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    <title>Contro In Formazione - Riciclaggio</title>
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    <pubDate>Wed, 07 Jan 2009 02:46:52 GMT</pubDate>

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        <title>RSS: Contro In Formazione - Riciclaggio - Informare per Formare</title>
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    <title>Crisi Circolatoria o Inizio d'Infarto?</title>
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            <category>Politica</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Druido)</author>
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    &lt;br /&gt;
&lt;img height=&quot;333&quot; width=&quot;572&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/gasdotto-russi-diretti-in-europa.jpg&quot; /&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Le forniture di gas russo che arrivano in Italia dal gasdotto Tag «alle 10 di questa mattina erano solo il 10% di quanto normalmente ci arriva». Lo ha detto un portavoce di Eni a SkyTg24 facendo quindi luce sul reale impatto del taglio di Gazprom alle forniture di gas in Ucraina. Una mossa, arrivata dopo settimane di contenzioso tra Mosca e Kiev, le cui conseguenze si sono subito avvertite, soprattutto nei paesi dell&#039;Est. L&#039;Ucraina infatti ha chiuso tre dei quattro gasdotti attraverso cui transita il gas russo destinato all&#039;Europa.&lt;br /&gt;Blocco totale anche per Ungheria e Bosnia. Situazione molto critica anche in Francia: le consegne di gas russo sono state ridotte «di più del 70%» rispetto alla norma, ha reso noto il gruppo energetico Gdf Suez in un comunicato. L&#039;Austria, avendo ricevuto solo il 10% del gas russo pattuito, per compensare la riduzione è stata costretta ad attingere alle riserve stoccate nei depositi ha fatto sapere il gruppo del gas e del petrolio OMV. Altri paesi come Bulgaria, Grecia, Turchia e Macedonia hanno denunciato l&#039;interruzione dei flussi. Anche le forniture di gas alla Turchia provenienti dal gasdotto occidentale russo, che attraversa l&#039;Ucraina, sono state completamente interrotte. Il ministro dell&#039;Energia turco ha annunciato che il Paese dovrà fare ricorso alle riserve. «Totale interruzione delle forniture di gas russo» è stata confermata anche dalla Romania, attraverso la compagnia Transgaz S.A e dalla Croazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;fonte www.ilsole24ore.com&lt;/i&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Ancora un nuovo capitolo della crisi del gas russo/ucraina. Kiev non paga la sua bolletta miliardaria a Gazprom, e ruba il gas diretto ad Ovest, Mosca risponde chiudendo i tubi. Mezza Europa in ansia per i suoi termosifoni, che rischiano di non scaldare questo inizio d&#039;anno sotto zero. Dal Ministro dello Sviluppo (quale?) Scajola fioccano rassicurazioni sulle nostre riserve, i pompieri mediatici minimizzano questo nuovo capitolo di una frattura politica che non potrà continuare ad esser un ripetititvo &amp;quot;gioco delle parti&amp;quot; stagionale.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;p /&gt; 
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    <pubDate>Tue, 06 Jan 2009 18:46:52 -0800</pubDate>
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    <title>Antiquariato Italia</title>
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            <category>Politica</category>
    
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    <author>nospam@example.com (MThule)</author>
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    <pubDate>Mon, 05 Jan 2009 16:24:05 -0800</pubDate>
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    <title>Niente basta a chi non basta ciò che è sufficiente (Epicuro)</title>
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            <category>Economia</category>
    
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    <author>nospam@example.com (MThule)</author>
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    &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/epicuro.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Sottoponiamo quest&#039;articolo apparso sul Corriere della Sera odierno poiché mostra quella che sarà la tendenza dei prossimi mesi: ovvero riappropriarsi indebitamente di valori da parte di coloro che sino a ieri erano fieri propugnatori di ciò che era esattamente antitetico a questi. Prepariamoci a nuovi santoni, filosofi, spiritualisti e giocolieri.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Epicuro e la crisi dei consumi&lt;br /&gt;Il ritorno alla frugalità&lt;br /&gt;Nei giorni prima di Natale i negozi sembravano pieni, ma i commercianti assicurano che quest&#039;anno il giro d&#039;affari è significativamente diminuito rispetto al passato. Più che la quantità, a calare è stata soprattutto la qualità degli acquisti, il loro valore: la crisi ha indotto i consumatori a farsi più guardinghi, a spendere con maggiore oculatezza. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Da un punto di vista strettamente economico, questa reazione era prevedibile e desta giustificate preoccupazioni per il futuro: le crisi causano sempre una contrazione dei consumi ma se questi calano troppo si rimane intrappolati a lungo nella recessione. Da un punto di vista più generale, non è detto tuttavia che una riduzione (temporanea) del potere d&#039;acquisto comporti solo effetti negativi. Essa potrebbe originare anche qualche dinamica virtuosa, ad esempio stimolando il recupero di valori quali «responsabilità» e «frugalità» nella definizione dei nostri bisogni e dei nostri modelli di consumo. Si tratta di parole che suonano oggi fuori moda e persino un po&#039; retoriche, soprattutto fra i più giovani. Eppure secondo i padri nobili dell&#039;economia di mercato (Adam Smith in testa) era proprio a valori come questi che il «buon» consumatore avrebbe dovuto ispirare la propria condotta. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;In un libro di qualche anno fa l&#039;economista Robert Frank ha denunciato la «febbre del lusso» e la tendenza all&#039;iper-consumo come inedita e temibile patologia del nuovo secolo. Un tempo riservati a piccole cerchie di élite, i cosiddetti luxury goods (un abito firmato, una vacanza ai Caraibi, una sofisticata apparecchiatura elettronica) sono oggi diventati un&#039;opzione accessibile ad ampie fasce di popolazione. Il desiderio di questi beni tende però a provocare una vera e propria rincorsa «posizionale» fra individui e gruppi sociali: ciascuno aspira a consumare un po&#039; di più del suo vicino o del suo gruppo di riferimento e si sente gratificato solo se riesce a migliorare o almeno a mantenere la propria posizione relativa. Sappiamo che, soprattutto negli USA, questa escalation consumistica ha poggiato su comportamenti spesso irresponsabili dal punto di vista finanziario, grazie a carte di credito e mutui ipotecari che hanno consentito a moltissime persone di spendere al di là delle proprie reali disponibilità. La crisi in cui siamo precipitati è almeno in parte connessa anche a questi comportamenti. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Se servisse a far calare la febbre dell&#039;iper-consumo (a cominciare da quello in deficit) il credit crunch potrebbe indurre una salutare bonifica di alcune pratiche sociali che hanno finito per provocare enormi circoli viziosi, a livello sia individuale che collettivo. Insieme al consumo «equo», il consumo responsabile è oggi al centro di un interessante dibattito fra scienziati sociali e filosofi e un libro appena uscito (« Frugality. Rebalancing material and spiritual values in economic life», Peter Lang Publishing, 2008) fa bene il punto sulla discussione. Riallacciandosi alle tesi di Frank, gli autori del volume denunciano a chiare lettere gli effetti ansiogeni e i molteplici sprechi causati dalle rincorse «posizionali» che si manifestano nella sfera del consumo, peraltro esacerbate dal processo di cre scente individualizzazione e secolarizzazione culturale. La parte più interessante del volume è l&#039;elaborazione di una vera e propria etica laica della frugalità, intesa come capacità di consumare (e più in generale vivere) in modo misurato, bilanciando fra di loro diversi valori, obiettivi e strumenti, in base a criteri di «giusta proporzione». &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Il richiamo non è tanto ai precetti religiosi, quanto piuttosto agli ideali classici (greci e latini) della temperanza, della costanza e della moderazione: della frugalitas, appunto, per dirla con gli Stoici o con Cicerone. A molti liberisti sentir parlare di «virtù», di regole morali con cui imbrigliare il comportamento dei consumatori (per giunta in tempi di recessione, ove la tenuta dei consumi è condizione essenziale per far ripartire l&#039;economia) farà senz&#039;altro drizzare i capelli. Ma la sindrome dell&#039;iper-consumo e i suoi molteplici paradossi sono fenomeni ormai ben documentati dalla ricerca psico-sociale. E se in tempi di crisi è sicuramente opportuno che i governi sostengano la domanda di beni e servizi, è forse altrettanto utile invitare chi li consuma a riflettere su quanto «valgono», davvero, le loro scelte. Come ricorda Luk Bouckaert (il curatore del libro sopra citato), il filosofo Epicuro sosteneva che il modo migliore per raggiungere la felicità fosse quello di semplificare bisogni e aspirazioni. E a chi voleva entrare nel suo «giardino dei piaceri» egli imponeva innanzitutto una prova di frugalità: restare fuori dal cancello per alcuni giorni, con una dieta di pane ed acqua. Il 2009 si preannuncia come un anno di austerità. La lezione di Epicuro può forse aiutarci ad affrontarlo col piede giusto. Cercando di fare «di necessità virtù» e di curare la febbre dell&#039;iper-consumo con il rimedio degli antichi: est&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot; /&gt; 
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    <pubDate>Fri, 02 Jan 2009 12:30:07 -0800</pubDate>
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    <title>Buone Feste a Tutti Quelli che...</title>
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            <category>Economia</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Druido)</author>
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--&gt;&lt;/style&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Il 2008 rischia di essere per Wall Street l&#039;anno più nero di tutti i tempi.&lt;br /&gt;A tre giorni dalla fine delle contrattazioni di quest&#039;anno l&#039;indice Standard &amp;amp; Poor&#039;s è in calo del 40,6% dalla chiusura del 2007. In pratica gli mancano soltanto una o due giornate negative per superare il -47,1% del 1931, l&#039;anno in cui si è registrato il peggior andamento borsistico di tutti i tempi.&lt;br /&gt;Secondo l&#039;indice Dow Jones Wilshire 5000, quest&#039;anno i listini statunitensi bruceranno la cifra record di 7.300 miliardi di dollari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Subprime e non solo.&lt;/b&gt; Tutto è cominciato con la crisi del settore immobiliare Usa e in particolare con quella dei subprime, che ha contagiato il settore finanziario, conducendo prima al credit crunch, la paralisi della liquidità creditizia, e poi alla recessione. Le borse hanno fatto da catalizzatore di questa tempesta economica e finanziaria, che non ha ancora finito di imperversare e che ha drammaticamente cambiato il panorama di Wall Street. Alcuni dei pilastri su cui si reggeva il grattacielo della finanza Usa non hanno retto. Prima è toccato a Bear Stearns, poi ad Aig, il gigante delle assicurazioni, che il governo Usa ha dovuto nazionalizzare.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Tra Lehman e Madoff.&lt;/b&gt; A seguire, è arrivato il crollo di Lehman Brothers, dietro al quale, con un impressionante effetto a catena, forse inizialmente sottovalutato dalle autorità Usa, tutto il mondo dorato delle grandi banche d&#039;affari americane, si è sbriciolato nell&#039;arco di pochi mesi. Goldman Sachs e Merrill Lynch hanno dovuto rinunciare al loro status di investment bank per trasformarsi in normali holding bancarie e cercare protezione dietro all&#039;ombrello della Fed.&lt;br /&gt;Le banche centrali di tutto il mondo hanno cercato di rimettere in moto il sistema finanziario internazionale, paralizzato dalla crisi, con gigantesche immissioni di liquidità e tagliando i tassi fin quasi a quota zero. Poi, quando la crisi dal sistema finanziario è passata all&#039;economia reale, allargandosi dagli Usa a tutto il mondo, prosciugando i consumi e innestando la retromarcia alla crescita produttiva, è toccato ai governi nazionali mettere in campo colossali piani di aiuti.&lt;br /&gt;Gli Usa hanno avviato il Tarp, un programma di stabilizzazione del sistema finanziario da 700 miliardi di dollari, che ultimamente la Casa Bianca ha accettato, a denti stretti, di allargare anche al comparto dell&#039;auto, per evitare il fallimento di General Motors e Chrysler. Come se non bastasse a peggiorare il quadro è arrivata nell&#039;ìultimo spicchio dell&#039;anno la gigantesca truffa finanziaria di Bernard Madoff, l&#039;ex presidente del Nasdaq, che ha bruciato 50 miliardi di dollari con la sua società finanziaria.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;La ricetta di Obama. &lt;/b&gt;Il presidente eletto Barack Obama, che s&#039;insedierà il prossimo 20 gennaio, ha già detto che intende varare un altro piano di stimoli all&#039;economia, che molti esperti stimano tra i 700 e gli 850 miliardi di dollari, il cui obiettivo dovrà essere quello di creare almeno 2,5 milioni di nuovi posti di lavoro.&lt;br /&gt;Intanto anche il Giappone e la Cina hanno messo in campo due piani di aiuti all&#039;economia da oltre 800 miliardi di dollari l&#039;uno, mentre l&#039;Europa sta faticosamente cercando di mettere assieme risorse e la commissione Ue ha predisposto un piano da 200 miliardi di euro, pari all&#039;1,5% del Pil dei 27 Paesi membri, che il Fmi ha già definito insufficiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli osservatori internazionali parlano di una crisi globale di proporzioni mai viste prime, definita la peggiore crisi economica dai tempi della Grande Depressione degli anni Trenta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In queste ultime sessioni che mancano alla fine dell&#039;anno, non si è visto nessun rally di fine anno, o di &#039;santa Claus&#039; per i mercati azionari, segno, secondo gli analisti, che si prepara un 2009 ancora più nero del 2008 e quindi un nuovo drastico ridimensionamento della capitalizzazione di borsa dei titoli quotati.&lt;/font&gt;&lt;p&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;La prossima settimana si prevedono scambi leggeri in Borsa e poi, martedì 30 dicembre, arriveranno i dati del Conference board sulla fiducia dei consumatori Usa a dicembre. Mentre venerdì 2 gennaio, verranno diffusi i dati Usa dell&#039;indice Ism manifatturiero di dicembre, previsti ancora in calo e ben al di sotto dei 50 punti e cioè del livello che separa una fase di contrazione da una di espansione dell&#039;economia. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;o:p /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0.0001pt;&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;/span&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0.0001pt;&quot; /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0.0001pt;&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;fonte www.sole24ore.it&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0.0001pt;&quot; /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0.0001pt;&quot; /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0.0001pt;&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0.0001pt;&quot; /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0.0001pt;&quot; /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0.0001pt;&quot; /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0.0001pt;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Buone feste a tutti quelli che...credevano nell&#039; &amp;quot;era dell&#039;ottimismo&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0.0001pt;&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&lt;b&gt;Buone feste a tutti quelli che...&amp;quot;la mia banca è differente&amp;quot;.&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0.0001pt;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Buone feste a tutti quelli che...&amp;quot;io ho linee di credito sicure&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0.0001pt;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Buone feste a tutti quelli che...&amp;quot;la nostra economia è solida&amp;quot;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;b&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0.0001pt;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Buone feste a tutti  quelli che...&amp;quot;gli analisti non sbagliano MAI!&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0.0001pt;&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&lt;b&gt;Buone feste a tutti quelli che...&amp;quot;i mercati emergenti sono il futuro&amp;quot;.&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;b&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0.0001pt;&quot; /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0.0001pt;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;...e che vi vada di traverso anche il panettone!&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0.0001pt;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0.0001pt;&quot; /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0.0001pt;&quot; /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0.0001pt;&quot; /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 0.0001pt;&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;o:p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;
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    <pubDate>Sat, 27 Dec 2008 17:41:13 -0800</pubDate>
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    <title>Pagherò</title>
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            <category>Economia</category>
    
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    <author>nospam@example.com (MThule)</author>
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    &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/perfpay.jpg&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color=&quot;#cc0000&quot;&gt;Nei negozi torna il libretto del «pagherò a fine mese»&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;«Quanto pago per il prosciutto? Quattro euro...Me li segni, passo a fine mese». Una conversazione, questa - tra un droghiere e il cliente - che sembrava riposta nei cassetti della memoria, quando l&#039;Italia comprava a credito. Ma che l&#039;attuale crisi ha rispolverato. Così droghieri, panettieri, fruttivendoli, lattai e macellai hanno rimesso sul banco, accanto al registratore di cassa, quel quaderno con scritto nome e cognome del cliente, data e importo dell&#039;acquisto.&lt;br /&gt;È quanto accade a Milano, ma lo stesso fenomeno lo si trova a Torino, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, e nelle città di provincia, fino a ieri magari più agiate e adesso con la cinghia tirata di un buco.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Il ricco capoluogo lombardo rappresenta l&#039;esemplificazione di questo scenario. Nei pressi della stazione di Lambrate - zona medio borghese - c&#039;è un panificio dove hanno addirittura tre libretti differenti per registrare i debitori. «Uno è per i clienti che pagano saltuariamente - precisa Daniele, il titolare - un secondo è per chi salda una volta al mese, l&#039;ultimo indica i clienti che regolano i debiti ogni tre o quattro mesi». Anche qui, come in tutti gli esercizi interpellati, il privilegio del pagamento a credito è riservato alla clientela affezionata. «È la nostra arma in più contro i grandi supermercati», conferma il gestore dello spaccio alimentare di piazzale Rosa, zona Corvetto. Non si tratta solo della rivincita degli alimentari al dettaglio: è uno dei segni quotidiani della crisi che intacca le disponibilità mensili delle famiglie e dei pensionati, le categorie di consumatori che fruiscono di più di queste agevolazioni. «A volte ci chiedono direttamente di dilazionare i pagamenti - continua il commerciante di Corvetto - altre volte usano delle scuse: la più sentita è &amp;quot;guardi, ho dimenticato il portafoglio a casa&amp;quot;».&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Spesso non si tratta di grandi acquisti. «Lo sa che qui - afferma un esercente di via Marochetti, sempre in zona Corvetto - io faccio credito per l&#039;acquisto di mezzo litro di latte?». Un prodotto che costa intorno ai 70 centesimi. E non è raro che poi i debitori non si facciano più vedere. «Guardi - prosegue il gestore - io sono cresciuto nella miseria e ho 53 anni, ma un Natale così non l&#039;avevo mai visto». Il pagamento a credito infatti è un fenomeno recente. La maggior parte degli esercenti conferma che da un anno si sono decisi a riaprire il quaderno dei crediti perché le famiglie soffrono soprattutto la quarta settimana del mese e chiedono di dilazionare il pagamento fino all&#039;arrivo dello stipendio. In particolare, secondo Luisa Cerreta, addetta de &amp;quot;Il Fornaretto&amp;quot; di Quarto Oggiaro, quartiere popolare alla periferia di Milano, «questo novembre è stato micidiale: consideri che adesso faccio credito a una ventina di clienti fissi su un totale di 150 acquirenti. Si sta tornando a un passato che credevo dimenticato».&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;A Quarto Oggiaro il meccanismo del pagamento a credito è ormai una realtà per i rivenditori al dettaglio. «Succede spesso - conferma Francesco Baldini, gestore dell&#039;ortofrutta nel mercato rionale del quartiere - poi ci metta che il costo dei prodotti è aumentato e ottiene un autunno molto brutto: così, scriviamo sul libretto del pagherò».&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;In realtà, i meccanismi dei gestori per la registrazione dei clienti a credito sono differenti. «Io segno debito e debitore sul calendario», afferma la titolare di una panetteria in via Padova. «A me basta scriverlo su dei &amp;quot;post it&amp;quot;», riprende la panettiera di Quarto Oggiaro. «Io uso il quaderno per tradizione», continua una panettiera di piazza Firenze. «Noi scriviamo tutto sullo scontrino che teniamo in cassa e ne diamo una copia al cliente», precisa un addetto alla salumeria di Quarto Oggiaro. E il metodo di registrazione su ricevuta sembra il più utilizzato: da Lambrate al Giambellino, da Corvetto a Crescenzago.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Per quanto il credito sia uno strumento che avvantaggi i negozianti alimentari al dettaglio, i piccoli esercizi sono continuamente falciati dalla mannaia della grande distribuzione. Resistono i panettieri, che vendono ormai moltissimi generi alimentari. Ma soffrono i rivenditori di frutta. «Qui il lavoro è calato del 40% - lamenta Michela del Minifruit di Crescenzago - e a un mio cliente farei sempre credito». Ma sono drasticamente diminuiti anche i salumieri, che ormai confluiscono nelle macellerie. «Ora si paga spesso con le carte di credito - afferma il titolare della macelleria Montalbano a Lorenteggio - così si dilaziona il tutto di 15 giorni».&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Nella macelleria Marazzi a Lambrate invece non si accettano strumenti di pagamento elettronico. «Lo scriva - afferma uno dei gestori - noi non li usiamo perché così le banche saltano per aria: per questo preferiamo fare credito ai clienti fidati». E il macellaio del quartiere rionale di Quarto Oggiaro afferma: «Io non faccio credito perché poi nessuno paga, piuttosto la carne la regalo». Qui si assiste a un dialogo surreale tra il gestore e un&#039;anziana signora: «Sono dure quelle bistecche in offerta?». Risponde il macellaio: «Certo signora, tenere non possono essere».&lt;br /&gt;Ma sulla cattiva congiuntura non si può scherzare. «Faccio credito a buona parte dei miei clienti - conclude la titolare di un rivenditore alimentare al Giambellino - anche per un mese. Ma oggi non si è presentato chi mi doveva pagare e questo pesa sul bilancio, se considera che lo Sma aperta qui davanti mi ha portato via anche quei quattro clienti che mi erano rimasti». [Fonte: &lt;em&gt;Il Sole 24 Ore&lt;/em&gt;]&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Dal salumiere il pagherò, per le vacanze a Cortina il prestito e per un&#039;abbronzatura tutto l&#039;anno tante rate piccole-piccole. &lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;«&lt;em&gt;Essere pessimisti circa le cose del mondo e la vita in generale è un pleonasmo, ossia anticipare quello che accadrà&lt;/em&gt;». Ennio Flaiano&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p /&gt; 
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    <pubDate>Sun, 21 Dec 2008 00:39:00 -0800</pubDate>
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    <title>La questione morale</title>
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            <category>Politica</category>
    
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    <pubDate>Fri, 19 Dec 2008 16:10:47 -0800</pubDate>
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    <title>Addobbi per le feste</title>
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            <category>Economia</category>
    
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    <pubDate>Fri, 05 Dec 2008 11:25:45 -0800</pubDate>
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    <title>Titolo volatile</title>
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            <category>Economia</category>
    
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    <author>nospam@example.com (MThule)</author>
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    &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/6a00d834516dde69e200e54f34bb748834-800wi.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;A Londra la presentazione del piano triennale: dismissione delle attività non «core»&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color=&quot;#3399cc&quot;&gt;Telecom Italia annuncia altri 4 mila tagli&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il provvedimento si aggiunge alla già prevista riduzione di 5 mila «risorse» entro il 2010. &lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color=&quot;#3399cc&quot;&gt;Titolo volatile in Borsa&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt; &lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Wed, 03 Dec 2008 10:40:13 -0800</pubDate>
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    <title>In panne</title>
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            <category>Economia</category>
    
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    <author>nospam@example.com (MThule)</author>
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    &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/VisoAlta2.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Fiat, ferme le fabbriche campane fino al 12 gennaio &lt;/strong&gt; &lt;br /&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Rientreranno lunedì prossimo, ma solo per una settimana, le tute blu dello stabilimento Fiat Auto di Pomigliano d&#039;Arco. Poi per tutti sarà di nuovo cassa integrazione ordinaria e festività anticipate. Torneranno in fabbrica il 12 gennaio. Una situazione che diventa sempre più tesa, anche perché i lavoratori chiedono da tempo certezze sul futuro dello stabilimento e in particolare i dettagli sulle future missioni produttive. Un timore acuito proprio dalla cassa integrazione e dall&#039;incertezza.&lt;br /&gt;Le Rsu da tempo sono in allarme. «Nonostante i nostri sacrifici – spiegano - e i risultati raggiunti dallo stabilimento nei mesi che lo hanno riportato a standard qualitativi positivi, non vediamo un futuro per questa fabbrica. Invano chiediamo dettagli sulle missioni produttive, dettagli che tardano ad arrivare». In realtà la Fiat ha fatto sapere che in dicembre l&#039;a.d. Sergio Marchionne incontrerà i sindacati per presentare il piano industriale e, quindi, anche le missioni produttive stabilimento per stabilimento. E conferma che per ora, nonostante quello che è accaduto sul mercato, nulla è cambiato nella posizione del Lingotto. Anche se l&#039;incontro sui programmi futuri potrebbe poi subire strada facendo modifiche, proprio a causa delle difficoltà di mercato.&lt;br /&gt;Una rassicurazione che però ai lavoratori non basta. «Mentre in tutte le altre realtà Fiat c&#039;è un piano produttivo per il futuro – spiegano le Rsu – Pomigliano rischia il tracollo vero e proprio». Sulle missioni produttive per Pomigliano non c&#039;è ancora nulla di certo. La conferma arriva anche dall&#039;Unione degli industriali di Napoli, da Luigi Porcelli: «Finora stiamo soltanto gestendo la Cig ordinaria, peraltro provocata da una crisi internazionale del mercato auto.&lt;br /&gt;Per altri discorsi, come quello delle missioni produttive, allo stato attuale non abbiamo alcun elemento». Non è comunque solo la Cig che preoccupa i lavoratori. «Possiamo anche tirare la cinghia per qualche mese – spiegano alcuni dipendenti del reparto di montaggio – ma ciò che ci preoccupa è il non avere certezze per il dopo cassa integrazione. Su questo vorremmo maggiori rassicurazioni». &lt;br /&gt;«Le difficoltà salariali dei lavoratori – afferma Giovanni Sgambati, segretario generale Uilm Campania – sono ulteriormente aggravate dal continuo ricorso alla cassa integrazione. Ed è questo ad acuire la tensione rendendo impossibile la sopravvivenza per le famiglie dei lavoratori in un contesto produttivo già del tutto precario». Gli fa eco Giuseppe Terracciano, segretario generale Fim Napoli, secondo il quale «il perdurare della crisi finanziaria sui mercati mondiali sta accentuando un terrorismo psicologico di grande preoccupazione per il futuro produttivo e occupazionale degli stabilimenti della Fiat di Pomigliano e dell&#039;intera area napoletana e del Paese».&lt;br /&gt;Identica la situazione alla Fma di Pratola Serra, dove si producono i motori Fiat. Qui la Cig è scattata il 15 novembre e proseguirà fino al 12 gennaio. Non sta certo meglio l&#039;indotto, costretto di pari passo con lo stabilimento di Pomigliano a ricorrere alla cassa integrazione. Ma secondo voci ben informate sembra che proprio le aziende dell&#039;indotto Fiat stiano adottando le contromisure, iniziando a spostare le proprie attività nelle vicinanze dello stabilimento Fiat di Cassino, dove però la situazione nelle ultime settimane è peggiorata. Anche se proprio il sito produttivo di Cassino potrebbe essere l&#039;unico ad avere già la certezza della produzione di un modello nuovo. Tuttavia in questo caso manca l&#039;ufficialità. Si chiama Alfa 149 ed è il veicolo che andrà a sostituire la 147 realizzata attualmente a Pomigliano.Certo è che sui tempi di annuncio e di lancio pende comunque la situazione attuale del mercato. Anche a Cassino le tute blu sono in &amp;quot;cassa&amp;quot; e torneranno a lavorare per una settimana dal 15 al 22 dicembre, per poi riprendere come la totalità degli stabilimenti del gruppo il 12 gennaio. Le vendite delle autovetture che si producono nella fabbrica cassinate continuano a registrare cali preoccupanti ed ora si punta alla ripresa del mercato nei primi mesi dell&#039;anno, tradizionalmente più favorevoli per questo settore. Ma il vero dramma che si profila all&#039;orizzonte riguarda i lavoratori delle fabbriche dell&#039;indotto. Specie per quelle più piccole il fermo produttivo causato dalla mancanza di commesse da parte della Fiat potrebbe provocare riflessi occupazionali molto preoccupanti.&lt;br /&gt;Qui la Fiom sta promuovendo una raccolta di firme tra i lavoratori per sostenere la richiesta del sindacato al Governo di aumentare l&#039;indennità di cassa integrazione, attualmente pari al 60% del salario ordinario, fino all&#039;80%. Una richiesta che è stata fatta anche in Campania da tutte e tre le sigle confederali che unitariamente hanno proposto una serie di interventi per scongiurare la perdita di centinaia di posti di lavoro nel settore. [Fonte: &lt;em&gt;Il Sole 24 Ore&lt;/em&gt;]&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Fri, 28 Nov 2008 11:37:12 -0800</pubDate>
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    <title>Santa Madre Economia</title>
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            <category>Economia</category>
    
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    <author>nospam@example.com (MThule)</author>
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    &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/licenziamento37.jpg&quot; align=&quot;left&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color=&quot;#333300&quot;&gt;Russia: verso 200mila licenziamenti&lt;/font&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;La crisi finanziaria internazionale provochera&#039; 200.000 licenziamenti ufficiali nei prossimi 2 mesi,ma la cifra reale sara&#039; molto piu&#039; alta. Lo sostiene il vicecapo del servizio federale per il lavoro Aleksei Vovcenko.&#039;Abbiamo avuto preavvisi che indicano questi numeri&#039;,ha detto riferendosi alla legge in base alla quale le aziende devono comunicare con 2 mesi di anticipo le riduzioni del personale.&#039;Ma le pmi non fanno nessuna notifica,si limitano a licenziare,o a firmare lettere di dimissioni&#039;.  &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Arial&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;L&#039;effetto domino sta progredendo giorno per giorno...il migliore mondo possibile sta crollando sotto i nostri sguardi impotenti e presto inizierà la selezione.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Thu, 27 Nov 2008 10:00:09 -0800</pubDate>
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    <title>La Crisi Economica, il Buffone e la Doccia Fredda</title>
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            <category>Economia</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Druido)</author>
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    &lt;br /&gt;
&lt;p&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; border=&quot;0&quot; align=&quot;bottom&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/berlusconi1.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; /&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&amp;quot;L&#039;ottimismo, il coraggio, la volontà e la speranza possono farci uscire e in fretta dalla crisi che domina da alcune settimane: se tutti mettessimo in campo lo stesso ottimismo, potremmo guardare con più sicurezza al futuro che ci aspetta&amp;quot;. Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi torna sul tema della recessione all&#039;assemblea generale dell&#039;Unione industriali romani e annuncia &amp;quot;che al prossimo Cipe stanzieremo 16,600 miliardi di euro per le infrastrutture. Serve un nuovo piano infrastrutturale&amp;quot;. &lt;/font&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Quando il buffone di Arcore pronuncia la parola &lt;em&gt;&amp;quot;ottimismo&amp;quot; &lt;/em&gt;mi viene da piangere...Ma poi arriva l&#039;Ocse e la musica cambia tono!&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;L&#039;Ocse ha peggiorato ulteriormente le sue previsioni di crescita per Eurolandia. L&#039;Economic Outlook pubblicato oggi prevede un&#039;espansione del prodotto interno lordo dei Quindici dell&#039;1% nel 2008, una contrazione (-0,6%) nel 2009 e un ritorno alla crescita nel 2010 (+1,2%).&lt;/font&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Molti fra i 30 paesi dell&#039;Ocse &amp;quot;si trovano, o stanno per trovarsi, in una recessione durevole e con&lt;br /&gt;un&#039;intensita&#039; che non si vedeva dall&#039;inizio degli anni &#039;80&amp;quot;. A dirlo e&#039; l&#039;Ocse nella versione preliminare del suo Economic Outlook, che parla di un &amp;quot;blackout&amp;quot; finanziario seguito alla&lt;br /&gt;bancarotta di Lehman Brothers.&lt;/font&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;L&#039;Ocse prevede un deciso aumento della disoccupazione a causa della recessione. Nel 2010,&lt;br /&gt;nell&#039;area Ocse (che comprende 30 paesi), i senza lavoro saliranno di 8 milioni di unita&#039; portando il totale a 42 milioni rispetto ai 32 milioni del 2008.&lt;/font&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&amp;quot;Le incertezze relative a questa versione dell&#039;Outlook sono eccezionalmente elevate, specialmente per quanto riguarda la velocita&#039; con cui la crisi dei mercati finanziari sarà&lt;br /&gt;superata&amp;quot;, dice nell&#039;editoriale il capo economista dell&#039;Ocse Klaus Schmidt-Hebbel.&lt;/font&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Nere le previsioni per l&#039;Italia: tra due anni la disoccupazione tornerà  all&#039;8%, l&#039;inflazione sarà al 3,5, &amp;quot;la recessione, iniziata all&#039;inizio dell&#039;anno, e&#039; probabile che si trascini per gran parte del 2009, come in molti altri paesi dell&#039;Ocse&amp;quot;. Si legge nell&#039;Economic Outlook del&#039;Organizzazione che prevede &amp;quot;ulteriori cali del prodotto interno lordo fino a fine 2009&amp;quot; a fronte di &amp;quot;condizioni creditizie interne piu&#039; difficili&amp;quot;, della crisi finanziaria globale e delle &amp;quot;continue perdite di competitivita&#039; sui costi&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Nei fatti, il tasso L&#039;Economic Outlook dell&#039;Ocse riconosce alla legge finanziaria italiana (2009-11) la capacita&#039; di &amp;quot;riconoscere come l&#039;elevato debito pubblico e gli spread di rischio crescenti (vedi spread Btp-Bund, ndr) lascino poco spazio&amp;quot; a politiche anticicliche. Ma date le circostanze&lt;br /&gt;eccezionali, per l&#039;Ocse a l&#039;Italia dovrebbe &amp;quot;essere consentito l&#039;utilizzo degli stabilizzatori automatici&amp;quot;. Una posizione dell&#039;Ocse forse rivolta alla Commissione Ue che finora sembra intenzionata a favorire l&#039;uso degli stabilizzatori automatici solo ai paesi a ridosso&lt;br /&gt;del pareggio del bilancio o debito pubblico non elevato, conti previdenziali in ordine, tasso di natalita&#039; positivo ed elevata percentuale della popolazione attiva.&lt;/font&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Per &#039;Ocse e&#039; anche decisivo che l&#039;esecutivo continui con &amp;quot; i tagli previsti nel pubblico impiego per migliorare l&#039;efficienza e ridurre i costi&amp;quot;. Per il 2010, l&#039;Ocse vede il rapporto deficit/pil al 3,1%,&lt;br /&gt;oltre la soglia del Patto di crescita e stabilita&#039;, ma va ricordato che il Patto prevede sfondamenti temporanei di questo parametro in caso di seria recessione.&lt;/font&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Fonte &lt;/font&gt;&lt;a href=&quot;http://www.rainews24.rai.it/&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;www.rainews24.rai.it&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ed è subito requiem!&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Tue, 25 Nov 2008 20:28:25 -0800</pubDate>
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    <title>Il lavoro rende liberi o quasi.</title>
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            <category>Politica</category>
    
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    <author>nospam@example.com (MThule)</author>
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    &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/54326610_d0b2660c73copia.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il lavoro rende liberi. E&#039; proprio il caso di dirlo, se la proposta di Alfano passasse. Nello specifico i reati per i quali sarebbero previste pene per un massimo di quattro anni a carico di incensurati potranno essere commutati in ore di lavoro socialmente utile fino ad estinzione della pena. 1 giorno di arresto = 4 ore di lavoro. Sicuramente un&#039;ipotesi interessante se non fosse che le categorie di reati per i quali varrebbe questo &amp;quot;bonus&amp;quot; ricordiamo essere: la corruzione semplice, il falso in bilancio, i reati ambientali, il peculato semplice, l’usura impropria, l’appropriazione indebita, la frode informatica, la truffa, la corruzione di minorenne, la frode nell’esercizio del commercio, ecc. ecc. Interessante nevvero?&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt; Intendiamoci, saremmo d&#039;accordo nel far si che lo sconto della pena prevedesse dei lavori d&#039;utilità pubblica al di là di quelle rare occasioni pubblicizzate ampiamente dai mezzi di disinformazione ma lo vedremmo piuttosto applicato a chi dovesse scontare più di quattro anni di reclusione affinchè si abbia un beneficio della comunità. Ovviamente il buon senso lascia sovente spazio ad interessi fin troppo evidenti e che nulla hanno a che vedere con un miglioramento del sistema giudiziario e quindi carcerario. &lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;La destra che ha cavalcato l&#039;indulto come spot di propaganda si guarderebbe bene dall&#039;usare questo termine ed analoghi provvedimenti ma in compenso introducendo tale meccanismo capace di congelare il processo e, nel caso di un lavoro socialmente utile svolto bene dall’imputato, di estinguere pure il reato adotta non un provvedimento generale quanto &lt;em&gt;ad personam&lt;/em&gt;. &lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Gli amici non si dimenticano.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
    </content:encoded>

    <pubDate>Wed, 19 Nov 2008 10:50:27 -0800</pubDate>
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    <title>Il Profumo dei Soldi</title>
    <link>http://cblog.thule-italia.org/archives/3424-Il-Profumo-dei-Soldi.html</link>
            <category>Economia</category>
    
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    <author>nospam@example.com (MThule)</author>
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    &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/parfum.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;La Signora in rosso, qui sopra, nasconde tra le sue curve ed i suoi rossi capelli il grafico delle Azioni Unicredit in un anno (fonte: Teleborsa),anch&#039;esse in rosso. Ciò viene considerato indubbiamente un successo dall&#039;enigmatico mondo della finanza se...&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; color=&quot;#ff0000&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Profumo nominato presidente dei banchieri europei&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;L&#039;amministratore delegato di UniCredit, Alessandro Profumo, è stato nominato presidente del Consiglio della Federazione Bancaria Europea (FBE). Dall&#039;1 gennaio 2009 Profumo sarà dunque il presidente dei banchieri d&#039;Europa, che rappresenterà in tutte le sedi in cui opera la Federazione. A fine dicembre, afferma una notadell&#039;Abi, scade infatti il mandato di Michel Pèbereau, Presidente di Bnp-Paribas. Lo scorso 24 ottobre Profumo era stato confermato, dal Comitato Esecutivo dell&#039;Abi, rappresentante italiano nel Consiglio della Fbe per il secondo mandato. Il Consiglio Fbe è l&#039;organo competente ad assumere le decisioni di natura strategica e politica sulle principali questioni all&#039;attenzione della Federazione, alla quale aderiscono 31 Associazioni bancarie dei Paesi europei. Tra le priorità del nuovo presidente Fbe, aggiunge la nota, rafforzare la fiducia dei risparmiatori e dei mercati nelle banche, proporre misure e iniziative che possano fronteggiare adeguatamente la situazione e garantire la stabilità del mercati internazionali. Profumo è anche presidente del Supervisory Board di Hvb, presidente del Supervisory Board di Bank Austria, membro del cda e del Comitato esecutivo di Abi, membro del ca della Fondazione Teatro alla Scala, membro del cda dell&#039;Università Luigi Bocconi e membro del cda della Fondazione Arnaldo Pomodoro. [fonte: Ansa]&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;center&quot; /&gt; 
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    <pubDate>Sun, 09 Nov 2008 00:10:00 -0800</pubDate>
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    <title>Perchè gli volete dare per forza ragione?</title>
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            <category>Politica</category>
    
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    <pubDate>Sat, 08 Nov 2008 00:10:00 -0800</pubDate>
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    <title>Il baratto. Di necessità, virtù</title>
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            <category>Economia</category>
    
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    &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/baratto1.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Non possiamo che salutare favorevolmente quanto oggigiorno si ripresenta. Quando di necessità, virtù.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Il baratto per pagare le visite mediche. E&#039; quanto accade da alcuni giorni nello studio di un medico di Capaccio (Salerno), sanitario presso il pronto soccorso dell&#039;ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania. &amp;quot;Oggi è talmente difficile arrivare alla fine del mese che spesso non posso pretendere dai miei pazienti il pagamento in denaro&amp;quot;, spiega Raffaele Barlotti, medico capaccese di 49 anni, protagonista dell&#039;iniziativa. Il sistema è tanto semplice quanto originale. Da qualche giorno, infatti, le visite mediche del dottor Barlotti possono essere pagate “in natura”, secondo l&#039;antico sistema del baratto. &amp;quot;Le visite pagabili con il baratto sono quelle che volgarmente vengono chiamate di “medicina alternativa” - prosegue Barlotti - ma che io preferisco definire di “medicina solistica”. Ecco, da qualche giorno ho deciso di venire incontro ai miei pazienti, e chi decide di sottoporsi ad indagini mediche secondo i criteri della medicina olistica potrà pagare con il baratto&amp;quot;. E così, il contadino pagherà la visita per un dolore appendicolare con uova e olio, il titolare di una ferramenta, con chiodi e cacciaviti e un sarto con una camicia. Le visite con tale modalità di pagamento sono già partite da qualche giorno. Ripeto, è solo per venire incontro alle persone più indigenti e a tutti coloro i quali non possono permettersi di pagare in contanti la spesa di una visita medica.&lt;/font&gt; &lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Tue, 28 Oct 2008 16:11:47 -0700</pubDate>
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