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AnemiaWednesday, 7 May 2008
Ci riallacciamo a quanto scritto QUI facendo conoscere quanto la verità sia scomoda tanto in celluloide quanto sulla cellulosa. Da Gifuni a Cecchi: coro di no al Sangue dei vinti Inutile recriminare, certo. Alla fine Il sangue dei vinti s'è fatto. E magari il film di Michele Soavi troverà un posticino a Venezia o alla Festa di Roma, in vista del passaggio su Raiuno della versione lunga (due puntate di 90 minuti), previsto per marzo-aprile 2009. Però questa faccenda degli attori che si sono defilati un po' incuriosisce. Qualcosa del genere accadde ai tempi di La luna nel pozzo, sulle foibe titine, altra tribolata fiction della Rai oggetto di ritardi, pressioni, ripensamenti, infinite riscritture, tra registi che mollavano e interpreti che si negavano. Naturalmente, un attore ha tutto il diritto di sottrarsi a un ingaggio. Per i motivi più vari, siano essi estetici, contrattuali o politici. Tuttavia, sin dall’affacciarsi del progetto, Il sangue dei vinti è stato visto come «un’operazione», tanto da applicare ad essa gli stessi aggettivi piovuti sul libro di Pansa: nel migliore dei casi «inopportuna», nel peggiore «vergognosa, revisionista, falsaria». Non sorprende, allora, che alcuni degli interpreti contattati dal produttore Fracassi, abbiano - come dire? - un po’ tentennato, finendo col passare la mano. Tra questi, Carlo Cecchi, Sabrina Ferilli, Valeria Golino, Raoul Bova, Fabrizio Gifuni. Difficile avere conferme, tra telefoni spenti e agenti a fare da filtro. Gifuni, attore versatile in cinema e tv, già De Gasperi nella miniserie della Cavani, però risponde. «Guardi, non saprei per gli altri, parlo per me. Se un attore ha una testa pensante, succede di dire dei no. Perché il copione non ti piace, per ragioni artistiche, anche ideali o storiche. Per Il sangue dei vinti è stata principalmente una questione di date. Non ho letto il libro di Pansa, ma la sceneggiatura era equilibrata. Purtroppo ero impegnato con Winspeare per I galantuomini. Mi ha assorbito completamente. Non riesco a fare due film insieme». Alla fine è stato Valerio Binasco a incarnare il torvo capo partigiano Toresi pensato per Gifuni: un po’ l'anima nera della storia, l'ex portantino che sale in Piemonte e durante la disfatta di Salò diventa arbitro, lucido e crudele, del destino di tanti. Anche Carlo Cecchi, nel premettere «lasciatemi fuori da queste polemiche italiane», lì per lì respinge la motivazione ideologica. «Guardi, non sapevo nemmeno del libro di Pansa e delle discussioni che ne hanno accompagnato l'uscita». Possibile? «Leggo poco i giornali, mi scuserà. Il mio rifiuto era legato alla qualità della sceneggiatura. Poi, certo, ci sarà stato un rapporto tra la mediocrità, per non dire peggio, del copione e l'argomento trattato. Il ruolo che mi avevano proposto è insulso, in gergo si dice “tinca”. Tutto qui». Proprio sicuro che la Resistenza «offesa» non c’entri per niente? «Uno dei miei scrittori preferiti è Céline, figuriamoci». Eppure Soavi, che fruttuosamente ha lavorato con Cecchi a partire dalla fiction su Donato Bilancia, ricorda il contrario: «Carlo è un grande attore, ma anche un uomo ideologicamente piombato. Liquidò il film come una porcheria, e non credo parlasse della parte che avevamo pensato per lui, il prefetto-partigiano Giussani». Nel caso di Bova, consultato per il ruolo principale, può darsi abbia inciso l'esclusiva con Canale 5 sul versante della fiction. «Se avesse voluto, avrebbe potuto. Magari non sentiva quel poliziotto “fascista” nelle sue scarpe, troppo passivo», riflette Soavi. Dispiaciuto che anche la Golino, forse per l'esiguità della parte o chissà, abbia rinunciato. «Inutile girarci intorno. Ci sono stati parecchi rifiuti», protesta Michele Placido, protagonista nella parte del commissario Dogliani diviso tra il fratello partigiano e la sorella repubblichina. «Li conosco certi colleghi. Temono i critici, pensavano fosse “una roba di destra”. Io sto a sinistra, ma non è scandaloso rievocare i bagni di sangue compiuti dai partigiani in quei giorni terribili del '45. Da Montaldo a Verhoeven passando per Malle, molto grandi registi hanno smontato tabù e retoriche resistenziali. Non bisogna avere paura di riconoscere che la storia l'hanno scritta i vincitori». WhyMaxWednesday, 27 February 2008
Wi-Max, gara quasi chiusa: vince un israeliano
Martedì ci sono state 9 tornate di rilanci (rispetto alle 6 o 4 delle precedenti fasi). Si è registrato un incremento di 7 milioni rispetto all'ultima tornata. Secondo quanto risulta al Sole24Ore, a dare l'imprintig all'ondata rialzista è un imprenditore israeliano, Davidi Gilo, che attraverso il fondo di investimenti Gilo Ventures che nel 2007 ha rilevato un piccolo provider umbro - Ariadsl - ha di fatto costretto alla resa e all'abbandono della gara un colosso come Mediaset. La gara sarebbe di fatto conclusa, anche se manca ancora il sigillo del ministero. E Gilo si sarebbe aggiudicato il diritto d'uso delle frequenze messe a disposizione per la gara privatistica dal ministero della Difesa grazie ad una ccordo con quello delle Telecomunicazioni, in ciascuna delle sette macro-aree regionali in cui è stato diviso il territorio nazionale. Più la copertura nazionale. A tener testa al finanziere israeliano e ai suoi tre giovani soci umbri, è rimasta solo la Aft-Linkem (ex Megabeam) che fa capo alla società finanziaria di investimento Sopaf dei fratelli Giorgio e Ruggero Magnoni, un "gioiellino" quotato in borsa e protagonista di numerosi rally finanziari, con amicizie influenti dalla Fiat a Colanninno alla Lehman Brothers. Anche la Aft ha ottenuto una licenza nazionale e varie macro-aree importanti al centronord. Ariadsl e Aft-Linkem da sole hanno investito, rispettivamente, qualcosa come 46 e 24 milioni di euro. Nel piatto si sono aggiudicati fette più o meno consistenti anche: Telecom; Mgm, alleta a Brennercom e all'imprenditore Raimondo Lagostena; E-via, il consorzio Assomax, Infracom e City Carrier e infine Tourist Ferry-Boat. [ Fonte: L'Unità ] Muraglia cineseWednesday, 12 December 2007
Pechino vieta i film americani Diversamente...Tuesday, 13 November 2007Chi vuol stare sulla Torre d'Avorio può restarci e creparci. Noi accendiamo anche la TV.
Stasera e la prossima puntata Ciao, Darwin la trasmissione di Bonolis in onda su Canale 5 presenterà le sfide prima tra donne bianche e nere e poi tra gay ed etero. Ciò potrebbe portare a due riflessioni diametralmente opposte: a) si sottolineano le differenze esistenti (razza e sesso) oppure b) si gioca sulle diversità ponendo l'accento sul valore aggiunto di queste. Personalmente credo che la trasmissione porrà la vittoria stasera delle nere...avallando la seconda ipotesi. In attesa del responso e di Nani contro Giganti vi lasciamo all'involuzione...Ciao, Darwin Un posto in prima filaFriday, 9 November 2007Le stelle (rosse) del cinema...Tuesday, 6 November 2007
Siamo in democrazia o no? Infatti..... Pochi giorni fa il primo ciak in Toscana. L'appello: «Tagli tre metri di pellicola» Il primo ciak è di pochi giorni fa, nelle sale cinematografiche uscirà tra un anno e la sceneggiatura, già scritta con la consulenza di storici dell'Università di Pisa, è ancora top secret, almeno nelle pagine più crude e oscure. Eppure «Miracolo a Sant'Anna », il film di Spike Lee sulla strage consumata il 12 agosto del 1944 dalle Ss di Walter Reder (560 morti tra cui donne e un centinaio di bambini), suscita già polemiche, accuse di falsi storici e persino di revisionismo. E alla vigilia della sentenza della Cassazione (stamani a Roma) su quell'eccidio — arrivato al capolinea dopo più di mezzo secolo di colpevole dimenticanza con i fascicoli fatti marcire negli «armadi della vergogna » — si materializzano gli spettri di mai sopite polemiche sul ruolo della lotta partigiana nell'Alta Versilia. A lanciare gli strali sul film del grande regista americano, una sezione versiliese dell'Anpi, amministratori, politici e storici locali. Arrabbiati per una presunta «licenza cinematografica » nella quale lo sceneggiatore, seguendo la trama del romanzo di James McBride (Rizzoli, 2002) al quale si ispira il film, avvalorerebbe la tesi che le Ss fossero a caccia di partigiani. Dunque non un eccidio premeditato e pianificato, un atto di terrorismo, come lo ha definito il tribunale militare della Spezia, che due anni fa ha condannato all'ergastolo dieci esecutori materiali (ufficiali e sottufficiali oggi anziani pensionati che non faranno un giorno di carcere), ma una strage in qualche modo indotta da una rappresaglia. «È una ricostruzione cinematografica fasulla, che non tiene conto della realtà storica — accusano Moreno Costa, Enio Mancini e Giovanni Cipollini, della sezione Anpi di Pietrasanta —. È incredibile che ancora oggi si riproponga come causa della strage di 560 civili la presenza dei partigiani a Sant'Anna». E Marco Bonuccelli, capogruppo di Rifondazione alla Provincia di Lucca, scrive: «Pur stimando e apprezzando il cinema di Spike Lee non posso ritenere una "licenza cinematografica" la totale invenzione sulle motivazioni che portarono i nazifascisti a compiere la strage di Sant'Anna. Quindi è necessario, secondo me, stralciare una finzione di questo tipo altrimenti i danni alla memoria e verità storica saranno gravissimi». Giorgio Giannelli, ex giornalista parlamentare e storico, fa un appello al regista e gli chiede un taglio: «Mi metto in ginocchio e chiedo a Spike di tagliare tre metri del suo film. La strage di Sant'Anna non è un romanzo, fu una tragedia che appartiene alla storia. E un episodio inventato può stravolgere la storia. Il film avrà una risonanza mondiale. Allora tremo a sapere che da Tokyo a New York, da Mosca a Nuova Delhi sia raccontata una storia falsa. La nostra ». Eppure c'è chi parla di polemiche insulse, strmentali. Come il sindaco di Stazzema, Michele Silicani: «Polemiche che nascono da una sbagliata interpretazione di una scena del film, nella quale un nazista chiede al prete del paese, don Innocenzo Lazzeri che sarà poi trucidato, dove è un inesistente partigiano chiamato Papalla e se ce ne sono altri in montagna ». Una scena, sostiene il primo cittadino, «che non modifica la storia, il valore della Resistenza e soprattutto riafferma che l'eccidio fu premeditato e pianificato come confermato da testimoni e storici. Vorrei rassicurare l'Anpi che i valori della Resistenza non saranno stravolti e sono certo che Spike Lee farà un capolavoro ». Marco De Paolis è il pm del processo contro la strage. Non vuole parlare del film: «Non è mio compito e comunque un romanzo e un film sono anche opere di fantasia — dice —. Da magistrato che ha indagato su quell'eccidio dico solo che non fu una rappresaglia. I soldati nazisti massacrarono uomini, donne e bambini e fu un atto di terrorismo, pianificato e studiato nei minimi particolari. Deciso dai vertici del comando tedesco come politica del terrore per dissuadere i cittadini ad aiutare i partigiani». [ Fonte: Corriere della Sera ] Guida per il trapasso dall'adolescenza all'età adulta...Thursday, 13 September 2007O è bianco, o è nero...Tuesday, 24 July 2007
I due attori italiani (nonché ex volti televisivi) più trendy del momento protagonisti del nuovo film Lei, Ambra Angiolini, è un'operatrice culturale votata alla causa dell'Africa. Lui, Fabio Volo, è suo marito, informatico infastidito dalle crociate della consorte. L'altra, l'attrice di colore Aissa Maiga, è la moglie di un collega di lei, che fa nascere in lui una travolgente passione. Un triangolo amoroso multirazziale, insomma, per svelare i cliché e i pregiudizi non solo di chi è bianco, ma anche di chi è nero. La pellicola in questione si chiama, appunto, Bianco e Nero, è prodotta dalla Cattleya di Riccardo Tozzi (che è anche marito della Comencini), in collaborazione con Rai Cinema, e uscirà nelle sale il prossimo gennaio, distribuita da 01. La lavorazione, come racconta lo stesso Tozzi, "è interamente a Roma, dove è ambientata la storia: ci saranno molti esterni, anche in luoghi simbolo della città". Compresi quelli tradizionalmente frequentati dagli immigrati, a cominciare da piazza Vittorio, il più multietnico dei luoghi capitolini. L'Africa secondo la Comencini. Bianco e nero nasce dopo che il viaggio compiuto dalla regista in Ruanda insieme ad alcuni studenti romani: a chiamarla è stato il sindaco Walter Veltroni, che le ha chiesto di girare un documentario su quell'avventura (che verrà presentato alla prossima Festa di Roma). "Odio il turismo in Africa - spiega Cristina, reduce dal successo di un film difficile e drammatico come La bestia nel cuore - andare in paesi con problemi fondamentali, per poi rinchiudersi in paradisi artificiali con la Jacuzzi. Aspettavo l'occasione di andarci per lavoro, ed è stata un'esperienza incredibile". Da qui la scelta di raccontare, in un contesto romano e borghese (anche la coppia africana è benestante), "quanto è sconvolgente incontrare la diversità". Ritorno al futuro?Wednesday, 20 June 2007
Ma forse non è più il caso di ridere. 2061 Italia choc. Il film dei Vanzina Un popolo di guardoniSunday, 17 June 2007
Guarda e Godi. Sì, questo potrebbe essere lo slogan adatto al nuovo parto della televisione commerciale marcato Matrix. Da lunedì sera l'italiano potrà vedere ricostruiti i più efferati delitti ma non nello stile di Paolo Lucarelli ne tantomeno riguardanti fatti passati in giudicato. No. Quando i corpi degli assassinati sono ancora caldi e ancor prima di un processo, il guardone nostrano potrà godere di una ricostruzione a mo' di fiction e stuzzicare la morbosità oramai mal celata. Quindi lunedì sera mi raccomando pop corn, coca cola e un bel po di sangue per condire il tutto. Si inizia con la strage di Erba. Buona visione. I dubbi dei teletubbiesWednesday, 30 May 2007
Sarà solo una proboscide? «I Teletubbies fanno propaganda gay» Denuncia di una politica che poi ritratta [ Fonte: Libero ] Dal Grande Fratello al...Grande DonatoreWednesday, 30 May 2007
Reality shock. Il campione vince un rene Un Reality show per mettere in palio gli organi di una malata terminale, contesi da tre pazienti in lista d'attesa. E' la descrizione di "Big Donor Show"(Il Grande Donatore), che dovrebbe andare in onda in Olanda a partire da venerdì prossimo. Bei tempi quelli di Hannibal The Cannibal e la zuppa di rene... Benigni commenti questoSunday, 29 April 2007
Tv: Benigni, forse evento su Raiuno Lo dice Del Noce, ma non c'e' ancora un contratto (ANSA) - ROMA, 27 APR - Benigni potrebbe tornare su Raiuno con una serata-evento, come L'ultimo del Paradiso che nel 2002 incollo' alla tv 13 milioni di spettatori. E' l'auspicio del direttore di rete Fabrizio Del Noce. 'Non abbiamo ancora un contratto firmato in mano, vedremo', ha detto Del Noce, spiegando che 'in ogni caso si tratterebbe di un evento-spot: un artista del calibro di Roberto Benigni non sarebbe disponibile a una serialita''. Il direttore generale della Rai annuncia il probabile ritorno di Benigni, il guru moderno della Divina Commedia, in uno show analogo a quello del 2002. Stavolta quale verso di Dante commentarà il nostro guru? Siamo veramente ansiosi di saperlo... Intanto in attesa di scoprirlo chiediamo a Benigni, commenti questo: "...uomini siate, e non pecore matte, sì che ’l Giudeo di voi tra voi non rida!" (Dante: Paradiso Canto V) Probabilmente è troppo politicamente scorretto per essere letto davanti a milioni di telespettatori, da un personaggio tra l'altro che ha arricchito oltremodo le sue tasche col film di fantascienza "La vita è bella". Da questo verso si evince quindi che Dante era antisemita? Non saremo noi a rispondere, giudicate voi.
Scritto da Widar
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Last modified on 29-04-2007 14:04
Questo ce lo ricorderemo.Wednesday, 28 March 2007RAI: PETRUCCIOLI, ELIMINARE I REALITY GIA' DA PROSSIMO ANNO Siamo pronti a scommettere che ciò non avverrà a meno che non avvenga la strage degli imbecilli che fanno audience. Al prossimo anno, dunque. Liberateci dalla libertàThursday, 15 March 2007
L'ultima idea di Silvio Berlusconi. Una tv per lanciare i circoli azzurri e contrastare la presenza mediatica del centrosinistra sui mezzi di comunicazione. La nuova televisione sarà visibile su Sky e sul digitale terrestre. Nel palinsesto ci saranno soprattutto interviste volanti e contro-rassegne stampa. Intanto Bonaiuti precisa: "In Rai il premier parla il quadruplo di Berlusconi". ...e liberaci dal Male.Wednesday, 28 February 2007
Fare i film costa ma guarda il caso certi "indipendenti" trovano sempre i fondi... Condanne esemplariFriday, 16 February 2007Olocausto: condanna 5 anni a Zuendel Hanno condannato per negazione dell' Olocausto, dopo essere stato arrestato per violazione delle leggi sull' immigrazione ed essere Questo è accaduto nella nuova Europa ed indica una direttiva importante alla quale il nostro MInistro che svuota le carceri con l' indulto per riempirle di pensatori, sta già lavorando. Rimane sconcertante come una parte di storia importante e fondamentale per gli equilibri che si sono venuti a formare nel mondo, non possa essere approfondita, essergli opposta un' altra tesi; la storia non ammette opinioni, si potrebbe pensare, eppure questo viene fatto da più parti per altri episodi cruciali e delicati: Clint Eastwood ha diretto due film da due punti di vista opposti su un episodio della seconda guerra mondiale; si è appena girato il film sul genocidio armeno e già si pensa a farne un altro che porti il punto di vista turco. Evidentemente la Shoa rimane l' unico argomento tabù della storia recente e passata, che non possa essere contraddetto, un Dogma come lo sono i precetti di una Fede. imposta a suon di sbarre, pressioni e silenzi. Troppi gli interessi coinvolti, troppi gli scenari attuali legati a queto evento, la Storia diventa parte della politica, come nel Film 1984 e i divulgatori gli studiosi i giornalisti e i giornalai si devono adeguare, Tutti!
Scritto da Achille
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Last modified on 16-02-2007 02:47
Libero il nonno fa sesso. No. Il nonno fa sesso libero. Non ci siamo...Tuesday, 13 February 2007Nonno Libero e il sesso. Qualcuno guardando il blog negl'ultimi giorni potrebbe pensare - a torto - che qui scrivano degli omofobici. Sbaglia! E' n-o-r-m-a-l-e che si tratti l'argomento pacs, dico, adozioni, figli e famiglia quando di pacs, dico, adozioni, figli e famiglia ne parlano 24h su 24 stampa e televisione. Ma nessuna crociata. Non abbiamo come dice Wikipedia ne pregiudizi, ne paura irrazionale ne tanto meno odio violento. Avremmo (condizionale è d'obbligo) un s-a-n-o desiderio di rimettere le cose al loro posto, fare un po' d'ordine. Insomma, vorremmo poter spiegare ai nostri figli che se non è vero che dal cavolo che nascono i bimbi, così è che col cavolo che due persone con lo stesso sesso possano averne. E' questo un desiderio che esprime un pregiudizio? No, semmai un giudizio su ciò che è e ciò che non è (e possono fare tutti i "dico" che vogliono...ma la fecondazione avviene ancora secondo natura!). Paura? E di cosa?...Come si dice in dialetto romano: "ad un palmo dal **** mio poi fa' quello che te pare". Odio violento? Ma come si possono odiare due XX/XX o due XY/XY che si amano follemente? Ma siamo impazziti!? E' solo che avremmo tante cose (non volevamo invero scrivere ne tante, ne cose...) a cui pensare che se per un po' i cromosomi avessero continuato nella loro casa o macchina a far quel che volevano invece di roperci le c-o-s-e ne saremmo stati alquanto grati. Ma sembra che la passera e l'uccello siano diventati una priorità nella res publica. E nemmeno i contadini - così legati al loro campo - erano tanto interessati agli uccelli quanto lo sono oggi i media e...quando mettevano lo spaventapasseri non erano omofobici, erano solo e soltanto FURBI.
Vaticano all'attacco di Nonno Libero: promuove le famiglie gay L'«Osservatore Romano» accusa Lino Banfi. Perché sotto le spoglie paciose di Nonno Libero si impegnerebbe a promuovere le famiglie omosessuali. Anzi, secondo il quotidiano della Santa Sede il popolare attore farebbe parte di un disegno prestabilito della Rai, partito da lontano: «Riciclare un comico nel ruolo di nonno saggio e bonario, imporlo come l'eroe rassicurante di una perfetta famiglia italiana per poi fargli piazzare un messaggio ben preciso in un momento particolarmente favorevole». Questo: proprio mentre nel Paese si discute del ddl sui Dico e le unioni di fatto. [ Fonte: Corriere della Sera ]
Scritto da MThule
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Last modified on 13-02-2007 13:03
RAI Reality Anche Interreligioso. Di tutto Di piùFriday, 9 February 2007
Non farà audience questo primo reality interreligioso, ma questo gli ideatori lo sanno bene. Eppure lo realizzeranno. Perchè? Perchè vogliono porre quest'ennesima "pietra miliare" nella recente storia della televisione italiana? Perchè invidiosi degli iracheni che con tanto di effetti speciali (esplosioni) l'hanno di recente trasmesso? Sciiti e sunniti all together (scusate l'anglofonia ma in Iraq questa è la lingua!). Ed ora cattolici, ebrei e mussulmani che si confronteranno. Non ci resta che sperare (oltre che piangere) che almeno ciò avvenga ad...armi pari! Tra qualche settimana ci sarà il primo reality show interreligioso: una finestra su Raiuno nel programma A sua immagine condotto da Andrea Sarubbi, per cinque domeniche a partire dal 25 febbraio. Insieme con lui, ospiti di un albergo della città vecchia di Gerusalemme, ci saranno altri cinque ragazzi. Due per ognuna delle tre religioni principali. Carrara, 30 anni, friulano di Pordenone che ora abita a Roma, ex segretario dei giovani delle Acli, rappresenterà i cattolici insieme con la sua ragazza. Tobia Zevi, 23 anni, nipote di Bruno e Tullia Zevi, è single e sarà accompagnato da un’amica. Zevi è l'ex presidente dei Giovani ebrei d'Italia e, oltre ad aver lavorato con Luigi Manconi nel Dipartimento diritti civili dei Ds, è molto attivo col suo amico Osama al-Saghir, presidente dei Giovani musulmani, nell'organizzazione di forme di conoscenza e scambio culturale tra le religioni monoteistiche. E sarà proprio il predecessore di Osama, Khalid Chaouki, 24 anni, a lungo presidente dei Giovani musulmani d'Italia, l'alfiere - assieme alla giovane moglie - del mondo musulmano durante la settimana che i sei trascorreranno in Israele. I protagonisti partiranno dall’Italia in questi giorni con una troupe guidata da due registi. Ma restano ancora dettagli da definire per questo programma che vede la Rai - per quanto in uno spazio limitato a una trasmissione religiosa della domenica mattina - scommettere sui giovani che affrontano temi importanti come la tolleranza e la speranza di pace. I ragazzi verranno filmati nei loro percorsi dentro e fuori le mura della città antica, mentre parlano dei problemi e delle prospettive della convivenza nella città che accomuna le tre grandi religioni e le obbliga a confrontarsi. [ Fonte: La Stampa ] La Rai oscura l'altra Storia. Le foibe non andranno in tvSunday, 4 February 2007
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