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Folgorato sulla via della...RivoluzioneWednesday, 26 November 2008
VATICANO: GRAMSCI TROVO' LA FEDE PRIMA DI MORIRE 1937-2008: non siamo ancora sicuri di dove sia andata a finire l''anima' di Gramsci. Soulhunters (si potrà dire?) in azione. Su mortu mortuFriday, 31 October 2008
Proponiamo quest'articolo sulla crociata anti-Halloween condotta da Cacciari ed apparso oggi sul Corriere della Sera. Se lo spirito di fondo del Cacciari può essere di certo condiviso - ovvero la commercializzazione della festività - non si può negare che lo stesso si perde in affermazioni che denotano una scarsa conoscenza delle "nostre" radici che in alcuni casi sono ancora evidenti e mostranti come non si debba peccare di superficialità quando si parla di origini. Ben venga quindi il Carnevale del '400 a Venezia ma esistono anche feste come Is Animeddas in alcune località della Sardegna che occorre conoscere quando si vuole e se si vuole parlare di retaggi. Per intanto - nello specifico del Veneto - consigliamo le seguenti letture: Giulia Fogolari, I veneti, in AA.VV., --- Cacciari e la crociata anti-Halloween Perché no a Halloween, professor Cacciari? «Semplicemente perché non possiede alcun collegamento con la cultura italiana, con le vere feste delle nostre radici. Certo, mi sembra che la potenzamediatica americana riesca a imporre benissimo nel resto del mondo anche un appuntamento come Halloween. Viene da dire: è la globalizzazione, amico mio. Ma noi possiamo ribattere: l’Italia è la patria di una meravigliosa tradizione come il Carnevale. Venezia dal ’400 vanta il più straordinario appuntamento carnevalesco dell’intera Europa, imitato con fatica in tutto il mondo. E quindi possiamo permetterci il lusso di dire no a Halloween, nella nostra città non si festeggia, grazie mille... ». Il filosofo sindaco di Venezia se la prende anche con altre festività da calendario: «Halloween alla fine è una delle tante feste finte, fintissime, inventate a puri scopi commerciali. Basta guardare le vetrine piene di oggetti tutti uguali per Halloween. Mi viene in mente la festa della mamma, del papà, dei nonni, e chi più ne ha più ne metta. Roba che fino a qualche decennio fa non esisteva ed è stata imposta artificialmente solo per far soldi». Cosa non le piace, a parte l’aspetto commerciale, della festa delle Streghe? «L’aspetto tenebroso, demoniaco, mortuario, quasi di decomposizione... Qui c’è il teschio, non il puer aeternus, allegro e sorridente, che è il simbolo del Carnevale». Cacciari ammette che se comincia a parlare di Carnevale non la smette più: «La festa affonda le sue radici addirittura in un’era pre-romana. Il suo significato è legato al cambio dell’anno, alla trasgressione nel senso più puro del termine, cioè del procedere verso il nuovo.... Lì è tutta la sua bellezza. Persino la parola è di origine incerta. Forse è Carme-Vale, addio alla carne per la Quaresima. O potrebbe essere Carro-navale, perché nell’antica Roma Iside si presentava a bordo di un mezzo del genere». Ovopedia?Monday, 1 September 2008
Vi riferiamo in questo nostro la notizia di un progetto iper segreto: la nascita di Ovopedia. Si tratta di una sorta di enciclopedia in forma di filmati curata da eminenti (!) storici. Se volete saperne di più riportiamo uno stralcio di quanto pubblicato dall'Espresso questa settimana in edicola. Gli uffici dove gli uomini di Silvio Berlusconi provano a riscrivere la storia sono in via Marroncelli, in un cortile della vecchia Milano. Qui ormai da un anno lavorano a pieno ritmo e nel segreto quasi assoluto una quarantina di persone. Sono i dipendenti e i collaboratori di Ovo, una srl partecipata al 47 per cento da Trefinace, una società lussemburghese che fa capo alla Fininvest. Ovo ha un obiettivo, anzi una missione, creare Ovopedia la prima enciclopedia in videoclip del mondo: un'opera colossale da migliaia e migliaia di voci che tra qualche mese entrerà nelle case degli italiani via satellite, e forse sul digitale terrestre, e sul Web. Responsabile del progetto, molto apprezzato dall'ideatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri, è un ragazzo simpatico e carino di 35 anni: l'ex vj Andrea Pezzi che presiede la società e la controlla al 53 per cento attraverso Nova Fronda, un'altra srl il cui nome si richiama direttamente al singolare credo psico-filosofico di Antonio Meneghetti, un ex frate francescano dal burrascoso passato giudiziario che negli anni '70 ha fondato l'ontopsicologia, una disciplina che ha come scopo la "formazione del leader, inteso come intuizione attiva di soluzioni per il collettivo". Nel febbraio del 1998 l'Associazione di Ontopsicologia si è guadagnata quasi una pagina in un corposo rapporto del ministero dell'Interno su "sette religiose e i nuovi movimenti magici in Italia". Ma all'ex frate sentir dipingere la propria organizzazione come una psicosetta nella quale "verrebbero attuate metodologie dirette a modificare il carattere e la personalità dell'adepto, al punto di ottenere il totale condizionamento e devozione nei confronti del fondatore", proprio non andava giù. Così Meneghetti ha intentato causa al Viminale ed è riuscito a ottenere un risarcimento civile per danni d'immagine di alcune decine di milioni di lire. Setta o non setta, resta il fatto che Meneghetti, considerato da Pezzi "un uomo straordinario e quasi magico", propaganda teorie storico-politiche sconcertanti (vedi articolo a pag. 48). Dichiaratamente filo russo e anti americano, nei suoi scritti e nelle sue conferenze l'ex frate sostiene la necessità di "relativizzare l'olocausto ebraico", perché "bisogna ricordare che gli ebrei non sono l'unico popolo che ha sofferto e pagato". "Io ho visto", spiega, "alcuni ebrei, ma anche molti italiani, molti tedeschi, molti russi e molti austriaci, morire. Ognuno ha perso, la guerra è bestiale. Tutti abbiamo perso, tutti siamo stati cattivi, tutti siamo stati partigiani". Così Adolf Hitler, ma pure Josif Stalin, secondo Meneghetti, vanno studiati dal punto di vista del loro essere interiore, senza mai dimenticare che "la realtà è come una partita di scacchi, in cui il vicitore fa le leggi, scrive la storia e definisce la morale". "Se avessimo potuto indagare l'obiettiva motivazione interna di un leader", dice Meneghetti, "con sorpresa di molti si sarebbe notato che le fonti culturali di un Hitler sono nella dottrina dei Dalai Lama del Tibet. Lì sono i fondamenti ispirativi che giustificano il suo modo di fare, che sostanzialmente non era un voler occupare gli altri, ma voler purificare e salvare il mondo". Simili teorie hanno una ricaduta diretta sulla linea editoriale di Ovo. Nella sezione dedicata 'All'ascesa del nazismo', accanto a un montaggio incalzante tipico dei video musicali, accompagnato da una colonna sonora decisamente furba e coivolgente, la storia della presa del potere da parte delle croci uncinate è presentata senza indugiare in alcun tipo di giudizio storico, etico o morale. Hitler diventa così solo un leader dal fortissimo "carisma personale e dalle straordinarie virtù di oratore", mentre la questione del 'Mein Kampf', ovvero della Bibbia del nazismo, viene liquidata senza far cenno al razzismo e limitandosi a dire che nella sua opera il Führer "afferma che l'attuale declino della Germania dipende da un complotto dei comunisti e degli ebrei volto a seminare discordia e indebolire l'economia del paese". È un po' quello che sostiene Meneghetti riferendosi all'Italia. Già nel 1997, l'ex frate scriveva: "Gli Stati Uniti - con l'appoggio del denaro ebraico (la stampa, ndr) - attraverso la 'demonizzazione' del leader hanno determinato il frammentarismo del potere del leader naturale della nostra nazione". E poi continuava dicendo che, se papa Wojtyla "va a pregare nella Sinagoga, ciò succede perché gli ebrei hanno aiutato una situazione bancaria (i debiti dello Ior, ndr)". Insomma, viste le posizioni del 'professore', non stupisce che Hitler, stando a quanto riferiscono una serie di fonti interne a Ovo, nella biografia a lui dedicata secondo i vertici della società dovesse essere definito "un personaggio controverso", ovvero con la stessa frase che chiude il video su Stalin. Anche in questo caso viene messa in evidenza "la forza d'animo" del dittatore comunista e dopo un passaggio sui milioni di morti da lui causati "per mantenere l'ordine", la clip si conclude con queste parole: "Figura controversa del '900, l'uomo d'acciaio lascia dietro di sé un impero". SUVvia!Thursday, 8 May 2008
Una monovolume sette posti, lunga più di cinque metri, che pesa due tonnellate e che ha un possente motore 2800? Adatta ai neopatentati. Una Smart di 2,7 metri, di 750 kg e spinta da un microscopico 3 cilindri di 1000 cc? Vietata. Sembra uno scherzo ma è quello che stabilisce la nuova legge sui neofiti del volante che dal prossimo primo luglio getterà definitivamente nel ridicolo la nostra legislazione in tema di mobilità. Il caso maxi monovolume-Smart, infatti, non è l'unico "bug" della normativa ma solo un piccolo esempio: c'è la nuova Fiat 500 vietata in qualsiasi versione e con qualsiasi motore, mentre il vecchio modello (privo di airbag, abs e cinture di sicurezza) è giudicato adatto. C'è la piccola Citroen C1 a benzina (con le sue gemelle Toyota Aygo e Peugeot 107) vietata. E ci sono tantissime altre piccole, dalla Matiz 1000 a tutte le Mini completamente off limits. In compenso l'elenco delle auto "possibili" comprende colossi di fuoristrada come la Nissan Patrol, la Land Rover Defender o la Mitsubishi Pajero 3200. Fino ad arrivare a macchine del valore di 40 mila euro. Una follia, insomma, che deriva dalla puerile semplificazione di vietare per un anno tutte le auto con una potenza specifica (riferita alla tara) di 50 kW per tonnellata.
Scritto da Nero per Caso
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Last modified on 08-05-2008 23:22
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