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    <title>Contro In Formazione - Pile</title>
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    <description>Informare per Formare</description>
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    <pubDate>Mon, 07 Jan 2008 20:12:21 GMT</pubDate>

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        <title>RSS: Contro In Formazione - Pile - Informare per Formare</title>
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    <title>L'Epifania tutte le balle si porta via...</title>
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    <author>nospam@example.com (MThule)</author>
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    &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Esattamente un anno fa (9 gennaio 2007) mettevamo a conoscenza i nostri lettori di questa benefica iniziativa denominata in acronomimo OLPC ovvero One Laptop Per Child&lt;/strong&gt; [ &lt;/font&gt;&lt;a href=&quot;http://cblog.thule-italia.org/archives/320-Hai-voluto-il-cellulare-Ora-pedala!.html&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;articolo QUI&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt; ]&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/olpc-mit-laptop.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ora leggiamo che: &amp;quot;Intel lascia il progetto del pc a basso costo&amp;quot;.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Più nel dettaglio:&lt;/strong&gt; &amp;quot;Un duro colpo per il sogno dell’informatica a basso costo nei paesi del Terzo Mondo. Intel ha infatti annunciato che abbandonerà il progetto &amp;quot;One laptop project&amp;quot;, l’Olpc fondato da Nicholas Negroponte, che prevede la realizzazione di computer portatili a prezzo molto contenuto (meno di 100 dollari) per i bambini dei paesi in via di sviluppo. &lt;font color=&quot;#ff0000&quot;&gt;Citando differenze di «filosofia»,&lt;/font&gt; Intel ha ritirato i suoi finanziamenti e l’assistenza tecnica al progetto. Un problema in più per l’Olpc, che già ha trovato poche nazioni disposte ad acquistare un gran numero di computer portatili.&amp;quot; [ Fonte: La Stampa ]&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;La &amp;quot;filosofia&amp;quot; spesso fa a pugni con la &amp;quot;carità pelosa&amp;quot; ma di certo trovavamo già sconcertante che dei bambini solitamente denutriti dovessero girare una manovella per accendere il loro laptop! Ora considerando le caratteristiche meteorologiche dei paesi africani proponiamo per il 2008 la scelta del computer a pannello solare...Se credete a Babbo Natale, tutto è possibile. Basta poco...che c&#039;è vò!&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/computersolare.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Mon, 07 Jan 2008 12:12:21 -0800</pubDate>
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    <title>In Germania eco...in Italia solo balle...</title>
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            <category>Pile</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Feric Jaggar)</author>
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    &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/scream_by_vidi.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Un inceneritore in Germania&lt;br /&gt;per bruciare i rifiuti di Napoli&lt;br /&gt;Trasferire l’immondizia costa meno che smaltirla qui&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;ROMA — Il denaro non ha odore: fin dai tempi di Vespasiano è questa una specie di legge universale. Ma perfino l’immondizia, in alcuni casi, riesce a smettere di puzzare. Succede quando si trasforma in moneta sonante. Ecco perché mentre in Campania non sanno più dove metterlo, il pattume, con il nauseabondo serpentone di cinque milioni di «ecoballe» (niente altro che enormi blocchi di immondizia impacchettata: cos’avranno di «eco»?) che si allunga ogni giorno di più e i cumuli di rifiuti che hanno ripreso a bruciare ammorbando l’aria, in Germania c’è qualcuno che accoglierebbe a braccia aperte la spazzatura Made in Napoli.&lt;br /&gt;Chi può avere avuto un’idea tanto pazzesca? Remondis, la più grande azienda tedesca che opera nel campo dello smaltimento dei rifiuti, avrebbe dato la propria disponibilità a realizzare in un’area della Renania ai confini con il Lussemburgo un inceneritore per bruciare tutta l’immondizia della Campania producendo elettricità. Ipotesi che potrebbe essere considerata davvero assurda, e come tale sarebbe stata già liquidata dai responsabili dell’emergenza rifiuti in Campania. Assurda, naturalmente, se la situazione non fosse però ancora più assurda. L’emergenza rifiuti in Campania va avanti da quattordici anni, durante i quali sono stati letteralmente gettati al vento due miliardi di euro. Da ben sette anni, preso atto che non si riuscivano a fare gli inceneritori, preso atto che le discariche erano piene, e preso atto che la camorra controllava (e controlla?) ormai gran parte del ciclo, si è deciso di mandare una parte della spazzatura nel Nord Italia e all’estero: destinazione Germania. Dove l’immondizia della Campania, da sette anni, già ora viene regolarmente bruciata in appositi impianti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Ogni giorno la spazzatura viene caricata sui treni della Ecolog, una divisione delle Ferrovie, e spedita al di là del Brennero per essere smaltita negli inceneritori tedeschi della Remondis, che in questa operazione è partner di Fs. Naturalmente ne viene esportata giornalmente soltanto una parte: un migliaio di tonnellate sulle 7.500 prodotte (anche se il quantitativo è stato raddoppiato). E naturalmente non gratis. L’export di pattume costa a tutti noi 215 euro la tonnellata per il cosiddetto «tal quale», che sarebbero i classici sacchetti di rifiuti indistinti: 400 mila euro al giorno, ai ritmi attuali. Metà va per il trasporto (quindi in qualche modo torna allo Stato) e metà a chi la smaltisce: con l’apparente contraddizione che siamo noi a fornire ai tedeschi, pagando di tasca nostra, la materia prima per fare energia elettrica.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Il bello è che il costo per esportare in Germania, pur essendo ben superiore a quello dello smaltimento in discarica nel resto dell’Italia, è nettamente inferiore a quello che il commissariato per l’emergenza spende per smaltirli in Campania, quei rifiuti. Il prezzo va da un minimo di 290 euro a tonnellata fino a cifre imprecisate, persino, ha calcolato qualcuno, non inferiori a 1.000 euro. Com’è possibile? Per prima cosa c’è il costo della trasformazione nelle famose «ecoballe»: 120 euro la tonnellata. Poi c’è il trasporto con i camion sui terreni dove queste «ecoballe» vengono parcheggiate: altri 20 euro. Quindi il costo dello stoccaggio provvisorio: 150 euro. Provvisorio, però, si fa per dire. Perché siccome non ci sono gli inceneritori, quelle ecoballe stazionano per anni su terreni acquistati o presi in affitto a caro prezzo: 250 ettari di territorio campano sono ormai completamente occupati. Più stanno, più il costo sale. E dato che le prime «ecoballe» sono lì dal 2001, fate voi i conti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;La cosa è talmente eclatante che il direttore generale del ministero dell’Ambiente Gianfranco Mascazzini, considerato papabile per il posto di commissario straordinario fino a oggi occupato dal prefetto di Napoli Alessandro Pansa, non si capacita di come sia possibile che costi meno spedire l’immondizia in Germania piuttosto che tenersela in Campania. E non si capacita al punto da aver messo in moto i carabinieri perché compiano le necessarie verifiche. Quando la risposta ai suoi interrogativi è sotto gli occhi di tutti, e sta nella follia di un sistema che invece di bruciare la spazzatura polverizza milioni di euro al giorno.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Domanda: e gli inceneritori dei quali da 14 anni non si vede nemmeno l’ombra? L’appalto ce l’aveva la Fibe, del gruppo Impregilo, incaricata anche di fabbricare le «ecoballe». Ce l’aveva, appunto, perché il contratto è stato risolto. Uno dei due inceneritori, quello di Acerra, sarebbe comunque quasi pronto. Meglio, potrebbe funzionare fra meno di un anno. Ma c’è un particolare: non può bruciare le «ecoballe» prodotte in Campania, perché mancano le specifiche tecniche. E allora? Allora si sono fatti avanti i tedeschi, con la loro idea «pazzesca ». Bruciare in Germania non una parte della spazzatura della Campania, come oggi, ma tutta quanta, con un impianto nuovo di zecca da 100 megawatt destinato solo a quello scopo, avendo la garanzia di un contratto di 15 anni e a un prezzo molto più basso di quello attuale.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Per tutta risposta a novembre è stata bandita la nuova gara per completare gli inceneritori e sostituire Fibe. Sono arrivate offerte dalla francese Veolia, dalla spagnola Abertis (quella che si doveva fondere con Autostrade) e dall’Asm di Brescia, che da trent’anni riscalda la città bruciandone i rifiuti. Ma se ne verrà mai a capo?  [ Fonte: &lt;em&gt;Corriere della Sera&lt;/em&gt; ]&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Fri, 28 Dec 2007 11:04:48 -0800</pubDate>
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    <title>I colori del verde...</title>
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    <author>nospam@example.com (Feric Jaggar)</author>
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    &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/1024_-_shrek.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;In un libro di Paul Waddington i comportamenti da vero ambientalista. Suddivisi in gradazioni di verde&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;LONDRA - Essere &amp;quot;eco&amp;quot; al giorno d&#039;oggi è un&#039;autentica scommessa, perché molte delle regole che si credevano imprescindibili per ogni ambientalista &amp;quot;duro e puro&amp;quot; rischiano di essere solo dei luoghi comuni, tutti da sfatare. Magari con l&#039;aiuto del libro &amp;quot;Shades of Green: A (Mostly) Practical A-Z for the Reclutant Enviromentalist&amp;quot; dello scrittore Paul Waddington, che, misurando le attività umane per gradazioni di verde (da cui, appunto, &amp;quot;shades of green&amp;quot;), ha scoperto come molti dei comportamenti (e dei prodotti) che si credono eticamente corretti siano, in realtà, esattamente l&#039;opposto o quasi. Questi i più sorprendenti, a detta dello stesso Waddington dalle colonne del &amp;quot;Times&amp;quot;, che li ha divisi per cromia, spaziando dal verdissimo (il punteggio ecologicamente più alto) al verde scuro (una via di mezzo, comunque accettabile), arrivando fino al &amp;quot;nemmeno un accenno di verde&amp;quot;, che rappresenta la peggior scelta eco-compatibile possibile.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;LE BANANE&lt;br /&gt;Verdissimo: commercio equo-solidale&lt;br /&gt;Le economie di molte nazioni dipendono oggi dal commercio delle banane e appoggiare le associazioni di commercio equo-solidale è senz&#039;altro un investimento ecologico.&lt;br /&gt;Verde scuro: commercio equo-solidale o coltivazioni organiche&lt;br /&gt;Entrambe le opzioni sono buone, perché contemplano bassi livelli di sostanze agrochimiche usate per la conservazione dei frutti e una produzione di cui possono beneficiare anche i piccoli agricoltori.&lt;br /&gt;Nemmeno un accenno di verde: le vecchie banane.&lt;br /&gt;Sono piene zeppe di pesticidi (cinque dei componenti chimici usati per le banane sono classificati come altamente tossici e tre di questi sono addirittura proibiti in Inghilterra) e le 4 società che gestiscono l’80% del mercato mondiale delle banane spendono più per i prodotti chimici che per i salari dei braccianti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;POMODORI&lt;br /&gt;Verdissimo: i pomodori coltivati da soli.&lt;br /&gt;Non necessitano di molto spazio e nemmeno di particolari accorgimenti, anche se durano solo da agosto a ottobre (previsione ovviamente riferita al clima inglese).&lt;br /&gt;Abbastanza verde: pomodori importati dal Mediterraneo.&lt;br /&gt;I pomodori inglesi arrivano in prevalenza dalla Spagna, dove c’è un largo uso di pesticidi, ma rispetto a quelli coltivati nelle serre più a nord, questi producono tre volte meno anidride carbonica perché non arrivano con i camion ma via mare.&lt;br /&gt;Verde chiaro: i pomodori di serra.&lt;br /&gt;L’eliminazione dei pesticidi ne ha favorito la produzione, seppur con la controindicazione di cui sopra.&lt;br /&gt;Verde pallido: i pomodori da serra organici&lt;br /&gt;Necessitano del doppio dell’energia e del 20% in più di acqua.&lt;br /&gt;Neanche un po’ di verde: i pomodori di serra olandesi.&lt;br /&gt;I Paesi Bassi sono il secondo esportatore di pomodori nel Regno Unito, ma avendo climi simili, non garantiscono alcun vantaggio in più.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;MEDIA&lt;br /&gt;Verdissimo: vivere scollegati.&lt;br /&gt;Una persona veramente &amp;quot;eco&amp;quot; prende le notizie dagli altri membri della comunità e anche per le previsioni del tempo si fa come una volta, ovvero guardare la natura e tirare a indovinare.&lt;br /&gt;Verde scuro: la radio&lt;br /&gt;L’opzione perfetta del vero ambientalista, perché si consuma poca elettricità.&lt;br /&gt;Verde: i giornali.&lt;br /&gt;Secondo uno studio della Carbon Trust, per ogni singola copia di quotidiano si producono 174 grammi di anidride carbonica, che è più del triplo di mezz’ora di notiziari visti in tv ma meglio di 30 minuti su internet. Non solo. Il 70% dei giornali è oggi fatto con carta riciclata.&lt;br /&gt;Verde chiaro: Internet.&lt;br /&gt;Una ricerca ha stabilito che la potenza necessaria per i server sul web è di circa 170 miliardi di kilowatt all’anno. Ovvero, 234,7 grammi di emissioni di carbonio al giorno. Da qui, la preferenza per il cartaceo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;br /&gt;ANIMALI&lt;br /&gt;Verdissimo: fauna del giardino e animali dello stagno.&lt;br /&gt;Basta un disordine strategico in giardino per riempirsi di invertebrati, uccelli e piccoli mammiferi.&lt;br /&gt;Altrettanto verde: le api da miele.&lt;br /&gt;Recitano un ruolo fondamentale nell’impollinazione delle piante e dei fiori, senza dimenticare che da un singolo alveare si ricavano più di 40 chili di miele in un anno.&lt;br /&gt;Verde chiaro: conigli&lt;br /&gt;Per la verità, la loro capacità di distruggere sementi e ortaggi li rende una calamità per qualunque agricoltore, ma essendo commestibili, si meritano il bollino &amp;quot;eco&amp;quot;.&lt;br /&gt;Neanche un po’ verde: cani e gatti.&lt;br /&gt;I cani inglesi consumano 765.000 tonnellate di cibo l’anno, che si trasformano in 365.000 tonnellate di escrementi solidi e in un miliardo di litri di urina. E anche con i gatti non va molto meglio, con 425.000 tonnellate di cibo consumate. Non solo. I gatti hanno anche sulla coscienza 220 milioni di piccoli animali e 55 milioni di uccelli.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;BAGNI&lt;br /&gt;Verdissimo: fare il bagno in un fiume.&lt;br /&gt;Per i veri ambientalisti, il bagno è la quintessenza dello spreco di una sostanza vitale. Avendo fatto a meno del bagno quotidiano per millenni, perché preoccuparsi ora di come lavarsi? Un bel salto nel fiume e l&#039;ecosistema è salvo.&lt;br /&gt;Verde scuro: usare un impianto solare o bio-compatibile per la raccolta di acqua piovana&lt;br /&gt;Se proprio volete un bagno con la vasca, che almeno sia riscaldato usando fonti rinnovabili di energia e utilizzando l’acqua piovana.&lt;br /&gt;Abbastanza verde: condividere.&lt;br /&gt;Due docce medie impiegano la stessa acqua necessaria per un bagno in vasca (80 litri). Non solo, se la doccia è riscaldata elettricamente, produce più emissioni nocive e alla fine usa più acqua di un bagno tradizionale. Di conseguenza, entrare sotto la doccia insieme o in rapida successione è un bel modo per risparmiare acqua ed energia.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;LAVARE I PIATTI&lt;br /&gt;Verde scuro: lavastoviglie classe AAA, da usare solo quando piene&lt;br /&gt;Le moderne lavastoviglie sono davvero &amp;quot;eco-friendly&amp;quot; (le batte solo l’acqua piovana filtrata) perché utilizzano meno di 15 litri di acqua per ciclo di lavaggio, ovvero solo un quarto di quella che ne serve se lavassimo a mano. Spalmato su un decennio, significa un risparmio di 100.000 litri nella sola Inghilterra.&lt;br /&gt;Niente affatto verde: olio di gomito, ovvero lavare a mano.&lt;br /&gt;Per ottenere lo stesso risultato di una lavastoviglie, soprattutto dopo un pasto pantagruelico, rischiamo di usare almeno 150 litri di acqua e il quadruplo dell’energia, senza contare la faticaccia immane.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Fri, 28 Dec 2007 11:01:18 -0800</pubDate>
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    <title>Chi ha paura del lupo cattivo?</title>
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    <author>nospam@example.com (Celto)</author>
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    &lt;p&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/200581903416_200554155658_paperino_camerata_small.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;BERLINO (Reuters) - Un politico di sinistra tedesco ha denunciato l&#039;enciclopedia online Wikipedia per avere promosso l&#039;uso di simboli nazisti vietati in Germania.&lt;br /&gt;Katina Schubert, ex leader del partito &amp;quot;Sinistra&amp;quot;, ha reso noto di avere sporto denuncia presso la polizia di Berlino in base al fatto che il sito in tedesco di Wikipedia contiene troppi simboli nazisti, soprattutto in un articolo sulla Gioventù hitleriana.&lt;br /&gt;&amp;quot;L&#039;estensione e la frequenza dei simboli eccedono il bisogno di documentazione e di educazione politica. Questa è la mia opinione&amp;quot;, ha detto a Reuters. &amp;quot;Non si tratta di limitare la libertà di opinione, ma di esaminare quali ne siano i limiti&amp;quot;.&lt;br /&gt;Schubert ha detto di avere avuto una consulenza legale prima di spingersi alla denuncia e che spera di alimentare così un pubblico dibattito su quanta libertà si debba lasciare alle piattaforme su Internet per sostenere i fautori di ideologie estremistiche, antisemite e razziste.&lt;br /&gt;&amp;quot;Ci sono segnali che i neonazisti cerchino di approfittare di questre strutture e bisogna fermarli in tempo&amp;quot;, ha aggiunto. &amp;quot;E Wikipedia è troppo importante per lasciare che sia screditata come programma aperto e autoregolamentato&amp;quot;.&lt;br /&gt;Un portavoce di Wikimedia Deutschland -- un&#039;organizzazione che promuove il lessico di Internet in Germania -- ha respinto le accuse.&lt;br /&gt;&amp;quot;Non riusciamo a capire quale sia il problema della signora Schubert&amp;quot;, ha detto Arne Klempert, direttore di Wikimedia Deutschland, a Reuters. &amp;quot;Ciò che importa è il contesto in cui i simboli vengono usati e in questo caso sono chiaramente di istruzione e documentazione&amp;quot;.&lt;br /&gt;La pubblica esposizione di simboli nazisti è illegale in Germania, ma può essere usata a scopi educativi e artistici.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Al lupo! Al lupo!&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Sat, 08 Dec 2007 14:16:54 -0800</pubDate>
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    <title>Effetti del caldo...</title>
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    <author>nospam@example.com (Nero per Caso)</author>
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    &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/060505_central-nuclear.jpg&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;Le temperature di questi giorni hanno fatto già le prime vittime. Alcuni parlano a vanvera...&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Zuccoli: «Aem punta al nucleare in Italia»&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Un tabù che potrebbe finire a vent&#039;anni dal referendum. Aem pensa al nucleare. A dichiararlo è il presidente Giuliano Zuccoli. «Il nostro gruppo sta riflettendo sulla possibilità concreta di realizzare impianti nucleari in Italia. E, ovviamente, non da soli», ha detto spiegando che «l&#039;ipotesi cui guarda Aem passa attraverso collegamenti con operatori internazionali. Abbiamo la fortuna di essere all&#039;interno di un club che ci vede a fianco di Atel (che ha 2 impianti nucleari, ndr) e, attraverso Edison, anche di Edf».&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Zuccoli, che interveniva all&#039;odierno &amp;quot;Siemens Utilities Day&amp;quot; organizzato presso Il Sole 24 Ore, afferma che «la forza delle cose sta dimostrando che se il Paese vuole prezzi in linea con l&#039;Europa, deve dare risposte coerenti. E questo, oggi, significa che bisogna utilizzare non solo il carbone, ma anche il nucleare. Altrimenti è inutile lamentarsi». «Il Paese deve diversificare le fonti. E cancellare la macchia di essere l&#039;unica realtà industriale avanzata a non avere energia nucleare», ha proseguito il presidente di Aem ricordando tra l&#039;altro, in tema di energie alternative, anche l&#039;impegno di Edipower nel fotovoltaico.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Il dibattito è stato anche l&#039;occasione per un richiamo sull&#039;annoso problema dei rigassificatori, in particolare quello che la municipalizzata milanese sta tentando, tra le polemiche locali, di realizzare al largo di Rovigo: «il Governo centrale - ha detto Zuccoli - deve capire che su alcune scelte non si può demandare al locale. Ci sono temi, come quelli dei rigassificatori o della Tav, in cui le minoranze devono adattarsi a essere tali, adeguandosi agli interessi della maggioranza. Si abbia il coraggio di dire quello che occorre fare nell&#039;interesse del Paese e di pianificare a livello centrale». (Agenzia Radiocor)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Fri, 22 Jun 2007 08:37:42 -0700</pubDate>
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    <title>Aspettando lo tsunami...</title>
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    <author>nospam@example.com (Nero per Caso)</author>
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    &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font style=&quot;BACKGROUND-COLOR: #faffff&quot; face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Mentre in Italia si lotta da anni contro un problema gravoso (la Salerno-Reggio Calabria), mentre in Italia si discute del ponte sullo stretto di Messina, mentre in Italia si aspetta uno Tsunami che mai giungerà...&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/tsunami3.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Altrove...&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Elettricita&#039;da moto ondoso del mare&lt;br /&gt;Al via progetto danese dell&#039;OndaDrago&lt;br /&gt;(ANSA)- BRUXELLES, 19 GIU - E&#039; accertato: l&#039;OndaDrago, un prototipo danese offshore, installata in mare a una profondita&#039; minima di 20 m. genera elettricita&#039;.L&#039;installazione risponde all&#039;accresciuto interesse degli ultimi 2 anni per l&#039;energia del moto ondoso che secondo la societa&#039; costruttrice danese, Wave Dragon, potrebbe soddisfare il 10-50% del consumo europeo. Dopo 4 anni di studi e test, l&#039;azienda ha avviato la realizzazione di un parco ondoso in Galles.Anche il Portogallo si sta muovendo in tale direzione.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Tue, 19 Jun 2007 23:10:39 -0700</pubDate>
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    <title>Le Pétomane</title>
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    <author>nospam@example.com (Nero per Caso)</author>
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    &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/le_petomane.jpg&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;strong&gt;Ne abbiamo visti tanti...prototipi su prototipi ma alla fin fine nulla di fatto. Come andrà questa volta? &lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Aria compressa al posto della benzina&lt;br /&gt;Dall&#039;India arriva Citycat, l&#039;auto del futuro&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Arrivate al distributore con la macchina in riserva, ma mentre tutti gli altri fanno la coda alla pompa di benzina, voi andate direttamente alla colonnina d&#039;aria per controllare la pressione delle ruote. Infilate il tubo nel serbatoio e... pfft! in 3-4 minuti avete fatto il pieno. Passate alla cassa, versate un euro e mezzo (contro i 60-70 degli altri) e ripartite sereni. La vostra macchina ad aria vi porterà per altri 200 chilometri fino al prossimo pieno. Non è un cartone animato e neanche uno spot visionario di qualche gruppo estremista dell&#039;ecologia.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Dietro il progetto c&#039;è la Tata, il più grande gruppo automobilistico indiano, appena reduce da un ambizioso accordo strategico con la Fiat. E, se tutto andrà come previsto, con qualche piccolo aggiustamento (ci vorrà un compressore ben più potente di quello delle ruote per sparare 340 litri di aria nel serbatoio), quella scena comincerà a svolgersi in India fra poco più di un anno, nell&#039;agosto 2008, quando la Tata metterà in commercio le prime seimila Citycat, macchine ad aria compressa capaci di andare a 100 km l&#039;ora e a emissioni zero, neanche una molecola di anidride carbonica e di effetto serra. E l&#039;India sarà solo il primo passo: ci sono già accordi per portare la Citycat in 12 altri paesi, fra cui Germania, Francia, Usa, Spagna, Brasile, Israele e Sud Africa.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Quando l&#039;auto si ferma, si ferma anche il motore, che riprende a funzionare quando si pigia l&#039;acceleratore. Non ci sono marce, sostituite da un computer. Semplice com&#039;è, richiede manutenzione praticamente zero e un cambio d&#039;olio ogni 50 mila chilometri. Anche le emissioni di anidride carbonica sono zero, salvo quelle legate all&#039;elettricità per far funzionare il compressore al momento del pieno.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Ad aria, però, non si va più veloce di 50 chilometri l&#039;ora, cioè in città. Su strada - come accade anche con le ibride benzina-elettricità - entra in funzione un normale motore a scoppio. In compenso, non c&#039;è bisogno di andare dal distributore, per l&#039;aria. A casa, si attacca la spina della corrente e un compressore interno, in 4 ore, ricarica il serbatoio. Un po&#039; come accade per le più avveniristiche macchine elettriche. Il costo di esercizio della Citycat è più o meno lo stesso di una macchina elettrica. Senza le batterie, però. Infatti, costa molto meno: la Tata dovrebbe commercializzarla ad un prezzo di 12.700 dollari, un decimo di una macchina elettrica. Per non parlare della macchina ad idrogeno, rispetto alla quale la Citycat ha anche il vantaggio di non richiedere la creazione di una costosa rete alternativa di distribuzione del combustibile. Per come funziona, è gratis anche l&#039;aria condizionata: quella che esce dal tubo di scappamento è, infatti, a meno 15 gradi. Il rovescio della medaglia è la difficoltà di riscaldare l&#039;abitacolo e, forse anche per questo, Guy Nègre sembra guardare soprattutto a paesi caldi.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;La temperatura dell&#039;aria è anche all&#039;origine del più consistente dubbio che i tecnici avanzano verso il motore ad aria compressa. L&#039;aria così fredda, infatti, gela la condensa nei condotti di aspirazione, bloccandone il funzionamento. Non è ancora chiaro come Nègre abbia risolto questo problema. Anche una Citycat perfettamente funzionante, peraltro, incontrerà seri ostacoli sui mercati occidentali. Per arrivare alle prestazioni dichiarate, infatti, l&#039;auto deve essere straordinariamente leggera, e la Citycat è quasi tutta in fibra di vetro, molto fragile per reggere i normali test di sicurezza.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;La Citycat, infine, potrebbe arenarsi in tribunale. Se Nègre è stato il profeta dell&#039;auto ad aria compressa, altri ci hanno lavorato, come l&#039;uruguayano Armando Regusci.&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;[ Fonte: &lt;em&gt;Repubblica&lt;/em&gt; ]&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Wed, 06 Jun 2007 08:55:22 -0700</pubDate>
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    <title>Se lo dice Fidel. Fidiamoci.</title>
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    <author>nospam@example.com (Nero per Caso)</author>
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    &lt;p&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/castro-ernesto.jpg&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Questa è la notizia battuta dall&#039;Ansa:&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;em&gt;Il presidente Cubano Fidel Castro ha criticato chi difende i biocombustibili in un nuovo intervento scritto, il secondo della settimana. Nella riflessione il &#039;lider maximo&#039; cita il lavoro dell&#039;argentino Atilio Boron sulle agroenergie. &amp;quot;Quanto tempo dovra&#039; passare - scrive Castro - prima che la mia povera penna possa confutare quelli che difendono idee sinistre per interessi materiali, per ignoranza, per indifferenza e divulgare argomenti solidi e onesti per la sopravvivenza della specie?&amp;quot;.&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Questo è invece l&#039;intervento di Fidel. &lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Noi leggiamo ben altro.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; color=&quot;#ff0000&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;La tragedia che minaccia la nostra specie&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Non posso parlare come economista o come scienziato. Lo faccio semplicemente come politico che desidera sviscerare gli argomenti degli economisti e degli scienziati in un senso o in un altro. Cerco inoltre di intuire le motivazioni di chi si pronuncia sui detti temi. Sono passati soltanto ventidue anni da quando, a Città de L’Avana, effettuammo un gran numero di riunioni con leaders politici, sindacali, contadini, studenteschi, inviati nel nostro paese come rappresentanti dei settori menzionati. Secondo l’opinione di tutti il problema più importante in quel momento era l’enorme debito estero accumulato dai paesi dell’America Latina nel 1985. Questo debito ammontava a 350 miliardi di dollari. A quel tempo i dollari avevano un potere d’acquisto molto superiore a quello di oggi.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Inviammo i risultati di quelle riunioni a tutti i paesi del mondo, logicamente con alcune eccezioni, perchè altrimenti sarebbe apparso insultante. In quel periodo i petrodollari avevano inondato il mercato e le grandi transnazionali bancarie esigevano dai paesi l’accettazione di prestiti elevati. È superfluo aggiungere che i responsabili dell’economia accettarono di impegnarsi in tal senso senza consultarsi con nessuno. In quell’epoca c’erano i governi più repressivi e sanguinosi sofferti dal continente, imposti dall’imperialismo. Non poco denaro venne speso in armi, lussi e beni di consumo. L’indebitamento successivo crebbe fino a 800 miliardi di dollari e si generarono gli attuali pericoli, che pesano su una popolazione che in appena due decenni e mezzo è raddoppiata e con lei il numero dei condannati a vivere nella povertà estrema. In America Latina la differenza tra i settori della popolazione più favoriti e quelli con meno entrate è oggi la maggiore del mondo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Molto tempo prima di ciò che adesso stiamo dibattendo, le lotte del Terzo Mondo si incentravano su problemi ugualmente angosciosi, come lo scambio disuguale. Anno dopo anno si venne scoprendo che ai prodotti esportati dai paesi industrializzati, elaborati generalmente con le nostre materie prime, veniva aumentato il prezzo unilateralmente, mentre quello delle nostre esportazioni di base rimaneva inalterabile. Il prezzo del caffè e del cacao – per citare due esempi – raggiungeva approssimativamente 2.000 dollari alla tonnellata. Una tazza di caffè, un frappè al cioccolato, si potevano consumare in città come New York per alcuni centesimi; oggi costano diversi dollari, forse trenta o quaranta volte quel che costavano prima. Un trattore, un camion, un’attrezzo medico richiedono oggi per il loro acquisto varie volte il volume di prodotti necessari in precedenza per importarli; una sorte simile toccò alla iuta, all’agave messicana e ad altre fibre prodotte nel Terzo Mondo e sostituite da quelle sintetiche. Nel frattempo le pelli conciate, il caucciù e le fibre naturali venivano sostituite da materiali sintetici prodotti da sofisticate industrie petrolchimiche. Il prezzo dello zucchero crollava a causa dei forti sussidi dei paesi industrializzati alla loro agricoltura.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Le vecchie colonie o neocolonie, alle quali venne promesso un avvenire meraviglioso dopo la Seconda Guerra Mondiale, non si erano ancora svegliate dalle illusioni di Bretton Woods. Il sistema era disegnato dalla testa ai piedi per lo sfruttamento ed il saccheggio.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;All’inizio di questa presa di coscienza non erano ancora apparsi altri fattori sommamente avversi, come l’insospettato spreco d’energia nel quale sarebbero caduti i paesi industrializzati. Questi pagavano il petrolio meno di due dollari al barile. Le fonti di combustibile (ad eccezione degli Stati Uniti dov’erano molto abbondanti) si trovavano fondamentalmente nei paesi del Terzo Mondo, soprattutto nel Medio Oriente, oltre che in Messico, Venezuela ed Africa. Ma non tutti i paesi definiti (con un’altra pietosa menzogna) “paesi in via di sviluppo” erano petroliferi; 82 di questi sono i più poveri e normalmente hanno bisogno di importare petrolio. Li aspetta pertanto una situazione terribile se gli alimenti verranno trasformati in biocombustibili o agrocombustibili, come preferiscono chiamarli i movimenti contadini e indigeni della nostra regione.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;L’immensa maggioranza degli abitanti del pianeta, appena 30 anni fa non conosceva il pericolo rappresentato dal riscaldamento globale, terribile spada di Damocle che pende sulla vita della specie. Ancora oggi esiste una grande ignoranza e confusione su questi temi. Se stiamo a sentire i portavoce delle transnazionali ed il loro apparato di divulgazione, viviamo nel migliore dei mondi possibili: un’economia rigidamente di mercato, più capitale transnazionale, più tecnologia sofisticata e crescita costante della produttività, del PIL, del livello di vita e di tutti i sogni del mondo per la specie umana; lo Stato non deve immischiarsi in niente, non dovrebbe nemmeno esistere, eccetto che come strumento del grande capitale finanziario.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Ma i fatti hanno la testa dura. Uno dei paesi più industrializzati del mondo, la Germania, perde il sonno di fronte al fatto che il 10% della popolazione è disoccupata. I lavori più duri e meno attraenti sono svolti dagli immigranti che, disperati nella loro crescente povertà, penetrano nell’Europa industrializzata in tutti i modi possibili. A quanto sembra nessuno conta il numero degli abitanti del pianeta, che cresce proprio nei paesi non sviluppati.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Più di 700 rappresentanti di organizzazioni sociali si sono appena riuniti a L’Avana per discutere su diversi temi affrontati in questa riflessione ed in molti hanno espresso i loro punti di vista, lasciando tra noi impressioni incancellabili. Disponiamo di abbondante materiale su cui riflettere, oltre che sui nuovi avvenimenti di ogni giorno.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;In questo stesso momento, come conseguenza del rilascio di un mostro del terrore, due giovani che stavano compiendo il loro dovere legale svolgendo il Servizio Militare Attivo, aspirando a godere del consumismo negli Stati Uniti hanno assaltato un autobus, utilizzandolo per forzare una delle porte dell’entrata del terminal dei voli nazionali dell’aeroporto. Sono arrivati fino ad un aereo civile e vi sono penetrati con degli ostaggi, esigendo di venire trasportati in territorio nordamericano. Giorni prima avevano assassinato un soldato di sentinella, per rubare due fucili automatici e nell’aereo hanno tolto la vita con quattro spari ad un valoroso ufficiale che, disarmato e catturato come ostaggio nell’autobus, ha cercato di evitare il sequestro del velivolo. L’impunità e i benefici materiali con cui viene premiata da quasi mezzo secolo ogni azione violenta contro Cuba, stimolano tali azioni. Da molti mesi non accadeva niente di simile. È stata sufficiente l’inaudita liberazione del noto terrorista perchè la morte facesse di nuovo visita alle nostre famiglie. Gli autori non sono ancora stati giudicati, perchè nel corso dello svolgimento dei fatti entrambi sono rimasti feriti (uno di loro dai proiettili sparati dall’altro nell’aereo) mentre lottavano contro l’eroico ufficiale delle forze armate. Adesso molte persone all’estero stanno aspettando la reazione dei Tribunali e del Consiglio di Stato di fronte ad un popolo profondamente indignato dagli eventi. È necessaria una grande dose di serenità e sangue freddo per affrontare problemi di questa portata.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Lo spaventoso capo dell’impero ha dichiarato più di cinque anni fa che le forze degli Stati Uniti devono essere pronte ad attaccare preventivamente ed a sorpresa 60 o più paesi del mondo. Nientemeno che un terzo della comunità internazionale. A quanto pare non gli bastano la morte, le torture e l’espulsione dalla loro terra di milioni di persone per appropriarsi delle risorse naturali e dei frutti del sudore di altri popoli.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;L’impressionante incontro internazionale che si è appena svolto a L’Avana ha riaffermato in me una convinzione personale: ogni idea sinistra dev’essere sottoposta ad una critica demolitrice senza nessuna concessione.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Fidel Castro Ruz&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;7 maggio 2007&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Thu, 10 May 2007 08:52:22 -0700</pubDate>
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    <title>My name is Carl, Carl Jean</title>
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    <author>nospam@example.com (Nero per Caso)</author>
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    &lt;p /&gt;&lt;p&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/sogin.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il contratto siglato proprio oggi tra l&#039;italiana Sogin e la francese Areva per il ritrattamento del combustibile irraggiato in Francia e che, a partire dal 2015, prevede l&#039;invio Oltralpe di 235 tonnellate di combustibile irraggiato e il suo ritorno in Italia sotto forma di scorie vetrificate ci da il &amp;quot;la&amp;quot; per presentarvi un certo Carl Jean.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ecco dalla Treccani la sua biografia:&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Il Generale di Corpo d’Armata Carlo JEAN è nato a Mondovì (CN) il 12 ottobre 1936.&lt;br /&gt;Laureato in Scienze Politiche, è docente di Studi Strategici alla LUISS; Presidente del Centro Studi di Geopolitica Economica; Presidente della SO.G.I.N. Società Gestione degli Impianti Nucleari; membro del Consiglio Scientifico dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana e di Confindustria; Direttore Scientifico di Liberal Risk, rivista dedicata ai problemi della sicurezza e della difesa; Consigliere per le Attività Internazionali del Ministro dell’Economia e delle Finanze.&lt;br /&gt;Ha frequentato l’Accademia Militare di Modena, la Scuola di Applicazione di Torino, la Scuola Superiore di Guerra italiana e francese e la XXXIV Sessione del Centro Alti Studi per la Difesa. Ha comandato il gruppo tattico &amp;quot;Susa&amp;quot; e la Brigata Alpina &amp;quot;Cadore&amp;quot;.&lt;br /&gt;Dal settembre 1990 al maggio 1992 Consigliere Militare del Presidente della Repubblica, è stato Direttore del Centro Militare di Studi Strategici e Presidente del Centro Alti Studi per la Difesa; dal 1997 al 2001 Rappresentante Personale del Presidente in esercizio dell’OSCE per l’attuazione degli accordi di pace di Dayton.&lt;br /&gt;Ha recentemente scritto &amp;quot;Manuale di Geopolitica&amp;quot;, Laterza 2003 e &amp;quot;Manuale di Studi Strategici&amp;quot;, Franco Angeli 2004.&lt;br /&gt;E’ autore o curatore di numerosi articoli, libri e saggi tra i quali, in particolare: &amp;quot;Il pensiero strategico&amp;quot;, &amp;quot;Difesa e Sicurezza&amp;quot;, &amp;quot;La guerra nel pensiero politico&amp;quot; e &amp;quot;Studi strategici&amp;quot; editi nel 1985, 1986, 1987 e 1990 da Franco Angeli; &amp;quot;La politica industriale nel sistema della Difesa&amp;quot; e &amp;quot;L’economia della Difesa&amp;quot; editi dal Ministero della Difesa del 1984 e 1987; &amp;quot;L’ordinamento della Difesa&amp;quot; edito dalla CEDAM nel 1989; &amp;quot;Morte e riscoperta dello Stato Nazione&amp;quot; edito da Franco Angeli nel 1991; &amp;quot;Il Ministero della Difesa&amp;quot; edito dalla Nuova Italia Scientifica nel 1991; &amp;quot;Geopolitica&amp;quot; edito da Laterza nel 1995; &amp;quot;Geoeconomia&amp;quot;, in collaborazione con il Prof. SAVONA, edito da Franco ANGELI nel 1995; &amp;quot;L’uso della forza&amp;quot; edito da Laterza nel 1996; &amp;quot;Guerra, strategia e sicurezza&amp;quot; edito da Laterza nel 1997; &amp;quot;Guerre Stellari: società ed economia nel cyberspazio&amp;quot; in collaborazione con il Prof. TREMONTI, edito da Franco ANGELI nel 2000; &amp;quot;An Integrated Civil Police Force for the European Union&amp;quot;, CEPS, Brussels, 2002; e con Tito FAVARETTO &amp;quot;Reti infrastrutturali nei Balcani&amp;quot;, CSGE-F.Angeli, Milano, 2002; &amp;quot;Manuale di geopolitica&amp;quot; edito da Laterza nel 2003.&lt;br /&gt;Fa parte del Consiglio Scientifico di &amp;quot;LIMES&amp;quot;, rivista di geopolitica italiana, ed è stato Presidente Onorario dell’Inter University Committee on Security Studies (CSS) in Bosnia Erzegovina.&lt;br /&gt;E’ insignito della onorificenza di Cavaliere di Gran Croce O.M.R.I. il 9 luglio 1998 e della Medaglia d’oro di Gandhi dell’UNESCO per il suo operato in favore della prevenzione dei conflitti in Medio Oriente e nei Balcani.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ecco una cosa che ha dimenticato la Treccani è che Mr. Jean è dal 2002 alla presidenza della Sogin ed dal 7 marzo 2003 il presidente del Consiglio Berlusconi lo ha ulteriormente nominato &amp;quot;Commissario delegato per la messa in sicurezza dei materiali nucleari&amp;quot;, con amplissimi poteri, tra i quali quello di poter derogare a una ventina di leggi in materia.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Insomma un Generale che è divenuto esperto in smantellamento di impianti nucleari ed altrettanto ovvio che invece di specializzarci noi nella conversione si preferisca dare ai francesi, pagando, del combustibile esausto da cui ricavare altro combustibile e poi ricomprare gli scarti della lavorazione.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Grazie Francia.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Wed, 09 May 2007 17:17:25 -0700</pubDate>
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    <title>Austin Powers ci salverà!</title>
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    <author>nospam@example.com (Nero per Caso)</author>
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    &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/Goldmember_poster.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;center&quot; /&gt;&lt;hr /&gt;&lt;p /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;&amp;quot;There is a scene in one of the Austin Powers films where Dr Evil unleashes a giant &amp;quot;tractor beam&amp;quot; of energy at Earth in order to extract a massive payment.&amp;quot; &lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Così inizia l&#039;articolo nella pagina della tecnologia la prestigiosa BBC che conferma ancora una volta come il destino della Terra sia in mano a...degli imbecilli.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;center&quot; /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot; /&gt; 
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    <pubDate>Thu, 03 May 2007 11:11:32 -0700</pubDate>
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    <title>Che par di pa(l)le</title>
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    <author>nospam@example.com (MThule)</author>
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    &lt;p&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/eolico2.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Estratto dall&#039;intervista al premio Nobel Rubbia: «L&#039;eolico è inutile.Puntiamo su sole e idrogeno» &lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Che direzione, secondo lei, è opportuno prendere?&lt;/font&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;«Parlando di energie rinnovabili molto chiacchierate ma poco coltivate, è inutile insistere con l’energia eolica perché di vento ce n’è poco nella Penisola al contrario dei Paesi del Nord o dell’Irlanda. Anche la biomassa rappresenta una nicchia limitata. Invece il sole è l’unica sorgente che abbiamo abbondante e ancora da sfruttare. Noi, con le altre nazioni del Sud Europa, Spagna e Grecia, dobbiamo lavorare su questo fronte anche costruendo impianti solari nel Nordafrica, nel Sahara ad esempio dove ci sono grandi spazi desertici, trasferendo via cavo l’energia prodotta verso la Sicilia. Gli spagnoli, sempre più attivi, hanno già il progetto di una centrale da due miliardi di watt da realizzare in Marocco».&lt;/strong&gt;E l’idrogeno non è una prospettiva?&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;«Anzi, è una necessità impellente. Se vogliamo affrontare seriamente il riscaldamento del clima bisogna sostituire il combustibile utilizzato dal miliardo di veicoli ogni giorno in transito sulle strade del pianeta generando anidride carbonica. L’idrogeno è l’unica via per sostituire il petrolio ma occorre ancora un buon lavoro di ricerca per utilizzarlo. E se non lo farà l’Italia, lo faranno gli altri. Io raccomanderei ai miei illustri colleghi di impegnarsi di più».&lt;/strong&gt;Se in Italia si è concluso poco, il problema sono le risorse o cervelli?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;«Sono le risorse e il sistema, più che i cervelli. A parte i fondi inadeguati alla ricerca, le altre grandi difficoltà derivano dalle strutture bloccate come il Cnr e l’Enea. Il sistema è addormentato e conservativo, non esiste la necessaria organizzazione, non si stabiliscono le priorità e non si lascia spazio alla meritocrazia. Da noi uno Steve Jobs che inventa il personal computer in un garage della California, anche se lo inventasse non riuscirebbe mai a costruirlo e diffonderlo. Le tecnologie che renderanno utilizzabile l’idrogeno saranno rivoluzionarie negli effetti quanto il computer; oltre a risolvere il problema energetico e salvare l’ambiente». &lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;[ Fonte: &lt;em&gt;Corriere della Sera&lt;/em&gt; ]&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;hr /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/font&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Secondo noi una priorità è far pace con il cervello. Eolico, si...poi no...ed ancora, forse. Ognuno dice la sua e stiamo fermi ancora a metà del novecento per quel che riguarda l&#039;energia alternativa. La Spagna a confronto è anni luce avanti caro Rubbia, almeno su questo tema. E poi basta con le solite minchiate sulla meritocrazia. Lo sappiam bene che qui non funziona secondo i parametri del &amp;quot;migliore&amp;quot; ma è bello ridircelo tutte le volte, fa molto obiettività. CNR ed ENEA, due giganti addormentati, dal 1968 sino ad oggi. Ovvero da quando sono usciti i laureati con il sei politico che venivano &amp;quot;messi&amp;quot; all&#039;interno di questi organismi non per fare ricerca ma propaganda politica. I concorsi? Truccati. Altro che energia pulita, qui ci vuole pulizia! Anche dai palloni gonfiati.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Fri, 09 Mar 2007 08:48:41 -0800</pubDate>
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    <title>Denaro sterco del demonio</title>
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    <author>nospam@example.com (Achille)</author>
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    &lt;p&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Milano, sparge letame in banca&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Gli avevano negato un finanziamento&lt;/em&gt; (&lt;em&gt;tgcom&lt;/em&gt;)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/Image782.gif&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;u&gt;Una vendetta in piena regola&lt;/u&gt;: un uomo di 50 anni, a cui una banca avrebbe negato un finanziamento, ha sfondato, a Milano, con la sua macchina una vetrina dell&#039;agenzia, riempendo i locali di letame. Ha poi chiuso a chiave l&#039;auto allontanandosi a piedi. A luglio era già stato protagonista di un analogo gesto. Il 50enne avrebbe reagito in questo modo dopo il fallimento del suo ristorante.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;I clienti presenti nell&#039;agenzia del banco di Brescia di piazza XXV Aprile sono passati rapidamente dalla paura al disgusto. Quando l&#039;uomo si è scagliato contro la porta a vetri, si è scatenato il panico: tutti hanno temuto che si trattasse di una rapina. Ma al posto delle armi, invece, è spuntato il letame sparso abbondamente sul pavimento. &lt;u&gt;L&#039;uomo, per evitare equivoci, avrebbe lasciato fuori dall&#039;isituto, a mo&#039; di firma, un cartello del suo ristorante fallito&lt;/u&gt;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;L&#039;episodio è avvenuto martedì mattina verso le 8. Il vendicatore sarebbe un cliente della banca insolvente da due anni. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p /&gt;&lt;hr /&gt;&lt;p /&gt;&lt;p&gt;&lt;font face=&quot;Arial&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;em&gt;Purtroppo non c&#039;è niente da ridere nel gesto di quest&#039; uomo disperato e dal significato chiarissimo.&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face=&quot;Arial&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;em&gt;I più vedranno un segno di nuova povertà, di maggiore difficoltà nel portare avanti attività, si proporranno aiuti etc...&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/DSCN1685.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p /&gt;&lt;p&gt;&lt;font face=&quot;Arial&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;em&gt;Come tanti scarabei stercorari rotoliamo il nostro letame non ponendoci mai la domanda di come si produce ricchezza, come funziona il sistema monetario&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face=&quot;Arial&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;em&gt;Inutile fare le solite recriminazioni, forse una bella storia può chiarirci molte più cose di quanto possiamo apprendere normalmente...&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face=&quot;Arial&quot; color=&quot;#990033&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;a title=&quot;L&#039; isola&quot; href=&quot;http://www.michaeljournal.org/LIsola.htm&quot;&gt;L&#039;&lt;font color=&quot;#cc0066&quot;&gt;isola dei naufraghi&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;  &lt;em&gt;&lt;font color=&quot;#666666&quot;&gt;(favola per comprendere il mistero del denaro)&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p /&gt; &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://cblog.thule-italia.org/archives/1077-Denaro-sterco-del-demonio.html#extended&quot;&gt;Continua a leggere &quot;Denaro sterco del demonio&quot;&lt;/a&gt;
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    <pubDate>Thu, 08 Mar 2007 13:41:57 -0800</pubDate>
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    <title>Mi da 2 etti di uranio?...ma bello fresco, mi raccomando!</title>
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    <author>nospam@example.com (MThule)</author>
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    &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/mercato2.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;center&quot; /&gt;&lt;hr /&gt;&lt;p /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font style=&quot;BACKGROUND-COLOR: #ffffff&quot; face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Interessante analisi del Sole 24Ore che spiega come mai sia salito il prezzo dell&#039;uranio trovando la causa di codesto rincaro nel....interesse verso l&#039;energia nucleare e l&#039;adeguamento al protocollo di Kyoto!!! &lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Insomma USA, Cina, Nord Corea, Iran, Russia, Pakistan, India - tanto per citarne alcune - sono una sorta di nazioni di &amp;quot;figli dei fiori&amp;quot;.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; color=&quot;#ff0000&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;PEACE &amp;amp; LOVE...&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Nemmeno un grammo di uranio per le armi nucleari: loro mettono i fiori nei cannoni ( e alcuni giornalisti se li fumano proprio i cannoni! ).&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p /&gt;&lt;hr /&gt;&lt;p /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font style=&quot;BACKGROUND-COLOR: #ffffff&quot; face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Armi e nucleare: boom della domanda di uranio. E i prezzi volano&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font style=&quot;BACKGROUND-COLOR: #ffffff&quot; face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Immaginate un mercato in cui i prezzi salgono soltanto, a un ritmo sempre più sostenuto e senza mai una correzione. Sembra impossibile, ma è proprio quanto sta accadendo, da circa tre anni, sul mercato spot dell&#039;uranio. Le rilevazioni di Ux Consulting mostrano una progressione impressionante: il metallo radioattivo, che nel gennaio 2003 era scambiato a circa 10 dollari per libbra, un anno fa valeva meno di 40 $/lb, un mese fa si era arrampicato a 75 $/lb e oggi ne vale già 85: un record storico che, come i precedenti, potrebbe durare poco.&lt;br /&gt;A scatenare l’ultima fiammata sarebbe stata la vendita spot di 100mila libbre del prezioso metallo: una quantità consistente, che in un mercato poco liquido come quello dell’uranio non poteva che avere un effetto dirompente.&lt;br /&gt;Da qualche anno la domanda di uranio ha accelerato enormemente.&lt;u&gt; I rincari dei combustibili fossili, la crescente insicurezza dei loro approvvigionamenti e gli obblighi del Protocollo di Kyoto hanno infatti risvegliato in tutto il mondo l&#039;interesse per l&#039;energia nucleare&lt;/u&gt;. Attualmente ci sono ben 28 reattori in costruzione, oltre a progetti per almeno altri 120 nei prossimi dieci anni. Per molti dei nuovi impianti, dicono gli esperti, l&#039;approvvigionamento è probabilmente già cominciato. Ogni reattore ha infatti bisogno di una &amp;quot;dotazione iniziale&amp;quot; di circa 600 tonnellate di uranio, più almeno altre 200 tonnellate l&#039;anno.&lt;br /&gt;Per anni la domanda fiacca e l&#039;offerta sovrabbondante garantita dalle scorte militari avevano scoraggiato gli investimenti dell’industria mineraria. Oggi tuttavia gli stock accumulati negli anni della Guerra Fredda si stanno consumando e i maggiori programmi per lo smantellamento delle armi atomiche si concluderanno nel giro di qualche anno. E con schiere di analisti pronti a scommettere che l&#039;uranio supererà presto i 100 $/lb, il clima è decisamente cambiato: nuovi progetti estrattivi vengono annunciati con cadenza quasi quotidiana. E nel settore è in atto un forte processo di consolidamento: nelle ultime settimane le canadesi Sxr Uranium One e UrAsia Energy hanno annunciato la volontà di fondersi, per dare vita al secondo produttore mondiale di uranio dopo la connazionale Cameco; a distanza di pochi giorni, l’australiana Paladin Resources ha lanciato un&#039;offerta ostile sulla Summit , una promettente società di esplorazione attiva in Australia orientale.&lt;br /&gt;Il maggiore progetto per l’espansione dell’offerta di uranio, tuttavia, è bloccato da ottobre, in seguito a frane e allagamenti. Si tratta della megaminiera canadese di Cigar Lake, della Cameco, che è stata costretta a rinviare di almeno un anno l’avvio della produzione, inizialmente previsto per il 2008. Un problema serio, che potrebbe sconvolgere il già fragile equilibrio tra domanda e offerta. A piena capacità, infatti, Cigar Lake promette di produrre 8.200 tonnellate di metallo l&#039;anno: una quantità pari a circa un sesto di tutto l&#039;uranio che oggi viene estratto nel mondo, e di cui c&#039;è un estremo bisogno.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;[ Fonte: Il Sole24Ore ]&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p /&gt;&lt;hr /&gt;&lt;p /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/mercato3.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Tue, 06 Mar 2007 08:54:36 -0800</pubDate>
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    <title>Idioti</title>
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    <author>nospam@example.com (Achille)</author>
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    &lt;p&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/idioti.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face=&quot;Arial&quot; size=&quot;2&quot;&gt;  Dallas, 5 mar. (Adnkronos) - Due adolescenti sono stati arrestati dalla polizia del Texas che ha trovato un video in cui mostravano a due bimbi di due e cinque anni come fumare una &#039;canna&#039;. La polizia ha trovato il video lo scorso 22 febbraio, mentre perquisivano le abitazioni di Demetris McCoy, di 17 anni, e Vanswan Polty, di 18 anni, sospettati per alcuni furti in appartamenti. Il video shock mostra uno dei due ragazzi che mette la sigaretta di marijuana nella bocca del bambino piu&#039; piccolo, mentre il piu&#039; grande &#039;fuma&#039; da solo. La polizia ha specificato che i bimbi sono nipoti di McCoy che sono stati dati in affidamento.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;hr /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face=&quot;Arial&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;em&gt;Naturalmente queste cose succedono molto più spesso, la gente si indigna quando se le ritrova nei telegiornali riprese in un filmato, ma, in fondo, sprattutto per gli spinelli, si tende a considerarli innocui, mentre soprattutto nei giovani, inibisce un comportamento  e un funzionamento  normale del cervello. Una società che non tutela i più piccoli, anzi li predispone il più presto possibile all&#039; uso di sigarette, di alcool e di droga è una società marcia nelle fondamenta.&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face=&quot;Arial&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;em&gt;D&#039; altronde se i modelli sono i ragazzi e gli adulti, il risultato è scontato, i più piccoli non faranno che seguire il loro esempio, quando non sono i &amp;quot;grandi&amp;quot; stessi a trovare piacere nel piegare giovani menti. &lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;font face=&quot;Arial&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Non ci si pensa, ma ogni scelta che uno compie non riguarda solo sè stessi, ma si riflette sul comportamento totale della società (piccola o grande) dove egli vive.&lt;/font&gt; &lt;/em&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Tue, 06 Mar 2007 07:19:17 -0800</pubDate>
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    <title>La via dell'etanolo</title>
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    <author>nospam@example.com (MThule)</author>
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    &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/Etanolo.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;hr /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Se lo dice Bush che l&#039;etanolo salverà il mondo possiamo pur crederci. Ma cosa ci salverà da Bush?&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;hr /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/font&gt;&lt;p&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Qualche informazione.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;In campo energetico, il bioetanolo può essere utilizzato direttamente come componente per benzine o per la preparazione dell&#039;ETBE (EtilTerButilEtere), un derivato alto-ottanico alternativo all&#039;MTBE (MetilTerButilEtere).&lt;br /&gt;Il Bioetanolo può essere aggiunto nelle benzine per una percentuale che può arrivare fino al 30% senza dover modificare in nessun modo il motore o, adottando alcuni accorgimenti tecnici anche al 100% come in Brasile dove, per ragioni di politica energetica locale, l&#039;etanolo è stato utilizzato per diversi anni anche come carburante &amp;quot;unico&amp;quot; in sostituzione della benzina. Oggi viene molto utilizzato anche in Svezia, la nazione europea dove più si sta sviluppando il mercato del bioetanolo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Mon, 05 Mar 2007 08:15:20 -0800</pubDate>
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