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Dopo la Casta, la DerivaWednesday, 14 May 2008Eccolo che arriva il nuovo best seller della coppia Stella-Rizzo: La Deriva. Perchè l'Italia rischia il naufragio. Non crediamo che il malcontento che potrà generare anche questo libro - qui uno stralcio - potrà salvarci dal naufragio. Anzi, ma siamo sicuri che un naufragio sia poi così nefasto? Dalle infrastrutture agli ordini professionali, dal turismo all’università, cronaca della crisi Dai bidelli agli onorevoli, un’Italia alla deriva Privilegi intoccabili e tagli impossibili C’erano una volta le impiraresse che perdevano gli occhi a infilar perline, le filandine che passavano la vita con le mani nell’acqua bollente e le lavandere che battevano i panni curve sui ruscelli sospirando sul bel molinaro. Ma all’alba del Terzo Millennio, al passo col resto del mondo che produceva ingegneri elettronici e fisici nucleari e scienziati delle fibre ottiche, nacquero finalmente anche in Italia delle nuove figure professionali femminili: le scodellatrici. Cosa fanno? Scodellano. E basta? E basta. Il moderno mestiere, per lo più ancora precario, è nato per riempire un vuoto. Quel vuoto lasciato dalle bidelle che, ai sensi del comma 4 dell’art. 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124, assolutamente non possono dare da mangiare ai bambini delle materne. Detta alla romana: «Nun je spetta». C’è scritto nel protocollo d’intesa coi sindacati. Non toccano a loro le seguenti mansioni: a) ricevimento dei pasti; b) predisposizione del refettorio; c) preparazione dei tavoli per i pasti; d) scodellamento e distribuzione dei pasti; e) pulizia e riordino dei tavoli dopo i pasti; f) lavaggio e riordino delle stoviglie. Scopare il pavimento sì, se proprio quel pidocchioso del direttore didattico non ha preso una ditta di pulizie esterna. Ma scodellare no. Ed ecco che le scuole materne e primarie, dove le bidelle (pardon: «collaboratrici scolastiche») sono passate allo Stato, hanno dovuto inventarsi questo nuovo ruolo. Svolto da persone che, pagate a parte e spesso riunite in cooperative, arrivano nelle scuole alle undici, preparano la tavola ai bambini, scoperchiano i contenitori del cibo, mescolano gli spaghetti già cotti con il ragù e scodellano il tutto nei piatti, assistono gli scolaretti, mettono tutto a posto e se ne vanno. Costo del servizio, Iva compresa, quasi un euro e mezzo a piatto. Mille bambini, 1.500 euro. Costo annuale del servizio in un Comune di media grandezza con duemila scolaretti: 300.000 euro. Una botta micidiale ai bilanci, per i Municipi: ci compreresti, per fare un esempio, 300 computer. Sulla Riviera del Brenta, tra Padova e Venezia, hanno provato a offrire dei soldi alle bidelle perché si facessero loro carico della cosa. Ottocento euro in più l’anno? «Ah, no, no me toca...». Mille? «Ah, no, no me toca...». Millecinque? «Ah, no, no me toca...». Ma ve lo immaginate qualcosa di simile in America, in Francia, in Gran Bretagna o in Germania? (...) E sempre lì torniamo: chi, se non la politica, quella buona, può guidare al riscatto un Paese ricco di energie, intelligenze, talenti straordinari, ma in declino? Chi, se non il Parlamento, può cambiare le regole che per un verso ingessano l’economia sul fronte delle scodellatrici e per un altro permettono invece agli avventurieri del capitalismo di rapina di muoversi impunemente con la libertà ribalda dei corsari? (...) Giorgio Napolitano ha ragione: «Coloro che fanno politica concretamente, a qualsiasi schieramento appartengano, devono compiere uno sforzo per comprendere le ragioni della disaffezione, del disincanto verso la politica e per gettare un ponte di comunicazione e di dialogo con le nuove generazioni ». Ma certo questa ricucitura tra il Palazzo e i cittadini, necessaria come l’ossigeno per interrompere la deriva, sarebbe più facile se i partiti avessero tutti insieme cambiato quell’emendamento indecente infilato nell’ultimo decreto «milleproroghe» varato il 23 febbraio 2006 dalla destra berlusconiana, ma apprezzato dalla sinistra. Emendamento in base al quale «in caso di scioglimento anticipato del Senato della Repubblica o della Camera dei Deputati il versamento delle quote annuali dei relativi rimborsi è comunque effettuato». Col risultato che nel 2008, 2009 e 2010 i soldi del finanziamento pubblico ai partiti per la legislatura defunta si sommeranno ai soldi del finanziamento pubblico del 2008, 2009 e 2010 previsto per la legislatura entrante. Così che l’Udeur di Clemente Mastella incasserà complessivamente 2 milioni e 699.701 euro anche se non si è neppure ripresentata alle elezioni. E con l’Udeur continueranno a batter cassa, come se fossero ancora in Parlamento, Rifondazione comunista (20 milioni e 731.171 euro), i Comunisti italiani (3 milioni e 565.470), i Verdi (3 milioni e 164.920). (...) E sarebbe più facile se i 300 milioni di euro incassati nel 2008 dai partiti sulla base della legge indecorosa che distribuisce ogni anno 50 milioni di rimborsi elettorali per le Regionali (anche quando non ci sono), più 50 per le Europee (anche quando non ci sono), più 50 per le Politiche alla Camera (anche quando non ci sono: quest’anno doppia razione) e più 50 per le Politiche al Senato (doppia razione) non fossero un’enormità in confronto ai contributi dati ai partiti negli altri Paesi occidentali. (...) Certo che ha ragione Napolitano, a mettere in guardia dai rischi dell’antipolitica. Ma cosa dicono i numeri? Che la legge attuale, che nessuno ha voluto cambiare, spinge i partiti a spendere sempre di più, di più, di più. Per la campagna elettorale del ’96 An investì un milione di euro e fu rimborsata con 4, in quella del 2006 ne investì 8 e ne ricevette 64. E così tutti gli altri, dai diessini ai forzisti. Con qualche caso limite come quello di Rifondazione: 2 milioni di spese dichiarate, 34 incassati. Rimborsi per il 2008? C’è da toccar ferro. (...) «Un fantastilione di triliardi di sonanti dollaroni». Ecco a parole cos’hanno tagliato, se vogliamo usare l’unità di misura di Paperon de’ Paperoni, dei costi della politica. A parole, però. Solo a parole. Nella realtà è andata infatti molto diversamente. E si sono regolati come un anziano giornalista grafomane che stava anni fa al Corriere della Sera e scriveva ogni pezzo come dovesse comporre un tomo del mitico Marin Sanudo, il cronista veneziano che tra i 58 sterminati volumi dei Diarii e i 3 delle Vite dei Dogi e il De origine e tutto il resto, riuscì a riempire l’equivalente attuale di circa 150.000 pagine. Quando il vecchio barone telefonava in direzione per sapere della sua articolessa, il caporedattore sudava freddo: «Tutto bene il mio editoriale, caro?». «Scusi, maestro, dovrebbe tagliare 87 righe». «Togliete gli asterischi». Questo hanno fatto, dal Quirinale alle circoscrizioni, nel divampare delle polemiche sulle spese eccessive dei nostri palazzi, palazzetti e palazzine del potere: hanno tolto gli asterischi. Sperando bastasse spargere dello zucchero a velo per guadagnare un po’ di tempo. Per tener duro finché l’ondata d’indignazione si fosse placata. Per toccare il meno possibile un sistema ormai così impastato di interessi trasversali alla destra e alla sinistra da essere diventato un blocco di granito. (...) Almeno una porcheria, i cittadini italiani si aspettavano che fosse spazzata via. Almeno quella. E cioè l’abissale differenza di trattamento riservata a chi regala soldi a un partito piuttosto che a un’organizzazione benefica senza fini di lucro. È mai possibile che una regalia al Popolo della Libertà o al Partito democratico, a Enrico Boselli o a Francesco Storace abbia diritto a sconti fiscali fino a 51 volte (cinquantuno!) più alti di una donazione ai bambini leucemici o alle vittime delle carestie africane? Bene: quella leggina infame, che avrebbe dovuto indignare Romano Prodi e Silvio Berlusconi e avrebbe potuto essere cambiata con un tratto di penna, è ancora là. A dispetto delle denunce, dell’indignazione popolare, delle promesse e perfino di una proposta di legge, firmata a destra da Gianni Alemanno e a sinistra da Antonio Di Pietro. Proposta depositata in un cassetto della Camera e lasciata lì ad ammuffire. Ma se non ora, quando? Sergio Rizzo Gian Antonio Stella
Scritto da MThule
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Last modified on 13-05-2008 12:54
Mi hanno scippato 15 euro! Ovvero un libro denuncia senza denuncia...Friday, 2 May 2008Incantato dalla recensione apparsa sul quotidiano "Libero" (QUI riprodotta) del libro "Chi ha paura di Beppe Grillo?" che faceva intendere ad un lavoro di inchiesta sull'etica del comico genovese mi sono affrettato ad acquistarlo e... ...e con sorpresa mi sono trovato pagina dopo pagina dopo pagina a confrontarmi con un'analisi sociologica e antropologica del fenomeno Grillo e ciò fino a giungere alla centottantreesima pagina dove finalmente si è tentato di lanciare qualche stoccata ma badando a non far male e soprattutto con la massima celerità visto che a pagina 187 il libro vedeva la sua agonizzante fine! Insomma nella risposta al quesito insito nel titolo di copertina compaiono di sicuro i tre autorevoli autori dello stesso. Quindici euro buttate per leggermi la biografia arcinota del tribuno. Non male come pubblicità indiretta.
Due cuori e un...CapannaWednesday, 23 April 2008
Non potevo credere ai miei occhi. Da martedì 22 aprile è iniziata la collaborazione di Mario Capanna con Libero, proprio su quelle colonne dove Feltri e i suoi fratelli non hanno mancato di lanciar strali contro tutta la sinistra: parlamentare, extraparlamentare e stra...parlamentare. E proprio ora che il Popolo delle Libertà si era liberato dei "rossi". Ma forse i giovanissimi non conoscono Capanna così noi più vecchi ricordiamo qualcosa di lui: "Dal 1963 è studente dell'Università Cattolica di Milano, dopo essere stato ammesso al Collegio Augustinianum. Studia filosofia e segue i corsi di Emanuele Severino. Nel 1967 inizia la contestazione studentesca ed è espulso dall'Università Cattolica poco prima di laurearsi con il prof. Emanuele Severino. Passa alla Statale (dove poi otterrà la laurea in filosofia), diventandone subito il leader studentesco principale. Coordinerà le lotte che il Movimento Studentesco effettuerà in tutta Italia, ed ebbe violenti scontri con le forze dell'ordine e soprattutto con i militanti dell'estrema destra: fu quasi linciato da giovani appartenenti al Movimento Sociale Italiano nel 1969. La notorietà ottenuta spinse Capanna ad entrare in politica: nel 1975 aderisce, con il Movimento autonomo degli studenti di Milano, al Partito di Unità Proletaria; in seguito, dopo la scissione con la sinistra del PdUP, confluirà con essa in Democrazia Proletaria, di cui fu il punto di riferimento centrale e segretario nazionale fino al 27 giugno 1987, quando si dimise lasciando la segreteria a Giovanni Russo Spena. Grazie a DP Capanna era diventato deputato europeo nel 1979 e deputato nazionale dal 1983 al 1987. Nel 1989 aderì al gruppo misto della Camera dei Deputati, e pochi mesi dopo favorì la nascita di un nuovo movimento politico italiano: i "Verdi Arcobaleno", formazione della sinistra ambientalista. Inoltre, Capanna è stato anche consigliere regionale in Lombardia e comunale a Milano. Dopo l'inchiesta giudiziaria denominata Mani pulite, che praticamente spazzò via la cosiddetta Prima Repubblica, Capanna ha fatto fatica a trovare un partito politico che fosse stabilmente concorde con la sua ideologia. Pur militando sempre in movimenti di sinistra, ha assunto una posizione che (al di là di una esperienza, avvenuta nelle elezioni politiche del 2001) può essere definita di indipendente di sinistra. Sempre nel 2001, in occasione delle elezioni amministrative, Mario Capanna si è presentato come candidato sindaco per Città di Castello, suo comune di nascita, a capo di una coalizione formata da cinque liste civiche. Capanna raccolse solo 6822 voti, insufficienti per arrivare almeno al ballottaggio, ed uscì al primo turno. In quell'occasione fu eletto sindaco al ballottaggio il candidato della coalizione dei partiti del centro sinistra". [ Fonte: Wikipedia ] Ma vi è dell'altro. Capanna è Presidente Fondazione Diritti Genetici (www.fondazionedirittigenetici.org), organizzazione di ricerca e comunicazione sulle biotecnologie. Insomma il posto giusto per un filosofo proletario e perchè no, da martedì pure un pò liberista.
Mi si è suicidata la notizia!Sunday, 10 February 2008Oggi sul Corriere della Sera cartaceo era presente la recensione su una nuova biografia relativa a Mishima che "stranamente" non è stata riportata sul sito web dell'omonimo giornale...Ve la proponiamo ma leggetela con cautela.
MITI. Il mistero intorno allo scrittore giapponese e ai motivi del suo harakiri: una biografia di Emanuele Ciccarella riapre il dibattito. Un intricato segreto dietro al suicidio: fu masochismo, perversione o pazzia? Tra le varie forme di suicidio, il seppuku, l'antico rituale giapponese più noto in Occidente come harakiri, e mostruoso e oltraggioso in particolar modo, a causa della lucida consapevolezza dell'azione e della sua (per tale motivo oltraggiosa) spettacolarità. Chi si suicida, dopo aver espresso le ultime volontà, si mette in ginocchio e, con una spada affilata, si squarcia i muscoli dell'addome. Quando la spada è ben conficcata nella pancia, un sodale del suicida, da dietro, con una spada altrettanto affilata, gli mozza la testa. E finito tutto. L'angelo ferito. Vita e morte di Mishima. (Liguori, pp. 342, euro 23,50) Il silenzio dei malviventi...Monday, 3 December 2007
ENNA - È morto mentre tentava l'ennesima fuga, il super latitante di Gela Daniele Emmanuello, 43 anni, ricercato dal 1996 per associazione mafiosa, traffico di droga e omicidi. Il boss è deceduto dopo un conflitto a fuoco con la polizia in provincia di Enna, nei pressi di Villarosa: secondo quanto emerge dal primo esame sul cadavere effettuato dal medico legale l'uomo è morto a causa di un proiettile di pistola che lo ha colpito alla nuca. Stando inoltre ai primi rilievi investigativi, il latitante quando è fuggito dal casolare nelle campagne dell'Ennese dove si nascondeva non era armato. Emmanuello avrebbe compiuto 44 anni il prossimo 23 luglio, ed era inserito nella lista dei 10 ricercati più pericolosi del ministero degli Interni. Fonte: Corriere della Sera Un colpo alla nuca ha quindi posto fine ad una vita di estorsioni, omicidi e minacce. Peccato, dico io, ci avrebbe potuto svelare sicuramente molte cose; magari dei rapporti tra mafia e politica. Fuga dei cervelli...Tuesday, 27 November 2007
(ANSA) - ROMA, 27 NOV - Spese italiane per la ricerca in leggera crescita ma ancora cosi' basse (1,1% del Pil) da occupare l'ultimo posto tra i Paesi Ocse. Aumentano le pubblicazioni scientifiche di ricercatori italiani. 'Il sistema scientifico italiano soffre ancora per l'insufficiente livello di stanziamenti' rileva il Ceris del Cnr di Torino. L'Italia spende in ricerca 15.252 mln tra comparto pubblico e imprese (dati 2004) pari all'1,1% del Pil, collocandosi al 9/o posto tra Paesi Ocse, Cina, Israele.
Carta igienica: (m)e-polis(co)Monday, 19 November 2007
Tre titoli presenti nelle pagine delle edizioni di e-polis di Roma e Milano. Peccato che le pagine siano troppo ruvide... Siamo tutti un po figli di...Saturday, 17 November 2007Lieta notiziaThursday, 15 November 2007In relazione all'articolo "troppo rosso" siamo lieti - senza ironia alcuna - di comunicare il lieto fine di questa incresciosa vicenda. Infatti a nostro parere il Mein Kampf non può e non deve essere venduto al pubblico.
[ continua dal sito UCEI - rass stampa ] Nei giorni scorsi, come riportato da alcuni quotidiani, nella grande libreria della Stazione Termini erano comparsi i volumi del libro del Fuhrer i cui diritti d’autore, tra l’altro, appartengono al governo della Baviera che ne vieta la vendita e la riproduzione in Germania. «Abbiamo deciso di ritirare il libro dagli scaffali - ha spiegato Sabina Borri - nel rispetto dei sentimenti che hanno pervaso la comunità ebraica». Borri ha anche detto di aver promesso alla Comunità ebraica di «trovare un testo con note critiche che siano esplicative della tragedia che ha creato questa linea di pensiero. Perchè poi, alla fine, quello che è successo è palese, ma - ha aggiunto - non bisogna dimenticare nè quello che è successo, nè da dove è partito. Penso che la conoscenza dei fatti storici sia fondamentale per non ripetere gli stessi errori». Del libro - acquistato regolarmente da un distributore - ne sono stati venduti, ha detto Sabina Borri, «solo otto copie». «Eravamo fiduciosi - ha detto Riccardo Pacifici portavoce della Comunità ebraica romana - che il nostro appello non sarebbe caduto nel vuoto e che i proprietari della libreria avrebbero sospeso la vendita che peraltro sappiamo non essere andata bene». Pacifici non esclude il ricorso alla magistratura per verificare «se la casa editrice abbia un back ground sullo stesso filone xenofobo e antisemita. In tal caso sarà giusto agire per le vie legali invocando la legge Mancino». Troppo rosso...Tuesday, 13 November 2007
Via il libro nazista! Il "Mein Kampf non può essere esposto nella libreria della stazione Termini ne in quella sulla Tiburtina. «E' un brutto segno, un segnale molto grave, un atto nazista», dichiara Sandro Portelli, delegato del sindaco Veltroni alla Memoria della citta, in una lunga nota diffusa dalle agenzie di stampa. Il fatto che lo turba in massima parte e ha scatenato tale reazione, è «l'esposizione» del libro del Fuhrer «in decine di copie, come fosse un bestsellers per giunta in luoghi di largo transito. «I cittadini e i consumatori democratici sapranno tenersi alia larga da quelle pile di libri». [ Fonte: Libero ] Gay di centro destra: l'insostenibile leggerezza del non essereSunday, 17 June 2007
L'associazione Gaylib conta solo 430 iscritti ovvero una nullità numerica ma sufficiente per chi deforma l'informazione - in questo caso Panorama - per dedicar loro inchiostro ed ntervistare il presidente Enrico Oliari. E' un fenomeno interessante questo perchè denota come l'informazione guida l'opinione pubblica e non viceversa. Parlarne, parlarne, parlarne. Anche se non ci sarebbe nulla da dire. Anche se la rappresentatività rispetto alla maggioranza della popolazione è irrisoria. Anche se non può fregar di meno al lettore. Ma qualcuno ha deciso per noi. Ha deciso che gli onori delle cronache devono essere tributati al trascurabile. Una formica diviene elefante e viceversa. La notizia incompiuta....sequestrato un pulman da ?Tuesday, 15 May 2007
da Rai News 24 Pullman dirottato, tutti salvi i passeggeri. Caccia all'uomo nel Novarese Sono tutti in salvo i passeggeri del pullman sequestrato in Piemonte. Due dei tre dirottatori del pullman, che da Alessandria era diretto ad Acqui Terme, sono stati fermati, uno dalla Polizia stradale e uno dai Carabinieri, mentre si sta ancora dando la caccia al terzo. Il pullman è stato fermato nella zona di Alessandria e i tre, dei quali almeno uno armato di pistola, sono saliti a bordo dopo aver fatto scendere donne e bambini. C'e' stata una colluttazione con un poliziotto della Scuola Allievi Agenti di Alessandria, che è stato ferito in modo non grave. I dirottatori con gli ostaggi hanno imboccato la A26 Genova-Gravollona Toce e sono usciti a Vercelli Est. Sono stati fermati sulla statale 11 a San Martino di Trecate, in provincia di Novara. Con la benzina che avevano portato a bordo sono riusciti a dar fuoco al pullman ma non ci sarebbero vittime e feriti. Sul posto sta intervenendo anche la Digos di Torino. Il pullman dell'Arfea Autolinee era in servizio tra Alessandria e Acqui Terme, quando il bus si trovava all'altezza di Cassine, i tre hanno costretto l'autista a invertire il senso di marcia. Un agente in borghese che era a bordo del mezzo assieme ad un collega ha tentato di intervenire, ma è stato ferito da alcune coltellate inferte da uno dei tre rapitori. Particolare: i sequestratori erano EXTRACOMUNITARI Rifondazione dei lumi?Thursday, 5 April 2007![]() Vi proponiamo una recensione che già dal titolo fa comprendere quanto possa essere di parte. E noi altrettanto partigiani - per una volta - chiediamo di spegnere la luce. Per una rifondazione illuminista È di imminente uscita presso Garzanti la traduzione italiana dell’ultimo libro dello storico Tzvetan Todorov, L’esprit des Lumières (pubblicato da Robert Laffont nell’ottobre dello scorso anno): Lo spirito dell’Illuminismo (pagg. 130, euro 11). Si tratta di una limpida disamina su ciò che è stato il periodo dell’Illuminismo in Francia e altrove, per giungere a trattare le sue ripercussioni nelle epoche successive fino all’oggi, «in un continuo andirivieni tra passato e presente», come è detto nella breve nota introduttiva. [ Fonte: Il Giornale ] Era il silenzio il segreto del loro cantoSaturday, 31 March 2007
[ Fonte: Il Giornale ] Carina come uno svasticaThursday, 29 March 2007Phone centerWednesday, 14 March 2007
Messaggi, droga, soldi. Sarebbe stata amplissima l’attività svolta da Giuseppe Trapani, l'agente di polizia penitenziaria del carcere Pagliarelli di Palermo arrestato questa notte. Trapani era stato individuato nel corso delle indagini dirette alla cattura del latitante del clan mafioso di Pagliarelli, Giovanni Motisi: i carabinieri avevano messo sotto controllo i telefoni di Vincenzo Cascino, mafioso detenuto ma ritenuto in contatto indiretto col capo del suo mandamento. Il 16 settembre scorso avevano così scoperto che la moglie di Cascino aveva ricevuto una strana chiamata da un telefonino che montava una scheda intestata a un cittadino romeno. La voce era però inconfondibilmente quella di un palermitano ed era stata poi identificata proprio per quella di Cascino, che aveva telefonato alla donna dalla propria cella. [Tratto da:La Gazzetta del Mezzogiorno] Ecco alcune intercettazioni: "Digli a Giovanni che si mette due canne in bocca...". E lei: "Sì, tranquillo". "Due belle canne... tranquilla, vita mia... anche se vede ai cani digli che non l’inghiotte... se i cani abbaiano, allora inghiotte... Ti amo assai, vita mia...". Il giudice ha disposto misure cutelari per i detenuti...dico, ma non stanno già in carcere e il mafioso magari col 416 bis? E allora a che serve questo provvedimento, se le misure non sono servite prima e addirittura i detenuti coordinavano le attività illegali dal carcere? C'era chi lo diceva tre anni fa...e non ci crediamo degli dei...Friday, 2 March 2007Il tronchetto della felicità.Tuesday, 27 February 2007
Ma se invece di comprare il libro andavate all'origine? Oltre che fantasiosi come dicevamo sotto, gli americani sono anche abbastanza silly altrimenti non si spiegherebbe il milione e rotti di copie vendute sinora da "Secret" che dovrebbe spiegare i segreti della felicità. Non solo, ma come dice l'agenzia ANSA lo fa «con atmosfere e colori che richiamano il 'Codice da Vinci' 'The Secret' e' una sorta di forza del pensiero con cui si attrae la positivita'». Ora mi si dovrebbe spiegare il nesso oppure è come il confetto "Falqui" che basta dire "Codice da Vinci" e l'effetto è immediato? (scusate devo andare...) Sironi. Chi era costui?Monday, 26 February 2007
Mario Sironi, un artista «integrale» e il muro ideologico del dopoguerra Combattente nella prima guerra mondiale, futurista e primo attore della tendenza arcaico-modernista di «Novecento», negli anni ’30 Sironi idealizzò a tal punto la civiltà corporativa che divenne bersaglio di rozze e interessate polemiche sul fondo «bolscevico» del suo inconfondibile stile. Si può capire. Anche al tempo dei riconosciuti successi, egli mantenne il fondo espressivo di un temperamento pensoso, triste e solitario che concedeva ben poco alla retorica superficiale del regime. E ancor più solo dovette perciò sentirsi quando, crollati gli idoli di gioventù, gli si parò davanti il muro ideologico delle condanne antifasciste e delle campagne diffamatorie. [ Estratto da: La Stampa ]
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