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Marcegaglia; da Anonima Ombra a MontezemolaFriday, 14 March 2008
Con un consenso del 99% la signora Emma Marcegaglia (in foto) è divenuta da ieri la "prima donna" dell'italica industria. Donna in carriera, bella, brava, ricca, onesta, dura, materna ecc. e chi più ne ha più ne metta! L'elezione dell'imprenditrice mantovana è avvenuta con un plebiscito che lo stesso Montezemolo ha definito "bulgaro" , come nella migliore tradizione delle dinastie sovietiche. Con un corollario di giornalisti d'ogni sponda, proni nel descrivere le mirabolanti qualità di questo personaggio decisamente sconosciuto ai più. Ma qui non siamo ai tempi dell'URSS che fu, ne tantomeno nella Corea del Nord. Montezemolo non è Fidel Castro e certo la sua erede non può essere paragonata a Raul "fratello di...". I metodi però sono stati quelli. Sembra paradossale, ma propio chi tanto predica i dieci comandamenti del libero mercato (dal suo Sinai personale), ha dimostrato la determinazione più assoluta nel voler mantenere il controllo su Confindustria, in modo oligarchico e subdolo. Dopo aver sterilizzato ogni dissenso interno a Confindustria verso la sua figura,negli anni del suo regno,Montezemolo ha spinto la candidatura Marcegaglia talmente forte che a nessuno è passata per la testa l'idea di contrastare questa "continuità dinamica" con tacchi a spillo e sorriso da oca giuliva. Non sta certo a noi giudicare l'imprenditrice Marcegaglia per le sue qualità professionali, quello che c'insospettisce è che improvvisamente una "signora nessuno" sia balzata al rango d'erede al trono del nostro "caro" Montezemolo, senza che si alzasse un segno di dissenso, o una candidatura antagonista. Abbiamo l'impressione che la neo Presidente degl'industriali nostrani sarà una sorta di "Montezemola", un clone di bella presenza ma che dipenderà TOTALMENTE dai saggi consigli del divo Luca Cordero.
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Last modified on 25-05-2008 11:14
Io chiedo un risarcimento a te, tu lo chiedi a me...Saturday, 8 December 2007
Cari reali, non svegliate can che dorme! «Nessuno parla di cattiveria nei loro confronti, ma di problemi irrisolti», afferma il medico palestinese Ilan Brauner, che ha chiesto di portare in tribunale Vittorio Emanuele e il figlio Emanuele Filiberto per danni morali in quanto eredi del re Vittorio Emanuele III che nel 1938 firmò le leggi razziali. Stiamo esaminando, attraverso la Prefettura, tutti gli elenchi degli ebrei che risiedono in Italia e all'estero per chiedere i danni per gli eventi che a partire dal '38 hanno portato al genocidio del '44-'45 con un'azione legate collettiva». Parole Sante!Tuesday, 28 August 2007
“Era (Anna Politovskaja n.d.a.) più conosciuta all’estero, in Russia non era certo nota…”Vladimir Putin, Presidente della Federazione Russa 7 Ottobre 2006 Riprendiamo, e condividiamo, le uniche parole sensate pronunciate durante tutto il “caso” della giornalista, uccisa l’anno scorso, Anna Politovskaja, e ritornato in auge in questi giorni, con un clamore mediatico veramente curioso. Qualche immaginoso giornalista italiota s’è spinto addirittura a definirla “dissidente”, come se in Russia ci fosse ancora Stalin, che nei dintorni dei centri (a)sociali nostrani rimpiangono, anzi ché un presidente eletto (con una maggioranza schiacciante e regolare), un parlamento sovrano (dove la maggior parte dei partiti presenti fanno gli interessi della Russia). Risulta poi incredibile che su “La Stampa” di oggi, compaiano simultaneamente (pag n.
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Menzogne su menzogneThursday, 7 June 2007
Postiamo l'articolo comparso ieri sul Times relativamente a Wewelsburg e come sempre ricco di inesattezze o meglio di menzogne e scritto da un perfetto sconosciuto che perfettamente si allinea con certi parametri definiti dagli studi di fisiognomica.
La parte più interessante è relativa alle inesistenti 1.285 ( o forse più ) morti che si sarebbero verificate a Wewelsburg. Ovviamente abbiamo scritto per avere spiegazione e ribattendo secondo le prove documentali...dubitiamo che avremo risposta. Per chi non voglia abbeverarsi dalla fonte della storia contraffatta suggeriamo: La Fortezza di Heinrich Himmler Il centro ideologico di weltanschauung delle SS Edito da Thule Itala
Continua a leggere "Menzogne su menzogne" India; un “miracolo” chiamato MagarpattaSunday, 3 June 2007 Cos’è Magarpatta?
Un sobborgo periferico della città indiana di Pune (Stato del Maharashtra), dove fino ad una ventina d’anni fa c’erano le piantagioni di canna da zucchero; mentre oggi è in fase d’ultimazione un centro residenziale di prim’ordine, che ospiterà la nuova “middle class” locale.
I numeri di Magarpatta:
160 ettari; è la superficie del nuovo centro residenziale/economico. ¼ dell’area è riservata a parco. 7,5 km è la lunghezza del muro che recinta il sobborgo. 7000 sono le famiglie che andranno ad abitarvi a lavori ultimati. 65000 sono i posti di lavoro che saranno disponibili negli uffici delle aziende che avranno sede in questo quartiere a lavori ultimati.
Cosa c’è di “strano”?
A costruire questo quartiere non è stato un grande gruppo immobiliare, ma gli ex piantatori di canna da zucchero che, abbandonata l’agricoltura, hanno preferito consorziare i loro terreni e ripensarsi come una comunità d’imprenditori edili. 120 famiglie, di cui il 30% con lo stesso cognome, hanno fatto un piccolo miracolo d’ingegneria sociale, resistendo alle lusinghe delle poche rupie offerte dai grandi speculatori edili, con annessa ricaduta nella miseria, e raggiungendo così un’ascesa economica per tutta la loro comunità, fattore che in India sta diventando molto comune quale modello di sviluppo.
Il fondatore di questo “miracolo”, Satish Magar, spiega in oltre, l’importanza fondamentale che a Pune fossero presenti infrastrutture scolastiche professionali pubbliche capaci di traghettare questa comunità, nel giro di pochi decenni, dai campi ai cantieri. “…un modello senza precedenti, ma ciò non vuol dire che non sia replicabile”.
Capito? Mentre nella nostra civilizzata Italia ci si azzuffa tra vicini di casa per un posto auto, queste persone, che molti continuano a considerare dei “bisognosi” d’elemosine, hanno ancora quel sano senso tradizionale del clan, che gli ha fatto comprendere il valore vincente dell’azione comunitaria.
Notizia liberamente tratta da “Il Sole 24 Ore” del 26 Maggio 2007
Per vedere Magarpatta www.magarpattacity.com
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Sai Che c'è di nuovo?Wednesday, 30 May 2007
CHE GUEVARA. Il rivoluzionario ignorante e moralista «Vi sono innumerevoli forme di oppressione, alcune più sottili delle altre, talvolta abbellite dal richiamo alla giustìzia sociale, talaltra mascherate dalla scusa della sicurezza. Per questo, riconoscere e denunciare il subdolo meccanismo psicologico per mezzo del quale i nemici della libertà cercano di indurci ad accettare una servitù volontaria è uno dei compiti più urgenti del nostro tempo». Così scrive Alvaro Vargas Uosa nell'introduzione de "Il mito Che Guevara e il futuro della libertà" (Lindau, pp. 112, euro 12). Nel resto del libro, l'autore si dedica a questo compito demolendo Ernesto Che Guevara, l'icona alla quale si richiamano movimenti più o meno rivoluzionari e, almeno in America Latina, uomini politici di primo piano come il venezuelano Hugo Chàvez. Oltre, naturalmente, a Fidel Castro.
Caldo Polare!!Tuesday, 29 May 2007Alaska, lo "strano" caso del villaggio che si sta "scongelando" A causa dell'effetto serra e del progressivo, ma inesorabile, arretramento dei ghiacci polari, ecco che cominciano i primi problemini di natura logistica; che forse saranno una costante per tutto il XXI secolo in queste regioni. A Newtok, sul Mare di Bering, il permafrost (suolo perennemente ghiacciato) si sta squagliando come "neve al sole". Ciò sta creando non pochi disagi agli indigeni locali, una etnia pre-colombiana di ex pescatori/cacciatori nomadi, che si ritrovano immersi fino alle caviglie in una melma in costante disgregazione, e con l'impetuoso avanzamento delle acque or mai "calde" del mare prospicente l'Alaska. Il risultato è che il villaggio sta anch'esso sprofondando in mare; e gli esperti stanno calcolando che nell'arco di un decennio tutta la zona intorno a Newtok sarà "storia antica". Le operazioni per sfollare i 315 residenti costerrebbero all'amministrazione Bush 413 mila dollari a indigeno. Ma, a quanto pare, nessuno muoverà un dito...A meno che Bin Laden non decida di farsi vivo da quelle parti, per giocare a nascondino con i "buoni" del film.
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Il Pi greco e' solo un numero? (Prima parte)Friday, 11 May 2007Il mondo è stato creato con delle frasi, composte di parole, formate da lettere. Dietro queste ultime sono nascosti numeri, rappresentazione di una struttura, di una costruzione ove appaiono senza dubbio degli altri mondi ed io voglio analizzarli e capirli perché l'importante non è questo e quel fenomeno ma il nucleo, la vera essenza dell'universo. - (Albert Einstein) È risaputo che 3,14, che indichiamo con il Pi greco (p ) non é che l'inizio di un numero che non ha fine ed anche dopo aver calcolato il primo milione di cifre dopo la virgola, bisogna continuare a calcolare le seguenti per conoscerle in quanto non hanno periodicità. I matematici definiscono pi greco come numero trascendente(1): Non ha fine e non è periodico... Trascendente ed infinito sono due degli attributi che si applicano a D-o. Vogliamo contrapporci ai tanti matematici ed uomini di scienza che considerano la matematica e le scienze come materie laiche provando che la Torah e l'ebraismo hanno corrispondenti nel numero p . Il tetragramma ha come valore numerico 26, prendiamo quindi le prime 26 cifre del numero chiamato p : 31415926535897932384626433 Troviamo il numero 26 per 2 volte alla distanza di 13 cifre, corrispondenti ai tredici attributi di fede. Cerchiamo ora di trovare un collegamento tra il Pi greco e alcuni dei personaggi piu' importanti della storia ebraica: iniziamo da Avraham... Immagine di Abramo
Mosheh = 345 314 + 31 = 345 31415926535897932384626433 David = 14 3+1+4+1+5 = 14 31415926535897932384626433 La prima parola della Torah, Bereshit - in principio, è composta da 6 lettere e le tre finali hanno come equivalente numerico 314 infatti: Shin è la 21 lettera dell'alfabeto 2+1= 3 Yud è la 10 lettera dell'alfabeto 1+0= 1 Tav è la 22 lettera dell'alfabeto 2+2= 4 Secondo la Ghematriah la prima parola del primo verso della Torah, ha valore numerico 913 e l'ultima Eretz ha valore 291 Se dividiamo 913 per 291 abbiamo, arrotondando, il valore 3.14 La prima parola del verso rappresenta una circonferenza, l'ultima il diametro e il loro rapporto è proprio p . Sommiamo le prime 116 cifre del p (116 è, letto da destra verso sinistra, 611, il valore numerico della parola Torah) 3141592653589793238462643383279502884197169399375105820974 La loro somma è: 541= Israel Noi siamo fatti ad immagine e somiglianza di D-o, che ci accompagna in ogni momento della vita, dalla nascita alla morte, da quando ci alziamo a quando andiamo a dormire. Come il numero Pi greco , apparentemente lontano dagli insegnamenti ebraici è in realtà strettamente legato alla Torah, così dalla creazione del mondo ai patriarchi, dall'uscita dall'Egitto al dono della Torah stessa, dal consolidamento del regno di David all'epoca messianica, tutta la nostra storia è, e sarà accompagnata, da un occhio che vede, un orecchio che ascolta ed un libro che registra ogni azione. In questo contesto, che valore possiamo dare al p se non quel trascendente che ci caratterizza e che ci pone come popolo di esempio del collegamento che riconduce tutto all'unità? E come possiamo noi essere di esempio? In qualsiasi momento dobbiamo ricordare cosa abbiamo su di noi. La Kippah serve a mantenere vigile l'attenzione di ognuno sul proprio comportamento: forse, portandola sempre in testa, potremo sentire la responsabilità ed impegnarci a costruire un mondo migliore. [ Fonte: Joram.it ] Dall'Egitto al Femminismo...Friday, 11 May 2007
Era «in carriera» la donna dell’antico Egitto Ma com’era la situazione femminile in Egitto? La indaga la bella mostra «Nefer» aperta a Torino a Palazzo Cavour fino al 1° luglio (catalogo Federico Motta Editore). La rassegna proviene da Milano dove in due mesi ha avuto cinquantamila spettatori, ma nel capoluogo piemontese si è arricchita di un centinaio di reperti inediti, che provengono dalle raccolte torinesi del Museo delle Antichità Egizie. Per la prima volta esposti al pubblico, una ventina di rarissimi sarcofagi illustreranno, insieme a sculture, oggetti della vita quotidiana e gioielli, il tema della posizione della donna nell’antica società egizia. Qual era la sua sua personalità giuridica, quali i diritti di cui godeva, se e in che misura aveva una indipendenza economica. Ne risulta che, per lo meno nelle classi elevate, la donna dell’antico Egitto - regina, sacerdotessa, moglie e madre - era una donna molto più emancipata di quanto non fosse nelle altre società coeve. Poteva essere proprietaria di beni e di terre di cui disponeva a suo piacimento, esercitava anche funzioni politiche. Colta, «in carriera, ma anche ricca di fascino». Il canone della bellezza femminile egizia ci indica una donna snella, minuta, dai seni rotondi e piccoli, ma dai fianchi ampi. Un trucco raffinato e l’uso di squisiti gioielli ne accentuava la femminilità. [ Fonte: Il Giornale ] Purtroppo anche la Storia viene subordinata alle nostre menti distorte da XXI secolo affrontando improbabili paragoni e cercando di attirare il pubblico come imbonitori da circo. Rispetto. E 'a luna rossa mme parla 'e teThursday, 10 May 2007
Quasi quarant'anni fa si vide Armstrong che alle 4 e 57 ore italiane scese per primo sul nostro satellite, quasi come fosse un film .... Oggi la NASA ha annunciato la preparazione per il 2020 della prossima missione sulla Luna con lo spot "To the Moon and beyond". Insomma tredici anni per preparare una missione che quarant'anni fa è stata una...passeggiata sTallinSaturday, 28 April 2007
Tallinn, 28 apr. - (Adnkronos/Dpa) - E' di 74 feriti e 600 fermi il bilancio dei nuovi scontri tra polizia e manifestanti della minoranza russa scoppiati nella notte a Tallin, capitale dell'Estonia, in seguito alla rimozione del monumento dedicato all'Armata Rossa, trasportato ieri in un luogo segreto. Lo riferisce la polizia della piccola repubblica Baltica. Come si vede siamo ancora ben lontani dalla presa di coscienza totale dei crimini perpetrati dall'Armata Rossa prima, durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale. Mentre i popoli Baltici timidamente ma non troppo, sicuramente in modo più radicale che in europa occidente, riconoscono il forte ruolo giocato dallo schieramento dell'Asse di presa di coscienza nazionale di popoli che hanno conosciuto autodeterminazione solo con l' occupazione tedesca (eh si, perchè l'Estonia conquista per la prima volta l'indipendenza politica in quel periodo) e se la rimozione di questo monumento segue all'inaugurazione due anni fa del monumento ai volontari Estoni Waffen SS un motivo i Baltici ce lo dovranno pur avere. L'occidente, l'Italia per prima, dovrebbe imparare dai paesi in cui le GUERRE CIVILI sono ricordate come tragedie e non come "liberazioni", da paesi in cui la Storia viene raccontata per quello che è e non come propaganda politica basata sui vari "anti". Fate un giro nei siti di storia musicale della Lettonia: insieme ai canti popolari, quelli partigiani antitedeschi vi trovate nell'ordine alfabetico anche quelli di chi "stava dall'altra parte", come si dice qui da noi con la presunzione culturale di chi scrive la storia. Ma parliamo di un paese in cui i reduci waffen SS (i combattenti del fronte) sfilano con le proprie insegne, ricordano tranquillamente i propri caduti in pubblico senza che i media imbastiscano nuovi processi di Norimberga, e richiedono le pensioni negate dal governo! Senza che scattino leggi liberticide. Paesi, e quindi Popoli, che hanno in breve raggiunto una maturazione nel considerare la propria storia, e questo per due motivi:1) Hanno subito tutte le conseguenze più tragiche dei "liberatori" sia prima che dopo la presenza tedesca. 2) Chi ai tempi combatteva sparando alle spalle, con attentati terroristici,è stato preso per quello che era, ossia non ha costituito quella casta dirigente frustrata della cultura di cui gli ultimi relitti trovano i loro rappresentanti in certi Giorgio Bocca. Anzi, son finiti spesso per ricredersi e a combattere l'Armata Rossa e morire sul campo, o nel campo di lavoro in Siberia. Il Parlamento Europeo è molto impegnato a condannare l'omofobia e quindi non ha tempo per condannare moralmente qualunque imparzialità storica, che si traduce nel cancellare le coscienze dei popoli...ma quasi dimenticavo che questa è l'Europa nata a Yalta!
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All' ultima porchettaMonday, 23 April 2007
La guerra delle fraschette A proposito dei problemi di vivibilità ad Ariccia e le esigenze dei fraschettari Perica indica la strada "del tavolo di confronto". Magari davanti a un bel fiasco di vino dei castelli e una bella porchetta, così si ha ben l' idea di cosa si parla... Considerando poi il ritmo dei lavori in Italia, le fraschette nel frattempo rischiano di scomparire. Intanto passiamo il consiglio del vate: «Se tu tronchi
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RevisionismoSunday, 22 April 2007
[ Fonte: Il Giornale ] Divagazioni sul temaWednesday, 18 April 2007
Secondo i ricercatori si trattava di una pratica precedente la civiltà atzeca
LACRIME E SANGUE - A essere prescelti per il sacrificio erano i bambini che piangevano troppo, cosa che veniva considerata un "segno" di gradimento del dio Tlaloc: il dio della pioggia voleva le lacrime. I preti arrivati dopo la conquista spagnola nel 1521 hanno riferito che gli Aztechi sacrificavano bambini e gli archeologi hanno trovato i resti di bambini vittime degli Aztechi. I Toltec si ritiene che abbiano dominato il Messico centrale tra il decimo e il dodicesimo secolo, prima della supremazia azteca. [ Fonte: Corriere della Sera ] La scelta del termine SGOZZATI oppure DISSANGUATI A MORTE non sono casuali. Vogliono colpire il lettore e suscitare in esso nessuna comprensione degli antichi riti ma un senso di stupore, disgusto e altri reazioni di pancia. Ma crediamo - o speriamo - che di fronte alle cronache odierne che coinvolgono neonati il lettore sappia verso quale epoca rivolgere la sua commiserazione. Meglio Evola o...un Nero d'Avola?Friday, 30 March 2007
STORIA Un saggio di Gianni Scipione Rossi denuncia le contraddizioni del teorico fascista [ Fonte: Corriere della Sera ] Giornalismo Ingrato...Wednesday, 28 March 2007
Passata in 24 ore dalle stelle alle stalle, Federica Pellegrini, Martedì 27, era stata "alzata sugli scudi" dai media italioti, per la splendida semi finale da record. Oggi, gli stessi media, hanno pensato bene di scaricarla dagli allori, causa il terzo posto conquistato, comunque, con merito e determinazione. Nessuno dei giornalisti, che ieri si erano "ricordati" dei mondiali acquatici di Melbourne, si sono degnati di "sprecare" parole d'elogio per una giovene atleta che, molto più di tanti "palloni gonfiati", rende onore allo sport italiano. GRAZIE FEDERICA! Continua a leggere "Giornalismo Ingrato..."
Scritto da Druido
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Le velineMonday, 26 March 2007
Nel giugno del 1935, si svolgeva a Parigi il congresso «Per la difesa della cultura» contro la barbarie totalitaria nazista e fascista, che registrava la partecipazione attiva di numerosi intellettuali europei delle più varie tendenze politiche. L’evento, che oggi è possibile ricostruire nel dettaglio grazie al volume curato da Sandra Teroni e Wolfang Klein (Pour la défense de la culture. Les textes du Congrès international des écrivains, Paris, 1935, Presses Universitaires de Dijon, pp. 666, euro 40), fu gestito dagli organizzatori in modo da trasformare la mobilitazione intellettuale contro le dittature di Hitler e Mussolini in una acritica apologia dell’ideologia marxista e del ruolo egemonico dell’Urss nella lotta contro i fascismi europei. Irving perde il pelo ma non...Saturday, 24 March 2007
Avevamo e ho difeso il diritto, per chiunque, di esprimere le proprie idee: anche quelle dei «negazionisti», cioè gli storici che - come David Irving - negano lo sterminio degli ebrei nelle camere a gas. [ Fonte: Il Giornale ] Le "balle" del drago?Friday, 23 March 2007
Quei compagni divorati dal drago sovietico Sognavano la rivoluzione, ma nel Paese di Lenin e Stalin trovarono umiliazioni, prigionia e, il più delle volte, morte. Una generazione di antifascisti slittò sull’asfalto dell’ideologia, finì tra le fauci del drago sovietico e ne fu divorata. Centinaia di nomi e di storie dal copione ossessivamente uguale: la fuga dall’Italia, l’arrivo a Mosca col cuore gonfio di orgoglio e di belle speranze, la disillusione, il gulag, spesso in situazioni ambientali disumane, la fine fra atroci tormenti. Socialisti, comunisti, anarchici e, più in generale, chi ebbe la sventura di trovarsi in Urss, soprattutto nel periodo del Grande terrore, fra il 1937 e il 1938. Fu una strage, silenziosa e a lungo rimossa. Assai peggio di quanto accadde nelle galere fasciste. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||