petrolio, ma di certo sappiamo quanto paghiamo noi questo servizio traghetti. Roma, caput affittiSaturday, 3 May 2008
Caro affitti Roma, e' 8/a in Europa In qualche battuta informativa si da la notizia senza eventuali approfondimenti da parte dei media sui perchè. Ma vogliamo dirne uno? Come il magna-magna (visto che stiamo parlando di Roma, ci sta tutto...) da parte dei locatori che aprendo le loro seconde-terze-quarte case agli extracomunitari se ne infischiano di porre canoni dai 1000 euro in su per bagno, cucina e camera visto che i magrebini, senegalesi, egiziani e via dicendo sono soliti poi addobbarsi in cinque/sei sicché l'affitto diventa pro capite di sole 200 euro al mese? Stesso meccanismo vale per gli studenti fuori sede con stanze affittate a 500 euro al mese. Sempre convenienti, non c'è che dire, per gli stallieri, visto che anche solo due studentesse (non si capisce poi perchè gli annunci vedano una così alta preferenza verso le ragazze quali affittuarie!) si arriva alla non indifferente cifra di 1000 euro per due vani. Ovviamente il povero lavoratore italiano e disgraziato con un reddito mensile di 1200-1500 euro si trova in condizioni di strozzinaggio quando cerca casa. Altettanto ovviamente si tace su questa economia sommersa e si preferisce stilare la brava classifica di turno.
Scritto da MThule
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Last modified on 03-05-2008 07:16
Mi hanno scippato 15 euro! Ovvero un libro denuncia senza denuncia...Friday, 2 May 2008Incantato dalla recensione apparsa sul quotidiano "Libero" (QUI riprodotta) del libro "Chi ha paura di Beppe Grillo?" che faceva intendere ad un lavoro di inchiesta sull'etica del comico genovese mi sono affrettato ad acquistarlo e... ...e con sorpresa mi sono trovato pagina dopo pagina dopo pagina a confrontarmi con un'analisi sociologica e antropologica del fenomeno Grillo e ciò fino a giungere alla centottantreesima pagina dove finalmente si è tentato di lanciare qualche stoccata ma badando a non far male e soprattutto con la massima celerità visto che a pagina 187 il libro vedeva la sua agonizzante fine! Insomma nella risposta al quesito insito nel titolo di copertina compaiono di sicuro i tre autorevoli autori dello stesso. Quindici euro buttate per leggermi la biografia arcinota del tribuno. Non male come pubblicità indiretta.
Due cuori e un...CapannaWednesday, 23 April 2008
Non potevo credere ai miei occhi. Da martedì 22 aprile è iniziata la collaborazione di Mario Capanna con Libero, proprio su quelle colonne dove Feltri e i suoi fratelli non hanno mancato di lanciar strali contro tutta la sinistra: parlamentare, extraparlamentare e stra...parlamentare. E proprio ora che il Popolo delle Libertà si era liberato dei "rossi". Ma forse i giovanissimi non conoscono Capanna così noi più vecchi ricordiamo qualcosa di lui: "Dal 1963 è studente dell'Università Cattolica di Milano, dopo essere stato ammesso al Collegio Augustinianum. Studia filosofia e segue i corsi di Emanuele Severino. Nel 1967 inizia la contestazione studentesca ed è espulso dall'Università Cattolica poco prima di laurearsi con il prof. Emanuele Severino. Passa alla Statale (dove poi otterrà la laurea in filosofia), diventandone subito il leader studentesco principale. Coordinerà le lotte che il Movimento Studentesco effettuerà in tutta Italia, ed ebbe violenti scontri con le forze dell'ordine e soprattutto con i militanti dell'estrema destra: fu quasi linciato da giovani appartenenti al Movimento Sociale Italiano nel 1969. La notorietà ottenuta spinse Capanna ad entrare in politica: nel 1975 aderisce, con il Movimento autonomo degli studenti di Milano, al Partito di Unità Proletaria; in seguito, dopo la scissione con la sinistra del PdUP, confluirà con essa in Democrazia Proletaria, di cui fu il punto di riferimento centrale e segretario nazionale fino al 27 giugno 1987, quando si dimise lasciando la segreteria a Giovanni Russo Spena. Grazie a DP Capanna era diventato deputato europeo nel 1979 e deputato nazionale dal 1983 al 1987. Nel 1989 aderì al gruppo misto della Camera dei Deputati, e pochi mesi dopo favorì la nascita di un nuovo movimento politico italiano: i "Verdi Arcobaleno", formazione della sinistra ambientalista. Inoltre, Capanna è stato anche consigliere regionale in Lombardia e comunale a Milano. Dopo l'inchiesta giudiziaria denominata Mani pulite, che praticamente spazzò via la cosiddetta Prima Repubblica, Capanna ha fatto fatica a trovare un partito politico che fosse stabilmente concorde con la sua ideologia. Pur militando sempre in movimenti di sinistra, ha assunto una posizione che (al di là di una esperienza, avvenuta nelle elezioni politiche del 2001) può essere definita di indipendente di sinistra. Sempre nel 2001, in occasione delle elezioni amministrative, Mario Capanna si è presentato come candidato sindaco per Città di Castello, suo comune di nascita, a capo di una coalizione formata da cinque liste civiche. Capanna raccolse solo 6822 voti, insufficienti per arrivare almeno al ballottaggio, ed uscì al primo turno. In quell'occasione fu eletto sindaco al ballottaggio il candidato della coalizione dei partiti del centro sinistra". [ Fonte: Wikipedia ] Ma vi è dell'altro. Capanna è Presidente Fondazione Diritti Genetici (www.fondazionedirittigenetici.org), organizzazione di ricerca e comunicazione sulle biotecnologie. Insomma il posto giusto per un filosofo proletario e perchè no, da martedì pure un pò liberista.
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