Ricerca veloceCategorieDiffondi Questo BlogAmministrazioneCalendario
|
L'Epifania tutte le balle si porta via...Monday, 7 January 2008Esattamente un anno fa (9 gennaio 2007) mettevamo a conoscenza i nostri lettori di questa benefica iniziativa denominata in acronomimo OLPC ovvero One Laptop Per Child [ articolo QUI ]
Ora leggiamo che: "Intel lascia il progetto del pc a basso costo". Più nel dettaglio: "Un duro colpo per il sogno dell’informatica a basso costo nei paesi del Terzo Mondo. Intel ha infatti annunciato che abbandonerà il progetto "One laptop project", l’Olpc fondato da Nicholas Negroponte, che prevede la realizzazione di computer portatili a prezzo molto contenuto (meno di 100 dollari) per i bambini dei paesi in via di sviluppo. Citando differenze di «filosofia», Intel ha ritirato i suoi finanziamenti e l’assistenza tecnica al progetto. Un problema in più per l’Olpc, che già ha trovato poche nazioni disposte ad acquistare un gran numero di computer portatili." [ Fonte: La Stampa ] La "filosofia" spesso fa a pugni con la "carità pelosa" ma di certo trovavamo già sconcertante che dei bambini solitamente denutriti dovessero girare una manovella per accendere il loro laptop! Ora considerando le caratteristiche meteorologiche dei paesi africani proponiamo per il 2008 la scelta del computer a pannello solare...Se credete a Babbo Natale, tutto è possibile. Basta poco...che c'è vò!
In Germania eco...in Italia solo balle...Friday, 28 December 2007
Un inceneritore in Germania ROMA — Il denaro non ha odore: fin dai tempi di Vespasiano è questa una specie di legge universale. Ma perfino l’immondizia, in alcuni casi, riesce a smettere di puzzare. Succede quando si trasforma in moneta sonante. Ecco perché mentre in Campania non sanno più dove metterlo, il pattume, con il nauseabondo serpentone di cinque milioni di «ecoballe» (niente altro che enormi blocchi di immondizia impacchettata: cos’avranno di «eco»?) che si allunga ogni giorno di più e i cumuli di rifiuti che hanno ripreso a bruciare ammorbando l’aria, in Germania c’è qualcuno che accoglierebbe a braccia aperte la spazzatura Made in Napoli. Ogni giorno la spazzatura viene caricata sui treni della Ecolog, una divisione delle Ferrovie, e spedita al di là del Brennero per essere smaltita negli inceneritori tedeschi della Remondis, che in questa operazione è partner di Fs. Naturalmente ne viene esportata giornalmente soltanto una parte: un migliaio di tonnellate sulle 7.500 prodotte (anche se il quantitativo è stato raddoppiato). E naturalmente non gratis. L’export di pattume costa a tutti noi 215 euro la tonnellata per il cosiddetto «tal quale», che sarebbero i classici sacchetti di rifiuti indistinti: 400 mila euro al giorno, ai ritmi attuali. Metà va per il trasporto (quindi in qualche modo torna allo Stato) e metà a chi la smaltisce: con l’apparente contraddizione che siamo noi a fornire ai tedeschi, pagando di tasca nostra, la materia prima per fare energia elettrica. Il bello è che il costo per esportare in Germania, pur essendo ben superiore a quello dello smaltimento in discarica nel resto dell’Italia, è nettamente inferiore a quello che il commissariato per l’emergenza spende per smaltirli in Campania, quei rifiuti. Il prezzo va da un minimo di 290 euro a tonnellata fino a cifre imprecisate, persino, ha calcolato qualcuno, non inferiori a 1.000 euro. Com’è possibile? Per prima cosa c’è il costo della trasformazione nelle famose «ecoballe»: 120 euro la tonnellata. Poi c’è il trasporto con i camion sui terreni dove queste «ecoballe» vengono parcheggiate: altri 20 euro. Quindi il costo dello stoccaggio provvisorio: 150 euro. Provvisorio, però, si fa per dire. Perché siccome non ci sono gli inceneritori, quelle ecoballe stazionano per anni su terreni acquistati o presi in affitto a caro prezzo: 250 ettari di territorio campano sono ormai completamente occupati. Più stanno, più il costo sale. E dato che le prime «ecoballe» sono lì dal 2001, fate voi i conti. La cosa è talmente eclatante che il direttore generale del ministero dell’Ambiente Gianfranco Mascazzini, considerato papabile per il posto di commissario straordinario fino a oggi occupato dal prefetto di Napoli Alessandro Pansa, non si capacita di come sia possibile che costi meno spedire l’immondizia in Germania piuttosto che tenersela in Campania. E non si capacita al punto da aver messo in moto i carabinieri perché compiano le necessarie verifiche. Quando la risposta ai suoi interrogativi è sotto gli occhi di tutti, e sta nella follia di un sistema che invece di bruciare la spazzatura polverizza milioni di euro al giorno. Domanda: e gli inceneritori dei quali da 14 anni non si vede nemmeno l’ombra? L’appalto ce l’aveva la Fibe, del gruppo Impregilo, incaricata anche di fabbricare le «ecoballe». Ce l’aveva, appunto, perché il contratto è stato risolto. Uno dei due inceneritori, quello di Acerra, sarebbe comunque quasi pronto. Meglio, potrebbe funzionare fra meno di un anno. Ma c’è un particolare: non può bruciare le «ecoballe» prodotte in Campania, perché mancano le specifiche tecniche. E allora? Allora si sono fatti avanti i tedeschi, con la loro idea «pazzesca ». Bruciare in Germania non una parte della spazzatura della Campania, come oggi, ma tutta quanta, con un impianto nuovo di zecca da 100 megawatt destinato solo a quello scopo, avendo la garanzia di un contratto di 15 anni e a un prezzo molto più basso di quello attuale. Per tutta risposta a novembre è stata bandita la nuova gara per completare gli inceneritori e sostituire Fibe. Sono arrivate offerte dalla francese Veolia, dalla spagnola Abertis (quella che si doveva fondere con Autostrade) e dall’Asm di Brescia, che da trent’anni riscalda la città bruciandone i rifiuti. Ma se ne verrà mai a capo? [ Fonte: Corriere della Sera ] I colori del verde...Friday, 28 December 2007
In un libro di Paul Waddington i comportamenti da vero ambientalista. Suddivisi in gradazioni di verde LONDRA - Essere "eco" al giorno d'oggi è un'autentica scommessa, perché molte delle regole che si credevano imprescindibili per ogni ambientalista "duro e puro" rischiano di essere solo dei luoghi comuni, tutti da sfatare. Magari con l'aiuto del libro "Shades of Green: A (Mostly) Practical A-Z for the Reclutant Enviromentalist" dello scrittore Paul Waddington, che, misurando le attività umane per gradazioni di verde (da cui, appunto, "shades of green"), ha scoperto come molti dei comportamenti (e dei prodotti) che si credono eticamente corretti siano, in realtà, esattamente l'opposto o quasi. Questi i più sorprendenti, a detta dello stesso Waddington dalle colonne del "Times", che li ha divisi per cromia, spaziando dal verdissimo (il punteggio ecologicamente più alto) al verde scuro (una via di mezzo, comunque accettabile), arrivando fino al "nemmeno un accenno di verde", che rappresenta la peggior scelta eco-compatibile possibile. LE BANANE POMODORI MEDIA
BAGNI LAVARE I PIATTI Chi ha paura del lupo cattivo?Saturday, 8 December 2007
BERLINO (Reuters) - Un politico di sinistra tedesco ha denunciato l'enciclopedia online Wikipedia per avere promosso l'uso di simboli nazisti vietati in Germania.
Effetti del caldo...Friday, 22 June 2007
Zuccoli: «Aem punta al nucleare in Italia» Un tabù che potrebbe finire a vent'anni dal referendum. Aem pensa al nucleare. A dichiararlo è il presidente Giuliano Zuccoli. «Il nostro gruppo sta riflettendo sulla possibilità concreta di realizzare impianti nucleari in Italia. E, ovviamente, non da soli», ha detto spiegando che «l'ipotesi cui guarda Aem passa attraverso collegamenti con operatori internazionali. Abbiamo la fortuna di essere all'interno di un club che ci vede a fianco di Atel (che ha 2 impianti nucleari, ndr) e, attraverso Edison, anche di Edf». Zuccoli, che interveniva all'odierno "Siemens Utilities Day" organizzato presso Il Sole 24 Ore, afferma che «la forza delle cose sta dimostrando che se il Paese vuole prezzi in linea con l'Europa, deve dare risposte coerenti. E questo, oggi, significa che bisogna utilizzare non solo il carbone, ma anche il nucleare. Altrimenti è inutile lamentarsi». «Il Paese deve diversificare le fonti. E cancellare la macchia di essere l'unica realtà industriale avanzata a non avere energia nucleare», ha proseguito il presidente di Aem ricordando tra l'altro, in tema di energie alternative, anche l'impegno di Edipower nel fotovoltaico. Il dibattito è stato anche l'occasione per un richiamo sull'annoso problema dei rigassificatori, in particolare quello che la municipalizzata milanese sta tentando, tra le polemiche locali, di realizzare al largo di Rovigo: «il Governo centrale - ha detto Zuccoli - deve capire che su alcune scelte non si può demandare al locale. Ci sono temi, come quelli dei rigassificatori o della Tav, in cui le minoranze devono adattarsi a essere tali, adeguandosi agli interessi della maggioranza. Si abbia il coraggio di dire quello che occorre fare nell'interesse del Paese e di pianificare a livello centrale». (Agenzia Radiocor) Aspettando lo tsunami...Tuesday, 19 June 2007Mentre in Italia si lotta da anni contro un problema gravoso (la Salerno-Reggio Calabria), mentre in Italia si discute del ponte sullo stretto di Messina, mentre in Italia si aspetta uno Tsunami che mai giungerà...
Altrove... Elettricita'da moto ondoso del mare Le PétomaneWednesday, 6 June 2007
Aria compressa al posto della benzina Arrivate al distributore con la macchina in riserva, ma mentre tutti gli altri fanno la coda alla pompa di benzina, voi andate direttamente alla colonnina d'aria per controllare la pressione delle ruote. Infilate il tubo nel serbatoio e... pfft! in 3-4 minuti avete fatto il pieno. Passate alla cassa, versate un euro e mezzo (contro i 60-70 degli altri) e ripartite sereni. La vostra macchina ad aria vi porterà per altri 200 chilometri fino al prossimo pieno. Non è un cartone animato e neanche uno spot visionario di qualche gruppo estremista dell'ecologia. Dietro il progetto c'è la Tata, il più grande gruppo automobilistico indiano, appena reduce da un ambizioso accordo strategico con la Fiat. E, se tutto andrà come previsto, con qualche piccolo aggiustamento (ci vorrà un compressore ben più potente di quello delle ruote per sparare 340 litri di aria nel serbatoio), quella scena comincerà a svolgersi in India fra poco più di un anno, nell'agosto 2008, quando la Tata metterà in commercio le prime seimila Citycat, macchine ad aria compressa capaci di andare a 100 km l'ora e a emissioni zero, neanche una molecola di anidride carbonica e di effetto serra. E l'India sarà solo il primo passo: ci sono già accordi per portare la Citycat in 12 altri paesi, fra cui Germania, Francia, Usa, Spagna, Brasile, Israele e Sud Africa. Quando l'auto si ferma, si ferma anche il motore, che riprende a funzionare quando si pigia l'acceleratore. Non ci sono marce, sostituite da un computer. Semplice com'è, richiede manutenzione praticamente zero e un cambio d'olio ogni 50 mila chilometri. Anche le emissioni di anidride carbonica sono zero, salvo quelle legate all'elettricità per far funzionare il compressore al momento del pieno. Ad aria, però, non si va più veloce di 50 chilometri l'ora, cioè in città. Su strada - come accade anche con le ibride benzina-elettricità - entra in funzione un normale motore a scoppio. In compenso, non c'è bisogno di andare dal distributore, per l'aria. A casa, si attacca la spina della corrente e un compressore interno, in 4 ore, ricarica il serbatoio. Un po' come accade per le più avveniristiche macchine elettriche. Il costo di esercizio della Citycat è più o meno lo stesso di una macchina elettrica. Senza le batterie, però. Infatti, costa molto meno: la Tata dovrebbe commercializzarla ad un prezzo di 12.700 dollari, un decimo di una macchina elettrica. Per non parlare della macchina ad idrogeno, rispetto alla quale la Citycat ha anche il vantaggio di non richiedere la creazione di una costosa rete alternativa di distribuzione del combustibile. Per come funziona, è gratis anche l'aria condizionata: quella che esce dal tubo di scappamento è, infatti, a meno 15 gradi. Il rovescio della medaglia è la difficoltà di riscaldare l'abitacolo e, forse anche per questo, Guy Nègre sembra guardare soprattutto a paesi caldi. La temperatura dell'aria è anche all'origine del più consistente dubbio che i tecnici avanzano verso il motore ad aria compressa. L'aria così fredda, infatti, gela la condensa nei condotti di aspirazione, bloccandone il funzionamento. Non è ancora chiaro come Nègre abbia risolto questo problema. Anche una Citycat perfettamente funzionante, peraltro, incontrerà seri ostacoli sui mercati occidentali. Per arrivare alle prestazioni dichiarate, infatti, l'auto deve essere straordinariamente leggera, e la Citycat è quasi tutta in fibra di vetro, molto fragile per reggere i normali test di sicurezza. La Citycat, infine, potrebbe arenarsi in tribunale. Se Nègre è stato il profeta dell'auto ad aria compressa, altri ci hanno lavorato, come l'uruguayano Armando Regusci. [ Fonte: Repubblica ] Se lo dice Fidel. Fidiamoci.Thursday, 10 May 2007
Questa è la notizia battuta dall'Ansa: Il presidente Cubano Fidel Castro ha criticato chi difende i biocombustibili in un nuovo intervento scritto, il secondo della settimana. Nella riflessione il 'lider maximo' cita il lavoro dell'argentino Atilio Boron sulle agroenergie. "Quanto tempo dovra' passare - scrive Castro - prima che la mia povera penna possa confutare quelli che difendono idee sinistre per interessi materiali, per ignoranza, per indifferenza e divulgare argomenti solidi e onesti per la sopravvivenza della specie?". Questo è invece l'intervento di Fidel. Noi leggiamo ben altro. La tragedia che minaccia la nostra specie Non posso parlare come economista o come scienziato. Lo faccio semplicemente come politico che desidera sviscerare gli argomenti degli economisti e degli scienziati in un senso o in un altro. Cerco inoltre di intuire le motivazioni di chi si pronuncia sui detti temi. Sono passati soltanto ventidue anni da quando, a Città de L’Avana, effettuammo un gran numero di riunioni con leaders politici, sindacali, contadini, studenteschi, inviati nel nostro paese come rappresentanti dei settori menzionati. Secondo l’opinione di tutti il problema più importante in quel momento era l’enorme debito estero accumulato dai paesi dell’America Latina nel 1985. Questo debito ammontava a 350 miliardi di dollari. A quel tempo i dollari avevano un potere d’acquisto molto superiore a quello di oggi. Inviammo i risultati di quelle riunioni a tutti i paesi del mondo, logicamente con alcune eccezioni, perchè altrimenti sarebbe apparso insultante. In quel periodo i petrodollari avevano inondato il mercato e le grandi transnazionali bancarie esigevano dai paesi l’accettazione di prestiti elevati. È superfluo aggiungere che i responsabili dell’economia accettarono di impegnarsi in tal senso senza consultarsi con nessuno. In quell’epoca c’erano i governi più repressivi e sanguinosi sofferti dal continente, imposti dall’imperialismo. Non poco denaro venne speso in armi, lussi e beni di consumo. L’indebitamento successivo crebbe fino a 800 miliardi di dollari e si generarono gli attuali pericoli, che pesano su una popolazione che in appena due decenni e mezzo è raddoppiata e con lei il numero dei condannati a vivere nella povertà estrema. In America Latina la differenza tra i settori della popolazione più favoriti e quelli con meno entrate è oggi la maggiore del mondo. Molto tempo prima di ciò che adesso stiamo dibattendo, le lotte del Terzo Mondo si incentravano su problemi ugualmente angosciosi, come lo scambio disuguale. Anno dopo anno si venne scoprendo che ai prodotti esportati dai paesi industrializzati, elaborati generalmente con le nostre materie prime, veniva aumentato il prezzo unilateralmente, mentre quello delle nostre esportazioni di base rimaneva inalterabile. Il prezzo del caffè e del cacao – per citare due esempi – raggiungeva approssimativamente 2.000 dollari alla tonnellata. Una tazza di caffè, un frappè al cioccolato, si potevano consumare in città come New York per alcuni centesimi; oggi costano diversi dollari, forse trenta o quaranta volte quel che costavano prima. Un trattore, un camion, un’attrezzo medico richiedono oggi per il loro acquisto varie volte il volume di prodotti necessari in precedenza per importarli; una sorte simile toccò alla iuta, all’agave messicana e ad altre fibre prodotte nel Terzo Mondo e sostituite da quelle sintetiche. Nel frattempo le pelli conciate, il caucciù e le fibre naturali venivano sostituite da materiali sintetici prodotti da sofisticate industrie petrolchimiche. Il prezzo dello zucchero crollava a causa dei forti sussidi dei paesi industrializzati alla loro agricoltura. Le vecchie colonie o neocolonie, alle quali venne promesso un avvenire meraviglioso dopo la Seconda Guerra Mondiale, non si erano ancora svegliate dalle illusioni di Bretton Woods. Il sistema era disegnato dalla testa ai piedi per lo sfruttamento ed il saccheggio. All’inizio di questa presa di coscienza non erano ancora apparsi altri fattori sommamente avversi, come l’insospettato spreco d’energia nel quale sarebbero caduti i paesi industrializzati. Questi pagavano il petrolio meno di due dollari al barile. Le fonti di combustibile (ad eccezione degli Stati Uniti dov’erano molto abbondanti) si trovavano fondamentalmente nei paesi del Terzo Mondo, soprattutto nel Medio Oriente, oltre che in Messico, Venezuela ed Africa. Ma non tutti i paesi definiti (con un’altra pietosa menzogna) “paesi in via di sviluppo” erano petroliferi; 82 di questi sono i più poveri e normalmente hanno bisogno di importare petrolio. Li aspetta pertanto una situazione terribile se gli alimenti verranno trasformati in biocombustibili o agrocombustibili, come preferiscono chiamarli i movimenti contadini e indigeni della nostra regione. L’immensa maggioranza degli abitanti del pianeta, appena 30 anni fa non conosceva il pericolo rappresentato dal riscaldamento globale, terribile spada di Damocle che pende sulla vita della specie. Ancora oggi esiste una grande ignoranza e confusione su questi temi. Se stiamo a sentire i portavoce delle transnazionali ed il loro apparato di divulgazione, viviamo nel migliore dei mondi possibili: un’economia rigidamente di mercato, più capitale transnazionale, più tecnologia sofisticata e crescita costante della produttività, del PIL, del livello di vita e di tutti i sogni del mondo per la specie umana; lo Stato non deve immischiarsi in niente, non dovrebbe nemmeno esistere, eccetto che come strumento del grande capitale finanziario. Ma i fatti hanno la testa dura. Uno dei paesi più industrializzati del mondo, la Germania, perde il sonno di fronte al fatto che il 10% della popolazione è disoccupata. I lavori più duri e meno attraenti sono svolti dagli immigranti che, disperati nella loro crescente povertà, penetrano nell’Europa industrializzata in tutti i modi possibili. A quanto sembra nessuno conta il numero degli abitanti del pianeta, che cresce proprio nei paesi non sviluppati. Più di 700 rappresentanti di organizzazioni sociali si sono appena riuniti a L’Avana per discutere su diversi temi affrontati in questa riflessione ed in molti hanno espresso i loro punti di vista, lasciando tra noi impressioni incancellabili. Disponiamo di abbondante materiale su cui riflettere, oltre che sui nuovi avvenimenti di ogni giorno. In questo stesso momento, come conseguenza del rilascio di un mostro del terrore, due giovani che stavano compiendo il loro dovere legale svolgendo il Servizio Militare Attivo, aspirando a godere del consumismo negli Stati Uniti hanno assaltato un autobus, utilizzandolo per forzare una delle porte dell’entrata del terminal dei voli nazionali dell’aeroporto. Sono arrivati fino ad un aereo civile e vi sono penetrati con degli ostaggi, esigendo di venire trasportati in territorio nordamericano. Giorni prima avevano assassinato un soldato di sentinella, per rubare due fucili automatici e nell’aereo hanno tolto la vita con quattro spari ad un valoroso ufficiale che, disarmato e catturato come ostaggio nell’autobus, ha cercato di evitare il sequestro del velivolo. L’impunità e i benefici materiali con cui viene premiata da quasi mezzo secolo ogni azione violenta contro Cuba, stimolano tali azioni. Da molti mesi non accadeva niente di simile. È stata sufficiente l’inaudita liberazione del noto terrorista perchè la morte facesse di nuovo visita alle nostre famiglie. Gli autori non sono ancora stati giudicati, perchè nel corso dello svolgimento dei fatti entrambi sono rimasti feriti (uno di loro dai proiettili sparati dall’altro nell’aereo) mentre lottavano contro l’eroico ufficiale delle forze armate. Adesso molte persone all’estero stanno aspettando la reazione dei Tribunali e del Consiglio di Stato di fronte ad un popolo profondamente indignato dagli eventi. È necessaria una grande dose di serenità e sangue freddo per affrontare problemi di questa portata. Lo spaventoso capo dell’impero ha dichiarato più di cinque anni fa che le forze degli Stati Uniti devono essere pronte ad attaccare preventivamente ed a sorpresa 60 o più paesi del mondo. Nientemeno che un terzo della comunità internazionale. A quanto pare non gli bastano la morte, le torture e l’espulsione dalla loro terra di milioni di persone per appropriarsi delle risorse naturali e dei frutti del sudore di altri popoli. L’impressionante incontro internazionale che si è appena svolto a L’Avana ha riaffermato in me una convinzione personale: ogni idea sinistra dev’essere sottoposta ad una critica demolitrice senza nessuna concessione. Fidel Castro Ruz 7 maggio 2007 My name is Carl, Carl JeanWednesday, 9 May 2007
Il contratto siglato proprio oggi tra l'italiana Sogin e la francese Areva per il ritrattamento del combustibile irraggiato in Francia e che, a partire dal 2015, prevede l'invio Oltralpe di 235 tonnellate di combustibile irraggiato e il suo ritorno in Italia sotto forma di scorie vetrificate ci da il "la" per presentarvi un certo Carl Jean. Ecco dalla Treccani la sua biografia: Il Generale di Corpo d’Armata Carlo JEAN è nato a Mondovì (CN) il 12 ottobre 1936. Ecco una cosa che ha dimenticato la Treccani è che Mr. Jean è dal 2002 alla presidenza della Sogin ed dal 7 marzo 2003 il presidente del Consiglio Berlusconi lo ha ulteriormente nominato "Commissario delegato per la messa in sicurezza dei materiali nucleari", con amplissimi poteri, tra i quali quello di poter derogare a una ventina di leggi in materia. Insomma un Generale che è divenuto esperto in smantellamento di impianti nucleari ed altrettanto ovvio che invece di specializzarci noi nella conversione si preferisca dare ai francesi, pagando, del combustibile esausto da cui ricavare altro combustibile e poi ricomprare gli scarti della lavorazione. Grazie Francia.
Austin Powers ci salverà!Thursday, 3 May 2007
"There is a scene in one of the Austin Powers films where Dr Evil unleashes a giant "tractor beam" of energy at Earth in order to extract a massive payment." Così inizia l'articolo nella pagina della tecnologia la prestigiosa BBC che conferma ancora una volta come il destino della Terra sia in mano a...degli imbecilli. Che par di pa(l)leFriday, 9 March 2007
Estratto dall'intervista al premio Nobel Rubbia: «L'eolico è inutile.Puntiamo su sole e idrogeno»
[ Fonte: Corriere della Sera ] Secondo noi una priorità è far pace con il cervello. Eolico, si...poi no...ed ancora, forse. Ognuno dice la sua e stiamo fermi ancora a metà del novecento per quel che riguarda l'energia alternativa. La Spagna a confronto è anni luce avanti caro Rubbia, almeno su questo tema. E poi basta con le solite minchiate sulla meritocrazia. Lo sappiam bene che qui non funziona secondo i parametri del "migliore" ma è bello ridircelo tutte le volte, fa molto obiettività. CNR ed ENEA, due giganti addormentati, dal 1968 sino ad oggi. Ovvero da quando sono usciti i laureati con il sei politico che venivano "messi" all'interno di questi organismi non per fare ricerca ma propaganda politica. I concorsi? Truccati. Altro che energia pulita, qui ci vuole pulizia! Anche dai palloni gonfiati. Denaro sterco del demonioThursday, 8 March 2007Milano, sparge letame in banca
Una vendetta in piena regola: un uomo di 50 anni, a cui una banca avrebbe negato un finanziamento, ha sfondato, a Milano, con la sua macchina una vetrina dell'agenzia, riempendo i locali di letame. Ha poi chiuso a chiave l'auto allontanandosi a piedi. A luglio era già stato protagonista di un analogo gesto. Il 50enne avrebbe reagito in questo modo dopo il fallimento del suo ristorante. I clienti presenti nell'agenzia del banco di Brescia di piazza XXV Aprile sono passati rapidamente dalla paura al disgusto. Quando l'uomo si è scagliato contro la porta a vetri, si è scatenato il panico: tutti hanno temuto che si trattasse di una rapina. Ma al posto delle armi, invece, è spuntato il letame sparso abbondamente sul pavimento. L'uomo, per evitare equivoci, avrebbe lasciato fuori dall'isituto, a mo' di firma, un cartello del suo ristorante fallito. L'episodio è avvenuto martedì mattina verso le 8. Il vendicatore sarebbe un cliente della banca insolvente da due anni. Purtroppo non c'è niente da ridere nel gesto di quest' uomo disperato e dal significato chiarissimo. I più vedranno un segno di nuova povertà, di maggiore difficoltà nel portare avanti attività, si proporranno aiuti etc...
Come tanti scarabei stercorari rotoliamo il nostro letame non ponendoci mai la domanda di come si produce ricchezza, come funziona il sistema monetario Inutile fare le solite recriminazioni, forse una bella storia può chiarirci molte più cose di quanto possiamo apprendere normalmente... L'isola dei naufraghi (favola per comprendere il mistero del denaro) Continua a leggere "Denaro sterco del demonio"
Scritto da Achille
in Pile
at
13:41
| Commenti (0)
| Trackbacks (0)
Last modified on 08-03-2007 14:17
Mi da 2 etti di uranio?...ma bello fresco, mi raccomando!Tuesday, 6 March 2007
Interessante analisi del Sole 24Ore che spiega come mai sia salito il prezzo dell'uranio trovando la causa di codesto rincaro nel....interesse verso l'energia nucleare e l'adeguamento al protocollo di Kyoto!!! Insomma USA, Cina, Nord Corea, Iran, Russia, Pakistan, India - tanto per citarne alcune - sono una sorta di nazioni di "figli dei fiori". PEACE & LOVE... Nemmeno un grammo di uranio per le armi nucleari: loro mettono i fiori nei cannoni ( e alcuni giornalisti se li fumano proprio i cannoni! ). Armi e nucleare: boom della domanda di uranio. E i prezzi volano Immaginate un mercato in cui i prezzi salgono soltanto, a un ritmo sempre più sostenuto e senza mai una correzione. Sembra impossibile, ma è proprio quanto sta accadendo, da circa tre anni, sul mercato spot dell'uranio. Le rilevazioni di Ux Consulting mostrano una progressione impressionante: il metallo radioattivo, che nel gennaio 2003 era scambiato a circa 10 dollari per libbra, un anno fa valeva meno di 40 $/lb, un mese fa si era arrampicato a 75 $/lb e oggi ne vale già 85: un record storico che, come i precedenti, potrebbe durare poco. [ Fonte: Il Sole24Ore ]
IdiotiTuesday, 6 March 2007
Dallas, 5 mar. (Adnkronos) - Due adolescenti sono stati arrestati dalla polizia del Texas che ha trovato un video in cui mostravano a due bimbi di due e cinque anni come fumare una 'canna'. La polizia ha trovato il video lo scorso 22 febbraio, mentre perquisivano le abitazioni di Demetris McCoy, di 17 anni, e Vanswan Polty, di 18 anni, sospettati per alcuni furti in appartamenti. Il video shock mostra uno dei due ragazzi che mette la sigaretta di marijuana nella bocca del bambino piu' piccolo, mentre il piu' grande 'fuma' da solo. La polizia ha specificato che i bimbi sono nipoti di McCoy che sono stati dati in affidamento. Naturalmente queste cose succedono molto più spesso, la gente si indigna quando se le ritrova nei telegiornali riprese in un filmato, ma, in fondo, sprattutto per gli spinelli, si tende a considerarli innocui, mentre soprattutto nei giovani, inibisce un comportamento e un funzionamento normale del cervello. Una società che non tutela i più piccoli, anzi li predispone il più presto possibile all' uso di sigarette, di alcool e di droga è una società marcia nelle fondamenta. D' altronde se i modelli sono i ragazzi e gli adulti, il risultato è scontato, i più piccoli non faranno che seguire il loro esempio, quando non sono i "grandi" stessi a trovare piacere nel piegare giovani menti. Non ci si pensa, ma ogni scelta che uno compie non riguarda solo sè stessi, ma si riflette sul comportamento totale della società (piccola o grande) dove egli vive. La via dell'etanoloMonday, 5 March 2007
Se lo dice Bush che l'etanolo salverà il mondo possiamo pur crederci. Ma cosa ci salverà da Bush? Qualche informazione. In campo energetico, il bioetanolo può essere utilizzato direttamente come componente per benzine o per la preparazione dell'ETBE (EtilTerButilEtere), un derivato alto-ottanico alternativo all'MTBE (MetilTerButilEtere). La Battaglia per l'AmbienteThursday, 15 February 2007Ringraziamo "fsck" per la notizia data. Oggi su Il Giornale compare l'ennesimo articolo di Franco Battaglia dove afferma - a dirla in breve - che quanto affermano gli ambientalisti sono tutte balle. Ora non abbiamo gli strumenti in mano per discernere in maniera oggettiva il vero dal falso ma ci sembra più una battaglia politica che ambientale nel senso vero del termine. Non dimentichiamoci che Franco Battaglia fu nominato presidente del comitato scientifico dell’Agenzia per la Protezione Ambientale dall'ex ministro dell’ambiente Matteoli. Il Matteoli che a sua stessa ammissione non è che.... Quindi signori qui abbiamo una destra (o simil tale) che vuol mostrarsi poco attenta - ancora una volta - al discorso ambiantale ed una sinistra che diventa monopolista sull'argomento. Insomma il solito teatrino dell'assurdo a testimonianza che l'ambiente è un business. Ne più ne meno. Ma torniamo al nostro battaglia che così intitola un suo articolo sul Corriere della Sera:
Leggiamo i suoi "precedenti" (i titoli sono eloquenti)
...e per chi voglia leggere l'articolo completo vada sul Corriere della Sera on line! Dal Butan Gas al Putin GasSunday, 4 February 2007
Putin pensa a un'Opec del gas con l'Iran: «Idea interessante» Sarà che la Russia, come giura il suo presidente Vladimir Putin, non rappresenta una minaccia per le politiche energetiche dell'Occidente, nonostante il ruolo sempre più ingombrante del campione nazionale Gazprom in Europa. Eppure si fa largo, dopo la proposta dell'Iran ultranazionalista e anti-sionista di Amadinejad, l'idea di un'alleanza tra paesi produttori del nuovo petrolio, il gas naturale. «L'idea di un'Opec del gas - ha commentato Putin durante la sua conferenza stampa annuale al Cremlino - è interessante, ci penseremo su». Mosca non intenderebbe formare un vero e proprio cartello con gli altri esportatori di gas naturale, ma un non meglio definito organismo utile a impostare un'azione coordinata. Esattamente come non è dato di sapere. Intanto il presidente russo ha ordinato alla Transneft, l'agenzia che gestisce gli oleodotti del paese, di ampliare di un milione di barili al giorno la portata del sistema per l'oleodotto del Baltico che arriva al porto di Primorsk. «Questo ci consentirà di tagliare i rischi di transito. L'oledotto dalla Siberia verso Primorsk consente infatti di bypassare la Bielorussia». «Ci accusano di usare le nostre risorse economiche come un'arma politica (si pensi al recente braccio di ferro con Ucraina e Bielorussia, ndr) per raggiungere i nostri obiettivi di politica estera. Ma non è la verità. Intendiamo garantire regolari flussi di energia ai paesi consumatori», ha ribadito il presidente russo sottolineando che Mosca non intende andare contro il proprio interesse nazionale pur di compiacere la comunità internazionale. Nel marzo scorso i due big russi Gazprom e Lukoil si sono garantiti un accesso esclusivo ad alcuni grandi giacimenti di petrolio e di gas algerino, in cambio della cancellazione di 4,7 miliardi di debiti e dell'acquisto da parte di Algeri di 7,5 miliardi di dollari di armi russe. Algeri è il secondo fornitore di gas dell'Europa, dietro alla Russia. Inoltre Mosca e Teheran hanno avviato una serie di accordi per un maggior coordinamento tra i due paesi nella produzione di gas. La Russia detiene il 30% delle riserve mondiali di gas e l'Iran segue al secondo posto. Putin ha poi fatto un punto della situazione economica generale e ha ricordato che il prodotto interno lordo nel 2006 ha superato i mille miliardi di dollari. Certo, «c'è ancora molto da fare», perché la Russia è ancora all'82% del livello che aveva raggiunto nel 1990. «Il 2006 - ha detto Putin - è stato un anno di transizione dalla politica dell'accumulazione e della stabilizzazione a quella dello sviluppo». Putin ha poi assicurato che la Russia continuerà a perseguire l'obiettivo di ridurre l'inflazione al 4-5% nel 2008-09 (dall'attuale 9%) e ha aggiunto che i prezzi al consumo sono passati dal 36,5% del 1999 all'attuale 9%. Inoltre ha stimato al 6,7-6,9% la crescita del Pil nel 2006. Sul versante sociale il presidente non si è risparmiato una digressione in materia di sesso. Non è una questione di gusti, ha spiegato, ma gay e lesbiche rappresentano un problema «demografico» per la Russia dove il tasso di natalità è in continua diminuzione. Quanto alle presidenziali del 2008, Putin - che non si potrà ripresentare se la Costituzione resterà tale e quale, ovvero sussistendo l'impossibilità di un terzo mandato consecuticvo - ha comunqueprecisato che non lascerà la politica e ha affermato: «Non ci saranno eredi designati, solo candidati. E decideranno gli elettori». Il nome del candidato vicino a Putin sarà reso noto soltanto a campagna elettorale avviata, ma i nomi più ricorrenti al momento sono quelli del vice-primo ministro nonché presidente del board di Gazprom, Dimitri Medvedev, e del monistro della Difesa, Sergei Ivanov. In materia di politica estera Putin ha criticato gli Stati Uniti circa la necessità di basi polacche e ceche contro la possibile minaccia iraniana, definita «priva di fondamento». Tuttavia tali basi «non avranno alcuna ricaduta sulle armi di nuova tecnologia russe». Nel settore degli armamenti, «La Russia sta esportando moltissimo, e ha intenzione di aumentare. Le sanzioni americane contro alcune nostre compagnie sono una scorrettezza dal punto di vista della concorrenza», ha aggiunto. [ Fonte: Il Sole 24 Ore ] Stop alla pena di morte (per risparmiare energia...)Thursday, 1 February 2007
L'ultima volta che hanno acceso la luce al Colosseo per testimoniare contro la pena di morte è stato giusto lo scorso gennaio. Considerando che secondo i dati di Amnesty Int'l solo nel 2005 "almeno 2.148 prigionieri sono stati messi a morte" se prende piede questo show quanta corrente andrete a sprecare? E non crediate pusillanimi che questo spreco verrebbe controbilanciato con altrettanti spegnimenti per protestare contro il clima (?!) perchè di queste minchiate internazionali se ne tengono molte di meno dell'esecuzioni capitali. Quindi chiediamo a gran voce di abbattere le mucche al metano e di non abbattere i rei di omicidio. Per il futuro del Mondo, obviously... "Il mondo al buio per cinque minuti"
E' accaduto per cinque minuti, dalle 19,55 alle 20. Per testimoniare l'impegno a favore dello sviluppo ecosostenibile e della salvaguardia del pianeta. [ Fonte: Repubblica ] Eolo e gli ecologisti italiani (da Carlo Ripa di Meana a Pecoraro Scanio)Friday, 12 January 2007Dal sito dei Verdi: Fanalino di coda Italia al palo sulle rinnovabili. Il Wwf anticipa il rapporto Ue. Francescato: "Pesante eredità della Cdl, svolta grazie ai Verdi" Sulle energie rinnovabili, l'Italia è l'ultima d'Europa”. E' quanto sostiene una anticipazione, fornita dal Wwf, del rapporto sulle rinnovabili che sarà presentato domani a Bruxelles, nell'ambito del piano su energia e ambiente, dal presidente della commissione Ue Barroso. Dal 1997 ad oggi in Italia il contributo delle energie rinnovabili è infatti diminuito, rivela l’associazione, passando dal 16% del 1997 al 15,3% di oggi. La parte del leone tra le rinnovabili la fa il grande idroelettrico, mentre fotovoltaico ed eolico sono ancora molto indietro. L'Italia è quindi tra i paesi maggiormente lontani dagli obiettivi fissati a livello nazionale ed europeo. "Cinque anni di governo della Cdl hanno assestato un colpo molto duro all'innovazione delle politiche energetiche italiane", ha commentato l’anticipazione Grazia Francescato, deputata dei Verdi, "tuttavia - prosegue - proprio grazie all'attività del ministero dell'Ambiente e dei Verdi c'è stata un'importante inversione di rotta”.
Ed ora leggiamo un estratto dell'articolo apparso su Panorama questa settimana Venti di guerra e di quattrini Molti comuni ricevono offerte sostanziose per installare le | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||