Iniziano a scaldarsi i funamboli-opinionisti-servi-del-regime per spiegarci il dato emergente sull'astensione...
Corbetta: "L'astensione non è un'anomalia italiana, punirà tutti i partiti in egual misura"
Avrà un effetto «democratico». Colpirà gli schieramenti in egual misura, non penalizzerà nessuno in modo particolare. Sarà questo il risultato dell'aumento dell'astensione secondo Piergiorgio Corbetta, direttore di ricerca dell'Istituto Cattaneo di Bologna.
Professore, deve preoccupare la crescita del numero di persone che scelgono di non scegliere?
«No. Intanto noi, nel quadro dei Paesi democratici, rimaniamo una nazione con il più alto tasso di votanti. Anche se la tendenza è decrescente, non c'è una vera inversione di tendenza. E bisogna mettere in conto l'invecchiamento della popolazione, perché chi è anziano va a votare meno volentieri». Perchè non le condizioni metereologiche?
Quali sono le origini del fenomeno?
«L'astensione ha due orgini: l'apatia e la protesta. Quest'ultima causa è molto più nascosta ma è inferiore al disinteresse. Bisogna sottolineare, inoltre, che negli anni '70 i partiti si mobilitavano. Dc e Pci andavano a tirar fuori di casa i malati, i comunisti avevano l'elenco di tutti i loro simpatizzanti e, se ancora non avevano votato, il lunedì andavano a cercarli. Oggi non è più così». Ovviamente per il nostro so-tutto-io è il disinteresse la causa primaria e non che ci avete lo rotto i...
Stiamo diventando un Paese anomalo, finiremo come negli Usa dove una grossa porzione degli aventi diritto non vota più?
«Non sarei apocalittico. Stiamo solo diventando un Paese normale, senza più Guelfi e Ghibellini, Don Camilli e Pepponi». Magari, ma certi ragionamenti non fanno certo sperare in una direzione verso la normalità, tutt'altro...Insomma il fatto che non vi siano più contrapposizioni porterebbe all'astensione?
A far passare la «voglia» di andare alle urne ha contribuito una campagna elettorale noiosa?
«È possibile. Però conta di più l'impossibilità di eleggere i propri rappresentanti. Con questa legge elettorale non ci sono le preferenze e non c'è neanche la competizione, almeno a livello locale. I candidati non si mobilitano nei quartieri, come avveniva con il "Mattarellum". Si gioca tutto sui grandi leader. Prima migliaia di candidati catturavano consensi sul territorio, c'era una rete parentale e amicale e funzionava così anche sul posto di lavoro». La ricerca della causa è veramente un'opera certosina. Non ci sono i Guelfi, non ci sono le preferenze, non c'è il "Mattarellum" ma attenzione a dire altro, mi raccomando!
E la televisione?
«Quello che si vede in tv passa, scivola via. È molto più efficace una chiaccherata con il vicino di casa. Invece la rete sociale è stata totalmente messa fuori campo dalla nuova legge elettorale e la campagna ai fini dello spostamento dei voti è stata quasi irrilevante».
E il confronto tv che non c'è stato fra Berlusconi e Veltroni?
«Avrebbe avuto in ogni caso un effetto debole sull'elettorato incerto e disinteressato». Sempre disinteressato, notare bene.
Fonte: Il Tempo
...continua con il solito disco. La voce del padrone.