Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Egregio Sig.Veltroni,
la lettera che lei mi ha inviato qualche giorno ritengo sia il più fulgido esempio di bieca campagna elettorale vecchio stile.
Per prima cosa io e lei non ci conosciamo, dunque ritengo inopportuno da parte sua aver usato il tono confidenziale che caratterizza la missiva. Certo, lei è un personaggio noto, uomo politico sicuramente di primo piano, ma questo penso non le da il diritto di rivolgersi a me come se io fossi un suo amico.
Dalle sue parole una persona sembra portata a pensare che lei non abbia mai avuto responsabilità di nessun genere nella vita pubblica di questa nazione. Riga dopo riga leggo tutta una giaculatoria melensa su quanto lei voglia “cambiare” il modo di fare politica, mettendo al centro vaghe parole che, secondo lei, dovrebbero indurmi a preferirla ad altri che, come lei, mi fanno promesse tanto simili quanto fumose.
“Ambiente”, “legalità”, “lavoro”, “pace”, “diritti umani” ecc. tutte belle parole che dovrebbero toccare le corde della mia sensibilità di “giovane”, secondo uno stereotipo che fissa me, e quelli della mia generazione, divisi in due grandi categorie:
“Pirla materialisti”, da una parte, “pirla idealisti” dall'altra.
Per la sua retorica il bersaglio è rappresentato dal giovane/tipo “pirla idealista”.
Quello per intenderci che sa tutto sulla fame nel mondo, ma che non s'azzarda ad aiutare gli anziani del suo quartiere, che marcia a spron battuto per i diritti dei gorilla omosessuali, o per le minoranze etniche della Papuasia, e magari però ritiene “retrogrado” chi,ad esempio come me, vorrebbe difendere l'identità culturale europea.
Le sue parole sono calzanti per quel soggetto evanescente che caratterizza la nostra epoca, il suo tentativo d'accreditarsi quale “nuovo”, rispecchia il vuoto di una cultura politica priva di spessore etico, filosofico, ideologico.
Con la sua lettera non si discosta dal suo più acerrimo concorrente alla massima poltrona dello Stato italico. Lei tenta di “vendere” se stesso, ed il suo prodotto allucinogeno, nel modo più spregiudicato, pur di rosicchiare qualche voto in più, così che i suoi pretoriani possano avere maggiori opportunità per essere “nuovamente” seduti tra i banchi dei palazzi importanti.
“Essere giovani nel 2008 non è facile...”. Che ne sa lei di come sto io? Lei di me ha in mente uno stereotipo, che le serve solo per gettare il suo amo elettorale e vedere se abbocco al momento del voto. Incalza su quanto l'Italia sia culturalmente e professionalmente incapace di valorizzare i suoi talenti, sempre con quella prosopopea da immacolato moralista. Ma lei non è stato uno tra i massimi quadri dirigenti del Partito Comunista Italiano? Lei non ha ricoperto incarichi nella politica nazionale? Lei non è stato fino a ieri il sindaco di Roma!
Francamente Sig.Veltroni non posso che rifiutare la sua missiva, non ritenendomi eticamente mosso da nessuna voglia di costruire “con lei” e con i suoi “giovani coetanei”, compagni di partito, un'Italia “moderna, più serena,veloce e giusta”.
Per me la vostra “buona politica” è come un “Tampax”, quando avrete assorbito abbastanza consensi tornerete a farvi gli affari vostri, tutto il resto sarà gettato nell'immondizia...magari a Napoli.
P.S.
Vorrei sapere chi le ha poi fornito i miei dati anagrafici ed il mio indirizzo, visto che non ho MAI aderito al suo partito.
Cordiali saluti.
Gabriele Gruppo