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    <title>Contro In Formazione - Focus</title>
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    <description>Informare per Formare</description>
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    <pubDate>Mon, 05 May 2008 18:16:39 GMT</pubDate>

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        <title>RSS: Contro In Formazione - Focus - Informare per Formare</title>
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    <title>La ricetta del giorno: come ti cucino le cavallette (FAO)</title>
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    <author>nospam@example.com (MThule)</author>
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    &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/cavallette.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ecco i suggerimenti dati in un sito Web della Fao (Food and Agriculture Organisation), organismo dell&#039;Onu, per aiutare a combattere l&#039;orda di cavallette e le ricette come mangiarle.&lt;br /&gt;    Le cavallette, si spiega, sono ricche di proteine e possono essere fritte, bollite o arrostite &lt;br /&gt;    Una ricetta di una tribù dell&#039;Africa meridionale consiglia di ridurre le cavallette grigliate in polvere da mangiare in viaggio.&lt;br /&gt;    Una ricetta cambogiana suggerisce di &amp;quot;prendere diverse cavallette adulte, preferibilmente femmine, aprire l&#039;addome, farcirle con noccioline e stufarle&amp;quot;.&lt;br /&gt;    Un metodo per cucinarle in modo leggero è invece friggerle nel &amp;quot;wok con poco olio e sale, stando attenti a non bruciarle&amp;quot;.&lt;br /&gt;       A riguardo vedere sito della Fao all&#039;indirizzo &lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;a href=&quot;http://www.fao.org/news/global/locusts/LOCFAQ.htm#q19&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;http://www.fao.org/news/global/locusts/LOCFAQ.htm#q19&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;  &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;***&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color=&quot;#ff0000&quot;&gt;Il Presidente del Senegal Abdoulaye Wade ha chiesto la soppressione dell&#039;Agenzia dell&#039;Onu per l&#039;agricoltura e l&#039;alimentazione (Fao), bollandola come &amp;quot;uno spreco di denaro&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt; Intervendo sulla crisi in atto nel mondo a causa del rincaro dei generi alimentari di prima necessità, il Presidente ha puntato il dito contro la Fao, addebitandole gran parte della responsabilità di tale situazione. &lt;br /&gt;&amp;quot;Nonostante tutti i meriti del suo Direttore generale, è l&#039;istituzione della Fao a dover essere messa in discussione&amp;quot;, ha detto Wade in una dichiarazione trasmessa per radio e televisione. &amp;quot;L&#039;attuale situazione è in gran parte un suo fallimento e le sue grida non sortiranno alcun effetto - ha aggiunto - questa istituzione che svolge attività già affidate ad altri, apparentemente più efficaci, è un pozzo di denaro in gran parte speso per poche operazioni poco efficaci sul terreno&amp;quot;. La Fao ha chiesto nei giorni scorsi 1,7 milioni di dollari &amp;quot;per un&#039;iniziativa di emergenza di distribuzione di sementi e concime&amp;quot;. &lt;br /&gt;Il Presidente senegalese ha quindi ricordato di aver &amp;quot;chiesto da tempo&amp;quot; il trasferimento in Africa della Fao, oggi con sede a Roma, perchè &amp;quot;nulla giustifica la sua presenza oggi in un paese sviluppato&amp;quot;. Tuttavia, ha concluso, &amp;quot;questa volta, chiedo di più, occorrerebbe eliminarla&amp;quot;. &lt;br /&gt;Wade ha quindi ricordato che il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad) ha promesso &amp;quot;200 milioni di dollari per gli agricoltori poveri dei paesi più colpiti&amp;quot;. La disparità di costo degli interventi della Fao e dell&#039;Ifad, ha aggiunto, &amp;quot;mostra la progressiva marginalizzazione&amp;quot; della Fao e giustifica la sua soppressione, come pure il trasferimento dei suoi &amp;quot;utili all&#039;Ifad, &amp;quot;che potrebbe diventare un Fondo mondiale di assistenza all&#039;agricoltura con sede obbligatoria in Africa&amp;quot;.  [&lt;em&gt; Il Sole 24 Ore&lt;/em&gt; ]&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Mon, 05 May 2008 11:16:39 -0700</pubDate>
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    <title>Il tribuno</title>
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    <author>nospam@example.com (MThule)</author>
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    &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/untitled.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Quest’ultima puntata è dedicata alla decodificazione di alcune balle su Beppe Grillo e di Beppe Grillo. Anzitutto delle precisazioni. Come visto, Giuseppe Piero Grillo non ha solo fruito due volte di un condono fiscale tombale, ma anche di un condono edilizio nella sua villa di Sant’Ilario. Come visto, poi, la pretesa di impedire la candidatura di chi abbia avuto delle condanne penali in giudicato (regola che non esiste in nessun Paese del mondo) precluderebbe ogni candidatura di Beppe Grillo medesimo, che è pregiudicato per omicidio colposo plurimo. A questa condanna, raccontata nella puntata di ieri, va aggiunto un patteggiamento per aver definito Rita Levi Montalcini «vecchia p...» in un suo spettacolo del 2001: dovette pagare 8400 euro e la causa civile è ancora in corso, anche perché Grillo sostenne che la scienziata ottenne il Nobel grazie a un’azienda farmaceutica. A proposito dei referendum promossi dalle piazze grillesche, invece, vediamo che anche il promotore Antonio Di Pietro invoca che un parlamentare non resti tale per più di due mandati: ma non ha detto che lui, di mandati, ne ha già collezionati cinque, per un totale di anni 11. Anche Marco Travaglio, venerdì, ha tuonato contro i finanziamenti pubblici all’editoria: ma non ha detto che il suo giornale, l’Unità, percepisce più contributi di tutti, e non «come tutti i giornali italiani» (parole sue, rivolte alla folla beona del V-day), bensì nella modalità assai più danarosa riservata alla stampa politica; dalla Rai all’Unità, insomma, Travaglio è pagato coi soldi dei contribuenti. Per chiudere con la manifestazione di venerdì: Piazza San Carlo è grande 168 per 76 metri, dunque 12.768 metri quadri che moltiplicati per 3 (tre persone ogni metro, e sono già tante) dà 38.304 persone totali, non 120mila come dal blog di Grillo: «Eravamo in 120.000. Chi era presente lo sa e anche chi può informarsi in Rete». &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il Grillo censore&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Grillo non a caso riconosce solo la rete, per quanto la cosa, nel tempo, si sia configurata come un’ossessiva paura del confronto. Interviste non ne rilascia, ed è nota l’esperienza del giornalista Sandro Gilioli: nel gennaio scorso si mise d’accordo col comico per un’intervista di quattro pagine, ma poi si vide respingere le domande perché definite «offensive e indegne»: tuttavia, una volta rese pubbliche, si sono rivelate del tutto ordinarie. &lt;br /&gt;Poi c’è il capitolo libri: Grillo, semplicemente, è solito bloccare qualsiasi volume che lo riguardi. Nel 2003 fece diffidare e bloccare «Grillo da ridere» di Kaos edizioni, biografia a lui favorevole: la scusa fu che conteneva un’eccedenza di testi dei suoi spettacoli. Nel 2007 invece ha diffidato e bloccato «Chi ha paura di Beppe Grillo?» di Emilio Targia, Edoardo Fleischner e Federica De Maria, scritto per Longanesi: tre studiosi che hanno seguito Grillo per anni; aggiornato due volte, Longanesi infine ha lasciato perdere per non avere grane. Il libro, dopo che per analoghi motivi era stato rifiutato da ben 23 editori, è uscito infine per Selene edizioni giusto in questi giorni. La biografia «Beppe Grillo» uscita infine per Aliberti, e scritta da Paolo Crecchi e Giorgio Rinaldi, è nelle librerie dal novembre scorso nonostante le minacce fatte recapitare da Grillo, ai due autori, a mezzo del giornalista della Stampa Ferruccio Sansa, figlio del suo dirimpettaio Adriano. Tutte le cause, infine, per risparmiare, sono promosse dallo studio legale del figlio di suo fratello Andrea. Va anche detto che l’atteggiamento di Grillo, casta di se stesso, probabilmente non è solo ascrivibile alla preservazione di un culto della propria personalità: semplicemente, vuole essere l’unico a guadagnare col proprio nome. &lt;br /&gt;Il blog che non lo è Sotto questo profilo, la definizione corretta del suo celebre blog, aperto il 26 gennaio 2006, è «sito commerciale»: come tale è infatti classificato. I numeri parlano chiaro: un anno prima del blog, nel 2004, Grillo ha fatturato 2.133.720 euro; nel 2006, due anni dopo, ne ha fatturati 4.272.591. La politica del Vaffanculo sta rendendo bene. Nel citato «Chi ha paura di Beppe Grillo», i tre autori hanno monitorato il sito per tre anni osservando come Grillo, spesso con la scusa della battaglia per la democrazia e il finanziamento dei V-day, venda ogni genere di gadget: video del V-day, dvd dello spettacolo Reset, libro «Tutte le battaglie di Grillo», eccetera. Anche i circolini politici rendono: chi vuole aprire un fan club deve pagare 19 dollari per un mese (dollari, perché la piattaforma è negli Usa) che sono scontati a 72 per chi prenota un semestre. Per ora i circoli sono poco più di 500, ed è già un bel rendere.&lt;br /&gt;Solo alla rete e a Grillo, dunque, dovremmo affidare le verità su Grillo. Tipo questa: «Ho avuto una Ferrari, ma l’ho venduta». Fine. Salvo scoprire, certo non sulla rete, che di Ferrari ne ha avute due, più Porsche, Maserati, Chevrolet Blazer, eccetera. Oppure, sempre parole sue: «Ho due case, una a Genova e una in Toscana». Fine. Salvo scoprire, certo non sulla rete, che una in effetti è a Bibbona, Livorno, 380 metri quadri e 5.600 metri quadri di terreno; ma risulta intestato a lui anche l’appartamento di Rimini dove stava con l’ex moglie, senza contare che la Gestimar, la sua società immobiliare gestita dal fratello, possiede i tre appartamenti a Marinelledda, una villa a Porto Cervo, due locali più garage a Genova Nervi e infine un esercizio commerciale a Caselle, oltreché un garage in Val d’Aosta. Oppure, ancora: «Ho avuto la barca, ma l’ho venduta». Salvo scoprire, certo non sulla rete, che di barche ne avute diverse; una forse l’avrà anche venduta, ma il panfilo «Jao II» di 12 metri, in realtà, risulta affondato alla Maddalena il 5 agosto 1997. C’erano a bordo anche Corrado Tedeschi (che oggi odia Grillo pubblicamente) con la sua compagna Corinne. La barca finì su una secca peraltro segnalatissima, e fu salvato dalla barca dei Rusconi, gli editori. Grillo fu indagato per naufragio colposo, procedimento archiviato. Un’altra volta, il 29 maggio 2001, riuscì nell’impresa si insabbiare un gommone nel profondissimo mar Ligure, alla foce del Magra: con lui c’era Gino Paoli, fu una giornata senza fine. Del condono tombale chiesto e ottenuto per due anni e per due volte dalla citata Gestimar, dal 1997 al 2002, diamo conto velocemente. Fu certo lecito, ma non obbligatorio. Il problema è che era esattamente il genere di condono contro il quale Grillo si era scagliato più volte, e in particolare con una lettera indirizzata al direttore di Repubblica risalente al giugno 2004. Se vorrà ne riparlerà Grillo medesimo, tra un vaffanculo e l’altro.&lt;br /&gt;Il nuovo Coluche Difficile scacciare l’idea che Grillo non sogni di potersi ispirare un giorno a Michel Coluche, l’attore e comico francese che peraltro ebbe l’onore di conoscere sul set del film «Scemo di guerra» di Dino Risi: «Beppe si ingelosì molto del rapporto speciale che avevo con Michel», ha detto il regista. Coluche, idolo del box office transalpino, dai suoi spettacoli metteva alla gogna i politici e un bel giorno annunciò la candidatura all’Eliseo. Si ritirò solo all’ultimo, ma i sondaggi parevano garantirgli una messe incredibile di voti.&lt;br /&gt;Forse qualcuno avrebbe potuto già insospettirsi dall’esordio cinematografico di Grillo: «Cercasi Gesù», dove appunto interpretava un Cristo moderno anticipando la sindrome «Joan Lui» dell’altro aspirante santone, Adriano Celentano. Anche la discesa in campo di Silvio Berlusconi nel 1994, e relativo successo, deve averlo alquanto impressionato. Come rilevato da Libero il 3 ottobre scorso, Grillo mise il suo primo bollino elettorale proprio su Berlusconi: «Sono da mandare via, da mandare via questa gente qua, da votare gli imprenditori, ecco perché sono contento che è venuto fuori Berlusconi: lo voglio andare a votare». E qui siamo appunto nel 1994. Nella primavera successiva, vediamo, Grillo modificò il suo giudizio e lo spruzzò di venature appena megalomani: «Candidarmi sarebbe un gioco da ragazzi, prenderei il triplo del Berlusca» disse a Curzio Maltese su Repubblica. «Mi presento in tv e dico: datemi il vostro voto che ci divertiamo, sistemo due o tre cose. Un plebiscito». Poi, nel 2003, la svolta: «Per arrivare a Berlusconi dobbiamo essere diventati parecchio stupidi». Già covava. Ma una vera discesa in campo, Giuseppe Piero Grillo, non l’ha ancora fatta. Deve ancora discuterne col commercialista. [ Fonte: &lt;em&gt;Il Giornale&lt;/em&gt; ]&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;center&quot; /&gt; 
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    <pubDate>Tue, 29 Apr 2008 09:25:00 -0700</pubDate>
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    <title>Grillo casta di se stesso?</title>
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    <author>nospam@example.com (MThule)</author>
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    &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/bellini_casta-diva_norma-cavatina_string-quartet.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Fosse dipeso da lui, il libro non sarebbe mai uscito. Perché a dispetto del titolo -&amp;quot;Chi ha paura di Beppe Grillo?&amp;quot; - il più impaurito parrebbe proprio il comico genovese, talmente terrorizzato dall&#039;uscita del volume dal diffidare l&#039;originaria casa editrice (Longanesi) dal procedere alla pubblicazione. Invece il libro in questione - una vera e propria tesi di laurea sul creatore dei &amp;quot;Vaffa day&amp;quot; - dal 15 aprile è sugli scaffali. E le sorprese non mancano. Accanto al mostro della comunicazione capace di soffiare sul fuoco dell&#039;antipolitica e di spopolare su Internet con il suo blog a suon di record di contatti, infatti, spunta il Beppe Grillo che non t&#039;aspetti: refrattario al confronto, geloso del proprio copyright e abile nello sfruttare il successo delle sue pagine web per vendere il &amp;quot;suo&amp;quot; prodotto, ovvero libri, dvd e spettacoli con lui come protagonista indiscusso. Un Grillo «casta di se stesso», come lo definiscono gli autori del libro.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I PREGI DEL COMUNICATORE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Visione degli spettacoli nei palasport e nei teatri, rivisitazione delle partecipazioni televisive, analisi delle pagine web, ricerche d&#039;archivio, ma anche esame minuzioso della gestualità sul palco e interviste al pubblico accorso in massa alle sue performances. È questa la mole di lavoro che hanno dovuto affrontare i tre autori di &amp;quot;Chi ha paura di Beppe Grillo?&amp;quot;, il primo libro-inchiesta sul comico genovese (Selene edizioni, pp. 200, euro 15. Prefazione di Oliviero Toscani, postfazione di Marco Pannella). Accanto ad Emilie Targia, giornalista, caporedattore di Radio radicale, hanno operato Federica De Maria, linguista e critica letteraria, e il professore della Statale di Milano Edoardo Fleischner, che per due anni e mezzo ha passato al setaccio i post del comico sul web e i conseguenti messaggi del popolo del &amp;quot;Vaffa day&amp;quot;. Il risultato, spiega Targia, «è una tesi di laurea sul fenomeno Grillo. Uno strumento tecnico il più possibile oggettivo per orientarsi nel suo mondo».&lt;br /&gt;II viaggio inizia, e non poteva essere altrimenti, dal suo blog, capace di attestarsi, secondo il motore di ricerca Technorati, tra i primi trenta del mondo, con una media di centomila contatti al giorno. «Ma noi abbiamo iniziato a lavorarci nel gennaio 2006, ben prima del successo del &amp;quot;Vaffa day&amp;quot; del settembre 2007», precisa Targia. Il quadro che emerge dalla massa di dati è quello di un Grillo «comunicatore strepitoso, capace di trasferire sulle sue pagine web il suo essere un animale da palcoscenico». Dal teatro, o palasport che dir si voglia, ad Internet, il passo è breve. «Così come aggredisce l&#039;argomento sul palco, con una fisicità e un tono della voce diretti, Grillo scrive. Ha trasformato il suo blog in un formidabile strumento di comunicazione». Poi c&#039;è il fiuto, che ha permesso al comico di «recepire la voglia di una larga fetta di italiani di sentirsi urlati argomenti che prima non erano nemmeno nominati. Grillo è entrato in sintonia con la pancia politica degli italiani, diventando il catalizzatore di opinioni forti che andavano liberate». Fin qui il comico di successo che trascina in piazza decine di migliaia di italiani con la sola forza del passaparola su Internet. Dietro al Grillo tutto d&#039;un pezzo leader dell&#039;antipolitica, infatti, c&#039;è l&#039;artista geloso delle proprie prerogative e insofferente, per non dire ostile, al confronto.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LA MANCATA CENSURA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;II caso più clamoroso è legato alla sofferta gestazione del libro. Alla fine del 2006, riferisce la Selene edizioni, «la casa editrice Longanesi mette sotto contratto gli autori, annuncia il libro sul proprio catalogo e ad alcuni giornali. Ma il 27 febbraio 2007, la casa editrice invia una comunicazione agli stessi autori con la quale disdice il contratto poiché senza liberatoria da parte di Grillo il libro non può uscire. Pare, dopo aver ricevuto un fax nel quale si diffidava a pubblicare il libro». Una storia che ricalca quanto accaduto per il libro delle edizioni Kaos &amp;quot;Grillo da ridere (per non piangere)&amp;quot;, poi uscito nel 2003. E dire che proprio Grillo, in nome della conoscenza «libera e gratuita», ha fatto della battaglia contro il copyright, come ricordano i tre autori, uno dei suoi formidabili cavalli di battaglia.&lt;br /&gt;L&#039;ultimo capitolo del libro è significativamente intitolato &amp;quot;Grillo, casta di se stesso?&amp;quot;. È qui che emerge il lato oscuro del comico genovese. A partire dal blog, usato, scrivono Targia, De Maria e Fleischner, «come &amp;quot;grande microfono&amp;quot; per una sola voce». Proprio come un palco virtuale in cui lui, Grillo, fa lo show e gli altri, gli spettatori-internauti, assistono. Senza possibilità di interagire con lui. «Non c&#039;è mai una risposta diretta. Grillo usa il blog come un palcoscenico». E a scrivere, poi, non sarebbe neppure lui: «Dall&#039;uso degli aggettivi, della punteggiatura, dalla retorica del testo e dal livello di aggressività sono ben distinguibili almeno quattro ghostwriter».&lt;br /&gt;È stato lo stesso Grillo, del resto, a rifiutare numerose interviste trincerandosi dietro la giustificazione di essere un &amp;quot;monologhista&amp;quot;. Quattro pagine sono dedicate alla ricostruzione di una mancata intervista rilasciata al settimanale L&#039;Espresso nonostante l&#039;assenso iniziale. Tema del colloquio: la libertà di stampa e l&#039;informazione in vista del &amp;quot;Vaffa day&amp;quot; contro i giornali («la vera casta», per Grillo) in programma per venerdì 25 aprile. Intervista che il comico genovese rifiuta perché considera «offensive e indegne» le domande poste, rigorosamente in anticipo e via mail, dal giornalista Alessandro Gilioli.&lt;br /&gt;Lo stesso è accaduto, seppur con modalità diverse, in altre occasioni in cui Grillo &amp;quot;rischiava&amp;quot; di affrontare un dibattito: con il giuslavorista Pietro Ichino sulla legge Biagi (faccia a faccia da Bruno Vespa rifiutato); con Radio radicale (altro invito al confronto sul lavoro declinato); con il free press &amp;quot;Metro&amp;quot; (intervista prima accettata poi no). «Grillo con ogni probabilità usa così tanto Internet - e detesta così tanto i giornali - proprio perché il blog gli consente questo non confrontarsi, questo non dibattere», tira le somme Gilioli, che sul suo, di blog, ha ripercorso la storia della mancata intervista riportando anche le domande che hanno fatto infuriare il comico.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IL BLOG COME NEGOZIO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sul web, accanto alle invettive contro il Palazzo della politica, c&#039;è spazio anche per la promozione dei propri prodotti. Il 13 marzo 2007, ricordano gli autori, «Grillo ha annunciato sul suo blog la nascita della collana editoriale beppegrillo.it, dedicata alla pubblicazione delle iniziative lanciate sul sito e dei suoi spettacoli nei teatri e nei palasport italiani».&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;[Fonte: &lt;em&gt;Libero&lt;/em&gt; ]&lt;/p&gt;&lt;/font&gt; 
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    <pubDate>Tue, 22 Apr 2008 21:09:36 -0700</pubDate>
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    <title>Come è umano lei...</title>
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    <author>nospam@example.com (Nero per Caso)</author>
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    &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/sipadrone.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;1&quot;&gt;Foto tratta da Libero 17 aprile 2008&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Miuccia Prada, in partenza su un jet privato da St. Moriz, per salire sulla scaletta troppo alta per lui si serve della guardia del corpo sdraiata a terra per fargli da gradino.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Thu, 17 Apr 2008 09:09:53 -0700</pubDate>
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    <title>Biùtiful Cauntri</title>
    <link>http://cblog.thule-italia.org/archives/2783-Biutiful-Cauntri.html</link>
            <category>Focus</category>
    
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    <author>nospam@example.com (MThule)</author>
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    &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il film sulla munnezza che nessuno vuole&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/biF9tifulcauntri-con_5378_3.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/xDbk1KqIMJM&amp;rel=1&quot; width=&quot;325&quot; height=&quot;250&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; wmode=&quot;transparent&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/embed /&gt; 
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    <pubDate>Thu, 07 Feb 2008 09:55:19 -0800</pubDate>
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    <title>Prove tecniche di democrazia</title>
    <link>http://cblog.thule-italia.org/archives/2613-Prove-tecniche-di-democrazia.html</link>
            <category>Focus</category>
    
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    <author>nospam@example.com (MThule)</author>
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    &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/tortura3.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Una buona spia si tiene sempre una carta di riserva, una via di fuga nel caso la situazione si metta al brutto. Per questo a Langley, il quartier generale della Cia, hanno distrutto, contravvenendo agli ordini del potere politico, i video con il brutale interrogatorio di due terroristi.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Il «sottomarino» - In particolare quello di Abu Zubayda, un operativo di Al Qaeda, sottoposto al «sottomarino». Lo hanno immerso a testa in giù nell’acqua con uno straccio avvolto attorno al capo. Una situazione che provoca panico nel prigioniero, in quanto pensa di annegare. Un metodo duro, affermano a Washington, che avrebbe spinto il terrorista a fornire notizie utili alla cattura di altri elementi della rete di Osama. Ma questo è avvenuto molto tempo fa e adesso gli 007 temono di essere scaricati, finendo sotto inchiesta – il Congresso procederà a delle audizioni - per aver torturato un individuo. I rapporti tra il mondo dell’intelligence e l’amministrazione Bush attraversano infatti un momento difficile. Le coperture politiche possono saltare, lasciando gli agenti con il cerino in mano, anche se hanno agito in base a precise disposizioni. Tutto in nome della lotta al terrorismo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;E la sorpresa davanti allo scandalo manifestata dai parlamentari Usa è di facciata. Molti deputati sapevano. Il “Washington Post” ha rivelato come alcuni tra i più importanti congressisti – compresa Nancy Pelosi – fossero stati informati sulle tecniche impiegate dalla Cia negli interrogatori. Sistemi introdotti nel 2002 e svelati, tre anni dopo, dalla rete Abc.&lt;br /&gt;La «lista» prevedeva:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1) Scuotimento: il detenuto viene preso per la maglia e scosso in modo violento.&lt;br /&gt;2) Lo schiaffo: una percossa a mano aperta sul volto.&lt;br /&gt;3) La pancia: il prigioniero è colpito a mano aperta sullo stomaco; provoca dolore ma non causa danni interni&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;4) Il “palo”: la persona deve restare in piedi, in manette, incatenata al suolo per oltre 40 ore. E’ una delle tecniche più temute.&lt;br /&gt;5) La cella fredda: il prigioniero è tenuto nudo in una cella dove la temperatura è mantenuta sotto lo zero. Ogni tanto viene colpito con getti d’acqua.&lt;br /&gt;6) Water-boarding (sottomarino): Il detenuto è immerso ripetutamente nell’acqua, con la testa coperta da uno straccio o da cellophane. Per gli esperti la vittima può resistere una manciata di secondi.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;e altre torture, a queste tecniche se ne sono aggiunte altre, impiegate da servizi di sicurezza mediorientali.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1) Rovesciamento dell’orologio biologico dell’arrestato, non facendogli capire quando è giorno o notte.&lt;br /&gt;2) Privarlo del sonno per 72 ore.&lt;br /&gt;3) Esporre il sospettato a temperature elevate quindi costringerlo a stare in una cella ghiacciata.&lt;br /&gt;4) Assalto sensoriale: il prigioniero è tenuto in una cella con la luce sempre accesa e viene “bombardato” da musica psichedelica ad alto volume. &lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Arial&quot; size=&quot;2&quot;&gt;[ Fonte: &lt;em&gt;Corriere della Sera&lt;/em&gt; ]&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Mon, 10 Dec 2007 10:32:04 -0800</pubDate>
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    <title>Perugia: viaggio da incubo nella provincia Italia</title>
    <link>http://cblog.thule-italia.org/archives/2543-Perugia-viaggio-da-incubo-nella-provincia-Italia.html</link>
            <category>Focus</category>
    
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    <author>nospam@example.com (MThule)</author>
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    &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/resizeofresizeofcazzottipierug.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Riceviamo da Alessandro e con piacere pubblichiamo&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; color=&quot;#ff0000&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Perugia: viaggio da incubo nella provincia Italia&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Perugia, quasi anonima provincia del &amp;quot;cuore verde&amp;quot; d&#039;Italia, l&#039;Umbria.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Perugia, provinciale paese famoso per i Baci ed Eurochocolate, spesso adombrata da Assisi, famosa per ben altre celebrità.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Perugia, esempio di modernità nelle infrastrutture (a detta della Lorenzetti, presidente della Regione Umbria).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Perugia, esempio di integrazione e di benvenuto agli stranieri (a detta del sindaco Locchi).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Domenica sera. Sono oltre due mesi che non metto piede in tarda serata nel centro città. Corso Vannucci, stranamente, è vuoto. Voglio dire, in genere di domenica sera, con temperature invernali, non è il massimo della vita, ma in genere ci sno sempre quelle 400 presenze. E non mancano mai i soliti noti sulle scale del duomo. Soliti noti di carnagione scura, ovviamente.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Perugia, esempio di provincia venuta alla ribalta per un omicidio.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Perugia, difesa a spada tratta dal suo sindaco in televisione. Quando poi il collegamento mostra gli spacciatori sulle scale del duomo, indisturbati... boh? Vago.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Una eccezione. E subito partono gli ordini dal questore, ed in due giorni, la vita giovane di Perugia è stroncata da retate. Prima volta? No, questa è la nostra Italietta, passata la bufera Meredith tutto tornerà alle solite routines.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Ricordo circa 5 anni fa, quando ci fu uno dei tanti passaggi di comando presso il Comando Provinciale Carabinieri. Ricordo che subentrò tale Colonnello Gatti. Il sabato successivo, operazione da manuale a mezzanotte: tutte le vie di fuga del centro città bloccate, centinaia di Carabinieri, centinaia di fermi, sequestri, segnalazioni, arresti. Poi il Colonnelo Gatti, per misteriosi interventi divini, ha terminato il suo biennio di comando nell&#039;anonimato di chi è stato silurato.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Perugia, se ci cresci. Perugia, quando hai 17 anni, fermato dai Carabinieri perché &amp;quot;sei strano&amp;quot; ma i tunisini sulle scale non lo sono, neanche quando scaraventano a terra una italiana, tossicodipendente, e la riempono di calci, o quando si prendono in pieno centro a coltellate.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Nessuno vede, a Perugia. Tutti ignorano. Eppure è il paese troppo cresciuto dove tutti sanno tutto di tutti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Perugia, la provincia dei benestanti. Perugia, la provincia dalle 40 e oltre logge massoniche. Perugia, caposaldo di Indymedia, dove tutti gli esponenti della suddetta sono i figli della Perugia bene. Perugia, dove si è candidato Romagnoli e sede di svariati rappresentanti della cosiddetta &amp;quot;area&amp;quot;, anche li, figli di industriali e massoni.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Perugia, dove i soliti noti allo stadio fanno i propri porci comodi, vengono portati in questura e rilasciati senza colpo ferire, perché &amp;quot;ha telefonato tal de tali padre di pinco pallino della loggia n&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Perugia, se ci cresci. A 17 anni di sera giri per i vicoli con la tua compagna in quel tipico &amp;quot;imboscarsi&amp;quot; adolescenziale, per vedere nelle pietre di centinaia di anni incastrate dosi, siringhe, soldi.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Perugia, con cellule del SISDE e del SISMI sproporzionate per una cittadina di 140.000 abitanti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Perugia, sempre al centro delle inchieste sul terrorismo (sarà che è la sede dell&#039;Università per Stranieri?).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Perugia, dove cresci da quando hai 15 anni con i soliti noti della DIGOS che a 26 ancora ti fanno le poste davanti al negozio, ma mai si azzardano a seguire chi dovrebbero, perché sono i figli di tal de tali di cui sopra.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Perugia, dove la Feltrinelli appena aperta cestina centinaia di curriculum ed assume i figli della Perugia bene, affinché l&#039;affitto sia più basso.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Perugia, dove la facoltà di Medicina ogni anno subisce decine di ricorsi al TAR per i concorsi truccati, ricorsi regolarmente affossati col patteggiamento dell&#039;accesso.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Perugia, bella vita. Fiumi di cocaina, orgie garantite con le ragazze dell&#039;Erasmus, MDMA o come si scrive a pacchi nei locali, Perugia, 90 nightclub in 140.000 abitanti, Perugia, io ci metto 40 minuti per fare 12 chilometri per via della fila che c&#039;è per le solite ragazze dell&#039;est a battere sulla strada Corcianese.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Perugia dove anche gli operai della Perugina - che ora è della NESTLE - hanno il macchinone perché a Perugia o così o nulla.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Perugia: un&#039;inchiesta per un buco di bilancio nel comune di 54 milioni di euro scomparsa nei meandri delle notizie. Perugia, comune col buco di bilancio salvato dalla finanziaria e dai soldi delle multe.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Perugia: abiti a 12 km dal centro e hai un bus ogni ora, però adesso c&#039;è un minimetrò che sta costando milioni di euro. Solo che dopo che lo hanno costruito, gli ingegneri si sono accorti che è troppo vicino alle abitazioni e fa troppo rumore. Perugia dove i Carabinieri cercano di appurare se le fondamenta dei piloni del minimetrò hanno spostato la falda acquifera del colle su cui la città sorge.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Perugia, dove il comune fa finta di non sapere che le scuole del centro, in caso di terremoto, cederebbero senza lasciare scampo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Perugia, dove molti docenti de La Sapienza hanno la seconda cattedra. Con alloggio pagato e quasi doppio stipendio.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Perugia: tenore di vita di Milano, criminalità di Napoli.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Solo che a Napoli si sa. E si fa vedere. A Perugia, tutto si nasconde nell&#039;ipocrisia borghese.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Perugia, dove pochi mesi fa è sparita una pugliese mai più ricomparsa e dove hanno scannato post-orgia un&#039;inglese. Perugia, dove stupri e altro sono all&#039;ordine del giorno. Perugia dove un negozio al centro paga affitti terrificanti però c&#039;è l&#039;alimentari del Bangladesh.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Perugia, provincia d&#039;Italia.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Sarebbe da chiedersi quante Perugia ci sono in Italia, seppur con nomi differenti. E perché è necessario che vengano fuori solo quando - come nel caso in questione - succede qualcosa di &amp;quot;strano&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Fri, 23 Nov 2007 09:01:30 -0800</pubDate>
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    <title>Er parlà bbuffo</title>
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    <author>nospam@example.com (MThule)</author>
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    &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/cosarossabianca.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Ringraziamo &lt;font color=&quot;#ff0000&quot;&gt;Achille&lt;/font&gt; per la sua interpretazione &lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;object height=&quot;46&quot; width=&quot;180&quot; classid=&quot;clsid:22D6F312-B0F6-11D0-94AB-0080C74C7E95&quot;&gt;&lt;param value=&quot;http://MThule.fileave.com/20000103221413a.wav&quot; name=&quot;FileName&quot; /&gt;&lt;param value=&quot;false&quot; name=&quot;autoplay&quot; /&gt;&lt;param value=&quot;true&quot; name=&quot;controller&quot; /&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Per Firefox: cliccare &lt;a href=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/20000103221413a.wav&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;QUI&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/a /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;«Coso, hai cosato er coso ch’er Zor Coso&lt;br /&gt;cosò jjerzera in quela cosa tonna!».&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Eh a sto sciangotto&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt;&lt;/font&gt; tuo tanto curioso&lt;br /&gt;ma cchi ddiavolo vòi che tt’arisponna?&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;&lt;sup&gt;3&lt;/sup&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt; &lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Io sce vorebbe vede&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;&lt;sup&gt;4&lt;/sup&gt;&lt;/font&gt; la Madonna&lt;br /&gt;o cquarche Ssanto ppiú mmiracoloso,&lt;br /&gt;si ppotessi sbrojjà sta bbaraonna&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;&lt;sup&gt;5&lt;/sup&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;de sciarle che mme fai senza riposo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt; &lt;/font&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Coso, cosa, cosato!... Ma, Vvincenza,&lt;br /&gt;come protenni&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;&lt;sup&gt;6&lt;/sup&gt;&lt;/font&gt; poi che cchi tte sente&lt;br /&gt;nun te ridi sur muso? abbi pascenza!&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt; &lt;/font&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Come te perzuadi che la ggente&lt;br /&gt;t’abbi da intenne!&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;&lt;sub&gt;&lt;sup&gt;7&lt;/sup&gt;&lt;/sub&gt;&lt;/font&gt; Cuant’a mmé, in cusscenza,&lt;br /&gt;nun capisco davero un accidente.&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;&lt;sup&gt;8&lt;/sup&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt; &lt;/font&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Roma, 3 febbraio 1833  - Gioacchino Belli&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font size=&quot;1&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt; &lt;/font&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;1 Il coso, la cosa, il cosare sono belli e comodi vocaboli, che cavano assai bene d’impaccio chi ha difetto di termini: e nel discorso romano fanno una continua ed eccellente figura. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;1&quot;&gt;2 Borbottio. &lt;/font&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;1&quot;&gt;3 Ti risponda. &lt;/font&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;1&quot;&gt;4 Ci vorrei vedere. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Thu, 22 Nov 2007 17:27:02 -0800</pubDate>
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    <title>Guantanamo: cartigienica per la stampa?</title>
    <link>http://cblog.thule-italia.org/archives/2493-Guantanamo-cartigienica-per-la-stampa.html</link>
            <category>Focus</category>
    
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    <author>nospam@example.com (MThule)</author>
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    &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/guanta2.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot; /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;La notizia che abbiamo battuto dopo il Corriere della Sera è stata ripresa poi sia da ADN che Panorama ma riceviamo notizia che è probabilmente un fake o bufala....&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&amp;quot;&lt;em&gt;Mancano tutti i riferimenti generici di documento, mancano le citazioni degli stanag di riferimento, mancanosoprattutto i riferimenti agli OPORD (operation orders).&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;em&gt;La classificazione anche è sospetta. se fosse vera comunque le procedure di questo tipo - pertinenti nel caso di &amp;quot;prigionieri di guerra&amp;quot; o similari, - sono di pertinenza di ambito j2 e quindi classificabili in ambito NATO almeno come reserved, e gli americani li mettono come confidential.&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;em&gt;Inoltre secondo gli stanag NATO e americani la classificazione è seguita dalla classificazione secondo il principio della necessità di conoscere, riferita in genere alla limitazione delle forze operative che devono conoscere il documento. Per esempio, un documento emesso da forze NATO può risultare CONFIDENTIAL/KFOR cioè confidenziale con accesso solo alle forze KFOR e cosi via.&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;em&gt;la classificazione &amp;quot;For official use only&amp;quot; è quantomeno inusuale: &amp;quot;per uso ufficiale&amp;quot; è una dicitura strana e semmai potrebbe identificare appunto una procedura da mostrare all&#039;esterno&lt;/em&gt;.&amp;quot;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Attendiamo l&#039;evolversi e se gli specialisti della carta stampata e non rettificheranno...&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Wed, 14 Nov 2007 22:12:14 -0800</pubDate>
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    <title>Guantanamo: cartigienica per premio</title>
    <link>http://cblog.thule-italia.org/archives/2492-Guantanamo-cartigienica-per-premio.html</link>
            <category>Focus</category>
    
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    <author>nospam@example.com (MThule)</author>
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    &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Scaricare il documento &amp;gt;&amp;gt;&amp;gt;&lt;/font&gt;&lt;a href=&quot;http://www.thule-italia.net/sitoinglese/gitmo-sop%20Visita%20Thule%20Italia.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; color=&quot;#ff0000&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;QUI&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&amp;lt;&amp;lt;&amp;lt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/1024px-Gitmo-SOP-cover-letter.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Si intitola «Camp Delta Standard Operating Procedures» ed è il manuale in cui le forze militari statunitensi hanno appuntato e descritto in modo dettagliato tutte le procedure relative alle attività svolte all&#039;interno del campo di detenzione di Guantanamo Bay.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Nella prima pagina del manuale (datato 27 marzo 2003) compare la dicitura «Unclassified//For Official Use Only», intesa a vietarne la lettura da parte di persone non autorizzate, pur riconoscendo che non si tratta di informazioni segrete. Ma di certo non destinate a essere pubblicate online. Tramite WikiLeaks, però, le 238 pagine di cui si compone l&#039;incartamento – lo stesso che nel 2003 l&#039;American Civil Liberties Union (Aclu) aveva chiesto in visione, peraltro senza successo – possono essere sfogliate da chiunque lo desideri. Il Camp Delta Standard Operating Procedures permette quindi di dare uno sguardo all&#039;interno della contestata istituzione in cui a partire dal 2002 gli Stati Uniti hanno imprigionato centinaia di sospetti terroristi, e farsi finalmente un&#039;idea più precisa di quanto accadeva quotidianamente in quelle stanze.&lt;br /&gt;E così ecco che è possibile visionare le piante in scala delle prigioni, o l&#039;elenco dettagliato dei generi di conforto straordinari (come la carta igienica, per esempio) che possono essere dati «in premio» ai detenuti, o – ancora – le istruzioni su come manipolare psicologicamente i prigionieri e su come gestire uno sciopero della fame. Un&#039;apposita sezione spiega alle guardie come intimidire i detenuti utilizzando i cani, esattamente come avveniva ad Abu Ghraib. Come riferisce la webzine Wired, il direttore del programma Aclu per i Diritti Umani, Jamil Dakwar, dopo aver preso visione del manuale ha dichiarato di essere rimasto colpito dal modo dettagliato con cui è stato regolamentato ogni più piccolo aspetto della vita in condizioni di restrizione: dalle procedure di accoglienza dei prigionieri, a quelle per la rasatura, fino a quelle di sepoltura dei deceduti.&lt;br /&gt;Tuttavia, ciò che più ha inquietato Dawkar, sono le pagine in cui vengono fornite istruzioni circa le procedure di classificazione dei prigionieri ai fini delle ispezioni della Croce Rossa Internazionale. Il manuale prevede quattro livelli di «visibilità» del detenuto di cui la Croce Rossa chiede notizie: «Unrestricted Access» significa che le informazioni sul prigioniero non sono soggette a limitazioni, «Restricted Access» prevede esclusivamente la possibilità di richiedere brevi informazioni sul suo stato di salute, «Visual Access» consente solo l&#039;osservazione delle condizioni fisiche del soggeto. Infine, l&#039;ultimo livello, «No Access», non ammette alcun contatto tra il detenuto e i rappresentanti della Croce Rossa. Il Pentagono non ha commentato.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Wed, 14 Nov 2007 18:42:14 -0800</pubDate>
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    <title>C'è Onlus e Onlus</title>
    <link>http://cblog.thule-italia.org/archives/2422-Ce-Onlus-e-Onlus.html</link>
            <category>Focus</category>
    
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    <author>nospam@example.com (MThule)</author>
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    &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; color=&quot;#ff0000&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;strong&gt;Che differenza passa tra questa immagine...&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/onlus075.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; color=&quot;#ff0000&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;strong&gt;e questa?&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/onlus076.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; color=&quot;#ff0000&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;strong&gt;Risposta:&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;strong&gt;la prima rappresenta un articolo ed uno speciale di ControInFormazione dedicati alle ONG ed alle ONLUS mentre la seconda immagine è il dossier pubblicato sull&#039;Espresso di questa settimana.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; color=&quot;#ff0000&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;strong&gt;La differenza?&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;strong&gt;Noi non proteggiamo nessuno e non siamo protetti da alcuno.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Sembra poco, che ce vò! &lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/onlus077.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/onlus078.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p /&gt;&lt;hr /&gt; 
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    <pubDate>Tue, 16 Oct 2007 17:52:35 -0700</pubDate>
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    <title>Tradizione</title>
    <link>http://cblog.thule-italia.org/archives/2354-Tradizione.html</link>
            <category>Focus</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Wotan)</author>
    <content:encoded>
    &lt;br /&gt;
&lt;font size=&quot;2&quot; color=&quot;#cc0000&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;img width=&quot;417&quot; height=&quot;362&quot; style=&quot;border: 0px none ; padding-left: 5px; padding-right: 5px;&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/TIR.jpg&quot; /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;Camionista rumeno taglia la strada ad un&#039;utilitaria e poi la sperona: un morto.&lt;/font&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://oknotizie.alice.it/go.php?us=69b040085c0c6d7d&quot;&gt;http://oknotizie.alice.it/go.php?us=69b040085c0c6d7d&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;/font&gt;&lt;p /&gt;&lt;hr width=&quot;100%&quot; size=&quot;2&quot; /&gt;&lt;p /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;In Italia gli stranieri costituiscono il 51 per cento dei denunciati per rapina o furto in abitazione, il 45 per cento per rapina, il 39 per cento per violenze sessuali, il 36 per cento per gli omicidi consumati e il 31 per cento per quelli tentati, il 27 per cento per lesioni colpose. Se a queste percentuali si sottrae quella relativa agli immigrati regolari, si sale al 74 per cento per omicidio, al 72 per cento per il tentato omicidio, al 62 per cento per violenza carnale e al 63 per cento per sfruttamento della prostituzione.&lt;o:p /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;b&gt;Tutto questo quando gli immigrati sono una percentuale molto al di sotto del 10 per cento della popolazione italiana.&lt;/b&gt;&lt;o:p /&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;o:p&gt;Fonte: rapporto criminalità 2006 - Polizia di Stato&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;http://www.poliziadistato.it/pds/pri...rezza_2006.pdf&lt;/o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;b&gt;Magari il camionista in oggetto era in Italia solo per lavoro, di passaggio insomma. Già che c&#039;era ha fatto secco un anziano italiano. Si sarà voluto adeguare alle usanze locali. &lt;/b&gt;&lt;o:p /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.poliziadistato.it/pds/primapagina/rapporto_crim/sintesi_rapporto_sicurezza_2006.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;
 
    </content:encoded>

    <pubDate>Fri, 14 Sep 2007 08:01:23 -0700</pubDate>
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    <title>Bush ed il “Nafta Esaurito”</title>
    <link>http://cblog.thule-italia.org/archives/2304-Bush-ed-il-Nafta-Esaurito.html</link>
            <category>Focus</category>
    
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    <author>nospam@example.com (Druido)</author>
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    &lt;p&gt;&lt;img style=&quot;WIDTH: 328px; HEIGHT: 317px&quot; height=&quot;317&quot; hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/busheetta.jpg&quot; width=&quot;328&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoBodyText&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Montebello, Quebec-Canada, ieri un crepuscolare Bush ha aperto, con il premier messicano Calderon, e canadese Harper, il padrone di casa, una sessione d’incontri “a tre”, nell’ambito dell’alleanza economica denominata Nafta. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Questa stretta collaborazione dei tre stati dell’America del Nord, ideata da Bush/padre ed avallata anche durante l’era democratica di Clinton nel 1994, avrebbe dovuto servire ad armonizzare gli scambi commerciali, e la struttura produttiva di un’area vastissima, forse candidata, nei primi progetti, ad essere la locomotiva dell’economia mondiale. Non che caposaldo di una più ambiziosa meta, in pratica l’aggregazione, in una sorta di “mercato comune americano”, di tutte e due gli emisferi di questo continente. &lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;La realtà del Nafta oggi, dopo una decina d’anni dalla sua partenza, ha i connotati di un cocente insuccesso targato &lt;i&gt;“made in USA”.&lt;/i&gt;&lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Il settore manifatturiero degli Stati Uniti ha perso per strada, secondo alcune stime, un milione di posti di lavoro, danni ambientali si riscontrano in tutti e tre gli Stati, per la diminuzione dei controlli, mentre in Messico la liberalizzazione del mais, alimento base della popolazione, sta mettendo in ginocchio tanto la produzione, quanto la filiera distributiva, con un conseguente aumento dei prezzi. Fattore questo poco gradito dai messicani&lt;b&gt;…come dargli torto?&lt;/b&gt;&lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;La “Casa Bianca” è poi più che mai un castello posto sotto assedio elettorale. I due candidati democratici, il caffè/latte Obama (nuova icona del nostrano Veltroni), e la Clinton/moglie/di Bill Hillary, si fanno paladini dei lavoratori statunitensi, chiedendo misure più adeguate e diritti per la classe operaia&lt;b&gt;…vi ricorda qualche cosa?&lt;/b&gt; C’è chi invece, come il deputato democratico Kucinich, si spinge verso una politica veramente &lt;i&gt;naif &lt;/i&gt;per quelle latitudini, chiedendo, niente meno, che gli USA (fautori del Nafta) se ne vadano sia dall’accordo con Messico e Canada, sia dal WTO (World Trade Organization) &lt;b&gt;…due piccioni con una fava!&lt;/b&gt; &lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Le prospettive di un “mercato comune” americano, a guida USA, vanno poi sfumando in quella che è or mai una vera e propria sequenza di retrocessioni politiche ed economiche che, l’amministrazione Bush, ha inanellato in questi ultimi anni, a tutto vantaggio delle potenze asiatiche, Cina ed India, che grazie ad enormi riserve di denaro sonante attirano gli stati dell’America latina come mosche col miele. &lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;Il summit per rilanciare il Nafta, che si chiuderà oggi con una conferenza stampa congiunta dei tre attori, rischia dunque di non rappresentare un nuovo punto di partenza, ma l’arrivo in un binario morto.&lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-bidi-font-size: 12.0pt&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Tue, 21 Aug 2007 17:07:31 -0700</pubDate>
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    <title>Il paese delle emergenze</title>
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            <category>Focus</category>
    
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    <author>nospam@example.com (MThule)</author>
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    &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Siamo o no il paese delle emergenze? Piove troppo, emergenza frane. Piove poco, emergenza siccità. E così via per ogni aspetto dal meteorologico al sociale. Basta usare la parola chiave emergenza e ci si nasconde così dietro alla parvenza di un episodio che non poteva essere previsto. Uno scaricarsi la coscienza (semmai esistente) di fronte alle incompetenze di uno stato incapace di gestire la vita del cittadino dall&#039;acqua all&#039;invasione dei rom.&lt;/strong&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;img hspace=&quot;0&quot; src=&quot;http://cblog.thule-italia.org/uploads/zingari_m140_img.jpg&quot; align=&quot;baseline&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;hr /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/font&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;L&#039;invasione dei romeni&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;In Italia sono un milione. Con un primato criminale che fa paura. Così l&#039;ingresso di Bucarest in Europa è diventato un&#039;emergenza&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Sì, conosco i rischi del mestiere, me li assumo. Meglio guadagnare 500-1.000 euro in cinque minuti, che alzarsi ogni mattina per andare a lavorare per mille euro... I soldi, tanti e subito, invece di sbattersi 30 maledetti giorni, per lo stipendio medio di un operaio Fiat alla catena di montaggio. La filosofia di vita del giovane Petrica è questa, esternata al telefono con un&#039;amica. Lui, romeno di 26 anni, non sapeva di essere intercettato dalla polizia postale di Milano. Né tanto meno, martedì 11 luglio, se l&#039;aspettava di essere arrestato, insieme ad altri nove connazionali, per l&#039;indagine del pm di Cagliari Luca Forteleoni. Ma il gioco valeva la candela: con le carte di credito clonate ci si può permettere la bella vita, hotel, ristoranti e vestiti firmati Armani.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Petrica era in Italia da tempo. È solo la punta di lancia di un esercito di romeni giunti nella penisola, buoni o cattivi, volenterosi o sbandati, convinti di farcela o di darsi alla delinquenza. Tra regolari e irregolari oggi i romeni si aggirano tra gli 800 mila e il milione. Una massa di manovra che crea insicurezza, paura. Se, in base a recenti statistiche, il 42 per cento degli italiani percepisce un pericolo dagli immigrati l&#039;etnia romena è in prima fila. È un pericolo indotto dall&#039;ingresso, dal primo gennaio 2007, di Bucarest nell&#039;Unione europea. Aumentano le folle in cerca di un qualunque lavoro, quello che si trova, anche in nero. Aumentano gli sbarchi dei rom che a Roma e Milano sono ormai un problema quotidiano, vissuto sulla pelle di chi viene scippato perfino da ragazzini sotto i 14 anni, non imputabili.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Certo, tutti gli immigrati, romeni compresi, sono una risorsa, danno un contributo alla crescita dell&#039;economia. Ma a spaventare sono le fredde cifre della criminalità, rese note a fine giugno dal rapporto del ministero dell&#039;Interno: 450 pagine di grafici e tabelle che condensano, mettendola a nudo, quella &#039;percezione di pericolo&#039;. I romeni sono in testa in ben sette su quindici tipi di reati denunciati e commessi da stranieri nel periodo 2004-2006: dagli omicidi (15,4 per cento) alla violenze sessuali (16,2), dai furti d&#039;auto (29,8) o &#039;con destrezza&#039; (37) alle rapine nelle case (19,8) o nei negozi (26,9) fino alle estorsioni (15). Sono dati che fanno riflettere. Per tante ragioni. Marzio Barbagli, docente di Sociologia a Bologna, nonché coordinatore scientifico del dossier del ministro Giuliano Amato, dice a &#039;L&#039;espresso&#039;: &amp;quot;Oggi i romeni sono la prima nazionalità per numero di presenze in Italia&amp;quot;. Di più:&lt;br /&gt;costituiscono il 12 per cento degli stranieri regolari. Eppure nei sette casi appena citati battono tutti i record. Aggiunge il professor Barbagli: &amp;quot;Sa che cosa preoccupa di più? Il fatto che molti di quei delitti portino la sigla di chi irregolare non è, ha un permesso di soggiorno&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Insomma, è un primato dopo l&#039;altro. Stracciato anche quello degli espulsi tra il 1998 e il 2006: 60 mila, davanti ad Albania (50 mila) e Marocco (24 mila). Se si guarda anche ai romeni soltanto &#039;rintracciati&#039;, ma non necessariamente poi cacciati, si sfiora quota centomila nel triennio 2003-2006. Sono numeri inquietanti, che danno il senso della rivoluzione strisciante, da Nord a Sud.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Così, si sa che al 13 luglio, secondo dati dell&#039;amministrazione penitenziaria, sono 2.304 gli ospiti romeni nelle carceri italiane, su un totale di 15.848 stranieri, ovvero quasi il 15 per cento. Una soglia di guardia. E non è una coincidenza che proprio il giorno prima, giovedì 12, il presidente del Consiglio Romano Prodi abbia ricevuto il suo omologo di Bucarest Calin Popescu Tariceanu. Al centro dei colloqui l&#039;emergenza sul fronte immigrati. Con un primo provvedimento concreto: nove poliziotti trasferiti a Roma, pronti a collaborare con i loro colleghi italiani.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Sì, ormai siamo a una sorta di &#039;codice rosso&#039;, un livello che richiede interventi urgenti al Nord, ma anche al Centro, dove si concentra la maggior parte dei crimini. E dove le bande romene hanno soppiantato gli albanesi una volta padroni incontrastati delle piazze lombarde e piemontesi. Anzi, in base al dossier del Viminale, le stesse &amp;quot;sembrano ripercorrere, in modo più rapido, le tappe evolutive che hanno caratterizzato l&#039;escalation della malavita albanese&amp;quot;. Alcune delle loro specialità: sfruttamento della prostituzione, tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Marius Torok è stato duramente punito, condannato in marzo dal Tribunale di Milano a undici anni. Controllava un giro di ragazzi minorenni, uno addirittura sotto i 14 anni, costretti a battere nella tristemente famosa piazza Trento. Vasile, questo il nome dell&#039;adolescente, era stato venduto dalla madre per poi trasformarsi in &#039;bello di notte&#039; e ladro di giorno.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Il rosario dei raid viene sgranato nelle ville torinesi con costante regolarità? Finalmente una gang di sette romeni viene bloccata in primavera proprio mentre sta progettando un altro colpo. Avevano da poco svaligiato un bar tabaccheria di Farandole di Caprie, arraffando 18 mila euro cash e 700 euro in ricariche telefoniche. Che i balordi avevano attivato, facendosi così scoprire. Balordi, ma spietati, decisi a usare sulle vittime perfino mazze da baseball, si sente in alcune intercettazioni, &amp;quot;per rompergli le gambe senza ammazzarli. Morti non ci servono, devono dirci tutto sulla cassaforte e suoi gioielli&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Il documento del ministero dell&#039;Interno dedica ampio spazio ai furti di rame nel 2006: centinaia di tonnellate rubate soprattutto nei magazzini delle ferrovie dello Stato. In aprile i carabinieri di Verbania hanno sgominato un gruppo di sei romeni, autori di incursioni nelle province di Torino, Alessandria e Novara. In un altro caso, in un campo nomadi vicino a Torino sono finiti in manette altri cinque romeni. Giovanotti ingegnosi che utilizzando macchine sofisticate erano riusciti a sguainare cavi elettrici per estrarne 15 preziose tonnellate di metallo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Ma la vera grande novità della delinquenza importata dalla Romania è la contraffazione delle carte di credito. È caccia aperta ai cervelli balcanici del software che hanno inventato il metodo per creare speciali microchip, skimmer in gergo tecnico. Vanno installati nelle apparecchiature Pos di negozi o supermercati per carpire i codici delle carte di pagamento di ignari clienti. Codici che poi devono essere &#039;riportati&#039; sulle bande magnetiche di una qualunque tessera. Secondo la Guardia di finanza, tra la primavera del 2006 e l&#039;estate del 2007, i ladri dei bancomat hanno fatto danni per 8 milioni di euro. Senza badare a spese. Come quel romeno che parlando al telefono con un amico si vantava di trovarsi in un lussuoso ristorante di Lione: &amp;quot;Qui un piatto di carne costa 170 euro. Ma non ha importanza. Con l&#039;ultima clonazione ho guadagnato 20 mila euro&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Naturalmente questi sono fatti estremi, l&#039;apice di una criminalità, che tanto più fa notizia quanto più si gonfia l&#039;aritmetica dei romeni oggi in Italia. Già, quanti sono? Per la Caritas erano 271 mila alla fine del 2005. Si stima che oggi, quelli regolari, siano almeno 400 mila, cresciuti soprattutto dopo il 1 gennaio 2007. Soltanto a Roma e provincia sono 65 mila, con aumento di tre volte in soli quattro anni. Se soltanto si guarda ai passeggeri arrivati negli aeroporti della capitale dalla Romania nel primo semestre di quest&#039;anno, ci si imbatte in queste cifre: 210 mila a Fiumicino e 60-70 mila a Ciampino. Secondo la prefettura, tra pullman, pulmini e auto private si tocca la vetta di mille al giorno.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Ma gli irregolari si possono contare? Esistono solo stime ufficiose, allarmanti. In una lettera aperta che la Lega dei romeni nel nostro paese ha inviato a fine 2006 a Romano Prodi auspicando di non chiudere la porta ai propri lavoratori dopo l&#039;inizio del 2007, viene indicata questa statistica: &amp;quot;Oggi in Italia, se si calcolano anche gli irregolari, vivono più di un milione di romeni&amp;quot;. Possibile? Su questa valutazione concorda anche il presidente di &#039;Identitatea Romaneasca&#039;, il partito dei romeni in Italia, Giancarlo Germani, un avvocato di Roma, spiegando perché: &amp;quot;In Romania manca qualche milione di persone, partite per l&#039;estero in cerca di fortuna&amp;quot;. Dichiara a &#039;L&#039;espresso&#039; il giornalista Sorin Cehan, direttore di &#039;Gazeta Romaneasca&#039;, due redazioni, una a Bucarest e una a Roma: &amp;quot;In Spagna ci sono un milione di romeni. In Italia almeno 800 mila&amp;quot;. Anche alla Camera di commercio italo-romena di Bucarest convengono su queste analisi. Il motivo è sempre lo stesso: in patria, dove la disoccupazione è ai minimi storici, la manodopera è rara e per assumerla bisogna rivolgersi altrove, in Cina, Ucraina, Moldova. Oppure in India, come confida Pietro Francisci, titolare della &#039;Coister&#039;: &amp;quot;Ho un&#039;azienda di costruzioni edili, 600 dipendenti. Avevo bisogno di 100 operai, li ho cercati laggiù&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Preoccupazioni. Ansie. Rilanciate dalle nuove realtà metropolitane: i rom. A Roma ce ne sarebbero 10-15 mila. Molti vivono in 11 campi attrezzati (28 ne sono stati chiusi in passato). Altri si sono piazzati in aree semiabusive, fornite di fontanelle e bagni chimici. Altri ancora dormono un po&#039; lungo le rive del Tevere e dell&#039;Aniene, o sotto i ponti della città.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;A Milano i rom vivono in nove campi autorizzati. Ma dove si stabiliscono, creano situazione esplosive. Non sono tollerati da chi se li trova vicino. Proteste. Richieste di sgombero. Rivendicazioni di rispetto dell&#039;igiene, tra cassonetti che vomitano sporcizia e odori nauseabondi. Ogni tanto ci scappa un incendio, che manda in fumo baracche e suppellettili. Come quello del 29 giugno, in via San Dionigi, a due passi dal Corvetto, sud della città, a ridosso della frazione di Chiaravalle. Qui la rabbia era già scoppiata due giorni prima, il 27, con una fiaccolata. Qui fa capolinea il bus 77, direzione Largo Augusto, fino a poche settimane fa scambiato per una latrina pubblica. Poi da giugno viaggiano sul mezzo pubblico anche dei vigili urbani. Controllano che nessuno faccia i suoi bisogni. A Chiaravalle la pensano all&#039;unisono Forza Italia, Lega e Ds, e perfino il Sunia, il sindacato inquilini della sinistra: i rom se ne vadano da un&#039;altra parte.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Ma quanti sono i nomadi all&#039;ombra della Madonnina? Seimila secondo la Prefettura, 10 mila secondo la polizia locale. Vengono dalla Romania, ma ci sono anche italiani, bosniaci, kosovari. Paladino della tolleranza zero, il vicesindaco Riccardo De Corato, senatore di An: &amp;quot;Dal primo gennaio ne sono venuti almeno 1.500-2 mila. Ogni giorno ricevo in media 15-20 telefonate che mi segnalano nuovi arrivi. Alcuni rom si sono costruiti delle villette, almeno una ventina, al Parco Sud, verso Cusago. Una è stata abbattuta con l&#039;intervento di un magistrato&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Eppure in questo scenario un po&#039; cupo uno sprazzo di luce c&#039;è, quando è stata concessa l&#039;area di Triboniano, a fianco del Cimitero Maggiore, un omaggio della municipalità: roulotte numerate, oltre 500 persone che le occupano. In cambio i rom si sono iscritti all&#039;anagrafe, con tanto di documento d&#039;identità che attesta l&#039;indirizzo &#039;en plein air&#039; dove vivono, via Barzaghi 16. Pagano le bollette di acqua e luce, e mandano i loro ragazzi a scuola. A Triboniano entrano con un &#039;badge&#039;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Sia i rom di Milano sia quelli di Roma provengono da Craiova, Turnu Severin e Calarasi. Walter Veltroni, come sindaco della capitale, si è già incontrato con le autorità di queste tre città romene e con il premier Tariceanu. Sul tappeto un&#039;intesa che prevede finanziamenti per favorire lo sviluppo locale, corsi di formazione professionale dei romeni a Roma, sostegno ai programmi di rimpatrio volontario. È una linea che trova d&#039;accordo anche il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati, un diessino favorevole alla politica degli sgomberi:&amp;quot;Bisogna venire incontro ai cittadini. C&#039;è un limite alla sostenibilità&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Rom. Romeni. Criminalità in forte ascesa. Eppure Roma è lontana. Il professor Barbagli lancia il suo j&#039;accuse: &amp;quot;La legge Bossi-Fini è stata un fallimento. Ma oggi la situazione resta quella di un paese che spreca enormi risorse. Si pesta l&#039;acqua nel mortaio. I poliziotti sono frustrati. Investono tante energie, ma vedono che chi viola il codice non viene rimpatriato. Le persone indesiderate vanno espulse. C&#039;è un progressivo allontanamento tra le richieste della gente, specialmente delle regioni settentrionali, e la risposta della classe politica. Che è propagandistica, quella del centrodestra. Oppure è una risposta debole, quella del centrosinistra. Perché chi di quest&#039;ultima coalizione affronta i problemi veri dell&#039;immigrazione sono i sindaci, a contatto diretto con i loro concittadini&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;La palla torna dunque al governo Prodi. Farà qualcosa? Oppure i Petrica continueranno a puntare sull&#039;Italia, dove clonando un bancomat si guadagnano cinquecento-mille euro in cinque minuti?&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;[ Fonte: &lt;em&gt;L&#039;Espresso&lt;/em&gt; ]&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Tue, 24 Jul 2007 11:58:57 -0700</pubDate>
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    <title>L'industria dell'11 settembre</title>
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    <author>nospam@example.com (Nero per Caso)</author>
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    &lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Non temiamo smentite se affermiamo - parafrasando il titolo di un libro sull&#039;olocausto - che l&#039;11 settembre abbia rappresentato e rappresenti un&#039;industria a livello mondiale.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Dai libri ai video, dai seminari alle conferenze, dagli esperti ai poco esperti sino a giungere ai tuttologi, molti - troppi! -  ne hanno tratto e ne stanno traendo benefici.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;L’ultima trovata arriva da un team di ricercatori della Purdue University che, sfruttando le più recenti tecnologie di simulazione in 3d, è riuscito a ricostruire i 3-4 secondi successivi all’impatto.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font face=&quot;arial,helvetica,sans-serif&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;strong&gt;Insomma, Thanks Amerika.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p /&gt;&lt;hr /&gt;&lt;p /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/cddIgb1nGJ8&quot; width=&quot;325&quot; height=&quot;250&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; wmode=&quot;transparent&quot; /&gt;&lt;/p&gt; 
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    <pubDate>Tue, 26 Jun 2007 16:19:57 -0700</pubDate>
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